Analisi e articoli più recenti
di Nils A. Haug • 28 dicembre 2025
Il massacro di innocenti famiglie ebree perpetrato il 14 dicembre scorso a Sydney è stato preceduto da una serie di atti terroristici contro gli ebrei australiani. Le conseguenze della diffusa discordia sociale e degli atti antisemiti da parte degli immigrati islamisti nei Paesi occidentali sono ben documentate, è però un mistero il motivo per cui il governo australiano sembra credere che la propria nazione rappresenti un'eccezione. Nella foto: la polizia sulla scena dell'attacco terroristico di Bondi Beach, a Sydney, il 14 dicembre 2025. (Foto di Saeed Khan/AFP via Getty Images)
Il 14 dicembre, durante la festività di Hanukkah, un momento di celebrazione, si è consumato un massacro di innocenti famiglie ebree sulla famosa spiaggia australiana di Bondi Beach, a Sydney. Quindici persone sono rimaste uccise e altre quaranta sono state ferite. Uno degli aggressori, un immigrato musulmano di nome Sajid Akram, è stato ucciso dalla polizia; suo figlio Naveed, il secondo aggressore, è stato colpito dagli agenti prima di essere arrestato. La situazione avrebbe potuto essere peggiore se non fosse stato per l'intervento della polizia di Sydney e per la prontezza di un coraggioso passante, Ahmed El-Ahmed, un musulmano che è riuscito a bloccare e disarmare uno dei terroristi.
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di Khaled Abu Toameh • 21 dicembre 2025
Non occorre essere degli "esperti" per capire che il Qatar, nonostante il suo tentativo di presentarsi come mediatore neutrale tra Israele e Hamas negli ultimi due anni, continua ad essere allineato all'ideologia estremista dei Fratelli Musulmani e di Hamas. Purtroppo, questa ideologia considera i non musulmani (e Israele) il nemico numero uno. Nella foto: l'allora emiro del Qatar, lo sceicco Hamad bin Khalifa al-Thani, stringe la mano all'allora leader di Hamas Ismail Haniyeh durante la visita all'Università Islamica nella Striscia di Gaza, il 23 ottobre 2012. (Foto di Wissam Nassar/AFP via Getty Images)
Le delegazioni di Qatar, Egitto e Turchia si sono incontrate al Cairo il 25 novembre scorso per discutere l'attuazione della seconda fase del piano del presidente degli Stati Uniti Donald J. Trump per porre fine alla guerra nella Striscia di Gaza, scoppiata con l'attacco del 7 ottobre 2023 lanciato da Hamas contro Israele. Secondo quanto riportato dai media, all'incontro hanno partecipato i capi delle agenzie di intelligence di Egitto e Turchia, insieme al primo ministro del Qatar. Hanno discusso delle "modalità per intensificare gli sforzi congiunti al fine di garantire il successo dell'attuazione della fase 2 del piano", che prevede il disarmo di Hamas, l'istituzione di un comitato di transizione per la governance palestinese e il dispiegamento di una Forza Internazionale di Stabilizzazione nella Striscia di Gaza.
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di Majid Rafizadeh • 11 dicembre 2025
Mentre l'attenzione mondiale si è spostata su altre crisi, l'Iran ha accelerato rapidamente e in modo aggressivo la produzione di missili balistici alla velocità della luce. Nella foto: un missile balistico ipersonico Fattah viene esposto durante la parata militare annuale a Teheran, il 22 settembre 2023. (Foto di AFP via Getty Images)
Dopo la "guerra dei 12 giorni", l'Iran è stato oggetto di scarsa attenzione, ma la minaccia che rappresenta oggi sta aumentando notevolmente. Mentre l'attenzione mondiale si è spostata su altre crisi, la Repubblica Islamica ha accelerato in modo rapido e aggressivo la produzione di missili balistici alla velocità della luce. Il regime iraniano annuncia con orgoglio la produzione di grandi quantità di missili, l'ampliamento delle linee di assemblaggio e si vanta apertamente del suo arsenale in continua crescita. L'Iran non nasconde questi sviluppi, ma se ne vanta. Il regime, nonostante una siccità devastante, sembra sentirsi incoraggiato, rafforzato e determinato.
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di Majid Rafizadeh • 6 dicembre 2025
Fin dalla sua nascita, l'attuale regime iraniano non è stato costruito sulla pace, ma sulla spada. Gli slogan rivoluzionari del regime non riguardano la coesistenza né il rispetto reciproco, ma inneggiano al dominio, all'eliminazione dei nemici e alla costruzione di un impero sotto la bandiera della Guida Suprema. Il regime non ha mai cercato di ottenere influenza con la persuasione o la diplomazia, ma attraverso armi nucleari, missili balistici e omicidi a livello globale. Nella foto: la Guida Suprema dell'Iran, Ali Khamenei, tiene un discorso il 1° novembre 2023, trasmesso dall'emittente tv iraniana Canale 1. (Fonte dell'immagine: MEMRI)
Sin dalla sua nascita, l'attuale regime iraniano non è stato costruito sulla pace, ma sulla spada. Fin dal primo giorno della rivoluzione del 1979, gli ayatollah hanno instaurato una teocrazia la cui missione principale non era solo quella di governare, ma anche di esportare la rivoluzione in tutto il mondo e imporre agli altri la propria dottrina islamista sciita radicale. L'ideologia fondante del regime si basa sulla conquista di popoli e territori attraverso il terrore, l'inganno e la forza.
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di Gordon G. Chang • 30 novembre 2025
Secondo quanto riportato dal Washington Post il 26 settembre scorso, la Russia sta fornendo equipaggiamento, tecnologia e addestramento alla Cina per un'invasione aerea. L'articolo, basato su uno studio pubblicato dal Royal United Services Institute con sede nel Regno Unito, rileva che la Cina sta pianificando un attacco aereo a Taiwan. Nella foto: il presidente russo Vladimir Putin incontra il presidente cinese Xi Jinping a Pechino, il 2 settembre 2025. (Foto di Sergey Bobylev/Pool/AFP tramite Getty Images)
Secondo quanto riportato dal Washington Post il 26 settembre scorso, la Russia sta fornendo equipaggiamento, tecnologia e addestramento alla Cina per un'invasione aerea. L'articolo, basato su uno studio pubblicato dal Royal United Services Institute con sede nel Regno Unito, rileva che la Cina sta pianificando un attacco aereo a Taiwan. Il giorno prima della pubblicazione del pezzo del Washington Post, la Reuters ha rivelato che esperti cinesi si erano recati in Russia per aiutare quel Paese a sviluppare droni. Secondo l'agenzia di stampa, la Sichuan AEE, un'azienda cinese, ha venduto droni d'attacco e sorveglianza al produttore di armi russo IEMZ Kupol tramite un intermediario sanzionato dagli Stati Uniti e dall'UE. I due articoli evidenziano la stretta cooperazione tra Russia e Cina nei teatri militari di tutto il mondo. Questi due Stati aggressivi, a quanto pare, hanno di fatto formato un'alleanza militare.
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di Khaled Abu Toameh • 16 novembre 2025
Chi crede che Hamas rinuncerà volontariamente alle armi vive nel mondo dei sogni. Per il gruppo terroristico, questo equivarrebbe a un suicidio. I termini "smilitarizzazione" e "deradicalizzazione" non esistono nel lessico di Hamas. Nella foto: un uomo armato di Hamas in piedi tra una folla di scudi umani, a Deir el-Balah, nella Striscia di Gaza, il 13 ottobre 2025. (Foto di Bashar Taleb/AFP via Getty Images)
Secondo il piano del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per porre fine alla guerra nella Striscia di Gaza, "tutte le infrastrutture militari, terroristiche e offensive, compresi i tunnel e gli impianti di produzione di armi, saranno distrutte e non ricostruite. Ci sarà un processo di smilitarizzazione di Gaza sotto la supervisione di osservatori indipendenti, che includerà la messa fuori uso permanente delle armi attraverso un processo concordato di smantellamento". Tuttavia, dopo l'annuncio del piano, i funzionari di Hamas hanno ripetutamente sottolineato che il loro gruppo terroristico sostenuto dall'Iran, che ha iniziato la guerra attaccando Israele il 7 ottobre 2023, non ha alcuna intenzione di deporre le armi. È evidente che Hamas vuole conservare le proprie armi per poter continuare il suo jihad (guerra santa) contro Israele e assicurarsi il controllo della Striscia di Gaza.
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di Uzay Bulut • 29 ottobre 2025
Da anni il Pakistan reprime duramente le sue minoranze, i dissidenti politici, i difensori dei diritti umani e i giornalisti. Ciononostante, continua a beneficiare degli incentivi speciali dell'Unione Europea nell'ambito del Sistema di Preferenze Generalizzate. Nella foto: l'allora Alto Rappresentante per gli Affari Esteri dell'UE, Federica Mogherini, e l'allora Ministro degli Affari Esteri pakistano Shah Mehmood Qureshi, tengono una conferenza stampa dopo la firma del Piano di Impegno Strategico UE-Pakistan, a Bruxelles, il 25 giugno 2019. (Foto di Aris Oikonomou/AFP via Getty Images)
Il Pakistan è travolto da una crisi sempre più profonda di intolleranza religiosa e persecuzione sistematica. Quest'anno si è assistito a un'inquietante ondata di violenza, di discriminazione e a un preoccupante aumento della complicità istituzionale. Le comunità cristiana, ahmadi e indù sono state particolarmente prese di mira. Nonostante i ripetuti appelli alla riforma e la condanna internazionale, l'incapacità del Pakistan di proteggere i suoi cittadini più vulnerabili ha lasciato una scia di vite distrutte, luoghi di culto profanati e una società sempre più dilaniata dall'odio. Da anni il Pakistan reprime duramente le proprie minoranze, i dissidenti politici, i difensori dei diritti umani e i giornalisti, anche a livello transnazionale. Ciononostante, il Pakistan continua a godere dei vantaggi offerti dal regime speciale di incentivazione dell'Unione Europea nell'ambito del Sistema di Preferenze Generalizzate (SPG+).
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di Drieu Godefridi • 26 ottobre 2025
La Germania offre oggi al mondo uno spettacolo inquietante: uno Stato in agonia che, sotto le mentite spoglie della virtù democratica, sta sprofondando nell'autoritarismo. Nell'odierna Germania, il principale partito di opposizione non è considerato un attore legittimo nel processo democratico, ma senza alcun giusto processo viene visto come un nemico interno. Nella foto: Alice Weidel, co-presidente del partito politico Alternative für Deutschland (AfD), appare su un monitor mentre parla al Congresso del partito tenutosi l'11 gennaio 2025 a Riesa, in Germania. (Foto di Sean Gallup/Getty Images)
La Germania offre oggi al mondo uno spettacolo inquietante: uno Stato in agonia che, sotto le mentite spoglie della virtù democratica, sta sprofondando nell'autoritarismo. L'erosione delle libertà civili non avviene attraverso un colpo di Stato, ma attraverso il lento accumulo di misure amministrative, giuridiche e di polizia che delineano i contorni di una dittatura tanto implacabile quanto convinta della propria virtù. 1. La classificazione dell'AfD da parte di un'agenzia amministrativa
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di Robert Williams • 12 ottobre 2025
Con le valute digitali delle banche centrali, il tuo denaro non sarà più tuo, ma più simile a un credito o a un conto che avrai presso il governo e a cui potrai accedere solo a condizione di rispettare le regole, qualunque esse siano. (Fonte dell'immagine: iStock/Getty Images)
I leader globalisti lavorano a pieno ritmo per introdurre le valute digitali delle banche centrali (CBDC). Una CBDC è una valuta digitale emessa direttamente da una banca centrale, come la Federal Reserve negli Stati Uniti, la Banca Centrale Europea nell'Eurozona e la Banca d'Inghilterra nel Regno Unito.
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di Jon Abbink • 9 ottobre 2025
Il conflitto tra Israele, Hamas e l'Iran, che domina ancora le notizie mondiali, rimane instabile. Negli ultimi 23 mesi, si sono svolte in molti Paesi manifestazioni di protesta contro Israele, spesso sfociate in violente rivolte. Alcune si sono addirittura svolte in concomitanza con il 7 ottobre 2023, o pochi giorni dopo, a sostegno dei massacri perpetrati da Hamas in Israele. Ci sono state numerose iniziative e sono state pubblicate molte affermazioni che hanno finito per denigrare Israele e il popolo ebraico. Nella foto: Agenti di polizia inseguono i rivoltosi che hanno attaccato ebrei e israeliani ad Amsterdam, il 7 novembre 2024. (Foto di Wahaj Bani Moufleh/Middle East Images/AFP via Getty Images)
Il conflitto tra Israele, Hamas e l'Iran, che domina ancora le notizie mondiali, rimane instabile. Negli ultimi 23 mesi, si sono svolte in molti Paesi manifestazioni di protesta contro Israele, spesso sfociate in violente rivolte. Alcune si sono addirittura svolte in concomitanza con il 7 ottobre 2023, o pochi giorni dopo, sostegno dei massacri perpetrati da Hamas in Israele. Ci sono state numerose iniziative e sui social media sono state pubblicate molte affermazioni che hanno finito per denigrare Israele e il popolo ebraico. Ma queste "iniziative" sono talmente troppe per essere ignorate. In qualità di accademico olandese, chiedo che si discuta di questo tragico conflitto con meno emotività e più obiettività, e che si cerchino soluzioni oneste per entrambe le parti.
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di Uzay Bulut • 28 settembre 2025
Il 16 luglio scorso, il senatore Ted Cruz, presidente della sottocommissione per le Relazioni estere del Senato sull'Africa e la Politica Globale sulla Salute, ha presentato il Muslim Brotherhood Terrorist Designation Act del 2025, che attuerebbe una nuova strategia modernizzata per designare la Fratellanza Musulmana (FM) come gruppo terroristico. La risposta a questo interrogativo è chiaro: sì, dovrebbe farlo. Una domanda più pressante è perché a queste organizzazioni filo-jihadiste e suprematiste islamiche affiliate ai Fratelli Musulmani è stato consentito di operare sul suolo statunitense per tutti questi anni. Nella foto: Cruz interviene durante un'audizione della sottocommissione della Commissione Giustizia del Senato a Capitol Hill, il 3 giugno 2025. (Foto di Chip Somodevilla/Getty Images)
Il 16 luglio scorso, il senatore Ted Cruz, presidente della sottocommissione per le Relazioni estere del Senato sull'Africa e la Politica Globale sulla Salute, ha presentato il Muslim Brotherhood Terrorist Designation Act del 2025. Questo disegno di legge attua una nuova strategia modernizzata per designare la Fratellanza Musulmana (FM) come gruppo terroristico. Cruz ha dichiarato:
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di Pesach Wolicki • 31 agosto 2025
Dall'invasione di Israele da parte di Hamas, il 7 ottobre 2023, i media internazionali, le organizzazioni umanitarie e le agenzie affiliate alle Nazioni Unite hanno incessantemente promosso una delle accuse di sangue più dannose della storia: quella secondo cui Israele starebbe deliberatamente affamando la popolazione della Striscia di Gaza. Titolo dopo titolo, e attraverso rapporti "ufficiali" delle Nazioni Unite e immagini virali, al mondo è stato detto che Gaza è sull'orlo della carestia, o che la carestia è già in corso. Tuttavia, questi avvertimenti, proclamati a gran voce, non si sono concretizzati. Nella foto: abitanti di Gaza esultano dopo aver ricevuto pacchi alimentari da un punto di distribuzione della Gaza Humanitarian Foundation, il 26 giugno 2025, nel centro di Gaza. (Foto di Moiz Salhi/Middle East Images/AFP via Getty Images)
Dall'invasione di Israele da parte di Hamas, il 7 ottobre 2023, i media internazionali, le organizzazioni umanitarie e le agenzie affiliate alle Nazioni Unite hanno incessantemente promosso una delle accuse di sangue più dannose della storia: quella secondo cui Israele starebbe deliberatamente affamando la popolazione della Striscia di Gaza. Titolo dopo titolo, e attraverso rapporti "ufficiali" delle Nazioni Unite e immagini virali, al mondo è stato detto che Gaza è sull'orlo della carestia, o che la carestia è già in corso. Tuttavia, questi avvertimenti, proclamati a gran voce, non si sono concretizzati.
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di Guy Millière • 24 agosto 2025
I leader e i governi europei si sono allontanati da ciò che un tempo legava l'Europa e gli Stati Uniti, come la libertà di espressione e le elezioni libere ed eque, i cui risultati vengano di fatto attuati. È possibile fermare la deriva antidemocratica che ha attanagliato diversi grandi Paesi europei? (Fonte dell'immagine: iStock)
Febbraio 2025. Il vicepresidente statunitense J.D. Vance tiene un discorso in Germania alla Conferenza di Monaco sulla Sicurezza. Il pubblico si aspetta che parli di politica estera, geopolitica e di minacce che incombono sul mondo. Piuttosto, Vance afferma che la minaccia oggi più preoccupante è quella "dall'interno, l'allontanamento dell'Europa da alcuni dei suoi valori più fondamentali". Aggiunge che i Paesi e le istituzioni europee minano la democrazia e la libertà di espressione, e riporta alcuni esempi: "Un ex commissario europeo", asserisce Vance, "è andato di recente in televisione e si è rallegrato del fatto che il governo rumeno ha appena annullato un'intera elezione".
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di JNS • 16 agosto 2025
Nella foto: Rifornimenti sul lato palestinese del valico di Kerem Shalom che non sono stati raccolti per la distribuzione da parte delle organizzazioni umanitarie internazionali, luglio 2025. (Foto di IDF)
Negli ultimi mesi, sul lato palestinese dei valichi di frontiera verso la Striscia di Gaza, si è accumulata una gran quantità di aiuti umanitari, per lo più cibo, che attende ancora di essere ritirata dalle organizzazioni umanitarie internazionali, ha dichiarato il 25 luglio scorso il Coordinatore delle Attività Governative nei Territori (COGAT), un'unità del ministero della Difesa israeliano, in seguito alle affermazioni secondo cui Gerusalemme starebbe impedendo l'ingresso di cibo nella Striscia. Il COGAT ha diffuso un lungo video che mostra centinaia di camion sul lato palestinese del valico di Kerem Shalom, con file di scatole di rifornimenti ammassate sui pallet.
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di Drieu Godefridi • 4 agosto 2025
Il 24 luglio scorso, la Francia ha annunciato la sua decisione di riconoscere a settembre l'esistenza di uno "Stato palestinese". Il presidente Emmanuel Macron ha definito tale mossa un atto di "giustizia" e di "pace". In realtà, tuttavia, questo riconoscimento è una finzione geopolitica. Ancora una volta, la Francia si trova dalla parte sbagliata della storia. Non dalla parte dei diritti umani, né dalla parte della pace, ma da quella della menzogna, del disonore e della collaborazione con i nemici dell'umanità. Nella foto: Macron incontra il presidente dell'Autorità Palestinese Mahmud Abbas all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, a New York, il 25 settembre 2024. (Foto di Ludovic Marin/AFP via Getty Images).
Il 24 luglio 2025, la Francia ha annunciato la sua decisione di riconoscere a settembre l'esistenza di uno "Stato palestinese". Il presidente Emmanuel Macron ha definito tale mossa un atto di "giustizia" e di "pace". In realtà, tuttavia, questo riconoscimento è una finzione geopolitica. Ancora una volta, la Francia si trova dalla parte sbagliata della storia. Non dalla parte dei diritti umani, né dalla parte della pace, ma da quella della menzogna, del disonore e della collaborazione con i nemici dell'umanità. 1. Quale Stato? Il diritto internazionale, e in particolare l'articolo 1 della Convenzione di Montevideo del 1933, specifica che uno Stato deve avere: una popolazione permanente, un territorio definito, un governo efficace e la capacità di intrattenere relazioni con altri Stati. Nessuna delle due entità politiche palestinesi soddisfa questi criteri.
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