Analisi e articoli più recenti

Hamas deve essere distrutta prima che abbiano luogo i colloqui di pace

di Con Coughlin  •  19 giugno 2024

L'annuncio di Irlanda, Norvegia e Spagna di riconoscere uno Stato palestinese non fa altro che evidenziare un'incredibile ingenuità riguardo alla realtà di fondo del conflitto di lunga data tra Israele e i palestinesi. Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha affermato che questo riconoscimento è "a favore della pace e della convivenza". È pronto a concedere ai catalani in Spagna, che da anni lottano per la propria indipendenza, uno Stato di Catalogna? Nella foto: Sanchez tiene un discorso televisivo il 28 maggio 2024. (Foto di Thomas Coex/AFP via Getty Images)

L'annuncio di Irlanda, Norvegia e Spagna di riconoscere uno Stato palestinese non fa altro che evidenziare un'incredibile ingenuità riguardo alla realtà di fondo del conflitto di lunga data tra Israele e i palestinesi.

Di fatto, l'annuncio probabilmente estenderà il violento conflitto attualmente in corso a Gaza poiché invia un chiaro messaggio a gruppi terroristici come Hamas che perpetrare attacchi brutali contro civili israeliani innocenti sarà ricompensato sostenendo la loro richiesta di uno Stato.

La Norvegia, che contribuì a promuovere gli accordi di Oslo negli anni Novanta, accordi che avrebbero dovuto avviare un processo di pace israelo-palestinese, è stato il primo Paese ad annunciare la sua decisione, con il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre che ha dichiarato: "Non ci può essere pace in Medio Oriente, se non c'è riconoscimento".

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Perché l'Autorità Palestinese non dovrebbe tornare a Gaza

di Bassam Tawil  •  9 giugno 2024

Inverosimilmente, l'Autorità Palestinese (AP) e l'amministrazione Biden vogliono che Israele conceda ai palestinesi uno Stato che sarà governato da quegli stessi assassini, stupratori e rapitori che invasero Israele il 7 ottobre 2023. Nella foto: il segretario di Stato americano Antony Blinken incontra a Ramallah, il 7 febbraio 2024, il presidente dell'Autorità Palestinese Mahmoud Abbas, (Foto di Mark Schiefelbein/Pool/AFP via Getty Images)

Chi crede che l'Autorità Palestinese (AP) dovrebbe sostituire il gruppo terroristico Hamas, sostenuto dall'Iran, nel controllo della Striscia di Gaza, è ingenuo, è davvero disinformato oppure vive in un mondo di illusioni. L'AP può presumibilmente gestire le questioni sociali nella Striscia di Gaza e pagare gli stipendi ai dipendenti pubblici, ma non può, e non potrà mai, affrontare direttamente Hamas. La guerra tra Israele e Hamas è iniziata più di sette mesi fa e sembra che le capacità militari dell'organizzazione terroristica non siano state ancora completamente neutralizzate. Potrebbero realisticamente volerci mesi, se non anni, per distruggere le infrastrutture militari che, negli ultimi due decenni, Qatar, Iran, Hamas e varie altre organizzazioni terroristiche hanno costruito nella Striscia di Gaza.

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I mullah iraniani accelerano il programma nucleare: a qualcuno interessa?

di Majid Rafizadeh  •  2 giugno 2024

Nel bel mezzo del conflitto tra Hamas e Israele, mentre l'attenzione del mondo è focalizzata sulla guerra iniziata dall'Iran e da Hamas, i mullah al potere in Iran hanno colto l'occasione per portare avanti il ​​loro programma nucleare. (Fonte dell'immagine: iStock/Getty Images)

Nel bel mezzo del conflitto tra Hamas e Israele, mentre l'attenzione del mondo è focalizzata sulla guerra iniziata dall'Iran e da Hamas, i mullah al potere in Iran hanno colto l'occasione per portare avanti il ​​loro programma nucleare.

Sostenendo, armando e addestrando Hamas, Hezbollah e gli Houthi, l'Iran ha iniziato una guerra per procura contro Israele, sfruttando in parte il conflitto per distogliere l'attenzione dalle proprie ambizioni nucleari.

Questa mossa calcolata favorisce gli interessi immediati dell'Iran nel destabilizzare i suoi avversari, ossia gli Emirati Arabi Uniti, l'Arabia Saudita, la Giordania, il Bahrein e soprattutto gli Stati Uniti, che Teheran vorrebbe vedere fuori dalla regione, in modo da poter presumibilmente avere il Medio Oriente tutto per sé. L'azione diversiva della guerra di Gaza è però in linea anche con l'obiettivo di sradicare Israele.

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SOS: fermare la tirannica presa di potere del 27 maggio da parte dell'Organizzazione Mondiale della Sanità

di Robert Williams  •  18 maggio 2024

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) non è eletta, non ha legittimità democratica, non deve rendere conto a nessuno e non dispone di meccanismi di controllo per limitarne la portata. Dopo i terribili fallimenti dell'OMS durante il Covid-19, la risposta non è dare più potere all'organizzazione, ma svincolarsi completamente da essa. Nella foto: il direttore generale dell'OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus (a sinistra) condivide un momento con il ministro degli Esteri cinese Wang Yi a Pechino, il 28 gennaio 2020. (Foto di Naohiko Hatta - Pool/Getty Images)

La maggior parte dei Paesi non ha aperto alcun dibattito pubblico e critico su come è stata gestita la pandemia di Covid-19. I governi ritenuti responsabili della risposta oltraggiosamente maldestra al virus non hanno dovuto rispondere dei loro errori. La Cina comunista, nonostante abbia diffuso il virus nel mondo mentendo deliberatamente in merito alla sua trasmissione da uomo a uomo, non ha avuto una sola conseguenza avversa. Non è stato fatto nulla nemmeno riguardo al ruolo ambiguo svolto dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che ha fatto eco alla propaganda del Partito Comunista Cinese sul virus, anche dopo essere stata informata in anticipo per iscritto da Taiwan che il virus era altamente trasmissibile.

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Ruanda: Trent'anni dopo il genocidio

di Alain Destexhe  •  11 maggio 2024

Nella foto: circa 90 mila rifugiati ruandesi aspettano di ricevere cibo dalla Croce Rossa il 20 maggio 1994 nel campo profughi di Benako, in Tanzania. (Foto di Alexander Joe/AFP tramite Getty Images)

Brainwashing Condizionamento Lavaggio del cervello

Nel 1994, Jean-Claude, un poliziotto hutu in seguito diventato "cacciatore dei tutsi", aveva 26 anni ed era uno dei 14 agenti di polizia della cittadina di Nyamata, a un'ora di distanza da Kigali, una delle zone più colpite dal genocidio.

Quattro anni prima, il Fronte Patriottico Ruandese aveva attaccato il Ruanda dall'Uganda. Il movimento era composto principalmente da tutsi, in esilio dal 1959, che il regime ruandese non aveva voluto far ritornare nel Paese.

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I cristiani preferiscono vivere in Israele e non sotto il controllo dell'Autorità Palestinese

di Bassam Tawil  •  21 aprile 2024

Da quando l'Autorità Palestinese (AP) ha assunto il controllo di Betlemme nel 1995, la percentuale cristiana della popolazione è scesa drasticamente dal 65 per cento all'attuale 12 per cento. Al contrario, la popolazione cristiana in Israele è aumentata nel corso degli ultimi anni. "La maggior parte di noi 180 mila israeliani cristiani preferisce vivere liberamente sotto Israele piuttosto che sotto un regime dell'Autorità islamica palestinese che controlla Betlemme. Israele ci dà la libertà mentre vivere sotto gli arabi è stato un genocidio per i cristiani in tutto il Medio Oriente", afferma Shadi Khalloul, un cristiano maronita che si definisce un "israeliano patriottico". Nella foto: poliziotti dell'Autorità Palestinese in piazza della Mangiatoia, a Betlemme, davanti alla Chiesa della Natività. (Fonte dell'immagine: iStock)

Lo stesso giorno in cui il conduttore televisivo americano Tucker Carlson ha intervistato un pastore luterano di Betlemme che accusava falsamente Israele di maltrattare i cristiani, l'Università israeliana di Haifa ha annunciato la nomina a rettrice della professoressa Mona Maron. Cristiana maronita del villaggio di Isfiya, vicino ad Haifa, Maron è stata un alfiere dell'integrazione e del progresso delle donne nelle scienze, in particolare all'interno della comunità araba. È stata la prima donna araba del suo villaggio a conseguire un dottorato e la prima professoressa araba di neuroscienze in Israele.

"Sono grata per la fiducia che ho ricevuto dai membri del Senato dell'Università e non vedo l'ora di assumere l'incarico", ha detto la Maron.

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Il silenzio delle femministe sulle violenze sessuali di Hamas

di Nils A. Haug  •  7 aprile 2024

Per tutte le paladine del benessere femminile, soprattutto in materia di violenza sessuale, la preoccupazione cruciale in questo momento dovrebbe essere il terrore perpetrato su donne indifese di tutte le età mediante atti di depravazione sessuale, torture e morte inflitti per mano di Hamas in Israele il 7 ottobre. Nella foto: una manifestazione di protesta fuori dal quartier generale delle Nazioni Unite, a New York City, il 4 dicembre 2023, sotto lo slogan "#MeToo a meno che tu non sia ebrea", per protestare contro il silenzio delle Nazioni Unite sulle violenze sessuali perpetrate dai terroristi di Hamas contro donne e ragazze israeliane. (Foto di Charly Triballeau/AFP via Getty Images)

Nel novembre 2023, la Poet Laureate britannica Carol Ann Duffy ha scritto una poesia intitolata "We See You" che celebra il trionfo delle calciatrici. Il successo delle donne negli sport maschili tradizionali è certamente qualcosa da celebrare. Tuttavia, il compito di un Poet Laureate è sicuramente anche quello di delineare le profonde questioni contemporanee che interessano la nazione. La Duffy, una femminista impegnata, attivista sensibile alle tematiche di genere e sostenitrice degli oppressi, deve ancora affrontare la questione fondamentale del momento per il benessere delle donne: l'orribile e sistemica violenza di genere subita da ragazze e donne israeliane innocenti, molte delle quali violentate a morte, abusate, torturate, massacrate, con i loro organi sessuali mutilati o rimossi dal corpo dagli assassini di Hamas il 7 ottobre 2023. Forse la Duffy potrebbe ancora commentare quanto accaduto o scrivere una poesia toccante, o forse no.

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Biden dovrebbe minacciare il Qatar e i terroristi, e non Israele

di Bassam Tawil  •  29 marzo 2024

La minaccia del presidente americano Joe Biden di interrompere o sospendere le forniture militari americane a Israele se l'IDF entrasse a Rafah è ciò che incoraggia Hamas a continuare a combattere e a respingere ogni proposta di rilascio degli ostaggi. Nella foto: Biden pronuncia il discorso sullo stato dell'Unione al Campidoglio degli Stati Uniti, il ​​7 marzo 2024 a Washington, D.C. (Foto di Chip Somodevilla/Getty Images)

Secondo quattro funzionari americani, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden prenderà in considerazione la possibilità di condizionare le forniture militari a Israele se l'esercito israeliano procederà con un'invasione su larga scala della città di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza.

Biden ha anche detto alla MSNBC che un'operazione a Rafah oltrepasserebbe una "linea rossa", sebbene abbia bilanciato tale dichiarazione con l'impegno a sostenere il diritto di Israele all'autodifesa.

Fonti della sicurezza israeliane hanno rivelato che il gruppo terroristico Hamas sostenuto dall'Iran ha almeno quattro battaglioni a Rafah. Si ritiene che anche molti degli ostaggi israeliani rapiti dai terroristi di Hamas e da altri palestinesi il 7 ottobre 2023 siano tenuti prigionieri a Rafah.

Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) sono riuscite a distruggere la maggior parte dei battaglioni di Hamas in altre aree della Striscia di Gaza.

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"Ramadan, mese del jihad": Il Ramadan non impedirà a Hamas di uccidere gli ebrei

di Bassam Tawil  •  17 marzo 2024

Chi credeva che Hamas volesse un cessate il fuoco prima del Ramadan si è illuso. Nel corso della storia, i musulmani hanno approfittato del Ramadan per dichiarare guerra ai propri nemici. Ad esempio, durante il Ramadan del 2016, due cugini palestinesi, Mohammed e Khalil Mukhamara, compirono un attentato nel mercato di Sarona a Tel Aviv, uccidendo quattro israeliani e ferendone altri 40. Nella foto: Volontari dell'organizzazione "Zaka (acronimo che sta per Identificazione delle Vittime di Disastro)" rimuovono gli schizzi di sangue dalla scena dell'attacco terroristico nel mercato di Sarona, l'8 giugno 2016. (Foto di Lior Mizrahi/Getty Images)

I mediatori internazionali e i leader mondiali, tra cui il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, speravano di raggiungere un accordo per un cessate il fuoco tra Israele e il gruppo terroristico Hamas, sostenuto dall'Iran, prima del 10 marzo, data che quest'anno ha segnato l'inizio del Ramadan, il mese sacro dell'Islam.

Il 5 marzo, Biden ha messo in guardia dai potenziali problemi che sarebbero sorti senza il raggiungimento di un accordo per un cessate il fuoco entro l'inizio del Ramadan: "Dobbiamo arrivare a un cessate il fuoco perché, se la situazione si trascina fino al Ramadan, le cose potrebbero diventare molto pericolose in Israele e a Gerusalemme", ha detto ai giornalisti a Washington.

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La complicità dell'Unione Europea nel finanziamento del regime iraniano

di Majid Rafizadeh  •  10 marzo 2024

(Fonte dell'immagine: iStock/Getty Images)

I rapporti commerciali dell'Iran con l'Unione Europea (UE) si sono sviluppati fruttuosamente nel corso degli anni e questa partnership economica e diplomatica è in gran parte ciò che ha alimentato il sostegno offerto dagli Ayatollah ai gruppi terroristici e ha minato la stabilità regionale. Negli ultimi anni, la portata degli scambi commerciali ha raggiunto livelli importanti, con miliardi di euro di beni e servizi scambiati. Dietro queste transazioni economiche apparentemente innocue, tuttavia, si nasconde una realtà preoccupante: i fondi derivanti dall'interscambio tra Europa e Iran vengono impiegati in attività che stanno prolungando la violenza e il conflitto in tutto il Medio Oriente e oltre.

Secondo l'agenzia di stampa iraniana Tasnim News gli scambi commerciali tra l'Iran e i Paesi membri dell'UE sono cresciuti:

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In Francia, la minaccia è sempre più elevata

di Guy Millière  •  2 marzo 2024

Secondo un nuovo sondaggio esaustivo, il 49 per cento dei musulmani francesi vuole che i cattolici si convertano all'Islam, il 36 per cento vuole che le chiese vengano trasformare in moschee e il 25 per cento ha affermato che rigetta la parola "Francia". Nella foto: Migliaia di musulmani si recano il 28 giugno 2023 nella Grande Moschea di Parigi per partecipare alle preghiere mattutine dell'Eid al-Adha. (Foto di Zakaria Abdelkafi/AFP via Getty Images)

30 gennaio 2024. Il settimanale francese, le Journal du Dimanche, pubblica un sondaggio esaustivo e dettagliato su ciò che pensano i musulmani francesi. E non sorprende che i risultati siano inquietanti.

La prima domanda del sondaggio riguarda gli ebrei. Il 17 per cento dei musulmani francesi ammette di odiare gli ebrei. Il 39 per cento afferma di avere una cattiva, o pessima, opinione dell'Ebraismo.

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E il vincitore è... Hamas!

di Alan M. Dershowitz  •  25 febbraio 2024

Cosa accadrebbe se ad Hamas fosse consentito di vincere questa guerra? Se ad Hamas fosse permesso di realizzare ciò che intendeva ottenere con i suoi omicidi di massa, rapimenti e stupri? Nella foto: Hamas e i terroristi palestinesi della Jihad Islamica si congratulano a vicenda per le loro atrocità omicide, a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, il 28 novembre 2023. (Foto di AFP via Getty Images)

Cosa accadrebbe se ad Hamas fosse consentito di vincere questa guerra? Se ad Hamas fosse permesso di realizzare ciò che intendeva ottenere con i suoi omicidi di massa, rapimenti e stupri? Se le vittime di queste atrocità, ossia il popolo di Israele e tutti i Paesi che combattono il terrorismo, perdessero? Se le prospettive di pace nella regione e nel mondo libero fossero seriamente compromesse? Se il rapporto tra Stati Uniti e Israele e la perdita di fiducia negli Stati Uniti come garanti della libertà continuassero a incrinarsi ulteriormente?

Piuttosto, l'amministrazione Biden potrebbe premiare i terroristi palestinesi riconoscendo unilateralmente uno Stato palestinese, che ovviamente presto diventerà militarizzato. I fallimenti dell'UNIFIL nel mantenere la pace nel sud del Libano e dell'UNRWA nel contrastare il terrorismo a Gaza dovrebbero invitare alla cautela.

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Il XXI secolo NON sarà cinese

di Drieu Godefridi  •  18 febbraio 2024

Il crollo della Cina: settore immobiliare, valuta, mercati azionari, tecnologia, dati demografici. Tutti i pezzi combaciano tra di loro e ciò che si prospetta per la Cina sembra, nella migliore delle ipotesi, una stagnazione. (Fonte dell'immagine: iStock)

Quasi nessuno se ne preoccupa, perché durante l'estate tutto sembra così lontano, ma la notizia della settimana è molto probabilmente il crollo della Cina. Settore immobiliare, valuta, mercati azionari, tecnologia, dati demografici: tutti i pezzi combaciano tra di loro e ciò che si prospetta per la Cina sembra, nella migliore delle ipotesi, una stagnazione.

1. Crollo del mercato immobiliare

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Perché l'Autorità Palestinese non è meglio di Hamas

di Bassam Tawil  •  11 febbraio 2024

L'amministrazione Biden (...) può continuare a sognare di "rinnovare" l'Autorità Palestinese, ma (...) ogni bambino palestinese sa che ciò non accadrà mai finché i leader palestinesi continueranno a pagare molto per l'assassinio degli ebrei e a chiedere l'eliminazione di Israele. Nella foto: Il 23 luglio 2018, durante una cerimonia in onore dei terroristi palestinesi, il presidente dell'Autorità Palestinese Mahmoud Abbas dichiarò: "Non ridurremo né sospenderemo gli assegni erogati alle famiglie dei martiri, dei prigionieri e dei prigionieri rilasciati (...) se avessimo un solo centesimo, lo spenderemmo per le famiglie dei martiri e dei prigionieri". (Fonte dell'immagine: MEMRI)

Mentre l'amministrazione Biden continua a promuovere l'idea di avere un'Autorità Palestinese (AP) "rivitalizzata" che governi la Striscia di Gaza il giorno dopo la fine dell'attuale guerra tra Israele e Hamas, i leader dell'AP stanno ancora una volta dimostrando perché non sono molto diversi dai terroristi islamisti sostenuti dall'Iran che vogliono distruggere Israele e uccidere gli ebrei.

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È ora di porre fine al jihad dell'UNRWA contro Israele

di Bassam Tawil  •  4 febbraio 2024

Ora è chiaro che i vertici delle Nazioni Unite mentivano quando hanno affermato di non essere a conoscenza del coinvolgimento dei loro dipendenti con i gruppi terroristici. In realtà, lo sapevano, ma hanno fatto del loro meglio per compiacere Hamas. Nella foto: il commissario generale dell'UNRWA Philippe Lazzarini parla al Global Refugee Forum, a Ginevra, in Svizzera, il 13 dicembre 2023. (Foto di Jean-Guy Python/Pool/AFP via Getty Images)

Philippe Lazzarini, commissario generale dell'Agenzia per il Soccorso e l'Occupazione dei profughi palestinesi nel Vicino Oriente (UNRWA), ha annunciato di aver deciso di licenziare alcuni dipendenti della sua agenzia dopo che le autorità israeliane hanno fornito informazioni sul loro "presunto" coinvolgimento nel massacro di israeliani perpetrato il 7 ottobre 2023 da Hamas.

"Per proteggere la capacità dell'agenzia di fornire assistenza umanitaria, ho preso la decisione di rescindere immediatamente i contratti di questi membri del personale e di avviare un'indagine per stabilire senza indugio la verità", ha dichiarato Lazzarini. "Qualsiasi dipendente coinvolto in atti di terrorismo sarà ritenuto responsabile, anche attraverso procedimenti penali".

Il segretario generale dell'ONU Antonio Guterres si è detto "inorridito" dalle accuse israeliane.

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