Analisi e articoli più recenti

L'islamismo scaturisce dalla laicità europea

di Giulio Meotti  •  26 agosto 2016

  • In Francia, il governo socialista ha imposto "una carta della laicità" in ogni scuola, che bandisce il Cristianesimo dal sistema scolastico. I municipi hanno già modificato il modulo per iscrivere i figli a scuola, eliminando le parole "padre" e "madre", sostituendole con "responsabile legale 1" e "responsabile legale 2". È la "Neolingua" di cui parla George Orwell.

  • Dopo i due grossi attacchi terroristici del 2015, la Francia, anziché promuovere un "jihad" culturale basato sui valori occidentali, ha risposto al fondamentalismo islamico indicendo una ridicola "Giornata della laicità" da celebrarsi ogni 9 dicembre.

  • Questa laicità ristretta ha inoltre impedito alla Francia di appoggiare apertamente i cristiani d'Oriente sotto l'oppressione islamista.

  • Oude Kerk, la celebre chiesa vuota di Amsterdam, risalente al XIII secolo, oggi serve per esposizioni e può essere affittata per cene di gala. Davanti c'è il "Sexyland, che offre "Live Fuck Shows" (sesso dal vivo), un coffee shop per le droghe leggere, e un "Erotic Supermarket" dove si possono comprare i dildos (peni artificiali). Per sette euro si può anche visitare la chiesa.

Il simbolo di questo eurosecolarismo è Oude Kerk, che risale al XIII secolo ed è una delle chiese più famose di Amsterdam. Questa chiesa vuota oggi serve per esposizioni e può essere affittata per cene di gala. Davanti c'è il "Sexyland, che offre "Live Fuck Shows" (sesso dal vivo), un coffee shop per le droghe leggere, e un "Erotic Supermarket" dove si possono comprare i dildos. (Fonte dell'immagine: Wikimedia Commons)

Nell'ottobre del 2000, nell'assolata città francese di Nizza, la Convenzione europea, composta da 105 membri, elaborò la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea.

Redatto da un organismo alla cui presidenza era designato l'ex presidente francese Valéry Giscard d'Estaing, il documento si limitava a fare riferimento alla "eredità culturale, religiosa e umanistica dell'Europa". Il Parlamento europeo aveva respinto la proposta avanzata dai parlamentari democratici cristiani e da Papa Giovanni Paolo II di includere nel testo il riferimento alle "radici giudaico-cristiane dell'Europa".

Nella Carta di 75.000 parole non si fa una sola menzione al Cristianesimo. Da allora, un vento di laicismo aggressivo ha pervaso tutte le politiche dell'UE. La Corte europea dei diritti dell'uomo, ad esempio, ha chiesto di rimuovere i crocefissi dalle aule scolastiche, come se fossero una minaccia alla democrazia.

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Gli errori storici commessi dagli arabi nei loro rapporti con Israele

di Fred Maroun  •  25 agosto 2016

  • Noi arabi abbiamo gestito malissimo le nostre relazioni con Israele, ma la cosa peggiore di tutte è l'attuale situazione dei palestinesi. Non accettare il piano di ripartizione delle Nazioni Unite del 1947 è stato il più grande errore che potessimo fare.

  • Forse non si dovrebbero ingaggiare guerre se non si è disposti ad accettare l'idea di poterle perdere.

  • Gli ebrei non tengono gli arabi nei campi, noi sì.

  • La Giordania ha accolto e integrato alcuni profughi, ma non tutti. Avremmo potuto dimostrare che noi arabi siamo un grande e nobile popolo, invece abbiamo dimostrato al mondo, e continuiamo a farlo, che il nostro odio verso l'altro e verso gli ebrei supera ampiamente qualsiasi idea di presunta solidarietà araba.

Nel maggio 1948, Azzam Pasha, il segretario generale della Lega araba, riferendosi alla nuova parte ebraica prevista dal piano di ripartizione, dichiarò: "Questa sarà una guerra di sterminio, un grande massacro di cui si parlerà come dei massacri mongoli e crociati".

Questo è il primo di due articoli. Il secondo prenderà in esame quello che noi arabi possiamo fare di diverso oggi.

Considerata la situazione attuale dei rapporti fra il mondo arabo e Israele, ci troviamo di fronte a un misto di ostilità, pace tesa, cooperazione limitata, calma e violenza. Noi arabi abbiamo gestito malissimo le nostre relazioni con Israele, ma la cosa peggiore di tutte è l'attuale situazione dei palestinesi.

L'errore iniziale

Il nostro primo errore è durato secoli ed è stato commesso ben prima della dichiarazione d'indipendenza di Israele del maggio 1948. Esso è consistito nel non riconoscere gli ebrei come nostri pari.

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Le aggressioni sessuali continuano a dilagare in Svezia
Un mese di Islam e multiculturalismo in Svezia: maggio 2016

di Ingrid Carlqvist  •  24 agosto 2016

  • La polizia ha diffuso un rapporto in cui si osserva che la Svezia è in cima alle statistiche dell'Unione Europea relative alle violenze fisiche e sessuali contro le donne, ai casi di molestie sessuali e stalking. Il report dichiara in modo inequivocabile che sono i "minori richiedenti asilo" e gli "uomini stranieri" a commettere la maggior pare dei reati denunciati.

  • Per quanto riguarda i diffusi episodi di aggressione sessuale nelle piscine pubbliche, in quattro casi su cinque, gli autori sono "profughi minorenni non accompagnati".

  • Un sondaggio realizzato dal Comitato nazionale per la sanità e il welfare (Socialstyrelsen) indica che sono almeno 38.000 le donne che in Svezia potrebbero essere state sottoposte alla pratica della mutilazione genitale femminile (MGF). Eppure, i servizi di assistenza sanitaria raramente aiutano le donne con complicanze associate alla MGF.

  • È stato riportato che un padre svedese insieme ai suoi due figli sta per essere sfrattato dalla casa popolare assegnata dal Comune per fare posto a una famiglia immigrati.

Hosar Mahmood, (nella foto a sinistra), 22 anni, a maggio è stato riconosciuto colpevole di aver violentato una donna ricoverata in ospedale e condannato a due anni e due mesi di reclusione. In precedenza, il giovane aveva scontato una condanna per un altro crimine del 2013, quando aveva fatto irruzione in un appartamento, picchiato selvaggiamente il proprietario e stuprato la figlia adolescente. A destra, il liceo Osbecksgymnasiet di Laholm è stato costretto ad assumere personale supplementare per proteggere le allieve dalle quotidiane avance sessuali da parte degli studenti immigrati.

4 maggio. Mutar Muthanna Majid, l'uomo che poi è risultato non essere un terrorista, ma che è stato inseguito dalla polizia in tutta la Svezia, nel novembre 2015, chiede al governo svedese 1 milione di corone (circa 110.000 dollari) di risarcimento. Il Cancelliere di giustizia ha stabilito che la somma standard prevista per chi finisce ingiustamente in carcere fosse sufficiente. Majid è stato trattenuto agli arresti per quattro giorni, il che significa che gli spettano 12.000 corone (1.300 dollari).

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La tradizione turca di uccidere i cristiani

di Robert Jones  •  22 agosto 2016

  • Gli innumerevoli accordi turchi siglati con le organizzazioni occidentali non sembrano aver ridotto l'odio verso i cristiani in Turchia.

  • In Turchia, è la "gente comune" che uccide o aggredisce i cristiani, poi la magistratura o il sistema politico trova il modo di consentire ai perpetratori di farla franca con i crimini. I media internazionali non danno notizia della maggior parte di questi reati e la Turchia non se n'è mai ritenuta responsabile.

  • Se in qualsiasi parte del mondo i musulmani sono liberi di praticare la loro religione ed esprimere le proprie opinioni sulle altre fedi religiose, in Turchia e in altri paesi a maggioranza musulmana, i cristiani e gli altri non musulmani possono essere uccisi solo perché tentano di professare pacificamente la loro religione o esprimere apertamente le loro idee.

  • Il "multiculturalismo", che è difeso a spada tratta da molti liberal in Occidente, avrebbe funzionato a meraviglia in luoghi multietnici e multireligiosi come l'Anatolia. Purtroppo però, l'ideologia islamica permette una sola cultura, una sola religione e un unico modo di pensare sotto il suo dominio: l'Islam. Paradossalmente, questo è il punto fondamentale che questi progressisti non vogliono capire.

Don Andrea Santoro (nella foto a sinistra), un prete cattolico di 61 anni, e il 63enne vescovo Luigi Padovese (nella foto a destra), vicario apostolico di Anatolia, sono due religiosi cristiani uccisi in Turchia negli ultimi anni.

Il 26 luglio, nella cittadina di Saint-Étienne-du-Rouvray, nella Francia settentrionale, si è assistito a un orribile attacco islamista: due terroristi dello Stato islamico (Isis) hanno ucciso l'85enne prete Jacques Hamel nella sua chiesa durante la celebrazione della messa. Due suore e due fedeli sono stati presi in ostaggio.

I terroristi, che avevano giurato fedeltà all'Isis e al grido di "Allahu Akbar", hanno sgozzato il sacerdote e ripreso in un video l'episodio sanguinoso, secondo una suora scampata all'attacco.

Sarà pure la prima volta che i paesi membri dell'Unione Europea hanno a che fare con attentati islamisti del genere, ma non è così per la Turchia. Da decenni, nel paese, tanti cristiani innocenti e indifesi vengono uccisi per mano di aggressori musulmani.

I cristiani in Turchia vengono ancora attaccati, uccisi o minacciati ogni giorno e gli aggressori in genere la fanno franca.

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Germania: Sfugge di mano l'epidemia di stupri commessi dai migranti
L'occultamento dei dati sulle violenze sessuali perpetrate dai migranti è "un fenomeno che riguarda tutta la Germania"

di Soeren Kern  •  21 agosto 2016

  • L'epidemia di stupri commessi dai migranti si è ora diffusa in tutte le città e i paesi dei 16 Stati federati della Germania. Tutto il paese ora è in un circolo vizioso: la maggior parte degli autori delle violenze sessuali non si trova mai e quei pochi che vengono consegnati alla giustizia spesso ricevono condanne indulgenti. In Germania, viene denunciato solo una violenza sessuale su dieci e soltanto l'8 per cento dei processi per stupro porta a una condanna, secondo il ministro della Giustizia Heiko Maas.

  • Fino al 90 per cento dei crimini sessuali commessi in Germania nel 2014 non compare nelle statistiche ufficiali, secondo André Schulz, presidente dell'Associazione dei funzionari della polizia criminale tedesca.

  • "Ci sono precise istruzioni dall'alto di non denunciare i reati commessi dai profughi. È incredibile che certi criminali NON siano deliberatamente denunciati e le informazioni vengano classificate come riservate." – Un alto funzionario della polizia di Francoforte, citato da Bild.

La violenza sessuale in Germania ha raggiunto proporzioni epidemiche da quando la cancelliera Angela Merkel ha permesso a più di un milione di migranti, per lo più maschi, provenienti dall'Africa, Asia e dal Medio Oriente di entrare nel paese. Il governo si trova a dover far fronte al malcontento dell'opinione pubblica nei confronti della politica migratoria delle porte aperte (foto a sinistra). In alcune zone, le autorità hanno distribuito delle guide illustrate (a destra) per spiegare ai migranti che le aggressioni a sfondo sessuale non sono ammissibili.

La violenza sessuale in Germania ha raggiunto proporzioni epidemiche da quando la cancelliera Angela Merkel ha permesso a più di un milione di migranti, per lo più maschi, provenienti dall'Africa, Asia e dal Medio Oriente di entrare nel paese.

Il Gatestone Institute ha pubblicato nel settembre 2015 il primo articolo sull'epidemia di stupri commessi dai migranti, quando la Merkel aprì i confini tedeschi a decine di migliaia di migranti bloccati in Ungheria. Un altro articolo è stato pubblicato nel marzo 2016, a seguito delle aggressioni di massa ai danni delle donne tedesche perpetrate da orde di migranti a Colonia, Amburgo e in altre città della Germania.

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Germania: "Nessun cambio nella politica migratoria delle porte aperte"

di Soeren Kern  •  14 agosto 2016

  • La cancelliera Merkel ha detto di sapere che i tedeschi temono per la propria sicurezza personale: "Faremo tutto l'umanamente possibile per garantire la sicurezza in Germania", ella ha osservato, ma ha aggiunto: "L'ansia e la paura non possono dettare le nostre decisioni politiche".

  • "La cancelliera conferma la sua linea di azione. Un classico ritornello della Merkel è il seguente: 'Ci deve essere un'analisi approfondita.'" — Thomas Vitzthum redattore politico di Die Welt.

  • "Il paese è diviso, i suoi cittadini profondamente insicuri? 'Possiamo farcela!' Le aggressioni sessuali alle donne nelle piscine e ai festival? 'Possiamo farcela!' Gli attacchi terroristici sferrati dagli islamisti in Germania? 'Possiamo farcela!' La crescente frustrazione e l'aumento dell'apatia politica tra la popolazione? 'Possiamo farcela!' (...) Non una parola per i cittadini che da un anno hanno a che fare con le conseguenze dell'invasione dei richiedenti asilo. Non una sola parola per le comunità locali che non sono in grado di far fronte agli oneri finanziari e relativi alla sistemazione dei richiedenti asilo." — Un editoriale apparso sul quotidiano Junge Freiheit.

La cancelliera tedesca Angela Merkel (nella foto a sinistra) respinge le critiche mosse alla sua decisione di aver consentito a più di un milione di migranti per lo più musulmani di entrare in Germania lo scorso anno. "Ce la faremo a portare avanti questo compito storico (...) Possiamo farcela. (...) L'ansia e la paura non possono dettare le nostre decisioni politiche", ella ha detto il 28 luglio nel corso della consueta conferenza stampa estiva, e ha aggiunto: "Non posso promettervi che non dovremo più accogliere un'altra massiccia ondata di profughi".

La cancelliera tedesca Angela Merkel ha respinto le critiche mosse alla sua decisione di aver consentito a più di un milione di migranti per lo più musulmani di entrare in Germania lo scorso anno.

Parlando il 28 luglio a Berlino alla consueta conferenza stampa estiva, una spavalda Merkel ha ignorato le critiche mosse alle sue politiche sui rifugiati e ha ribadito che non ci sarà alcun cambiamento nella sua politica migratoria delle porte aperte. Ha anche detto di non avere alcuna responsabilità per la recente ondata di violenti attacchi in Germania.

La Germania è stata scossa da un attacco a colpi di ascia su un treno diretto a Würzburg, da una sparatoria a Monaco, un attacco con il machete a Reutlingen e da un attentato suicida ad Ansbach – il tutto nel giro di una settimana.

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In Svezia, aumenta la violenza contro gli svedesi da parte dei richiedenti asilo
Un mese di Islam e multiculturalismo in Svezia: giugno 2016

di Ingrid Carlqvist  •  11 agosto 2016

  • Il quotidiano Svenska Dagbladet ha riportato che sono scomparse 30.000 persone la cui domanda di asilo è stata respinta e sono state colpite da provvedimenti di espulsione. La polizia dice che mancano le risorse per rintracciare questi clandestini.

  • Tre somali sulla ventina, che hanno violentato a turno una ragazzina di 14 anni, hanno ricevuto condanne molto clementi e hanno evitato l'espulsione.

  • Il 7 giugno, è stata diffusa la notizia che una cittadina britannica, Grace "Khadija" Dare, aveva portato il figlio di 4 anni, Isa Dare, a vivere in Svezia per beneficiare dell'assistenza sanitaria gratuita. A febbraio, il bambino era apparso in un video dell'Isis mentre faceva esplodere un'auto con quattro prigionieri a bordo. Il padre del piccolo, un jihadista con cittadinanza svedese, è stato ucciso combattendo per l'Isis.

  • "Se non si è d'accordo con l'establishment, si viene immediatamente definiti razzisti o fascisti, cosa che di sicuro non siamo. A volte, ho sentito dire che era come vivere nella vecchia Unione Sovietica." – Karla, parla del motivo per cui la sua famiglia si è trasferita dalla Svezia a Maiorca.

Il 7 giugno, è stata diffusa la notizia che una cittadina britannica, Grace "Khadija" Dare, aveva portato il figlio di 4 anni, Isa Dare, a vivere in Svezia per beneficiare dell'assistenza sanitaria gratuita. A febbraio, il bambino era apparso in un video dell'Isis mentre faceva esplodere un'auto con quattro prigionieri a bordo. Il padre del piccolo, un jihadista con cittadinanza svedese, è stato ucciso combattendo per l'Isis.

1 giugno. Il Consiglio nazionale svedese per la prevenzione del crimine (Brå) ha diffuso un rapporto che mostra che 11.007 persone sono state colpite da un provvedimento di espulsione dopo essere state condannate per crimini. Il report però non dice quanti di questi individui siano stati di fatto espulsi. Il numero di condanne che includono l'espulsione è diminuito, nonostante il tasso di criminalità sia in aumento tra gli stranieri presenti in Svezia. Negli anni Settanta, erano circa 500 le persone che ogni anno erano colpite da un provvedimento di espulsione; nel 2004, il numero era salito a 1.074, ma nel 2014 solo 644 stranieri sono stati sottoposti a provvedimenti di espulsione.

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L'Europa si rifiuterà d'inginocchiarsi come l'eroico prete francese?

di Giulio Meotti  •  7 agosto 2016

  • Andando in giro per l'Europa in questi giorni non troverete una sola manifestazione di protesta per l'uccisione di don Jacques Hamel. Il giorno in cui un 85enne prete francese è stato ucciso in una chiesa, nessuno ha detto: "Siamo tutti cattolici".

  • Anche Papa Francesco, di fronte al più importante episodio di intolleranza verso i cristiani che si sia verificato in Europa dopo la Seconda guerra mondiale, è rimasto in silenzio e ha detto che gli islamisti cercano "soldi". Tutto il clero vaticano ha rifiutato di pronunciare la parola "Islam".

  • Ritualmente, dopo ogni strage, i media e i politici europei ripetono la storia delle "faglie nell'attività di intelligence", una foglia di fico per non parlare di Islam e del suo progetto di conquista dell'Europa. È il classico codice di condotta dopo ogni attacco islamista.

  • L'Europa sembra condannata a uno stato permanente di assedio. Ma cosa succederebbe se, un giorno, dopo nuovi attacchi e spargimenti di sangue in Europa, i governi del Vecchio Continente iniziassero a negoziare, con le organizzazioni islamiche mainstream, i termini della sottomissione delle democrazie alla legge islamica della sharia? Le vignette su Maometto sono già scomparse dai mezzi d'informazione europei e da molto tempo Israele e gli ebrei sono un capro espiatorio. Dopo l'attacco alla chiesa, i media francesi hanno deciso di smettere di pubblicare le foto dei terroristi. Questa è la coraggiosa risposta al jihad da parte dei nostri media mainstream.

Don Jacques Hamel è stato ucciso questa settimana, nella chiesa di Saint-Étienne-du-Rouvray, da jihadisti islamici.

Immaginate la scena: una messa mattutina celebrata nella cittadina francese di Saint-Étienne-du-Rouvray, una chiesa cattolica quasi vuota, tre parrocchiani, due suore e un prete molto anziano. Terroristi dell'Isis armati di coltello interrompono il rito liturgico e sgozzano don Jacques Hamel. Questa scena straziante mostra lo stato del Cristianesimo in Europa.

È successo prima. Nel 1996, sette monaci francesi furono massacrati in Algeria. Nel 2006, un prete fu decapitato in Iraq. Nel 2016, questo orribile rituale islamico si è consumato nel cuore della cristianità europea: nella cittadina della Normandia in cui è stato ucciso don Hamel si tenne il processo a Giovanna d'Arco, l'eroina del Cristianesimo francese.

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Francia: Dopo il terzo attacco jihadista

di Guy Millière  •  4 agosto 2016

  • I governi francesi che si sono susseguiti hanno costruito una trappola: i francesi pensano solo a come fuggire da questa trappola in cui si sono ritrovati. La situazione è più grave di quanto molti possano immaginare. Intere zone della Francia sono sotto il controllo di bande e imam radicali.

  • Il premier Manuel Valls ha ripetuto ciò che aveva detto 18 mesi fa: "La Francia è in guerra". Ha chiamato per nome il nemico, "islamismo radicale", ma si è affrettato ad aggiungere che "l'islamismo radicale non ha niente a che fare con l'Islam". E ha poi ripetuto che i francesi dovranno abituarsi a vivere con "la violenza e gli attacchi".

  • I francesi sono sempre più stanchi dei tentativi di scagionare l'Islam. Sanno perfettamente che tutti i musulmani non sono colpevoli. Ma sanno anche che tutti gli autori degli attentati compiuti in Francia negli ultimi anni erano musulmani. I francesi non hanno alcuna intenzione di abituarsi "alla violenza e agli attacchi". Non vogliono stare dalla parte dei perdenti e sono convinti che stiamo perdendo.

L'esercito francese è al limite delle sue capacità di azione: già pattuglia le strade di tutto il paese e ha truppe in Africa e Medio Oriente. Nella foto sopra: soldati francesi di guardia davanti a una scuola ebraica a Strasburgo nel febbraio 2015. (Fonte dell'immagine: Claude Truong-Ngoc/Wikimedia Commons)

Nizza, 14 luglio 2016: Giorno della Bastiglia. I festeggiamenti serali stavano volgendo al termine. Mentre la folla intenta a guardare i fuochi d'artificio cominciava a disperdersi, il conducente di un camion del peso di 19 tonnellate ha iniziato una corsa a zig-zag, falciando chiunque si trovasse sulla sua strada. Dopo dieci minuti e 84 vittime, l'uomo al volante del camion è stato ucciso dai colpi sparati dalla polizia. Decine di persone sono rimaste ferite, molte rimarranno paralizzate a vita. I sopravvissuti hanno vagato per ore in stato confusionale per le strade della città.

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I dissidenti islamici sono i principali alleati dell'Occidente

di Giulio Meotti  •  29 luglio 2016

  • Oggi una nuova cortina di ferro è stata eretta dall'Islam contro il resto del mondo e i nuovi eroi sono i dissidenti, gli apostati, i ribelli, i miscredenti e gli eretici.

  • Questo esercito di dissidenti musulmani, in rapida crescita, è il miglior movimento di liberazione per milioni di musulmani che aspirano a professare pacificamente la loro fede senza sottomettersi ai dettami dei fondamentalisti e dei fanatici.

  • Sono soli contro tutti. Contro l'islamismo che usa i kalashnikov, ma anche contro un terrorismo intellettuale che li sottopone alle intimidazioni dei media. Considerati come "traditori" da parte delle loro comunità, sono accusati dalle élites dell'Occidente di "stigmatizzare".

  • Dobbiamo appoggiarli – tutti. Alcuni dei più valorosi difensori della libertà provengono dai regimi islamici. L'Europa dovrebbe offrire sostegno finanziario, morale e politico a questi amici della civiltà occidentale, mentre la nostra intellighenzia sciagurata si dà da fare per diffamarli.

Ayaan Hirsi Ali, una coraggiosa dissidente musulmana e scrittrice, ha dovuto lasciare l'Olanda per gli Stati Uniti, dove è rapidamente diventata una dei più importanti intellettuali pubblici del paese. (Fonte dell'immagine: Gage Skidmore)

L'Islam, ha ammonito Boualem Sansal, scrittore algerino di rango, dividerà la società europea. In un'intervista ai media tedeschi, questo coraggioso autore arabo ha dipinto una visione di un'Europa asservita all'Islam radicale. Secondo Sansal, gli attentati terroristici di Parigi e Bruxelles sono stati diretti contro lo stile di vita occidentale. "Non riescono nemmeno a sconfiggere i paesi arabi deboli, così hanno introdotto quinte colonne per indurre l'Occidente ad autodistruggersi. Se ci riescono, la società crollerà".

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"No significa No": approvata in Germania la nuova legge anti-stupro

di Soeren Kern  •  28 luglio 2016

  • È improbabile che le riforme porranno fine all'epidemia di stupri commessi dai migranti in Germania.

  • Quando si tratta di immigrazione, il politicamente corretto spesso prevale sullo Stato di diritto in Germania, dove molti migranti che commettono reati sessuali non vengono mai portati davanti alla giustizia e quelli che affrontano un processo ricevono condanne lievi da giudici comprensivi.

  • "Ogni poliziotto sa che deve soddisfare una particolare aspettativa politica. È meglio tacere [sui crimini commessi dai migranti] per evitare problemi." — Rainer Wendt presidente del sindacato della polizia tedesca.

  • "È inaccettabile che i richiedenti asilo calpestino la nostra società e nel contempo cerchino la nostra protezione." — Il procuratore Bastian Blaut.

Il parlamento tedesco ha approvato le modifiche al codice penale che ampliano la definizione di stupro al fine di facilitare l'espulsione dei migranti che commettono reati sessuali.

In base al nuovo disegno di legge, conosciuto anche come "No significa No" ((Nein heißt Nein), ogni atto sessuale non consensuale ora sarà punibile come reato. In precedenza, erano punibili secondo il diritto tedesco solo i casi in cui le vittime potevano dimostrare di aver opposto resistenza fisica ai loro aggressori.

Le modifiche legislative, che sono state dettate dalle aggressioni sessuali di massa commesse da migranti per lo più musulmani contro centinaia di donne a Colonia la notte di Capodanno, sono state definite come una "svolta epocale" nella giurisprudenza tedesca.

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Lo spaventoso potere degli interpreti musulmani in Germania

di Stefan Frank  •  25 luglio 2016

  • "Tutto quello che le ho raccontato è vero. (...) Ma l'interprete lì mi ha detto che una donna devota e credente non deve usare parole come sesso e stupro. Parole del genere disonorano mio marito e la nostra famiglia. Mi avrebbe anche detto che sono una blasfema, perché sono andata alla polizia. Nessuna donna denuncerebbe il proprio marito. Il marito deve essere onorato." — "Sali", in una lettera d'addio inviata al suo avvocato, Alexander Stevens.

  • "Sono a conoscenza di dichiarazioni in cui gli interpreti pare abbiano esercitato pressioni e detto ai cristiani intenzionati a recarsi alla polizia o anche prima che potessero pensare di farlo: 'Se vi lamentate, potete scordarvi che la vostra richiesta d'asilo venga accolta'. Spesso ho notato che le dichiarazioni sono state ritrattate perché i cristiani sono stati minacciati." — Paulus Kurt, Comitato centrale dei cristiani d'Oriente in Germania (ZOCD).

  • "Gli interpreti non lavorano per l'Ufficio federale, né prestano giuramento all'ordinamento giuridico della Repubblica federale tedesca. In definitiva, la valutazione delle domande du asilo è di esclusiva appannaggio di questi interpreti. (...) A nostro avviso, un processo decisionale come questo, che viene praticato su vasta scala, non è in linea con un normale iter." — Lettera aperta dei dipendenti dell'Ufficio federale tedesco per l'immigrazione e i rifugiati.

Hasan (a sinistra nella foto), un profugo yazida arrivato in Germania ed è stato minacciato dai musulmani, racconta a un giornalista della televisione pubblica tedesca come un interprete che lavora per il governo abbia volutamente tradotto in modo errato la sua denuncia e preso le parti dei suoi aggressori. (Fonte dell'immagine: Bayerischer Rundfunk video screenshot)

Alexander Stevens è un avvocato che lavora in uno studio legale di Monaco che si occupa specificatamene della difesa delle vittime di reati sessuali. Nel suo recente libro, "Sex vor Gericht", egli descrive alcuni dei casi più strani e sconcertanti da lui trattati. Uno di essi solleva il seguente interrogativo: 'Cosa fare quando gli interpreti che lavorano per la polizia e i tribunali mentono e compiono manipolazioni? Poiché nessuno controlla i traduttori, è probabile che in molti casi, la disonestà degli interpreti passi inosservata. Il libro di Steven racconta dei devastanti effetti sortiti dal comportamento tenuto da un interprete disonesto.

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Il tentato golpe in Turchia: Un'apoteosi di pretesti

di Burak Bekdil  •  23 luglio 2016

  • La Turchia ora sarà un luogo dove per i dissidenti la vita sarà ancora più difficile. Il presidente Erdogan evoca la possibilità di reintrodurre la pena di morte.

  • Il Dipartimento generale di sicurezza (a cui fanno capo le forze di polizia) ha emesso un comunicato nel quale chiede ai cittadini di fornire informazioni su qualsiasi tipo di materiale pubblicato sui sociali media a sostegno dei terroristi, dell'organizzazione di Gulen o di propaganda antigovernativa.

L'emittente televisiva turca NTV mostra i soldati coinvolti nel tentato colpo di Stato mentre si arrendono con le braccia alzate sul ponte sul Bosforo, a Istanbul, il 15 luglio 2016.

Tutto in Turchia è sembrato surreale: soldati che hanno invitato il capo della squadra antiterrorismo della polizia a una "riunione" per poi sparargli alla testa; alte cariche, come il capo di Stato maggiore delle forze armate, comandante delle forze aeree, delle forze terrestri e della gendarmeria, che sono state prese in ostaggio dai loro aiutanti di campo; e poi persone che a migliaia si sono riversate in strada per opporsi al golpe, hanno bloccato i carri armati, sono rimaste uccise; soldati che hanno aperto il fuoco contro i civili e infine i vittoriosi sostenitori di Erdogan che hanno linciato i soldati golpisti, ovunque fossero.

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Francia: L'imminente guerra civile

di Yves Mamou  •  19 luglio 2016

  • Per il presidente francese François Hollande, il nemico è un'astrazione: "terrorismo" o "fanatici".

  • Piuttosto, il presidente francese ribadisce la sua determinazione a lottare contro il terrorismo all'estero: "Noi rafforzeremo ulteriormente l'azione in Iraq e Siria", ha detto Hollande dopo l'attentato di Nizza.

  • Di fronte al fallimento delle élites che sono state elette per guidare il nostro paese attraverso un mare di pericoli nazionali e internazionali, perché dovremmo mostrarci sorpresi se dei gruppi paramilitari si stanno organizzando per reagire?

  • In Francia, queste élites globali hanno fatto la loro scelta. Hanno deciso che i "cattivi" elettori erano persone irragionevoli e troppo stupide per apprezzare le bellezze di una società aperta a popolazioni che spesso non vogliono assimilarsi e che pretendono assimilarvi a loro, minacciandovi di morte se non lo farete. Queste élites hanno deciso di schierarsi contro gli anziani e i poveri perché questa gente non ha più voluto votare per loro. Esse hanno anche scelto di non combattere l'islamismo perché i musulmani votano in massa per questa élite globale.

La polizia francese spara e colpisce a morte il terrorista tunisino che ha ucciso 84 persone a Nizza, in Francia, il 14 luglio 2016 (Fonte dell'immagine: Sky News video screenshot)

"Siamo sull'orlo di una guerra civile." Non sono le parole di un fanatico o di uno squilibrato. No. È quanto ha dichiarato il capo della Dgsi (la Direzione generale della sicurezza interna), Patrick Calvar. Egli ha evocato più volte il rischio di una guerra civile. Il 12 luglio, Calvar lo ha affermato davanti ai membri di una commissione d'inchiesta parlamentare sugli attentati terroristici del 2015.

A maggio, egli ha formulato pressappoco lo stesso messaggio davanti a un'altra commissione parlamentare sulla difesa nazionale. "L'Europa", egli ha detto "è in pericolo. L'estremismo è in crescita ovunque e noi stiamo cercando di spostare le risorse per interessarci dell'ultra-destra in attesa di uno scontro".

Che tipo di scontri? "Scontri fra comunità", egli ha risposto – un termine edulcorato per evocare "una guerra contro i musulmani". E ha aggiunto: "Ancora uno o due attentati e la guerra civile accadrà".

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Terrorismo jihadista: Pensate che riguarda solo gli ebrei? Vi sbagliate di grosso!

di Giulio Meotti  •  16 luglio 2016 17:27

  • Il 14 luglio, almeno 84 persone sono state uccise nella città francese di Nizza da un terrorista islamista di origine tunisina.

  • Che siate pacifisti o guerrafondai, gay o eterosessuali, atei o cristiani, blasfemi o devoti, francesi o iracheni, il terrorismo jihadista non fa discriminazioni. Ognuno di noi è un obiettivo: il terrorismo islamista è genocida.

  • Quando i terroristi islamisti colpiscono i blogger dissidenti musulmani, le lontane donne yazide o le ragazzine ebree, tutti noi in Occidente dovremmo preoccuparci. Gli islamisti stanno solo affilando i loro coltelli su di loro, prima di giungere da noi.

  • Se noi oggi non alziamo la voce, domani saremo puniti per la nostra indolenza.

Il camion crivellato di proiettili usato da un terrorista islamista di origine tunisina per uccidere 84 persone a Nizza, in Francia, il 14 luglio 2016. (Fonte dell'immagine: France24 video screenshot)

Il 14 luglio, almeno 84 persone sono state uccise in Francia nella città di Nizza da un terrorista islamista di origine tunisina, e molte altre sono rimaste ferite. L'uomo era al volante di un camion del peso di 19 tonnellate e si è diretto a tutta velocità addosso alla folla radunata per festeggiare il Giorno della Bastiglia, la festa nazionale francese, travolgendo uomini, donne e bambini per oltre 2 km di strada e marciapiede.

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