Analisi e articoli più recenti

Europa: Il caso della sparizione delle donne

di Judith Bergman  •  23 gennaio 2017

  • "È meglio aspettare fuori. Ci sono uomini qui dentro (...) In questo bar, non c'è eterogeneità." – Un cliente di un locale di Sevran, all'emittente tv France 2.

  • "In questo caffè non c'è promiscuità. Siamo a Sevran e non a Parigi. Qui c'è un'altra mentalità. È come tornare a casa." – Un altro avventore di un locale di Sevran, all'emittente tv France 2.

  • Le donne sembrano "essere state cancellate" dai caffè e dalle strade. "Così ora per evitare le minacce e di subire pressioni, si censurano da sole e stanno zitte." – Caroline Sinz, giornalista dell'emittente televisiva France 2.

  • Questa islamizzazione è stata alimentata e rafforzata dagli ingenti investimenti fatti in Francia dal Qatar – in particolare nelle moschee – e che attualmente ammontano a circa 22 miliardi di dollari.

  • "C'è una forma di moralità distorta, spesso esercitata da gruppi di minoranza su una maggioranza e che fa sì che lo spazio pubblico, che dovrebbe appartenere tanto agli uomini quanto alle donne, sia precluso alle donne." – Pascale Boistard ex ministra francese per i Diritti delle donne.

  • I ministri francesi fingono di essere sorpresi e indignati del fatto che le donne di questi sobborghi abbiamo finito per cedere all'incessante terrorismo psicologico perpetrato contro di loro e siano sparite dalle strade.

Aziza Sayah (a sinistra nella foto) e Nadia Remadna (a destra) sono due attiviste della Brigade des Mères, il gruppo che si batte per i diritti delle donne in Francia, che di recente si sono recate con delle telecamere nascoste in un caffè di un sobborgo parigino dove sono state accolte con sorpresa e ostilità dai clienti esclusivamente uomini. (Fonte dell'immagine: France 2 video screenshot)

Secondo un video ripreso con una telecamera nascosta e trasmesso di recente dall'emittente televisiva France 2, le donne sono letteralmente sparite dai caffè e dai bar di alcuni quartieri periferici musulmani della Francia. Il filmato mostra Nadia Remadna e Aziza Sayah, due attiviste del gruppo La Brigade des Mères (La Brigata delle Madri), che entrano in un caffè del sobborgo parigino di Sevran, dove sono accolte con sorpresa e ostilità dai clienti esclusivamente uomini. E uno di questi dice loro: "È meglio aspettare fuori. Ci sono uomini qui dentro (...) In questo bar, non c'è eterogeneità".

Un altro avventore si rivolge alle due donne dicendo: "In questo caffè non c'è promiscuità. Siamo a Sevran e non a Parigi. Qui c'è un'altra mentalità. È come tornare a casa".

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Il clero cristiano si inchina all'Islam accogliendolo nelle chiese

di Giulio Meotti  •  18 gennaio 2017

  • Lo scorso luglio, per la prima volta durante una messa in Italia, è stato recitato un versetto del Corano dall'altare.

  • Nel Sud Italia, un parroco ha fatto infuriare i suoi parrocchiani per aver allestito un presepe in cui la Vergine Maria indossa un burqa. Queste iniziative interreligiose si basano sulla progressiva eliminazione del patrimonio occidentale-cristiano in favore dell'Islam.

  • Il clero cattolico è probabilmente disorientato dallo stesso Papa Francesco, che è stato il primo a consentire la lettura delle preghiere islamiche e del Corano in Vaticano.

  • Il Papa ha abbracciato il relativismo religioso per quanto concerne l'Islam. Ha ripetuto che la violenza islamista è opera di un "piccolo gruppo di fondamentalisti" che, secondo lui, non hanno nulla a che fare con l'Islam.

  • Lord Harries, vescovo della Chiesa d'Inghilterra, ha proposto che la cerimonia di incoronazione del principe Carlo d'Inghilterra si apra con una lettura del Corano. Negli Stati Uniti, in più di 50 chiese, compresa la Washington National Cathedral, si legge il Corano. Ma nelle moschee si fa qualche lettura della liturgia cristiana?

  • Com'è possibile che così pochi leader cristiani abbiano alzato la voce contro questo attacco senza precedenti a un monumento cristiano? Hanno organizzato così tante letture del Corano nelle loro chiese da considerare normale l'idea di convertire una chiesa in moschea?

  • Non sarebbe meglio per la Chiesa Cattolica stabilire un vero dialogo con le comunità islamiche basato su principi come la reciprocità (se costruite moschee in Europa, noi edificheremo chiese in Medio Oriente), la protezione delle minoranze cristiane nella Mezzaluna e la condanna teologica del jihad contro gli "infedeli"?

L'imam Sali Salem recita un versetto del Corano nella Chiesa di Santa Maria in Trastevere, a Roma, il 31 luglio 2016 (Fonte dell'immagine: La Stampa video screenshot)

In Italia e in Europa, si registra una crescente e preoccupante tendenza.

Per la prima volta in oltre 700 anni di storia, canti islamici hanno risuonato nella cattedrale fiorentina di Santa Maria del Fiore. Sotto la famosa Cupola di Brunelleschi, le melodie islamiche sono state affiancate a quelle cristiane. Questa "iniziativa interreligiosa" è stata promossa una settimana dopo la barbara strage dei terroristi islamisti nella redazione parigina di Charlie Hebdo e comprendeva "Il Corano è la giustizia" e altri "canti" del genere.

Nel Sud Italia, un prete ha fatto infuriare i suoi parrocchiani per aver allestito un presepe in cui la Vergine Maria indossa un burqa. Don Franco Corbo, titolare della parrocchia di Ss. Anna e Gioacchino, a Potenza, ha detto di aver costruito lo speciale presepe "in nome del dialogo tra le religioni". Queste iniziative interreligiose si basano sulla progressiva eliminazione del patrimonio occidentale-cristiano in favore dell'Islam.

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Un appello a tutti i cristiani affinché difendano la culla della loro religione e la patria del popolo ebraico

di Petra Heldt  •  15 gennaio 2017

  • Occorre far sì che alla Città Vecchia di Gerusalemme, il cuore dell'Ebraismo da più di 3000 anni e la sede del Cristianesimo da 2000 anni, non sarà permesso di essere islamica, facendo parte di quello che presto diventerà un paese islamico e molto probabilmente terrorista. In uno Stato del genere, tutti i sondaggi mostrano che le prossime elezioni politiche sanciranno la vittoria di Hamas.

  • Sulla base dello Statuto di Hamas che nega a Israele il diritto di esistere, il voto potrebbe portare a termine l'obiettivo di eliminare la storia ebraica – e cristiana – e rimpiazzarla con l'Islam.

  • Cosa spinge i politici occidentali a contribuire alla distruzione della cultura giudaico-cristiana in Medio Oriente e in Europa? Perché la conferenza di pace di Parigi si appresta a distruggere lo Stato ebraico, mentre un numero senza precedenti di cristiani viene ucciso nei paesi musulmani?

  • I cristiani non rimarranno in silenzio quando tutti questi luoghi saranno assegnati a coloro che li distruggeranno – come hanno devastato e distrutto Palmira, Antiochia, Nisibi, Ninive e, alla fine del 2014, il monastero di Sant'Elia, il più antico monastero cristiano dell'Iraq, raso al suolo dallo Stato islamico.

  • Le strade di Parigi devono sentire le proteste contro il tentativo di riscrivere la storia alla conferenza di pace e ad ogni successiva votazione del Consiglio di Sicurezza.

Una veduta aerea del Monte del Tempio a Gerusalemme e di gran parte della Città Vecchia di Gerusalemme (Fonte dell'immagine: Andrew Shiva / Wikipedia)

La coscienza collettiva dei cristiani deve fermare la conferenza di pace di Parigi che si è aperta oggi e impedire il voto presumibilmente programmato del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (CSNU) su uno Stato palestinese come 22° Stato musulmano, in seno a uno Stato ebraico. Occorre garantire che non ci sia alcuna resa all'islamizzazione del Medio Oriente e dell'Europa. Occorre far sì che alla Città Vecchia di Gerusalemme, il cuore dell'Ebraismo da più di 3000 anni e la sede del Cristianesimo da 2000 anni, non sarà permesso di essere islamica, facendo parte di quello che presto diventerà un paese islamico e molto probabilmente terrorista. In uno Stato del genere, tutti i sondaggi mostrano che le prossime elezioni politiche sanciranno la vittoria di Hamas. Questo implicherebbe l'eventuale distruzione di tutto il patrimonio giudaico-cristiano, come possiamo vedere in tutto il Medio Oriente.

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Le Nazioni Unite dichiarano guerra alla civiltà giudaico-cristiana

di Giulio Meotti  •  8 gennaio 2017

  • Com'è possibile che la giurisprudenza occidentale, creata dopo la Seconda guerra mondiale per impedire nuovi crimini contro l'umanità, venga ora utilizzata contro le democrazie e per perpetuare ulteriori crimini?

  • Si tratta di una terribile manipolazione per cercare di cancellare tutta la storia ebraica e cristiana, far credere che tutto il mondo sia sempre stato solo islamico. Ecco com'è un jihad. Non è soltanto tute arancioni, decapitazioni e schiavitù. Se si può cancellare e riscrivere la storia, si può reindirizzare il futuro.

  • Se gli uomini palestinesi picchiano le loro mogli, è colpa di Israele, ha affermato con tono serio l'esperta delle Nazioni Unite Dubravka Simonovic.

  • Il mese scorso il presidente dell'Assemblea generale dell'ONU ha sfoggiato la famosa kefiah, simbolo della "resistenza palestinese" (si legga terrorismo). Questo è semplicemente il prosieguo dell'annientamento culturale di Israele, che dovrebbe giustificare il successivo annientamento fisico.

  • La guerra delle Nazioni Unite agli ebrei di Israele è, in fondo, una guerra contro l'Occidente. L'ONU e i suoi sostenitori stanno rapidamente spianando la strada al Califfato europeo.

Il mese scorso il presidente dell'Assemblea generale dell'ONU, Peter Thomson, ha sfoggiato la famosa kefiah, simbolo della "resistenza palestinese" (si legga terrorismo). Questo è semplicemente il prosieguo dell'annientamento culturale di Israele, che dovrebbe giustificare il successivo annientamento fisico. (Fonte dell'immagine: UN/Manuel Elias)

Il 2016 è stato un anno splendido per gli antisemiti delle Nazioni Unite. Il Consiglio di sicurezza dell'ONU ha appena colpito l'unica democrazia del Medio Oriente: lo Stato di Israele. L'uscente amministrazione Obama avrebbe orchestrato ciò che anche Haaretz ha chiamato una campagna "mordi e fuggi" in seno alle Nazioni Unite per denigrare lo Stato ebraico e lasciarlo a un destino in cui si profilano solo conflitti e odio. Questo è un genocidio culturale che non è meno pericoloso degli attacchi terroristici. Un genocidio basato sulle menzogne antisemite e che crea l'atmosfera non per raggiungere "la pace", come sostenuto in malafede, ma per perpetuare la guerra.

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Il suicidio della Germania

di Guy Millière  •  3 gennaio 2017

  • Del milione e duecentomila migranti che sono arrivati in Germania nel 2014 e nel 2015, solo 34.000 hanno trovato lavoro.

  • Angela Merkel è andata a deporre delle rose bianche sul luogo dell'attentato al mercatino di Natale a Berlino. Migliaia di tedeschi hanno fatto lo stesso. Molti hanno portato candele e hanno pianto. Ma la rabbia e la volontà di combattere la minaccia sono rimaste in gran parte assenti.

  • Niente descrive meglio la situazione attuale della Germania del triste destino di Maria Ladenburger, una ragazza di 19 anni uccisa all'inizio di dicembre. La giovane, che faceva parte di un'organizzazione che offre assistenza umanitaria ai rifugiati, era fra coloro che hanno accolto i migranti nel 2015. È stata violentata e uccisa da una delle persone che stava aiutando. I genitori hanno chiesto a chi volesse rendere omaggio alla loro figlia di donare soldi alle associazioni che si occupano di rifugiati, in modo che altri profughi possano arrivare in Germania.

  • La legge che condanna l'incitamento all'odio, probabilmente al fine di impedire un ritorno delle idee naziste, pende come una spada di Damocle su chi parla troppo duramente della crescente islamizzazione del paese.

  • La grande maggioranza dei tedeschi non vuole rendersi conto che la Germania è in guerra, perché un nemico spietato gli ha dichiarato guerra. Essi non vogliono vedere che la guerra è stata dichiarata alla civiltà occidentale. Accettano la sconfitta e fanno docilmente ciò che i jihadisti vogliono che facciano: si sottomettono.

  • Se Angela Merkel non riesce a cogliere la differenza esistente tra gli ebrei sterminati dai nazisti e i musulmani che minacciano di sterminare i cristiani, gli ebrei e altri musulmani, allora è ancora più incapace di capire di quel che sembra.

L'attacco sferrato a Berlino, il 19 dicembre scorso, era prevedibile. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha creato le condizioni che lo hanno reso possibile. Ella porta su di sé una responsabilità schiacciante. Geert Wilders, parlamentare olandese e uno dei soli leader politici europei perspicaci, l'ha accusata di avere le mani sporche di sangue. E ha ragione.

Quando la Merkel ha deciso di aprire le porte della Germania a centinaia di migliaia di musulmani provenienti dal Medio Oriente e da paesi più lontani, avrebbe dovuto sapere che i jihadisti erano nascosti tra la gente che arrivava a frotte. E avrebbe anche dovuto sapere che la polizia tedesca non avrebbe potuto controllare quegli arrivi in massa e sarebbe stata rapidamente sopraffatta dal numero di persone che avrebbe dovuto controllare. Ma la cancelliera l'ha fatto comunque.

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Gli islamisti attaccano il Natale, ma gli europei lo aboliscono

di Giulio Meotti  •  27 dicembre 2016

  • Un tribunale ha ordinato al comune francese di Publier di rimuovere una statua della Vergine Maria. La senatrice Nathalie Goulet ha parlato di "ayatollah del laicismo".

  • Una scuola tedesca in Turchia ha appena vietato le celebrazioni natalizie: l'istituto Istanbul Lisesi, finanziato dal governo tedesco, ha deciso che le tradizioni e i canti di Natale non saranno più consentiti. In Germania, un grande magazzino Woolworth ha abolito le decorazioni natalizie dicendo ai clienti che l'emporio "è ora musulmano".

  • L'Europa sta già mutilando le sue tradizioni "per non offendere i musulmani". Noi siamo diventati il nostro peggior nemico.

  • I musulmani reclamano anche "la moschea di Cordoba". Le autorità della città della Spagna meridionale di recente hanno assestato un colpo alla rivendicazione del diritto di proprietà della cattedrale da parte della Chiesa Cattolica. Ora gli islamisti la rivogliono indietro.

  • L'esito finale del laicismo autodistruttivo dell'Europa potrebbe essere davvero un Califfato.

I musulmani reclamano anche "la moschea di Cordoba". Le autorità della città della Spagna meridionale di recente hanno assestato un colpo alla rivendicazione del diritto di proprietà della cattedrale da parte della Chiesa Cattolica. Costruita sul sito della chiesa di San Vincenzo, è stata una moschea per più di 400 anni quando la Spagna islamica faceva parte di un califfato, prima che il regno cristiano di Castiglia conquistasse la città e la trasformasse di nuovo in chiesa. (Fonte dell'immagine: James Gordon/Wikimedia Commons)

"Tutto è cristiano", scriveva Jean-Paul Sartre dopo la guerra. Duemila anni di Cristianesimo hanno lasciato nella cultura, nella lingua e nel paesaggio francese una traccia profonda. Ma non secondo il ministro dell'Educazione francese, Najat Vallaud-Belkacem. Ella ha appena annunciato che invece di dire "Buon Natale", i funzionari statali dovrebbero augurare "Buone Feste", un deliberato intento di cancellare dal discorso e dallo spazio pubblico ogni riferimento alla cultura cristiana in cui la Francia è radicata.

Jean-François Chemain lo ha chiamato "sradicamento di ogni segno cristiano dal paesaggio pubblico". Un anno fa si infiammò la polemica nella cittadina francese di Ploërmel, dove un tribunale decise che la statua di Papa Giovanni Paolo II, eretta in una piazza, andava rimossa perché violava la legge sulla "laicità".

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In Europa, si prepara una rivoluzione politica

di Geert Wilders  •  23 dicembre 2016

  • Le autorità tedesche sottovalutano pericolosamente la minaccia dell'Islam. (...) Hanno tradito i loro cittadini.

  • Non permettete a nessuno di dirvi che solo gli autori di questi crimini sono colpevoli. Lo sono anche i politici che hanno accolto con favore l'Islam nel loro paese. E non solo Frau Merkel in Germania, ma l'intera élite politica dell'Europa occidentale.

  • Per correttezza politica, essi hanno volutamente chiuso un occhio sull'Islam. Si sono rifiutati di informarsi sulla sua vera natura. Si rifiutano di riconoscere che è tutto scritto nel Corano: il permesso di uccidere ebrei e cristiani (Sura 9: 29); terrorizzare i non musulmani (8:12); violentare le ragazze (65: 4); ridurre in schiavitù le persone per sesso (4: 3); mentire sui veri obiettivi (3:54) e il comando di fare guerra agli infedeli (9:123) e sottomettere il mondo intero ad Allah (9:33).

  • Dovremo de-islamizzare le nostre società. (...) Ma tutto comincia dai politici che avranno il coraggio di affrontare la realtà e dire la verità.

  • Sempre più cittadini sono consapevoli di questo. Ecco perché in Europa si sta preparando una rivoluzione politica. I partiti patriottici sono in rapido aumento ovunque. Essi rappresentano l'unica speranza per l'Europa di un futuro migliore.

(Fonte dell'immagine: RTL Nieuws video screenshot)

Lo Stato islamico ha rivendicato la responsabilità dell'attacco terroristico a Berlino di lunedì sera, in cui dodici persone sono state uccise da un camion lanciato contro un mercatino di Natale.

Il killer è riuscito a fuggire. All'interno del camion, la polizia ha trovato un documento di identità appartenente ad Anis A., un tunisino arrivato in Germania nel 2015 come richiedente asilo.

Quando lo scorso anno la cancelliera Angela Merkel ha aperto i confini della Germania a quasi un milione di profughi e richiedenti asilo, ha accolto il cavallo di Troia dell'Islam nel suo paese. Tra i cosiddetti rifugiati c'erano molti giovani uomini islamici, pieni di odio per l'Occidente e la sua civiltà. Uno di loro era Anis. A. .

C'è voluto quasi un anno perché le autorità tedesche respingessero la sua richiesta di asilo, ma nel frattempo l'uomo era scomparso. La polizia lo sta cercando come principale sospettato dell'attacco di lunedì a Berlino.

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Il governo Merkel continua a negare

di Vijeta Uniyal  •  22 dicembre 2016

  • Lo Stato islamico ha rivendicato la responsabilità dell'attentato del 19 dicembre a Berlino che ha provocato la morte di 12 persone, un atto di terrorismo veicolare simile a quello del 14 luglio nella città francese di Nizza dove un camion ha travolto la folla e agli innumerevoli episodi di "car-ramming" registrati in Israele. Ora gli europei possono capire quel che vivono gli israeliani ogni giorno.

  • Questo mese, il sindacato di polizia del land della Turingia ha diffuso una lettera aperta indirizzata al ministro dell'Interno, che descrive la rovinosa situazione dell'ordine pubblico in mezzo all'escalation di crimini commessi dai migranti: "Ci state abbandonando completamente impotenti a una forza superiore. (...) Quali cambiamenti? Nessuno. Piuttosto, si percepisce una sensazione di indifferenza.

  • Intanto, i rappresentanti della comunità araba pare abbiano detto della polizia della Ruhr: "La polizia non vincerà una guerra con noi perché siamo troppi".

  • La cancelliera Merkel, le élites dirigenti e i media possono continuare a fare buon viso a una incontrollata migrazione di massa proveniente dai paesi arabi e musulmani oppure insabbiare le notizie sull'aumento dei crimini commessi dai migranti, ma non possono ignorare il deterioramento della situazione dell'ordine pubblico nel paese.

  • Dovrebbe essere evidente anche a un osservatore noncurante che il suo governo ancora non si preoccupa delle vittime della sua fallita politica sui "rifugiati".

La polizia raccoglie prove sul luogo dell'attacco sferrato il 19 dicembre in un mercatino di Natale a Berlino, dove un camion si è schiantato sulla folla. (Fonte dell'immagine: RT video screenshot)

L'attacco terroristico sferrato lunedì a Berlino a un mercatino di Natale ha provocato la morte di 12 persone, ferendone altre 50. Lo Stato islamico ha rivendicato la responsabilità di questo atto di terrorismo veicolare, come suggerito dalla rivista ufficiale di al-Qaeda, Inspire, simile a quello del 14 luglio nella città francese di Nizza dove un camion ha travolto la folla e agli innumerevoli episodi di "car-ramming" registrati in Israele. Ora gli europei possono capire quel che vivono gli israeliani ogni giorno.

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Amnesty International attacca le democrazie e perdona le tirannie islamiste

di Giulio Meotti  •  19 dicembre 2016

  • "Bancarotta morale [di Amnesty International]." – Salman Rushdie, scrittore con una taglia di 600.000 dollari che gli pende sul capo, emessa dal regime iraniano.

  • Amnesty ha patrocinato una manifestazione a Bruxelles, dove gli oratori islamisti hanno celebrato gli attacchi dell'11 settembre, negato l'Olocausto e demonizzato i gay e gli ebrei.

  • Sembra che Amnesty abbia voltato le spalle alla battaglia dei diritti umani in favore di un assurdo pregiudizio antioccidentale. The Economist ha accusato Amnesty di "riservare più pagine agli abusi dei diritti umani in Gran Bretagna e Stati Uniti di quanti non ne dedichi a Bielorussia e Arabia Saudita".

  • Il segretario generale di Amnesty paragonò i campi di lavoro forzato sovietici, dove in milioni morirono di fame, freddo e furono giustiziati, a una base militare americana in cui non è morto nessun prigioniero e che forse ha evitato che centinaia di civili innocenti saltassero per aria.

  • "Il Canada è obbligato ad arrestare e perseguire Bush per la sua responsabilità in crimini di diritto internazionale tra cui la tortura", ha detto Susan Lee, direttore di Amnesty International America. Amnesty ha inoltre accusato Obama di "crimini di guerra".

  • Alan Dershowitz riassume la definizione data da Amnesty dei "crimini di guerra" di Israele dicendo: "Qualsiasi cosa faccia Israele per difendere i propri cittadini".

  • Un rapporto di NGO Monitor ha circostanziato "le lacune sistematiche di Amnesty nel segnalare gli abusi dei diritti umani; la comprensione limitata di un conflitto armato che spinge ad affermazioni erronee e analisi errate; e la violazione dell'universalità dei diritti umani, nonché un costante pregiudizio istituzionalizzato contro Israele applicando due pesi e due misure". Ci sono anche dirigenti di Amnesty che hanno definito lo Stato ebraico "uno stato feccia".

Secondo Amnesty International, gli "hotspot", i centri che ospitano i migranti che arrivano in Italia, sono come i campi di concentramento. Questo è ciò che si apprende dal nuovo rapporto di Amnesty International, che accusa l'Italia niente meno che di "tortura" dei migranti. Nel report compare una sequenza di testimonianze, mai comprovate, che descrivono metodi degni di una giunta militare del Sud America.

Il documento conferma l'accusa lanciata da Salmani Rushdie contro Amnesty International parlando di "bancarotta morale". Il Wall Street Journal ha aggiunto altre due accuse contro la famosa organizzazione non governativa (ong) occidentale: "Fervore antiamericano e confusione intellettuale".

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I critici dell'Islam sotto processo in Europa: Geert Wilders condannato

di Giulio Meotti  •  13 dicembre 2016

  • Il 9 dicembre, per la prima volta nella storia olandese, un tribunale ha criminalizzato la libertà di espressione: l'eroico parlamentare olandese Geert Wilders è stato condannato per i "reati" di "incitamento alla discriminazione e insulti contro una minoranza".

  • La condanna a morte contro Salman Rushdie emessa nel 1989 da parte del leader supremo iraniano sembrava irreale. L'Occidente non la prese sul serio. Da allora, tuttavia, questa fatwa è stata assimilata a tal punto che le minacce odierne alla libertà di espressione provengono da noi stessi. Ora è l'Occidente che mette alla sbarra scrittori e giornalisti.

  • Le Brigate Rosse, il gruppo terroristico comunista che devastò l'Italia negli anni Settanta, hanno coniato lo slogan: "Colpirne uno per educarne cento". Colpendone uno, si genera un'intimidazione collettiva. È esattamente questo l'effetto di tali processi politici sull'Islam.

  • "L'incitamento all'odio" è diventato un'arma politica da rivolgere contro chi non è d'accordo con voi. Il diritto di cavillare sui contenuti degli articoli o sulle vignette non spetta a una democrazia. In Occidente, abbiamo pagato a caro prezzo la libertà di scriverli o di leggerli. Non è compito di chi governa concedere il diritto di pensiero e di parola.

  • Oggi sta calando sull'Europa una cortina di ferro come quella esistente in era sovietica.

Nella foto a sinistra: Salman Rushdie. A destra: il parlamentare olandese Geert Wilders.

Dopo la Seconda guerra mondiale e gli orrori del nazismo e dello stalinismo, un principio fondamentale delle democrazie occidentali era quello secondo il quale si potevano mettere sotto processo le persone, ma non le idee e le opinioni. L'Europa oggi sta permettendo a pericolosi gruppi islamisti e per "i diritti umani" di restringere i confini della nostra libertà di espressione, esattamente come nei processi farsa sovietici. "L'antirazzismo militante sarà per il XXI secolo ciò che il comunismo è stato per il XX secolo", ha predetto l'eminente filosofo francese Alain Finkielkraut.

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La disgregazione della Francia davanti ai nostri occhi

di Yves Mamou  •  12 dicembre 2016

  • Quattro poliziotti sono stati feriti (due gravemente ustionati) da una quindicina di "giovani" (membri di una gang musulmana) che hanno accerchiato le auto della polizia, lanciando sassi e bombe incendiarie contro le vetture. La polizia è stata lesa quando il ministro dell'Interno ha definito gli aggressori "piccoli selvaggi". La polizia e i politici dell'opposizione hanno replicato che gli aggressori non erano "piccoli selvaggi, ma criminali che hanno aggredito la polizia per ucciderla".

  • Due studenti di una scuola di formazione professionale di Calais hanno aggredito un insegnante, e uno dei due gli ha fratturato la mandibola e rotto alcuni denti, solo perché il docente aveva chiesto a uno dei ragazzi di tornare a lavorare.

  • "Questo è un avvertimento. Questi giovani non hanno assalito la scuola per caso: volevano lanciare un attacco alle istituzioni, allo Stato." — Yacine, 21 anni, uno studente dell'Università di Parigi II.

  • La rivolta, durata quattro notti, è scoppiata dopo l'arresto di un uomo alla guida di un'auto che non si era fermato a un posto di blocco della polizia.

  • Questa rivolta da parte di un pilastro della società francese, la polizia, è stata la più impressionante manifestazione di protesta della Francia moderna. Eppure, i media mainstream l'hanno ignorata.

  • "Tutto ciò che rappresenta le istituzioni statali (...) è ora oggetto di violenza che trova il proprio fondamento essenzialmente nelle derive comunitarie e talvolta etniche alimentate da un odio incredibile verso il nostro paese. Dobbiamo essere ciechi o incoscienti per non preoccuparci della coesione nazionale." — Thibaud de Montbrial, avvocato ed esperto di terrorismo.

Quattro poliziotti sono stati di recente feriti (due gravemente ustionati) da una quindicina di "giovani" (membri di una gang musulmana) che hanno accerchiato le auto della polizia, lanciando sassi e bombe incendiarie contro le vetture, nel quartiere parigino di Viry-Châtillon. (Fonte dell'immagine: Line Press video screenshot)

A maggio 2017, la Francia eleggerà un nuovo presidente. I politici stanno già facendo propaganda elettorale e discutono di deficit, sussidi statali, crescita del PIL e così via dicendo, ma sembrano marionette scollegate dalla situazione reale del paese.

Qual è la realtà odierna in Francia?

La violenza. Si sta diffondendo. Non solo attacchi terroristici, ma anche pura brutalità da parte delle gang. Violenza che infonde un senso crescente di insicurezza negli ospedali, nelle scuole, nelle strade – perfino nella polizia. I media non osano affermare che questa violenza è opera principalmente delle bande musulmane di "giovani", come li chiamano i media francesi, per evitare di dire davvero chi sono. Tuttavia, un clima da guerra civile si sta diffondendo visibilmente nella polizia, nelle scuole, negli ospedali e in politica.

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La reazione di Geert Wilders alla sua condanna

di Geert Wilders  •  9 dicembre 2016

Cari amici, non riesco ancora a crederci, ma sono appena stato condannato. Perché ho posto una domanda sui marocchini. Mentre l'altro ieri decine di richiedenti asilo marocchini hanno seminato il terrore sugli autobus, a Emmen, e non hanno nemmeno dovuto pagare una multa, un uomo politico che pone una domanda relativa alla presenza di un minor numero di marocchini viene condannato.

L'Olanda è diventata un paese malato. E io ho un messaggio per i giudici che mi hanno condannato: avete ristretto la libertà di espressione di milioni di olandesi e quindi avete condannato tutti. Nessuno si fida più di voi. Ma per fortuna, la verità e la libertà sono più forti di voi. E lo sono anch'io.

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I veri insediamenti illegali

di Bassam Tawil  •  9 dicembre 2016

  • Mentre la costruzione degli insediamenti ebraici in Cisgiordania e nei quartieri di Gerusalemme è da sempre realizzata in base alla legge e conformemente agli appositi permessi rilasciati dalle autorità competenti, l'attività edilizia palestinese è illegale a tutti gli effetti.

  • L'obiettivo palestinese è creare fatti compiuti irreversibili. L'imponenza del progetto solleva l'interrogativo: chi ha finanziato queste enormi città dentro le città? E perché? Ci sono buone ragioni per credere che dietro questa iniziativa palestinese ci siano l'Olp, alcuni arabi e musulmani, ma soprattutto l'Unione Europea.

  • L'avamposto ebraico di Amona, che ospita 42 famiglie, è attualmente oggetto di violente polemiche sia in Israele sia in ambito internazionale. A quanto pare, gli insediamenti sono solo "un grande ostacolo" alla pace, quando sono costruiti dagli ebrei.

  • L'UE, alcuni governi e organismi islamici finanziano la costruzione di insediamenti palestinesi illegali, chiedendo però che Israele smetta di costruire nuove abitazioni per le famiglie ebree nei quartieri di Gerusalemme o di ampliare gli insediamenti esistenti in Cisgiordania.

  • L'ipocrisia e la cruda cattiveria dell'Unione Europea e del resto della comunità internazionale verso la questione degli insediamenti sono palesemente evidenti. Eppure, si assiste anche all'ipocrisia di molti media mainstream occidentali, che vedono coi loro occhi la costruzione di insediamenti palestinesi in ogni zona di Gerusalemme, ma preferiscono scrivere e parlare solo degli insediamenti ebraici.

Un esempio di illegale edilizia selvaggia palestinese nei pressi di Shufat e Anata, alla periferia nord-est di Gerusalemme.

Mentre la comunità internazionale continua a stigmatizzare Israele per la costruzione di insediamenti ebraici, i palestinesi sono tranquillamente impegnati nella massiccia costruzione di interi quartieri in molte parti della Cisgiordania e di Gerusalemme. Oltre a ignorare il progetto edilizio palestinese, l'Occidente trascura chiaramente una differenza cruciale tra le due attività: mentre la costruzione degli insediamenti ebraici in Cisgiordania e nei quartieri di Gerusalemme è da sempre realizzata in base alla legge e conformemente agli appositi permessi rilasciati dalle autorità competenti, l'attività edilizia palestinese è abusiva a tutti gli effetti.

In questa impresa subdola, che non soddisfa il benché minimo requisito fissato da ingegneri, architetti e progettisti, l'obiettivo palestinese è quello di creare fatti compiuti irreversibili.

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La menzogna sovietico-palestinese

di Judith Bergman  •  8 dicembre 2016

  • "L'OLP è stata concepita dal KGB, che aveva un debole per le organizzazioni di 'liberazione'." — Ion Mihai Pacepa, ex capo del Servizio di informazioni estere dell'intelligence romena.

  • "Innanzitutto, il KGB distrusse i documenti ufficiali che certificavano la nascita di Arafat al Cairo, rimpiazzandoli con documenti falsi che lo facevano figurare nato a Gerusalemme e, pertanto, palestinese di 'nascita'". — Ion Mihai Pacepa.

  • "Il mondo islamico era una piastra di Petri in cui potevamo coltivare un ceppo virulento di odio antiamericano e antisraeliano, cresciuto dal batterio del pensiero marxista-leninista. L'antisemitismo islamico ha radici profonde... Dovevamo solo continuare a ripetere i nostri argomenti – che gli Stati Uniti e Israele erano 'paesi fascisti, imperial-sionisti" finanziati da ricchi ebrei." — Yuri Andropov, ex capo del KGB.

  • Già nel 1965, l'Urss propose ufficialmente una risoluzione all'ONU che condannava il sionismo come colonialista e razzista. Sebbene il tentativo fallì, le Nazioni Unite si rivelarono grate all'Unione Sovietica per l'intolleranza e la propaganda e nel novembre del 1975 fu alla fine approvata la Risoluzione 3379 che condannava il sionismo come "una forma di razzismo e discriminazione razziale".

Yasser Arafat (a sinistra nella foto) con il leader romeno Nicolae Ceausescu durante una visita a Bucarest nel 1974. (Fonte dell'immagine: Museo Nazionale di Storia della Romania)

La recente scoperta che Mahmoud Abbas, presidente dell'Autorità palestinese (Ap) era una spia del KGB a Damasco nel 1983, è stata definita dai media mainstream come una "curiosità storica", se non fosse che la notizia è venuta fuori in modo inopportuno nel momento in cui il presidente Vladimir Putin stava cercando di organizzare un incontro tra Abbas e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu per far ripartire i colloqui di pace. Com'era prevedibile, l'Autorità palestinese ha respinto la notizia. Nabil Shaath, dirigente di Fatah, ha negato che Abbas sia mai stato un agente operativo del KGB e ha parlato di "campagna diffamatoria".

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Gli islamisti hanno vinto: Charlie Hebdo scompare

di Giulio Meotti  •  6 dicembre 2016

  • "Il giornale non è più lo stesso, Charlie oggi è in preda a un soffocamento artistico ed editoriale." — Zineb el Rhazoui, intellettuale e giornalista franco-tunisina, autrice di "Détruire le fascisme islamique".

  • "Dobbiamo continuare a ritrarre Maometto e Charlie non lo sta facendo, significa che non c'è più Charlie." — Patrick Pelloux, un altro vignettista che ha lasciato il settimanale.

  • "Se i nostri colleghi nel dibattito pubblico non condividono una parte del rischio, allora i barbari avranno vinto." — Élisabeth Badinter, filosofa, che ha testimoniato in tribunale per i vignettisti nel documentario "Je suis Charlie".

  • Dopo che i fratelli Kouachi uccisero i giornalisti di Charlie Hebdo, uscirono per strada gridando: "Abbiamo vendicato Maometto. Abbiamo ucciso Charlie Hebdo". A distanza di due anni, pare che abbiano vinto. Sono riusciti a far tacere l'ultimo settimanale europeo che è ancora pronto a difendere la libertà di espressione dall'islamismo.

Charlie Hebdo, dopo che i terroristi islamisti avevano ucciso gran parte del suo staff nel 2015, ha annunciato che "non avrebbe disegnato più Maometto". Invece, il settimanale oggi mira ad attaccare chi critica l'islamismo e irride il Dio giudeo-cristiano.

In vent'anni, la paura si è già divorata pezzi significativi della cultura e del giornalismo in Occidente. Sono tutti scomparsi in un orribile atto di autocensura: le caricature di un quotidiano danese, una puntata di "South Park", dei dipinti alla Tate Gallery di Londra, un libro della Yale University Press, l'Idomeneo di Mozart, il film olandese "Submission", il nome della vignettista Molly Norris, una copertina di Art Spiegelman, il romanzo "Jewel of Medina" di Sherry Jones, solo per citarne alcuni. La maggior parte di loro sono diventati fantasmi che vivono in clandestinità, nascosti in qualche casa di campagna oppure si sono ritirati a vita privata, vittime di un'autocensura comprensibile, ma tragica.

In questo lungo e deplorevole elenco mancava solo il settimanale satirico francese Charlie Hebdo. Fino ad ora.

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