Analisi e articoli più recenti

I jihadisti stanno conquistando l'Europa?

di Giulio Meotti  •  21 giugno 2017

  • Nei quattro paesi europei più colpiti dagli attacchi terroristici – Gran Bretagna, Francia, Belgio e Germania – il numero degli estremisti ufficiali ha raggiunto i 66.000. Un vero esercito, in servizio attivo.

  • Il riscatto chiesto dai terroristi è già visibile: hanno destabilizzato il processo democratico in molti paesi europei e stabiliscono le condizioni per l'esercizio della libertà di espressione. Una presa di controllo jihadista dell'Europa non è più impensabile. Gli estremisti islamici stanno già raccogliendo ciò che hanno seminato: sono riusciti a sconfiggere Geert Wilders e Marine Le Pen, gli unici due candidati europei che volevano davvero combattere l'Islam radicale.

  • L'Europa potrebbe essere conquistata nello stesso modo in cui lo Stato islamico ha preso il controllo di gran parte dell'Iraq: con soltanto un terzo del territorio iracheno.

Di tutti i soldati francesi impegnati nelle operazioni militari, la metà è stata utilizzata sul territorio nazionale (Foto di Jeff J Mitchell/Getty Images)

Secondo alcuni media, "la Germania sta costruendo in silenzio un esercito europeo sotto il suo comando". La cancelliera tedesca Angela Merkel, dopo lo scontro con il presidente americano Donald Trump, sembra voler investire insieme alla Francia in un esercito europeo.

Attualmente, però, esiste un solo vero esercito in Europa: l'esercito jihadista, ovvero i terroristi che il 3 giugno hanno colpito Londra e ucciso sette persone, appena due settimane dopo la strage di Manchester.

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Accettare il terrorismo islamico come la nuova normalità?

di Nonie Darwish  •  9 giugno 2017

  • "Secondo questa dottrina [Targhib wal tarhib, "adescare e terrorizzare"] l'uso del terrore è un obbligo disciplinato dalla sharia." – Salman Al Awda, sceicco musulmano, nel programma televisivo "La sharia e la vita" di Al Jazeera.

  • Il tarhib o le azioni volte a "terrorizzare" auspica punizioni esemplari contro coloro che non adempiono ai dettami dell'Islam. Ecco perché paesi musulmani come l'Arabia Saudita e l'Iran, ed entità come l'Isis, eseguono volutamente decapitazioni, flagellazioni e amputazioni in piazza come fossero cerimonie.

  • Nei territori conquistati, il jihad islamico conta sul fatto che le popolazioni finiscono per arrendersi, rassegnarsi e accettare il terrorismo come parte della vita, come se fosse una catastrofe naturale simile a un terremoto o a un'alluvione.

La nuova normalità? La polizia aiuta i sopravvissuti dell'attacco terroristico a London Bridge del 3 giugno 2017 (Foto di Carl Court/Getty Images)

Dopo gli attentati terroristici, spesso ci sentiamo dire dai media e dai politici occidentali che dobbiamo accettare gli attacchi terroristici come la "nuova normalità".

Per i cittadini occidentali, questa espressione è pericolosa.

La dottrina islamica del jihad, della conquista e della dawah (la propaganda islamica, il proselitismo) dipende fortemente dal terrore e dalla seduzione. Targhib wal tarhib è una dottrina islamica che significa "sedurre (adescare) e terrorizzare", come strumento della dawah per conquistare le nazioni e costringere le loro popolazioni a sottomettersi alla legge islamica della sharia. Il suo obiettivo è quello di manipolare le parti istintive del cervello esercitando pressioni contrarie che alternano piacere e dolore – ricompensa e poi punizione – al fine di indottrinare la gente al rispetto dell'Islam.

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Germania: Un'ondata di delitti d'onore ad opera di musulmani

di Soeren Kern  •  7 giugno 2017

  • La Corte ha esaminato il caso di Amer K. che ha inferto con un coltellaccio da cucina più di venti colpi al petto e al collo della madre dei suoi tre figli, perché pensava che la donna volesse divorziare da lui.

  • "Poi, l'uomo prende il coltello, l'affonda nel petto della donna e la lama penetra nel pericardio e nel muscolo cardiaco. Un secondo fendente squarcia la cavità addominale sinistra. Nurettin B. poi tira fuori l'ascia. Con la parte non tagliente la colpisce alla testa, spaccandole il cranio. Infine, afferra la corda. Le infila un cappio al collo e lega l'altra estremità della corda al gancio da traino della sua auto (...) Mette in moto l'auto e percorre un tratto di strada alla velocità di 80 km/h fino a quando la corda non si rompe." – Il pubblico ministero Ann-Kristin Fröhlich che ricostruisce le azioni del marito.

  • Ad Ahaus, un richiedente asilo nigeriano di 27 anni ha accoltellato a morte una donna di 22 anni perché ferito nell'onore, avendo la vittima rifiutato le sue avance.

La pittoresca città tedesca di Hamelin è stata teatro di un'orribile episodio di violenza dettata dall'onore, quando Nurettin B., un curdo di 39 anni nato in Turchia, ha tentato di uccidere una delle sue tre mogli. (Fonte dell'immagine: Martin Möller/Wikimedia Commons)

Il processo di un uomo curdo che ha legato una delle sue tre mogli alla parte posteriore di un'auto, trascinandola per le strade di una città della Bassa Sassonia, ha richiamato l'attenzione sull'esplosione in Germania di un'ondata di violenze dettate dall'onore ad opera di musulmani.

Le violenze d'onore – che vanno dall'abuso emotivo alla violenza fisica e sessuale fino all'omicidio – in genere sono perpetrate dai membri maschi della famiglia ai danni delle donne della loro stessa famiglia che si pensa abbiano recato disonore a una famiglia o un clan.

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L'Europa reagisce con le candele e gli orsacchiotti

di Giulio Meotti  •  2 giugno 2017

  • L'Europa non ha ancora capito che il terrorismo che ha colpito le sue metropoli è una guerra e non l'errore di alcune persone disturbate che hanno frainteso la religione islamica.

  • Ma a quanto pare non siamo pronti ad abbandonare le nostre masochistiche regole di ingaggio, che privilegiano le vite del nemico alle nostre.

  • Sembra che per l'Europa il terrorismo islamico non sia reale, ma soltanto una momentanea interruzione della sua routine. Noi lottiamo contro il cambiamento climatico, la malaria e la fame in Africa. Ma non siamo pronti a batterci per la nostra civiltà? Ci siamo già arresi?

Candele e fiori lasciati dopo la veglia del 23 maggio 2017 a Manchester, in Inghilterra, in memoria delle 22 vittime dell'attacco suicida condotto da un terrorista islamico che la sera precedente ha colpito il pubblico del concerto di Ariana Grande. (Foto di Leon Neal/Getty Images)

Quella che segue è una lunga e triste lista delle vittime del terrorismo di matrice islamica in Europa:

Madrid: 191. Londra: 58. Amsterdam: 1. Parigi: 148. Bruxelles: 36. Copenaghen: 2. Nizza: 86. Stoccolma: 5. Berlino: 12. Manchester: 22. Senza contare poi le centinaia di europei che sono stati massacrati all'estero, a Bali, a Sousse, a Dakka, a Gerusalemme, a Sharm el-Sheikh, a Istanbul.

Ma dopo 567 morti per terrorismo, l'Europa non ha ancora capito. Soltanto nella prima metà del 2017, in Europa, sono stati compiuti o sventati attacchi terroristici mediamente ogni nove giorni. Pertanto, malgrado questa offensiva islamista, l'Europa reagisce con orsacchiotti, candele, fiori, veglie, hashtag di Twitter e vignette.

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Manchester: L'Europa è ancora una volta "sconvolta"

di Judith Bergman  •  1 giugno 2017

  • Dopo aver saputo dell'attacco terroristico di Manchester, i politici hanno ancora una volta espresso immancabilmente "sconcerto" e "cordoglio" di fronte al prevedibile esito delle loro politiche.

  • La reazione più sbigottita di tutti è stata quella della cancelliera tedesca Angela Merkel, che ha detto di guardare agli sviluppi investigativi sull'attentato di Manchester con "dolore e orrore", definendo l'attacco "incomprensibile".

  • Ogni volta che un leader europeo afferma pubblicamente che l'Islam è una grande fede, una "religione di pace", o che la violenza nell'Islam è la "perversione di una grande fede", nonostante numerose prove indichino il contrario, si invia il messaggio estremamente chiaro che ad ogni attacco devastante l'Occidente è pronto per essere conquistato.

Un poliziotto sta di guardia nei pressi dell'Arena di Manchester il 23 maggio 2017, dopo l'attentato suicida per mano di un terrorista islamico, in cui hanno perso la vita 22 persone che assistevano al concerto. (Foto di Dave Thompson/Getty Images)

Quando l'Isis ha attaccato il teatro Bataclan di Parigi nel novembre 2015, lo ha fatto perché a suo dire, "centinaia di pagani assistevano a un concerto di vizio e prostituzione". Un anno prima, l'Isis aveva proibito tutta la musica perché haram (vietata). Moli studiosi islamici sono favorevoli all'idea che l'Islam vieti la musica "peccaminosa" dell'Occidente.

Pertanto, non dovrebbe sorprendere nessuno il fatto che i terroristi islamici avrebbero potuto prendere di mira il concerto della cantante pop americana Ariana Grande, il 22 maggio a Manchester. Inoltre, il Dipartimento per la Sicurezza interna degli Stati Uniti aveva avvisato a settembre 2016 che i terroristi avrebbero concentrato l'attenzione sui concerti, gli eventi sportivi e gli assembramenti di persone all'aperto perché luoghi del genere "spesso facilitano la realizzazione di attacchi terroristici, il cui impatto economico e le perdite umane sono maggiori".

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La Germania confisca le case per alloggiare i migranti
"Un attacco massiccio al diritto di proprietà"

di Soeren Kern  •  30 maggio 2017

  • Con una mossa senza precedenti, le autorità di Amburgo hanno confiscato sei unità abitative nel semicentrale quartiere di Hamm. Un amministratore nominato dal Comune sta ora ristrutturando gli immobili per affittarli – contro la volontà del proprietario – ad inquilini scelti dal Comune. Il portavoce del distretto Sorina Weiland ha detto che tutti i costi di ristrutturazione saranno addebitati al proprietario degli immobili.

  • Misure di espropriazione analoghe sono state proposte a Berlino, la capitale tedesca, ma accantonate perché considerate incostituzionali.

  • Alcuni tedeschi si chiedono cosa succederà adesso: le autorità fisseranno un massimale per lo spazio abitabile di ogni cittadino e costringeranno i proprietari di grandi appartamenti a condividerli con degli stranieri?

Amburgo, in Germania. (Fonte dell'immagine: Morris MacMatzen/Getty Images)

Le autorità di Amburgo, la seconda città più popolosa della Germania, hanno cominciato a confiscare le abitazioni private per alleviare la carenza di alloggi, che è stata fortemente aggravata dalla decisione della cancelliera Angela Merkel di consentire negli ultimi anni l'ingresso nel paese a più di due milioni di migranti.

Alla fine del 2015, poco dopo che la Merkel ha aperto i confini tedeschi a centinaia di migliaia di migranti provenienti dall'Africa, dall'Asia e dal Medio Oriente, i funzionari comunali avevano già confiscato degli immobili commerciali trasformandoli in centri di accoglienza per migranti. Ora però il Comune espropria le abitazioni di privati cittadini.

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L'Islam nel cuore dell'Inghilterra e della Francia

di Denis MacEoin  •  24 maggio 2017

  • "In questa città, ci sono molte scuole private musulmane e madrasse. Fanno tutte finta di predicare la tolleranza, l'amore e la pace, ma non è vero. Dietro le loro mura ci costringono a ripetere i versetti del Corano, a proposito di odio e intolleranza." – Ali, un 18enne di origine francese, il cui padre si è radicalizzato.

  • "In Inghilterra, sono liberi di esprimersi. Non parlano che di divieti, impongono la loro visione rigida dell'Islam, ma d'altra parte non ascoltano nessuno, soprattutto quelli che non sono d'accordo con loro." – Yasmina, a proposito dei musulmani estremisti presenti nel Regno Unito.

  • "Birmingham è peggio di Molenbeek" – il quartiere di Bruxelles che secondo The Guardian "sta diventando noto come l'epicentro del jihadismo in Europa". – Un commentatore francese, che ha ripubblicato un articolo di Rachida Samouri.

Omar Bakri Muhammed, che ha fondato insieme ad Anjem Choudary l'organizzazione islamista britannica Al-Muhajiroun, nel 2013 ha ammesso in un'intervista televisiva che lui e Choudary hanno inviato jihadisti occidentali a combattere in molti paesi diversi. (Fonte dell'immagine: MEMRI video screenshot)

La città di Birmingham nelle Midlands occidentali, il cuore dell'Inghilterra, il luogo in cui è iniziata la Rivoluzione industriale, la seconda città più popolosa del Regno Unito e l'ottava d'Europa, oggi è la città più pericolosa della Gran Bretagna. Con una popolazione musulmana in forte crescita, cinque delle sue circoscrizioni elettorali presentano il più elevato livello di radicalizzazione e terrorismo del paese.

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La guerra culturale dell'islamismo si concentra sull'industria multimiliardaria della bellezza

di Shireen Qudosi  •  22 maggio 2017

  • L'obiettivo a lungo termine dei musulmani d'Occidente che sono contrari ai valori occidentali non è stato sostanzialmente pregiudicato da un panorama politico alterato perché essi sono passati a una nuova arena: la cultura.

  • "La moda è uno dei punti in cui possiamo iniziare questo cambiamento culturale nella società odierna per normalizzare l'hijab in America." Melanie Elturk, CEO di Haute Hijab.

  • La bella Nura Afia, come volto di una campagna pubblicitaria, riscuote un maggior gradimento rispetto a Nihad Awad del CAIR o alle difficoltà politiche dei Fratelli Musulmani. Il volto è cambiato, ma il messaggio è costante.

  • Ecco i due volti del pensiero islamista: uno che sottolinea il mito della religione di pace e un altro che bandisce in privato le voci dissidenti tacciandole di ignoranza, razzismo o intolleranza. Intanto, CoverGirl e altri brand che difendono l'hijab come un nuovo standard di bellezza ignorano l'origine davvero sgradevole dell'hijab.

Nella foto a sinistra, burkini con stampa a motivo cachemire di Marks & Spencer. Nella foto a destra, un abito della collezione "Abaya e Hijab" di Dolce & Gabbana.

Verso la fine del 2016, molti erano col fiato sospeso dopo le epocali elezioni presidenziali in cui gli americani hanno dovuto scegliere tra un'opzione (la Clinton) a favore dello status quo e un'altra (Trump) considerata foriera di una risoluta vittoria contro l'Islam radicale. Per molti musulmani c'era una terza opzione. Indipendentemente dalle mutevoli sorti elettorali, l'obiettivo a lungo termine dei musulmani d'Occidente contrari ai valori occidentali non è stato sostanzialmente pregiudicato da un panorama politico alterato perché essi sono passati a una nuova arena: la cultura.

Nel 2016, il marchio elitario di moda Dolce & Gabbana ha lanciato una collezione chiamata "Abaya e Hijab". Mesi dopo, la settimana della moda di New York – la New York Fashion Week – una mecca sartoriale, ha ospitato la prima passerella in cui i riflettori erano puntati su modelle che indossavano l'hijab.

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Europa: Nuove ondate di migranti
"Arriveranno ancora otto-dieci milioni di migranti"

di Soeren Kern  •  14 maggio 2017

  • "Ai fini dell'ordine pubblico e della sicurezza interna, devo semplicemente sapere chi entra nel nostro paese." – Il ministro dell'Interno austriaco Wolfgang Sobotka.

  • La Turchia sembra determinata a inondare l'Europa di migranti in ogni modo: con il consenso dell'Europa attraverso l'abolizione dei visti o senza il suo permesso, come punizione per non aver concesso la liberalizzazione dei visti.

  • I migranti che arrivano in Italia sono prevalentemente migranti economici in cerca di una vita migliore in Europa. I richiedenti asilo legittimi o i profughi in fuga dalle zone di guerra non sono che un'esigua minoranza.

  • Michael Møller, direttore generale della sede delle Nazioni Unite a Ginevra, ha detto che l'Europa deve prepararsi ad accogliere altri milioni di migranti dall'Africa, dall'Asia e dal Medio Oriente.

Nel febbraio 2016, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan (a sinistra) ha minacciato di inviare milioni di migranti in Europa: "Possiamo aprire le porte verso la Grecia e la Bulgaria in ogni momento e mettere i rifugiati sui bus", egli ha detto al presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker (a destra). (Fonte dell'immagine: Ufficio del presidente turco)

L'Unione Europea ha invitato i suoi Stati membri a eliminare nei prossimi sei mesi i controlli alle frontiere, che sono stati introdotti nel pieno della crisi migratoria nel settembre 2015.

Il ritorno alle frontiere aperte, che consentirebbe di viaggiare liberamente in tutta l'UE, arriva in un momento in cui il numero di migranti che attraversano il Mediterraneo continua a salire e le autorità turche minacciano sempre più di venire meno all'accordo raggiunto con Bruxelles che ha diminuito i flussi di migranti dalla Turchia all'Europa.

Secondo coloro che sono contrari a questa misura, la soppressione dei controlli alle frontiere potrebbe ora innescare un'altra crisi migratoria, più massiccia, incoraggiando l'arrivo in Europa di milioni di nuovi migranti dall'Africa, dall'Asia e dal Medio Oriente. E questa decisione potrebbe anche permettere ai jihadisti di attraversare inosservati le frontiere europee per compiere attacchi dove vogliono e quando vogliono.

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Francia: Emmanuel Macron, utile idiota dell'islamismo

di Yves Mamou  •  12 maggio 2017

  • Emmanuel Macron, un "utile infedele", non è un sostenitore del terrorismo o dell'islamismo. È molto peggio: non riesce neanche a vedere la minaccia.

  • L'articolo di Louizi forniva nomi e date, spiegando come il movimento politico di Macron sia stato ampiamente infiltrato da militanti dei Fratelli musulmani.

  • Macron è un dichiarato promotore dell'islamismo in Francia? È più politicamente corretto dire che è un "mondialista" e un "attivo promotore del multiculturalismo. Come tale, egli non considera l'islamismo una minaccia nazionale, perché, per lui, la nazione francese o, come egli ha detto, la cultura francese non esiste.

Emmanuel Macron (Fonte dell'immagine: Servizio europeo per l'azione esterna)

Durante la guerra fredda con l'Unione Sovietica, li chiamavano gli "utili idioti". Queste persone non erano membri del Partito comunista, ma lavoravano per esso, ne parlavano positivamente e condannavano le idee di Lenin e Stalin. Nel XXI secolo, il comunismo è scomparso, ma l'islamismo lo ha rimpiazzato come principale minaccia mondiale.

Come il comunismo, l'islamismo – o il totalitarismo islamico – colleziona i suoi "utili infedeli", proprio come il comunismo produceva i suoi utili idioti. C'è però un'importante differenza: nell'Unione Sovietica, gli utili idioti erano intellettuali. Ora, gli utili infedeli sono uomini politici, e uno di loro è stato appena eletto presidente della Repubblica francese.

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L'Europa si sta trasformando in un nuovo Afghanistan?

di Giulio Meotti  •  7 maggio 2017

  • "Quelli (i migranti) che vengono a cercare in Francia la libertà devono partecipare alla libertà. I migranti non sono venuti a cercare asilo in Arabia Saudita, ma in Germania. Perché? Per la sicurezza, la libertà, la prosperità", ha detto lo scrittore algerino Kamel Daoud. Ha ragione. Ma è il mainstream europeo che consente loro di trasformare il nostro paesaggio culturale in un altro Afghanistan.

  • L'Occidente un tempo era fiero di essere la terra dei liberi. I musei europei, invece, si stanno rapidamente adeguando alla correttezza islamica. La rassegna "Passion for Freedom", ospitata dalla galleria Mall di Londra, ha censurato i quadri di una famiglia di pupazzetti che popolano una valle incantata.

  • "Il Louvre dedicherà una nuova sezione al patrimonio artistico dei cristiani d'Oriente", aveva annunciato nel 2010 l'allora presidente della Repubblica, Nicolas Sarkozy. Ma il progetto è stato scartato dalla nuova gestione del museo, con l'approvazione del ministero della Cultura del presidente Hollande. Così oggi il Louvre ha una sezione dedicata all'arte islamica, ma niente sul Cristianesimo orientale.

L'opera coraggiosa dell'artista Mimsy, "L'Isis minaccia Sylvania", una satira della brutalità dello Stato islamico, è stata rimossa dalla galleria Mall di Londra, dopo che la polizia britannica l'ha definita "incendiaria" (Fonte dell'immagine: Mimsy)

Maastricht, nei Paesi Bassi, è la pittoresca città che ha dato il suo nome al celebre trattato firmato nel 1992 dai dodici paesi che allora erano membri della Comunità Europea e che ha spianato la strada all'istituzione dell'odierna Unione Europea e alla moneta unica, l'euro.

Maastricht ospita anche "Tefaf", la fiera di arte e antiquariato più importante del mondo. L'opera "Persepoli" dell'artista italiano Luca Pignatelli era già stata accettata dalla commissione che poi ne ha ordinato la rimozione. Il lavoro, realizzato nel 2016, consiste in un tappeto persiano sul quale è stata impressa una testa femminile. "Siamo tutti avviliti e senza parole", ha dichiarato Pignatelli, sottolineando che la sua creazione artistica aveva inizialmente suscitato l'entusiasmo della commissione. Nella motivazione ufficiale del rifiuto, la fiera ha definito "provocatoria" l'opera di Pignatelli.

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Geert Wilders e il suicidio dell'Europa

di Guy Millière  •  28 aprile 2017

  • Nessuno dei discorsi di Wilders incita alla violenza contro chiunque: la violenza che lo circonda è diretta soltanto contro di lui.

  • L'unica persona a parlare di questi problemi è Geert Wilders. I leader politici olandesi e la maggior parte dei giornalisti a quanto pare preferiscono dire che Geert Wilders è il problema; che se lui non ci fosse, questi problemi non esisterebbero.

  • Quello che i fautori di questa visione del mondo che colpevolizza l'Occidente "dimenticano" è che l'Islam ha oppresso a lungo l'Occidente: gli eserciti musulmani conquistarono la Persia, l'Impero bizantino cristiano, il Nord Africa e il Medio Oriente, la Spagna, la Grecia, l'Ungheria, la Serbia e i Balcani, e di fatto tutta l'Europa orientale. Gli eserciti musulmani furono una minaccia costante fino a quando le truppe predatrici ottomane non vennero definitivamente allontanate alle porte di Vienna nel 1683.

Nel 2004, il terrorista olandese di origine marocchina Mohammed Bouyeri (nella foto a sinistra) ha sparato al regista Theo van Gogh (nella foto a destra) e poi lo ha accoltellato e gli ha tagliato la gola.

Anche se il politico olandese Geert Wilders avesse vinto e se il Partito della Libertà (Pvv) da lui fondato undici anni fa fosse diventato il primo partito nel paese, Wilders non sarebbe stato in grado di diventare il capo del governo. I leader di tutti gli altri partiti politici hanno detto che avrebbero rifiutato qualsiasi alleanza con lui e fino a oggi mantengono questa posizione.

Per anni, i media mainstream olandesi hanno diffuso odio e calunnie contro Wilders per aver cercato di mettere in guardia il popolo olandese – e l'Europa – su ciò che il loro futuro sarà se non porranno fine alle loro attuali politiche in materia di immigrazione. In cambio, lo scorso dicembre, una corte di tre giudici lo ha dichiarato colpevole di "incitamento alla discriminazione". I quotidiani e i politici di tutta Europa lo descrivono continuamente come un uomo pericoloso e un sobillatore di destra. A volte lo chiamano "fascista".

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Palestinesi: Sciopero della fame o fumo negli occhi?

di Bassam Tawil  •  23 aprile 2017

  • È parte integrante della strategia palestinese volta a minare, isolare, delegittimare e distruggere Israele.

  • Non è solo il presidente dell'Autorità palestinese Mahmoud Abbas ad avere problemi. Anche Marwan Barghouti sa bene che non deve lavare i panni sporchi di Fatah in pubblico. E allora che cosa bisogna fare? Attuare la tradizionale tattica diversiva: dirigere la colpa verso Israele.

  • Privato dei suoi orpelli occidentali, lo "sciopero della fame" indetto da Barghouti è in realtà una lotta tra Abbas e un altro pretendente al trono di Fatah. E ancora una volta, viene incolpato Israele – lo Stato che presumibilmente "maltratta" i terroristi palestinesi incarcerati.

Lo sciopero della fame indetto dal terrorista palestinese Marwan Barghouti, (nella foto a sinistra), in carcere da 15 anni, è una protesta contro il presidente dell'Autorità palestinese (Ap) Mahmoud Abbas (nella foto a destra). I sostenitori di Barghouti accusano Abbas e i suoi fedelissimi di aver emarginato il leader di Fatah e di cercare di "seppellirlo".

I palestinesi hanno un'abitudine radicata di regolare i conti interni concentrando il loro malcontento e la violenza su Israele. Questa prassi è chiara a coloro che hanno seguito negli ultimi decenni gli sviluppi in ambito palestinese ed è parte integrante della strategia palestinese volta a minare, isolare, delegittimare e distruggere Israele.

Ma coloro che conoscono meno la cultura e le tattiche palestinesi hanno difficoltà a comprendere la mentalità palestinese. Le autorità di Washington, Londra, Parigi e di altre capitali occidentali raramente incontrano il palestinese medio, che rappresenta la voce autentica dei palestinesi.

Piuttosto, questi funzionari incontrano i politici e gli accademici palestinesi di Ramallah – gli "esperti" che in realtà non sono altro che truffatori. Questi palestinesi capiscono molto bene la mentalità occidentale e utilizzano questo per abbindolare i funzionari occidentali come vogliono.

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I consigli della sharia e gli abusi sessuali in Gran Bretagna

di Khadija Khan  •  20 aprile 2017

  • Per quanto questo sia terribile, c'è un lato ancora più oscuro della storia: in base alla legge della sharia, il secondo marito non ha l'obbligo di concedere alla moglie un divorzio veloce, cosa che gli permette di tenerla con sé come schiava sessuale per tutto il tempo che vorrà.

  • Se ci si chiede come questo possa concordare con la legge inglese, la risposta è che ciò è discordante.

  • La ong Muslim Women's Network che opera nel Regno Unito ha inviato una lettera aperta – con un centinaio di firme – al governo britannico e all'Home Affairs Select Committee chiedendo di fare luce sull'operato del Consiglio della Sharia per stabilire se le sue pratiche sono conformi alla legge inglese. Come risposta, il Consiglio della Sharia ha definito la lettera "islamofobica" e ha accusato Muslim Women's Network di essere un'organizzazione antimusulmana.

  • La legge inglese, non la sharia, è quella che tutela le singole persone e le coppie musulmane, come qualsiasi altro cittadino. Contrariamente a quanto dicono i difensori di questa farsa, la condizione delle donne musulmane dovrebbe essere considerata e trattata come una questione dei diritti umani.

Haitham al-Haddad è un giudice di un consiglio della sharia britannico e fa parte del Consiglio della sharia islamica. Per quanto riguarda la gestione dei casi di violenza domestica, egli ha detto in un'intervista: "A un uomo non si deve chiedere perché picchia la moglie, in quanto sono affari loro. Lasciateli in pace. Possono risolvere le questioni tra di loro". (Fonte dell'immagine: Channel 4 News video screenshot)

Lo scandalo più recente relativo allo sfruttamento sessuale delle donne musulmane da parte dei capi religiosi islamici del Regno Unito è un'ulteriore prova del modo in cui la Gran Bretagna distoglie lo sguardo dalle orribili pratiche perpetrate proprio sotto i suoi occhi.

Un'inchiesta della BBC sulla "halala" – una pratica che consente a una donna musulmana divorziata di risposare il proprio marito dopo essersi unita in matrimonio a un altro uomo, aver consumato l'unione e aver divorziato da quest'ultimo – ha rivelato che gli imam in Gran Bretagna non solo incoraggiano questa pratica, ma ne approfittano finanziariamente. Questa depravazione ha portato molte di queste donne a essere tenute in ostaggio, letteralmente e metaforicamente, dagli uomini pagati per diventare i loro secondi mariti.

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L'Islam, non il Cristianesimo, permea l'Europa

di Giulio Meotti  •  16 aprile 2017

  • I jihadisti sembrano condurre l'assalto contro le libertà e le democrazie laiche.

  • Il predicatore più importante dell'Islam sunnita, Yusuf al Qaradawi, ha dichiarato che arriverà il giorno in cui, come Costantinopoli, anche Roma sarà islamizzata.

  • L'Islam, non il Cristianesimo, ora permea il panorama e l'immaginario europeo.

Centinaia di musulmani impegnati in un una preghiera collettiva vicino al Colosseo, a Roma, il 21 ottobre 2016. (Fonte dell'immagine: Ruptly video screenshot)

Secondo Steve Bannon, il consigliere strategico del presidente americano Trump, "l'Occidente giudaico-cristiano è al collasso. Sta implodendo. E lo sta facendo sotto i nostri occhi. E il contraccolpo sarà terribile".

L'impotenza e la fragilità della nostra civiltà perseguitano anche molti europei.

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