Analisi e articoli più recenti

Danimarca: "Il nostro obiettivo è zero richiedenti asilo"

di Soeren Kern  •  27 febbraio 2021

  • "Il nostro obiettivo è zero richiedenti asilo. Non possiamo promettere che ci saranno zero richiedenti asilo, ma possiamo creare la visione per un nuovo sistema di asilo e poi fare il possibile per attuarlo. Dobbiamo stare attenti che nel nostro Paese non arrivino troppe persone, altrimenti la nostra coesione sociale non può esistere. È già stata messa in discussione." – Il primo ministro danese Mette Frederiksen.

  • "Purtroppo, credo che l'allentamento della politica migratoria si tradurrà in un aumento del numero di richiedenti asilo in Danimarca una volta che la crisi del Covid-19 sarà finita. Basta guardare le Isole Canarie, che ora sono inondate di profughi. L'interrogativo è se vivremo una nuova crisi migratoria simile a quella del 2015, quando sarà finita quella del coronavirus." – Pia Kjærsgaard, parlamentare del Partito Popolare danese.

  • "La lotta contro l'islamismo riguarda la sopravvivenza dello Stato assistenziale. La Danimarca non deve adattarsi all'Islam è l'Islam che deve adattarsi alla Danimarca." – Il ministro danese dell'Immigrazione Mattias Tesfaye.

Il primo ministro danese Mette Frederiksen ha annunciato che il suo governo intende limitare notevolmente il numero di persone che chiedono asilo in Danimarca. Nella foto: La polizia danese effettua controlli a campione sui flussi in arrivo dalla Germania, al valico di frontiera dell'autostrada A7, il 6 gennaio 2016, nei pressi di Padborg, in Danimarca, nel tentativo di arginare l'arrivo di profughi e migranti. (Foto di Sean Gallup/Getty Images)

Il primo ministro danese Mette Frederiksen ha annunciato che il suo governo intende limitare notevolmente il numero di persone che chiedono asilo in Danimarca. L'obiettivo, ha dichiarato la premier, è quello di preservare "la coesione sociale" nel Paese.

I commenti della Frederiksen, che molti hanno accolto favorevolmente e altri hanno liquidato come vuote promesse, sono l'ultima salva di un lungo dibattito sul multiculturalismo e sul ruolo dell'Islam nella società danese.

La Danimarca, che ha una popolazione di 5,8 milioni di abitanti, ha ricevuto circa 40 mila domande di asilo negli ultimi cinque anni, secondo i dati raccolti da Statista. La maggior parte delle richieste ricevute dalla Danimarca, un Paese prevalentemente luterano, è pervenuta da parte di migranti provenienti da Paesi dell'Africa, dell'Asia e del Medio Oriente.

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L'Iran trasforma Gaza in un deposito di armi

di Khaled Abu Toameh  •  20 febbraio 2021

  • Invece di immagazzinare medicine e vaccini, Hamas e il Jihad Islamico sono impegnati a stoccare razzi e ordigni esplosivi.

  • I gruppi terroristici palestinesi che si lamentano di una crisi economica paralizzante nella Striscia di Gaza in qualche modo sembrano sempre trovare denaro sufficiente per acquistare, contrabbandare o fabbricare armi.

  • Inoltre, Hamas e altri gruppi terroristici palestinesi hanno spesso violato il diritto bellico lanciando razzi dall'interno di zone abitate.

  • È importante rilevare che Hamas intende partecipare alle elezioni continuando a immagazzinare armi nelle aree residenziali della Striscia di Gaza.

  • Se a provocare l'esplosione a Beit Hanoun fosse stato Israele, i media internazionali non avrebbero visto l'ora di gridare ai quattro venti che Israele aveva commesso un altro "crimine di guerra". Forse è il momento di prestare attenzione ai messaggi sui social (...) che proclamano il vero nemico: Hamas, il PIJ (Jihad Islamico Palestinese) e altri gruppi terroristici palestinesi.

Piuttosto che fare qualcosa per garantire i vaccini anti Covid-19 a due milioni di palestinesi che vivono sotto il loro governo nella Striscia di Gaza, i gruppi terroristici palestinesi Hamas e il Jihad Islamico Palestinese continuano a fare ciò di cui hanno dato prova di essere esperti: prepararsi alla guerra contro Israele e mettere in pericolo la vita di innocenti civili israeliani e palestinesi. Nella foto: Un portavoce dei gruppi terroristici parla a una conferenza stampa durante le esercitazioni militari congiunte condotte da Hamas, a Gaza City, il 29 dicembre 2020. (Foto di Mohammed Abed/AFP via Getty Images)

Mentre molti nella comunità internazionale esprimono sempre più preoccupazione per la crisi economica e umanitaria nella Striscia di Gaza, sotto il controllo di Hamas, i gruppi terroristici palestinesi sembrano poco interessati a migliorare le condizioni di vita della loro popolazione.

Questi gruppi, in particolare Hamas e il Jihad Islamico Palestinese (PIJ), non stanno facendo nulla per garantire i vaccini anti Covid-19 a due milioni di palestinesi che vivono sotto il loro governo nella Striscia di Gaza.

Piuttosto, Hamas e il PIJ continuano a fare ciò di cui hanno dato prova di essere esperti: prepararsi alla guerra contro Israele e mettere in pericolo la vita di innocenti civili israeliani e palestinesi.

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La Palestina è uno Stato?

di Alan M. Dershowitz  •  14 febbraio 2021

  • La Corte Penale Internazionale (CPI) altamente politicizzata ha appena dichiarato di riconoscere la Palestina come Stato. Lo ha fatto senza alcun negoziato con Israele, senza alcun compromesso e senza confini riconosciuti. Lo ha anche fatto senza alcuna autorità giuridica, perché lo Statuto di Roma, istitutivo della Corte Penale Internazionale, non prevede che questa corte penale riconosca nuovi Stati.

  • La CPI non è un vero tribunale in qualsiasi modo si intenda questo termine. A differenza dei tribunali reali, che hanno statuti e un diritto consuetudinario da interpretare, la Corte Penale Internazionale prende decisioni. Come il giudice dissenziente ha così giustamente rilevato, la decisione sulla Palestina non è basata sulla legge esistente. Si basa sulla politica pura.

  • I palestinesi – sia in Cisgiordania sia a Gaza – che si sono rifiutati di negoziare in buona fede e hanno utilizzato il terrorismo come loro principale pretesa di riconoscimento, sono stati ricompensati da questa decisione per la loro violenza.

  • Le vere vittime di un procedimento così selettivo sono i cittadini di questi Paesi del Terzo mondo i cui leader li stanno uccidendo e mutilando.

  • In definitiva, la decisione della CPI sulla Palestina è una battuta d'arresto per un unico standard dei diritti umani. È una vittoria per il terrorismo e una riluttanza a negoziare la pace. Ed è un valido argomento a sfavore dell'adesione di Stati Uniti e Israele a questo "tribunale" di parte e che gli conferisce qualsiasi legittimità.

La Corte Penale Internazionale (CPI) altamente politicizzata non è vero tribunale in qualsiasi modo si intenda questo termine. A differenza dei tribunali reali, che hanno statuti e un diritto consuetudinario da interpretare, la Corte Penale Internazionale prende decisioni. Fatou Bensouda, procuratore capo della CPI, tiene una conferenza stampa, il 3 maggio 2018, a Kinshasa, nella Repubblica Democratica del Congo. (Foto di John Wessels / AFP tramite Getty Images)

La Corte Penale Internazionale altamente politicizzata ha appena dichiarato di riconoscere la Palestina come Stato. Lo ha fatto senza alcun negoziato con Israele, senza alcun compromesso e senza confini riconosciuti. Lo ha anche fatto senza alcuna autorità giuridica, perché lo Statuto di Roma, istitutivo della Corte Penale Internazionale, non prevede che questa corte penale riconosca nuovi Stati. Inoltre, né Israele né gli Stati Uniti hanno ratificato quel trattato, pertanto, le decisioni della CPI non sono vincolanti per loro. Né questa decisione divergente è vincolante per i firmatari, poiché eccede l'autorità del sedicente tribunale.

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Una calamità globale: 340 milioni di cristiani perseguitati

di Raymond Ibrahim  •  6 febbraio 2021

  • La "persecuzione estrema" che i cristiani subiscono in 10 delle 12 nazioni dove viene registrato il maggior numero di uccisioni è dovuta alla "oppressione islamica" o avviene in Paesi a maggioranza musulmana. Queste nazioni sono: l'Afghanistan (al 2° posto, in questa persecuzione estrema), la Somalia (al 3° posto), la Libia (al 4°), il Pakistan (al 5°), lo Yemen (al 7°), l'Iran (all'8°), la Nigeria (al 9°), l'Iraq (all'11°) e la Siria (al 12° posto).

  • "L'80 per cento dei cristiani indiani aiutati da Porte Aperte/Open Doors dichiara di aver visto loro negato l'accesso ai centri distribuzione aiuti alimentari durante la pandemia di Covid-19." – Porte Aperte/Open Doors, World Watch List.

  • Considerando che per la prima volta in più di un decennio, nella World Watch List di Porte Aperte/Open Doors, la Cina è entrata a far parte dei primi 20 Paesi che perpetrano persecuzioni, piazzandosi al 17° posto (lo scorso anno era invece al 23°), questo non fa ben sperare per i cristiani che sono già sottoposti a "una stringente sorveglianza da parte dello Stato".

  • Allo stesso modo, in Turchia, che lo scorso anno è passata dal 36° posto al 25°, "l'affiliazione religiosa di ogni cittadino è registrata sul chip elettronico delle carte d'identità, consentendo così di discriminare i cristiani". – World Watch List di Porte Aperte/Open Doors.

  • "In Nigeria vengono uccisi più cristiani per la loro fede che in qualsiasi altro Paese." – World Watch List di Porte Aperte/Open Doors.

(Image source: iStock)

Ogni giorno, in tutto il mondo, 13 cristiani vengono uccisi per la loro fede; 12 vengono arrestati o incarcerati illegalmente; 5 vengono rapiti e 12 chiese o altri edifici cristiani vengono attaccati.

Questi sono solo alcuni dei risultati inquietanti della World Watch List (WWL-2021) di recente pubblicata da Porte Aperte/Open Doors. Questo rapporto annuale stila la classifica delle prime 50 nazioni in cui i cristiani sono maggiormente perseguitati per la loro religione.

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La trasformazione religiosa delle scuole francesi

di Giulio Meotti  •  31 gennaio 2021

  • In Francia, c'è una guerra a bassa intensità, finalizzata a radicalizzare le scuole.

  • Alla scuola media Pierre Mendès France, a Samur, uno studente ha detto al suo insegnante: "Mio padre ti decapiterà". È diventato impossibile anche solo fare un elenco preciso di questi episodi. Si verificano quotidianamente in Francia.

  • "Di fronte alle intimidazioni islamiste, cosa dovrebbe fare il mondo libero?" – Titolo dell'editoriale di Robert Redeker pubblicato su Le Figaro nel 2006. Pochi giorni dopo, Redecker iniziò a ricevere minacce di morte.

  • Se gli estremisti sono riusciti a intimidire le scuole francesi e le università, perché non dovrebbero essere in grado di sottomettere l'intera società?

In Francia, c'è una guerra a bassa intensità, finalizzata a radicalizzare le scuole. Il ministro francese dell'Istruzione Jean Michel Blanquer ha rivelato che dopo la decapitazione dell'insegnante Samuel Paty, in ottobre, nelle scuole francesi si sono verificati 800 "episodi" islamisti. Nella foto: la scuola media Bois-d'Aulne a Conflans-Saint-Honorine, dove Paty è stato assassinato il 16 ottobre 2020. (Foto di Bertrand Guay/AFP via Getty Images)

"A differenza di Lei, Colonnello, e di molti altri, Mila non si sottometterà mai", ha scritto il padre dell'adolescente francese al preside della sua scuola in una lettera pubblicata da Le Point. Il 18 gennaio 2020, Mila O., allora 16enne, ha espresso commenti offensivi sull'Islam durante il suo video in diretta su Instagram.

"Durante la diretta streaming, un ragazzo musulmano le chiede un appuntamento che lei rifiuta di dargli dicendo di essere gay. Il giovane risponde accusandola di razzismo e definendola una 'sporca lesbica'. In un altro video in streaming, successivo agli insulti ricevuti, Mila replica con veemenza asserendo che 'odia la religione'".

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I turchi celebrano un simpatizzante nazista

di Uzay Bulut  •  26 gennaio 2021

  • Purtroppo, Hüseyin Nihal Atsız ha ancora molti sostenitori in Turchia.

  • "Come il fango non sarà ferro anche se viene messo in un forno, l'ebreo non può essere turco, per quanto ci provi. L'identità turca è un privilegio, non è concessa a tutti, soprattutto a quelli come gli ebrei. (...) Se ci arrabbiamo, non solo stermineremo gli ebrei come fecero i tedeschi, ma andremo oltre..." – Hüseyin Nihal Atsız nella sua rivista Rivoluzione Nazionale (Milli Inkılap), 1934.

  • Oggi, dietro molte delle costanti politiche aggressive della Turchia, come le sue attività anti-armene, anti-greche, anti-cipriote, anti-ebraiche, anti-curde, anti-occidentali e anti-israeliane fanno capolino le idee razziste di Atsız. Milioni di turchi sono stati avvelenati per decenni dalle visioni naziste di Atsız.

A novembre, la municipalità metropolitana di Istanbul, governata dal Partito Repubblicano del Popolo della Turchia (CHP), ha intitolato un parco nel distretto di Maltepe, a Istanbul, a Hüseyin Nihal Atsız, un razzista antisemita e uno dei più importanti simpatizzanti nazisti della Turchia. Nella foto: il leader del CHP Kemal Kilicdaroglu (a sinistra), saluta i sostenitori a una manifestazione del quartiere Maltepe di Istanbul, il 9 luglio 2017. (Foto di Yasin Akgul/AFP via Getty Images)

A novembre, la municipalità metropolitana di Istanbul, governata dal Partito Repubblicano del Popolo della Turchia (CHP), ha intitolato un parco nel distretto di Maltepe, a Istanbul, a Hüseyin Nihal Atsız, un razzista antisemita e uno dei più importanti simpatizzanti nazisti della Turchia. La richiesta è stata formulata dai membri di un altro partito di opposizione turco, il Buon Partito (Iyi). Atsız (1905-1975) era famoso per "la misurazione del cranio" allo scopo di determinare "l'entità dell'identità turca" delle persone.

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La Cina alla conquista di Hollywood

di Judith Bergman  •  25 gennaio 2021

  • Un produttore di Hollywood ha detto a PEN America che le proposte di progetti critici nei confronti della Cina hanno suscitato il timore che "voi o la vostra impresa sarete fattivamente inseriti nella lista nera e ciò interferirà con il vostro attuale o futuro progetto. Quindi, non solo pagherete lo scotto [della vostra decisione], ma lo pagheranno anche la vostra azienda e le future imprese per le quali lavorerete. E questo pericolo lo teniamo sempre in mente".

  • "Non è solo il problema di Hollywood, o il problema tecnologico, non è solo la questione del basket o dello sport o di vari altri settori. (...) Riguarda tutti i settori. Per distribuire prodotti e servizi in quel mercato, ci sono determinate regole da rispettare (...) in modo che vi sia consentito l'accesso ai consumatori. Ma questi processi (...) sono peggiorati sempre più (...) e sono sempre più amplificati nel tempo. (...) Siamo arrivati al punto in cui dobbiamo fermarli ora e contrattaccare oppure perderemo...". – Chris Fenton, dirigente di Hollywood e autore di Feeding the Dragon: Inside the Trillion Dollar Dilemma Facing Hollywood, the NBA, and American Business. voanews.com, 16 ottobre 2020.

  • Il problema va oltre il semplice business cinematografico.

A ottobre, per la prima volta, la Cina ha superato il Nord America divenendo il più grande mercato cinematografico al mondo. Nella foto: Wang Jianlin (secondo da sinistra), presidente del colosso cinese Wanda Group, partecipa alla cerimonia di apertura del Wanda Qingdao Movie Metropolis, pubblicizzato come "la risposta cinese a Hollywood", a Qingdao, il 18 aprile 2018. (Foto di Wang Zhao/AFP via Getty Images)

A ottobre, per la prima volta, la Cina ha superato il Nord America divenendo il più grande mercato cinematografico al mondo. "In Cina, la vendita dei biglietti del cinema nel 2020, domenica, si è attestata a 1.998 miliardi di dollari, superando l'incasso complessivo del Nord America che è di 1.937 miliardi di dollari, secondo i dati di Artisan Gateway. Si prevede che il divario aumenterà notevolmente entro la fine dell'anno", ha scritto The Hollywood Reporter il 18 ottobre scorso. "Gli analisti prevedono da tempo che il Paese più popoloso al mondo, un giorno sarebbe arrivato in cima alle classifiche mondiali. Ma i risultati rappresentano ancora un epocale cambiamento storico".

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Media: Israele va denigrato per la sua impareggiabile campagna vaccinale

di Richard Kemp  •  16 gennaio 2021

  • La stessa politica negativa [da parte della stampa e di molti presunti gruppi per i diritti umani] si estende ad altri importanti benefici che Israele ha recato al mondo, tra cui l'innovazione scientifica, la tecnologia medica e l'intelligence salva-vita. Va contro i piani editoriali parlare dello Stato ebraico positivamente, a meno che non si riesca in qualche modo a distorcere una bella storia e a farla diventare brutta.

  • Ai sensi degli Accordi di Oslo tra Israele e i palestinesi firmati negli anni Novanta, che prevedevano la creazione dell'Autorità Palestinese (AP), solo quest'ultima e non Israele, è responsabile dell'assistenza sanitaria della propria popolazione, comprese le vaccinazioni. Quasi 150 membri delle Nazioni Unite riconoscono la "Palestina" come Stato, ma questi media e organismi per i diritti umani, che mostrano pregiudizi deplorevolmente prevedibili, non possono permettere all'ONU di farlo.

  • Contraddicendo le accuse di perseguire una politica razzista o di "apartheid", Israele sta vaccinando i suoi cittadini arabi sin dall'inizio della campagna vaccinale. Considerato il fatto che in queste comunità è stata riscontrata una certa riluttanza a vaccinarsi, il governo israeliano, insieme ai leader della comunità araba, sta compiendo degli sforzi concertati per incoraggiarli a farlo, e a tale scopo, il primo ministro Netanyahu si è recato di recente in due città arabe, invitando la popolazione a non avere timore del vaccino.

  • Lo stesso approccio può essere ravvisato negli Accordi di Abramo del 2020, un risultato storico in una pace finora elusiva tra Israele e gli arabi. Tali accordi sono stati accolti con insensibile cinismo dai media e dai veterani costruttori di pace, le cui stesse soluzioni proposte sono ripetutamente fallite.

  • [Il primo ministro israeliano Benjamin] Netanyahu è la forza trainante degli Accordi di Abramo, le cui origini risalgono a un suo discorso pronunciato durante una sessione congiunta del Congresso, nel 2015, quando prese posizione contro le ambizioni nucleari iraniane. La posizione solitaria di Netanyahu, non sfuggì ai leader arabi, i quali iniziarono a rendersi conto di avere una causa in comune con lo Stato di Israele, il che avrebbe potuto offrire loro un futuro più luminoso di quello gravato da inutili animosità.

Quotidiani e mezzi di comunicazione da entrambe le sponde dell'Atlantico si agitano – e distorcono la verità – per colpire Israele a causa del suo straordinario successo nella campagna di vaccinazione contro il Covid-19. Nella foto: un'operatrice sanitaria parla con una donna arabo-israeliana prima di somministrarle il vaccino, al Clalit Health Services, nella città araba di Umm al Fahm, in Israele, il 4 gennaio 2021. (Photo by Jack Guez/AFP via Getty Images)

Il pregiudizio contro lo Stato ebraico è così forte nei media occidentali che le azioni meritorie che garantiscono i titoli dei giornali, se attribuibili a qualsiasi altro Paese, vengono spesso ignorate, minimizzate o denigrate quando si tratta di Israele. Quando ad esempio, in qualsiasi parte del mondo si verifica un disastro, Israele è spesso il primo, o tra i primi, a offrire aiuto e inviare soccorsi. Più di recente, lo scorso mese, le Forze di Difesa israeliane hanno inviato in Honduras una squadra di soccorritori a seguito delle devastazioni causate dagli uragani di categoria 4 Eta e Iota, che hanno lasciato migliaia di persone senza casa.

Negli ultimi quindici anni, le missioni di soccorso dell'IDF sono state inviate in Albania, in Brasile, in Messico, in Nepal, nelle Filippine, in Ghana, in Bulgaria, in Turchia, in Giappone, in Columbia, a Haiti, in Kenya, negli Stati Uniti, in Sri Lanka e in Egitto, e in molti altri Paesi negli anni passati.

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Il "vergognoso" biennio della Germania al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite

di Soeren Kern  •  12 gennaio 2021

  • Ma un esame più approfondito del comportamento di voto della Germania alle Nazioni Unite negli ultimi anni rivela un preoccupante duplice criterio utilizzato in merito a una serie di questioni, soprattutto quella dei diritti umani, che il governo tedesco afferma essere "una pietra angolare" della sua politica estera.

  • I precedenti mostrano che mentre era membro non permanente del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, la Germania ha votato per decine di risoluzioni – molte delle quali sapevano di antisemitismo – che prendevano di mira Israele, l'unica democrazia in Medio Oriente.

  • Inoltre, la Germania ha chiuso un occhio quando numerosi violatori seriali dei diritti umani, tra cui Cina, Libia, Mauritania, Sudan e Venezuela, tra gli altri, sono stati eletti al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, il più alto organismo dell'ONU per i diritti umani.

  • Nel 2020, la Germania ha votato tredici volte per condannare Israele, ma non è riuscita a presentare una sola risoluzione sulla situazione dei diritti umani a Cuba, in Cina, in Arabia Saudita, in Turchia, in Pakistan, in Venezuela – o in altri 175 Paesi, secondo UN Watch, un gruppo di osservatori non governativo e indipendente, con sede a Ginevra.

  • "Sebbene quasi tutti i Paesi abbiano appoggiato 13 delle 17 risoluzioni dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite (UNGA) che quest'anno hanno preso di mira Israele, non sono però riusciti a presentare nemmeno una risoluzione per le attiviste che si battono a favore dei diritti delle donne detenute nelle carceri dell'Arabia Saudita e sottoposte a tortura, per gli artisti dissidenti arrestati a Cuba, per i giornalisti sbattuti dietro le sbarre in Turchia, per le minoranze religiose attaccate in Pakistan e per i membri dell'opposizione perseguitati in Venezuela, dove più di cinque milioni di persone sono fuggite dalla repressione del governo, dalla fame e dal collasso economico." – UN Watch, 16 dicembre 2020.

  • In seno alle Nazioni Unite, la Germania ha perseguito una politica simile di approvazione delle risoluzioni anti-Israele nel 2018, nel 2017 e nel 2016, quando votò a favore di una risoluzione dell'ONU particolarmente deplorevole, promossa dal gruppo dei Paesi arabi e dalla delegazione palestinese, che indicava Israele, come unico violatore mondiale della "salute mentale, fisica e ambientale".

Ma un esame più approfondito del comportamento di voto della Germania alle Nazioni Unite negli ultimi anni rivela un preoccupante duplice criterio utilizzato in merito a una serie di questioni, soprattutto quella dei diritti umani, che il governo tedesco afferma essere "una pietra angolare" della sua politica estera. Nella foto: Il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas (a sinistra) e l'ambasciatore alle Nazioni Unite, Christoph Heusgen, partecipano il 28 marzo a New York, a una riunione del Consiglio di Sicurezza. (Foto by Angela Weiss/AFP via Getty Images)

Il mandato biennale della Germania come membro non permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite è terminato il 31 dicembre 2020. Il ministero degli Esteri tedesco, in un elenco autocelebrativo dei suoi presunti risultati per "rafforzare l'ordine internazionale", ha dichiarato che la Germania ora merita di ottenere un seggio permanente nel Consiglio di Sicurezza dell'ONU.

Ma un esame più approfondito del comportamento di voto della Germania alle Nazioni Unite negli ultimi anni rivela un preoccupante duplice criterio utilizzato in merito a una serie di questioni, soprattutto quella dei diritti umani, che il governo tedesco afferma essere "una pietra angolare" della sua politica estera.

I precedenti mostrano che mentre era membro non permanente del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, la Germania ha votato per decine di risoluzioni – molte delle quali sapevano di antisemitismo – che prendevano di mira Israele, l'unica democrazia in Medio Oriente.

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Turchia: Dall'Europa con amore

di Burak Bekdil  •  6 gennaio 2021

  • Erdoğan ha anche affermato di vedere il futuro della Turchia in Europa, quella stessa Europa che lui aveva accusato di essere di essere costituita da Paesi bollati come "residui del nazismo e fascisti".

  • Il problema centrale era quanto dura sia stata l'Unione Europea a voler attivare sanzioni in un momento in cui l'economia nazionale turca è in caduta libera. È emerso che la decisione di Bruxelles non è stata così difficile.

  • Da un punto di vista giuridico, l'uomo che Erdoğan ha definito un "terrorista" è solo un sospettato senza un verdetto del tribunale. Questa, tuttavia, è la lacunosa comprensione dei diritti costituzionali da parte del presidente turco, il quale, da leader eletto, crede di potersi prendere la libertà di dichiarare colpevoli o meno le persone sospettate, mentre i tribunali non si sono ancora pronunciati in merito ai procedimenti giudiziari a loro carico.

Il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan di recente è riuscito a schivare l'enorme bomba delle sanzioni proposte dall'UE, e questo almeno fino a marzo. Il problema è che un politico islamista anti-occidentale che ha costruito la sua popolarità in gran parte sui continui diverbi con altre nazioni non può in tre mesi trasformarsi mentalmente in un partner pacifico. (Foto di Elif Sogut/Getty Images)

Se l'uomo forte islamista di Ankara, il presidente Recep Tayyip Erdoğan, la prima settimana di dicembre, ha trascorso più notti insonni di quante ne abbia passate in bianco per le preoccupazioni destate dalle sanzioni statunitensi, è stato a causa delle più imminenti e potenzialmente punitive sanzioni in cui avrebbe potuto incorrere in un summit dell'Unione Europea del 10-11 dicembre. E quando il Consiglio europeo si è concluso, Erdoğan deve aver dormito sonni relativamente più tranquilli. Potrebbe aver pensato di essere riuscito a schivare l'enorme bomba delle sanzioni proposte dall'UE, e questo almeno fino al prossimo marzo. Ma potrebbe essere un po' prematuro per lui tirare un respiro di sollievo.

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La Cina "inonda" l'America di spie

di Gordon G. Chang  •  3 gennaio 2021

  • Data l'emergenza, Washington dovrebbe chiudere immediatamente tutte le basi operative cinesi negli Stati Uniti, compresi i suoi altri quattro consolati – a Chicago, Los Angeles, New York e a San Francisco – e ridurre sostanzialmente lo staff dell'ambasciata. In realtà, l'ambasciata necessita solo dell'ambasciatore, del suo nucleo familiare e dei collaboratori personali, e non delle centinaia di persone attualmente assegnate lì.

  • Anche il consolato cinese a New York è un centro di spionaggio. James Olson, un ex capo del controspionaggio della CIA, ha "prudentemente" stimato che la Cina, nelle parole del New York Post, "ha più di un centinaio di funzionari dell'intelligence che operano in città in qualsiasi momento". New York City, ha detto Olson, è "sotto assalto come mai prima d'ora".

  • Pechino si limiterà a trasferire spie nelle banche e nelle aziende cinesi che operano negli Stati Uniti? Probabilmente, ma ci vorrà tempo e, in ogni caso, Washington può ordinare la chiusura anche degli avamposti non diplomatici.

  • Altri diranno che le aziende americane in Cina hanno bisogno dell'appoggio consolare. E ovviamente è così. Io ritengo che sia nell'interesse dell'America rilocalizzare le imprese statunitensi al di fuori della Cina, sia per motivi etici sia per altre ragioni. La perdita del sostegno consolare sarà per loro un motivo in più per fare le valigie in fretta.

L'influenza della Cina, l'intelligence e i suoi tentativi di infiltrazione stanno travolgendo l'America. La Cina ha centinaia – forse migliaia – di agenti negli Stati Uniti che identificano, adescano, appoggiano, influenzano, compromettono e corrompono gli americani nell'ambito politico e in altri settori importanti. Nella foto: il consolato cinese a Houston, il 22 luglio 2020, il giorno prima che il governo americano lo chiudesse per essere stato "un centro di spionaggio e di furto della proprietà intellettuale", nelle parole del segretario di Stato Mike Pompeo. (Foto di Mark Felix/AFP via Getty Images)

Le rivelazioni di questo mese sul deputato democratico della California Eric Swalwell evidenziano la completa penetrazione di Pechino nella società americana.

L'influenza della Cina, l'intelligence e i suoi tentativi di infiltrazione stanno travolgendo l'America. Data l'emergenza, Washington dovrebbe chiudere immediatamente tutte le basi operative cinesi negli Stati Uniti, compresi i suoi altri quattro consolati.

Forse l'aspetto più sorprendente della notizia su Swalwell è che Fang Fang, una sospetta agente del Ministero della Sicurezza di Stato cinese nota anche come "Christine", lo contattò per la prima volta non mentre lui era membro del Comitato di Intelligence della Camera, ma quando sedeva nel Consiglio comunale di Dublin, in California.

La Fang ha seguito e promosso la carriera di Swalwell quando lui venne eletto alla Camera dei Rappresentanti e assegnato a un comitato di grande interesse per la Cina.

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Terrorismo: Un monito dell'Iran all'Europa

di Richard Kemp  •  27 dicembre 2020

  • Ora [gli europei] si ritrovano bloccati in quello che sanno essere un accordo nucleare fasullo e molto pericoloso che si limita a consegnare alle generazioni future uno scontro con un Iran nuclearizzato.

  • [I dirigenti iraniani] guardano con disprezzo gli europei e gli americani, come se fossero deboli e decadenti, privi del coraggio o della determinazione a difendere i loro interessi. (...) Il presidente Trump ha dato loro una pausa di riflessione, specialmente quando ha ordinato la morte di Qasem Soleimani (...) Essi ripongono maggiori speranze in Biden, pensando che sia più indolente.

  • Possiamo star certi che il Leader supremo si è rallegrato dei risultati del suo messaggio: l'Europa non ha opposto resistenza supplicando il suo aggressore di credere che sarà sempre sua amica. Se mai c'è stata una lezione sul fatto che l'appeasement fallisce e la forza ha successo, sicuramente è questa.

  • I governi europei devono ora mostrare la propria forza o affrontare la continua coercizione iraniana – coercizione che sarà guardata con interesse da perfidi attori di tutto il mondo da Mosca a Pechino a Pyongyang, con ovvie implicazioni.

  • Gli europei possono davvero permettersi di consentire a un regime così vergognosamente ostile e manipolatore come quello di Teheran di acquisire armi nucleari?

Il mese scorso è iniziato il processo in Belgio a carico di Assadolah Assadi e di altri tre iraniani accusati di aver pianificato un attentato dinamitardo contro un raduno per un "Iran Libero", tenutosi a Parigi nel giugno 2018 dei sostenitori della resistenza iraniana . Alla conferenza parteciparono 80 mila persone, tra cui l'ex premier canadese Stephen Harper, l'avvocato del presidente Trump Rudy Giuliani e diversi parlamentari britannici ed europei. Il fallito attentato sarebbe stato ordinato dal presidente iraniano Hassn Rohani e approvato dalla Guida suprema Ali Khamenei. (Foto di Zakaria Abdelkafi/AFP via Getty Images)

Il mese scorso è iniziato il processo in Belgio a carico di Assadolah Assadi e di altri tre iraniani accusati di aver pianificato un attentato dinamitardo a Parigi nel 2018. Nel 2015, Assadi era l'ufficiale più anziano del Ministero iraniano dell'Intelligence e della Sicurezza in Europa e operava sotto copertura diplomatica presso l'ambasciata iraniana a Vienna. Assadi è il primo funzionario governativo iraniano ad essere processato da un Paese dell'UE per reati di terrorismo, nonostante i numerosi tentativi di attacco sul suolo dell'Unione Europea ordinati da Teheran.

Il terrorismo di Stato non è solo un atto in sé, ma è anche uno strumento di potere nazionale e di coercizione. Complessivamente, questi falliti attentati che sono stati ideati e compiuti a Londra, Berlino, Parigi e Bruxelles erano un messaggio malevolo e una chiara minaccia all'Europa.

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L'uccisione di uno scienziato nucleare può salvare innumerevoli vite

di Richard Kemp  •  13 dicembre 2020

  • Con lo slogan "Morte all'America", l'Iran è stato in guerra con gli Stati Uniti, Israele e con i loro alleati occidentali dalla Rivoluzione islamica del 1979, utilizzando emissari operanti in gruppi per lanciare attacchi in Medio Oriente, Europa, Stati Uniti e in America Latina.

  • Fakhrizadeh era un generale di brigata dell'IRGC e quindi non era solo un alto comandante militare di un Paese in guerra con gli Stati Uniti e i loro alleati, ma anche un disdicevole terrorista internazionale.

  • L'Iran non abbandonerà mai quello che considera il suo diritto assoluto a diventare uno Stato in possesso di armi nucleari, né sotto l'attuale regime né sotto alcun regime futuro. (...) Ha mentito all'AIEA e l'archivio mostra in dettaglio i modi in cui Teheran ha ingannato gli ispettori.

  • Brennan e i sostenitori europei della sua argomentazione sembrano credere che l'Iran possa essere contenuto attraverso l'appeasement e la negoziazione piuttosto che con la forza militare e la determinazione politica. Il percorso auspicato dai sostenitori dell'appeasement può solo portare nelle strade dell'Iran a spargimenti di sangue, a violenze e a sofferenze infinitamente maggiori della morte di un disdicevole terrorista.

Gli iraniani fautori dell'appeasement che condannano l'uccisione mirata dello scienziato nucleare iraniano Mohsen Fakhrizadeh, un generale di brigata del Corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica, hanno mostrato uno sconcertante disprezzo per la morte, la distruzione e per le sofferenze che potrebbero essere inflitte dal regime totalitario iraniano utilizzando la perniciosa esperienza di Fakhrizadeh. Nella foto: la scena dell'assassinio di Fakhrizadeh compiuto il 27 novembre, nei pressi di Teheran (Fonte dell'immagine: Fars/Wikimedia Commons)

Con immancabile prevedibilità, il portavoce per gli Affari esteri dell'UE Peter Stano e altri sostenitori europei di una politica di appeasament nei confronti dell'Iran si sono precipitati a condannare l'uccisione mirata dello scienziato nucleare iraniano Mohsen Fakhrizadeh compiuta il 27 novembre scorso. In tal modo, hanno mostrato uno sconcertante disprezzo per la morte, la distruzione e per le sofferenze che potrebbero essere inflitte dal regime totalitario iraniano utilizzando la perniciosa esperienza di Fakhrizadeh.

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La scarsa sicurezza dell'Europa aiuta i terroristi islamisti

di Con Coughlin  •  6 dicembre 2020

  • "Spero che la malintesa tolleranza abbia fine e che tutte le nazioni europee si rendano finalmente conto di quanto pericolosa sia l'ideologia dell'Islam politico per la nostra libertà e per lo stile di vita europeo." . Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz, Die Welt, 3 novembre 2020.

  • "Vediamo molto chiaramente che le azioni terroristiche possono effettivamente essere condotte da alcune persone che utilizzano i flussi migratori per minacciare il nostro territorio." – Il presidente francese Emmanuel Macron, Politico, 5 novembre 2020.

  • Per una volta, l'improvvisa recrudescenza degli attacchi terroristici sembra aver indotto i leader europei a riconoscere le palesi carenze nella loro capacità di proteggere l'Europa dagli atti di terrorismo di matrice islamista.

La tardiva presa di coscienza da parte dei leader europei dell'inadeguatezza della loro capacità di difendere il continente da ulteriori atti di terrorismo di matrice islamista è tanto gradita quanto attesa da tempo. Nella foto: Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz (a sinistra) e il presidente francese Emmanuel Macron partecipano a un vertice per inviare un'ampia risposta da parte dell'UE ai recenti attacchi terroristici. (Foto di Michel Euler/Pool/AFP via Getty Images)

L'ultima ondata di attacchi terroristici di matrice islamista che ha colpito l'Europa ha ancora una volta rivelato le deplorevoli pecche nella capacità delle agenzie di sicurezza europee di fornire una protezione adeguata ai propri cittadini.

In tutti e tre i casi – gli attacchi a Parigi, Nizza e Vienna – è emerso che gli autori degli attentati avevano legami con le reti jihadiste mondiali che i funzionari della sicurezza europea non avevano rilevato.

Inoltre, la facilità con cui alcune delle persone coinvolte negli attacchi sono riuscite a circolare liberamente nel continente ha destato ancora una volta preoccupazioni in merito ai negligenti controlli alle frontiere come definiti dal Trattato di Schengen dell'Unione Europea e alla capacità dei jihadisti radicalizzati di trarne vantaggio.

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Perché i palestinesi devono scusarsi con gli arabi

di Khaled Abu Toameh  •  5 dicembre 2020

  • La decisione palestinese di riprendere i rapporti con Israele arriva in un momento in cui i media continuano a condannare altri arabi per essersi impegnati nella normalizzazione delle relazioni con lo Stato ebraico.

  • "[I palestinesi] calpestavano le foto dei nostri leader. Ma non li abbiamo visti calpestare le foto di Abbas." – BintUAE1900, un utente dei social media degli Emirati Arabi Uniti, Twitter, 18 novembre 2020.

  • Molti palestinesi e arabi si sono rivolti ai social media per chiedere in modo sarcastico che l'Autorità Palestinese ritiri il proprio ambasciatore da Ramallah per protestare contro la sua decisione di "normalizzare" le relazioni con Israele.

  • La decisione della leadership dell'AP di ripristinare i legami con Israele e di fare tornare gli ambasciatori palestinesi negli Emirati Arabi Uniti e in Bahrein è vista da alcuni palestinesi come un evidente tentativo di ingraziarsi una possibile nuova amministrazione statunitense, sotto la guida del presunto neo presidente eletto Joe Biden. Probabilmente Abbas spera altresì che in cambio gli Stati Uniti e alcuni Paesi del Golfo riprenderanno a riversare denaro nelle casse dell'Autorità Palestinese, tanto per cominciare.

La leadership palestinese chiederà scusa al Bahrein e agli Emirati Arabi Uniti (EAU) per averli accusati di tradire i palestinesi e gli arabi firmando accordi di pace con Israele? Nella foto: Palestinesi a Ramallah bruciano immagini del principe ereditario degli EAU Mohammed Bin Zayed e del principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, il 15 agosto 2020. (Foto di Abbas Momani/AFP via Getty Images)

La leadership palestinese chiederà scusa al Bahrein e agli Emirati Arabi Uniti (EAU) per averli accusati di tradire i palestinesi e gli arabi firmando accordi di pace con Israele?

La scorsa settimana, l'Autorità Palestinese (AP), sotto la guida del presidente Mahmoud Abbas, con una mossa a sorpresa, ha annunciato di aver deciso di ristabilire tutte le relazioni con Israele, compreso il coordinamento della sicurezza tra le forze di sicurezza dell'AP e le Forze di Difesa Israeliane (IDF), in Cisgiordania.

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