Analisi e articoli più recenti

In Francia, la minaccia è sempre più elevata

di Guy Millière  •  2 marzo 2024

Secondo un nuovo sondaggio esaustivo, il 49 per cento dei musulmani francesi vuole che i cattolici si convertano all'Islam, il 36 per cento vuole che le chiese vengano trasformare in moschee e il 25 per cento ha affermato che rigetta la parola "Francia". Nella foto: Migliaia di musulmani si recano il 28 giugno 2023 nella Grande Moschea di Parigi per partecipare alle preghiere mattutine dell'Eid al-Adha. (Foto di Zakaria Abdelkafi/AFP via Getty Images)

30 gennaio 2024. Il settimanale francese, le Journal du Dimanche, pubblica un sondaggio esaustivo e dettagliato su ciò che pensano i musulmani francesi. E non sorprende che i risultati siano inquietanti.

La prima domanda del sondaggio riguarda gli ebrei. Il 17 per cento dei musulmani francesi ammette di odiare gli ebrei. Il 39 per cento afferma di avere una cattiva, o pessima, opinione dell'Ebraismo.

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E il vincitore è... Hamas!

di Alan M. Dershowitz  •  25 febbraio 2024

Cosa accadrebbe se ad Hamas fosse consentito di vincere questa guerra? Se ad Hamas fosse permesso di realizzare ciò che intendeva ottenere con i suoi omicidi di massa, rapimenti e stupri? Nella foto: Hamas e i terroristi palestinesi della Jihad Islamica si congratulano a vicenda per le loro atrocità omicide, a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, il 28 novembre 2023. (Foto di AFP via Getty Images)

Cosa accadrebbe se ad Hamas fosse consentito di vincere questa guerra? Se ad Hamas fosse permesso di realizzare ciò che intendeva ottenere con i suoi omicidi di massa, rapimenti e stupri? Se le vittime di queste atrocità, ossia il popolo di Israele e tutti i Paesi che combattono il terrorismo, perdessero? Se le prospettive di pace nella regione e nel mondo libero fossero seriamente compromesse? Se il rapporto tra Stati Uniti e Israele e la perdita di fiducia negli Stati Uniti come garanti della libertà continuassero a incrinarsi ulteriormente?

Piuttosto, l'amministrazione Biden potrebbe premiare i terroristi palestinesi riconoscendo unilateralmente uno Stato palestinese, che ovviamente presto diventerà militarizzato. I fallimenti dell'UNIFIL nel mantenere la pace nel sud del Libano e dell'UNRWA nel contrastare il terrorismo a Gaza dovrebbero invitare alla cautela.

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Il XXI secolo NON sarà cinese

di Drieu Godefridi  •  18 febbraio 2024

Il crollo della Cina: settore immobiliare, valuta, mercati azionari, tecnologia, dati demografici. Tutti i pezzi combaciano tra di loro e ciò che si prospetta per la Cina sembra, nella migliore delle ipotesi, una stagnazione. (Fonte dell'immagine: iStock)

Quasi nessuno se ne preoccupa, perché durante l'estate tutto sembra così lontano, ma la notizia della settimana è molto probabilmente il crollo della Cina. Settore immobiliare, valuta, mercati azionari, tecnologia, dati demografici: tutti i pezzi combaciano tra di loro e ciò che si prospetta per la Cina sembra, nella migliore delle ipotesi, una stagnazione.

1. Crollo del mercato immobiliare

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Perché l'Autorità Palestinese non è meglio di Hamas

di Bassam Tawil  •  11 febbraio 2024

L'amministrazione Biden (...) può continuare a sognare di "rinnovare" l'Autorità Palestinese, ma (...) ogni bambino palestinese sa che ciò non accadrà mai finché i leader palestinesi continueranno a pagare molto per l'assassinio degli ebrei e a chiedere l'eliminazione di Israele. Nella foto: Il 23 luglio 2018, durante una cerimonia in onore dei terroristi palestinesi, il presidente dell'Autorità Palestinese Mahmoud Abbas dichiarò: "Non ridurremo né sospenderemo gli assegni erogati alle famiglie dei martiri, dei prigionieri e dei prigionieri rilasciati (...) se avessimo un solo centesimo, lo spenderemmo per le famiglie dei martiri e dei prigionieri". (Fonte dell'immagine: MEMRI)

Mentre l'amministrazione Biden continua a promuovere l'idea di avere un'Autorità Palestinese (AP) "rivitalizzata" che governi la Striscia di Gaza il giorno dopo la fine dell'attuale guerra tra Israele e Hamas, i leader dell'AP stanno ancora una volta dimostrando perché non sono molto diversi dai terroristi islamisti sostenuti dall'Iran che vogliono distruggere Israele e uccidere gli ebrei.

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È ora di porre fine al jihad dell'UNRWA contro Israele

di Bassam Tawil  •  4 febbraio 2024

Ora è chiaro che i vertici delle Nazioni Unite mentivano quando hanno affermato di non essere a conoscenza del coinvolgimento dei loro dipendenti con i gruppi terroristici. In realtà, lo sapevano, ma hanno fatto del loro meglio per compiacere Hamas. Nella foto: il commissario generale dell'UNRWA Philippe Lazzarini parla al Global Refugee Forum, a Ginevra, in Svizzera, il 13 dicembre 2023. (Foto di Jean-Guy Python/Pool/AFP via Getty Images)

Philippe Lazzarini, commissario generale dell'Agenzia per il Soccorso e l'Occupazione dei profughi palestinesi nel Vicino Oriente (UNRWA), ha annunciato di aver deciso di licenziare alcuni dipendenti della sua agenzia dopo che le autorità israeliane hanno fornito informazioni sul loro "presunto" coinvolgimento nel massacro di israeliani perpetrato il 7 ottobre 2023 da Hamas.

"Per proteggere la capacità dell'agenzia di fornire assistenza umanitaria, ho preso la decisione di rescindere immediatamente i contratti di questi membri del personale e di avviare un'indagine per stabilire senza indugio la verità", ha dichiarato Lazzarini. "Qualsiasi dipendente coinvolto in atti di terrorismo sarà ritenuto responsabile, anche attraverso procedimenti penali".

Il segretario generale dell'ONU Antonio Guterres si è detto "inorridito" dalle accuse israeliane.

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In che modo l'UNRWA adesca terroristi

di Bassam Tawil  •  28 gennaio 2024

Più del 50 per cento del bilancio annuale dell'UNRWA, pari a 1,6 miliardi di dollari, è destinato al finanziamento delle scuole palestinesi. Queste scuole hanno alimentato un odio guerrafondaio contro Israele e contro gli ebrei in generale, sfornando, com'era prevedibile, il loro prodotto finale: terroristi e simpatizzanti dei terroristi. Nella foto: un'immagine del film documentario "Camp Jihad", che mostra un campo estivo a Gaza patrocinato e finanziato dall'UNRWA. (Fonte dell'immagine: Nahum Bedein Center for Near East Policy Research)

L'Agenzia per il Soccorso e l'Occupazione dei profughi palestinesi (UNRWA), in origine era una piccola agenzia incaricata di fornire ai palestinesi aiuti umanitari essenziali, compreso un voto per il rinnovo del mandato che è rinnovato ogni tre anni. Settantatré anni e quattro generazioni dopo, e con più di 30 mila dipendenti e un budget annuale di oltre 1 miliardo di dollari, l'UNRWA è diventata sorprendentemente una delle più grandi agenzie delle Nazioni Unite.

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La Corte Internazionale di "Ingiustizia" inizia il suo processo per genocidio contro Israele

di Alan M. Dershowitz  •  21 gennaio 2024

Cos'è la Corte Internazionale di Giustizia? Non è internazionale perché esclude i giudici di alcuni Paesi. Non è un vero e proprio tribunale, perché i giudici sono selezionati dai rispettivi Paesi e molti di loro si limitano a seguire le istruzioni di chi li ha nominati. E non ha mai reso giustizia, perché è stata a lungo prevenuta contro Israele. Le Nazioni Unite sono diventate il megafono del bigottismo e dell'antisemitismo. Sia le Nazioni Unite che la loro Corte mistificano la realtà. Nella foto: i giudici della Corte Internazionale di Giustizia dell'Aia prendono posto per ascoltare l'accusa del "sangue" mossa contro Israele dal Sudafrica, l'11 gennaio 2024. (Foto di Remko de Waal/ANP/AFP via Getty Images)

È iniziata all'Aia l'udienza sulla "accusa di omicidio rituale" contro Israele. La nazione fallita del Sudafrica ha portato Israele davanti alla Corte Internazionale di Giustizia con l'accusa di genocidio.

Cos'è la Corte Internazionale di Giustizia? Non è internazionale perché esclude i giudici di alcuni Paesi. Non è un vero e proprio tribunale, perché i giudici sono selezionati dai rispettivi Paesi e molti di loro si limitano a seguire le istruzioni di chi li ha nominati. E non ha mai reso giustizia, perché è stata a lungo prevenuta contro Israele. Le Nazioni Unite sono diventate il megafono del bigottismo e dell'antisemitismo. Come ha affermato una volta un diplomatico israeliano, se l'Algeria presentasse una risoluzione secondo cui la terra è piatta ed è stato Israele ad appiattirla, otterrebbe 120 voti a favore, 27 contrari e 32 astenuti. E si possono indicare i nomi dei Paesi in ciascuno dei gruppi prima che venga presentata qualsiasi prova.

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Perché i leader cristiani ignorano gli attacchi alle loro comunità

di Bassam Tawil  •  14 gennaio 2024

Il 26 dicembre, Hezbollah ha lanciato due missili anticarro contro la chiesa greco-cattolica di Santa Maria nel villaggio di Iqrit, in Israele, ferendo dieci persone. Al momento della stesura di questo articolo, nessun leader cristiano ha avuto nulla da dire sull'attacco missilistico di Hezbollah contro una chiesa. Nella foto: la chiesa di Santa Maria, fotografata il 19 dicembre 2020. (Fonte dell'immagine: Bukvoed/Wikimedia Commons)

Il 26 dicembre, Hezbollah, il gruppo terroristico libanese emissario dell'Iran, ha attaccato la chiesa greco-cattolica di Santa Maria, nel villaggio di Iqrit, nel nord di Israele. Un missile anticarro lanciato dal Libano direttamente contro l'edificio ecclesiastico ha ferito gravemente un civile di 85 anni. Nove soldati israeliani accorsi per prestare soccorso all'uomo sono rimasti feriti a causa di un secondo attacco missilistico. Hezbollah si è vantato dell'attacco e ha pubblicato un video che mostra i suoi missili che colpiscono la chiesa.

L'attacco non ha suscitato alcuna reazione da parte di nessuna delle principali organizzazioni cristiane in Occidente. Il Papa, invece, si è affrettato a condannare l'uccisione di due donne cristiane nella Striscia di Gaza, insinuando che Israele ne fosse responsabile.

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Jihad quotidiano in Francia

di Guy Millière  •  7 gennaio 2024

Il 2 dicembre, un islamista ha accoltellato a morte, al grido di "Allahu Akbar", un turista tedesco nei pressi della Tour Eiffel. Nella foto: esperti forensi della polizia sulla scena dell'omicidio, il 2 dicembre 2023. (Foto di Dimitar Dilkoff/AFP via Getty Images)

Parigi, 2 dicembre 2023, ore 21:00. Un uomo accoltella, al grido di "Allahu Akbar" ("Dio è il più grande"), un turista tedesco che stava passeggiando lungo la Senna nei pressi della Tour Eiffel, una zona considerata sicura. Durante il tragitto verso l'ospedale, la vittima muore. L'omicida, sempre al grido di "Allahu Akbar", aggredisce altre due persone, ferendole gravemente, prima che la polizia lo arresti. Un comunicato stampa del governo ha subito menzionato il fatto che l'assassino era un cittadino francese, nato in Francia, che si chiamava Armand.

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L'ONU e Hamas: complici nel crimine

di Robert Williams  •  30 dicembre 2023

Quando un razzo lanciato dalla Jihad Islamica Palestinese è esploso davanti all'ospedale Al-Ahli di Gaza, Hamas ha affermato nel giro di pochi minuti che Israele aveva bombardato la struttura sanitaria, asserendo falsamente che centinaia di persone erano rimaste uccise a seguito di tale lancio. Le Nazioni Unite si sono affrettate a incolpare Israele e il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha utilizzato il suo discorso al Summit Belt and Road, in Cina, per condannare Israele per l'esplosione. Nella foto: il parcheggio dell'ospedale Al-Ahli, a Gaza, il 18 ottobre 2023, dopo che un razzo lanciato dalla Jihad Islamica Palestinese è caduto sulla struttura. (Foto di Shadi Al-Tabatibi/AFP tramite Getty Images)

Dal 7 ottobre, quando i terroristi di Hamas hanno invaso il sud di Israele massacrando almeno 1200 persone e rapendo altri 240 israeliani e persone di altre nazionalità, le Nazioni Unite agiscono da braccio di propaganda non ufficiale dell'organizzazione terroristica Hamas, sostenuta dall'Iran.

Lo scopo principale della campagna di propaganda, oltre a denigrare Israele, sembra essere quello di esercitare una schiacciante pressione internazionale su Israele affinché accetti un cessate il fuoco a tempo indeterminato, che darà ad Hamas il tempo necessario per riorganizzarsi e ricostituirsi al fine di continuare le sue attività terroristiche ed evitare di essere eliminata dalle Forze di Difesa Israeliane (IDF).

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Jihad contro le chiese in Francia

di Raymond Ibrahim  •  17 dicembre 2023

Nel luglio 2023, i musulmani hanno dato alle fiamme la chiesa di Saint-Georges De La Haye del XII secolo, a Descartes, in Francia. (Fonte dell'immagine: Joël Thibault/Wikimedia Commons)

Le chiese cristiane sono sotto attacco in tutta l'Europa occidentale, con episodi più recenti registrati in Austria, Germania, Italia e in Svezia.

Nessun Paese occidentale, tuttavia, subisce così tanti attacchi alle proprie chiese quanto la Francia, un tempo denominata "la figlia primogenita della Chiesa".

La giornalista investigativa Amy Mek twittava così il 1° luglio scorso:

"Gli attacchi alle chiese sono la normalità in Francia: due chiese al giorno vengono vandalizzate, bruciate, demolite e abbandonate a se stesse, e i loro fedeli vengono sacrificati sull'altare della correttezza politica. I sacerdoti sono costantemente minacciati. Quand'è che i politici francesi che si occupano delle frontiere aperte saranno ritenuti responsabili?"

Questo interrogativo identifica accidentalmente i colpevoli, ossia gli immigrati provenienti dal mondo musulmano, dove gli attacchi alle chiese non sono anomali.

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Quando la neutralità è immorale: Israele, Hamas e il problema dell'equivalenza morale

di André Villeneuve  •  26 novembre 2023

È risaputo che l'IDF avvisa i civili palestinesi tramite volantini, messaggi di testo e persino telefonate di evacuare le aree vicine agli obiettivi militari prima che vengano attaccati. Mentre l'IDF fa di tutto per ridurre al minimo il numero delle vittime civili, Hamas e altri gruppi terroristici palestinesi fanno tutto il possibile per massimizzarlo, non solo uccidendo indiscriminatamente gli israeliani, ma anche nascondendosi tra la propria popolazione civile e usandola come scudi umani. Nella foto: un uomo palestinese mostra un volantino lanciato dall'esercito israeliano su Gaza City, il 5 novembre 2023. (Foto di Bashar Taleb/AFP via Getty Images)

7 ottobre: un altro giorno segnato dall'infamia: la Pearl Harbor di Israele. L'11 settembre di Israele. La tranquilla mattinata dello Shabbat di Simchat Torah, che concludeva la festa ebraica dei Tabernacoli, si è improvvisamente trasformata in un bagno di sangue. Sotto la copertura di un massiccio lancio di razzi, migliaia di terroristi di Hamas hanno attaccato le comunità a sud di Israele, lasciando dietro di loro una scia di carneficina e devastazione, tendendo imboscate nelle basi militari e agli automobilisti, uccidendo circa 364 persone durante un festival musicale, massacrando famiglie nei loro letti, stuprando donne, giustiziando bambini e sopravvissuti alla Shoah, bruciando vivi i civili e rapendo 244 persone per poi portarle a Gaza. Con un bilancio di almeno 1.200 morti, è stato il giorno più letale per gli ebrei dai tempi della Shoah. La barbarie dell'attacco di Hamas è stata così senza precedenti che persino il mondo è stato brutalmente, seppur fugacemente, scosso dalla sua consueta apatia e sconvolto dall'orrore.

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Gli utili idioti di Hamas negli Stati Uniti e in Europa

di Bassam Tawil  •  19 novembre 2023

Questi manifestanti, che sembrano così virtuosi, inviano ai gruppi terroristici il messaggio che gli occidentali danno pieno sostegno alla violenza, al terrorismo e al jhad (guerra santa) non solo contro Israele e contro gli ebrei, ma anche contro i cristiani, contro tutti gli "infedeli", l'Europa, gli Stati Uniti e l'Occidente. Nella foto: manifestanti protestano contro Israele sul ponte di Brooklyn a New York City il 7 novembre 2023. (Foto di Kena Betankur/AFP via Getty Images)

Le manifestazioni "filo-palestinesi" che si sono svolte negli ultimi giorni negli Stati Uniti e in alcuni Paesi europei sono tutte contraddistinte dall'odio per Israele e gli ebrei, e il loro scopo non è quello di aiutare i palestinesi, soprattutto quelli che vivono sotto il governo di Hamas, il gruppo terroristico appoggiato dall'Iran, al potere nella Striscia di Gaza dal 2007.

Chi è davvero filo-palestinese scenderebbe in piazza per chiedere che i palestinesi abbiano leader che non sottraggano loro miliardi di dollari in aiuti internazionali o che non gli sparino addosso quando cercano di fuggire per mettersi in salvo, o che non nascondano armi e munizioni all'interno o nei pressi delle loro abitazioni e scuole.

Invece di sostenere l'eliminazione di Israele, i manifestanti dovrebbero chiedere di eradicare la presenza di Hamas, i cui membri tengono in ostaggio due milioni di palestinesi, mentre i loro leader vivono lussuosamente in hotel del Qatar.

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Chi dice che Hamas non rappresenta i palestinesi?

di Bassam Tawil  •  12 novembre 2023

Il presidente dell'Autorità Palestinese Mahmoud Abbas non ha condannato le atrocità commesse da Hamas il 7 ottobre. Il silenzio di Abbas è una fragorosa approvazione del massacro a sangue freddo di centinaia e centinaia di israeliani. Non devono esservi dubbi in proposito: sia Hamas che Abbas rappresentano la maggioranza dei palestinesi il cui obiettivo è uccidere gli ebrei e distruggere Israele. Nella foto: Abbas (a destra) e il leader di Hamas Khaled Mashaal si incontrano il 24 novembre 2011 al Cairo, in Egitto, in un tentativo di "riconciliazione". (Foto di Mohammed al-Hams/Ufficio di Khaled Mashaal tramite Getty Images)

In una serie di dichiarazioni successive al massacro di Hamas del 7 ottobre in Israele, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha affermato che Hamas non rappresenta tutto il popolo palestinese. "Credo che Israele capisca che una parte significativa del popolo palestinese non condivide le opinioni di Hamas e Hezbollah", ha dichiarato Biden in un'intervista alla CBS.

Il segretario di Stato americano Antony Blinken ha fatto eco all'affermazione di Biden dicendo al re Abdullah di Giordania e al presidente dell'Autorità palestinese Mahmoud Abbas che Hamas non rappresenta il popolo palestinese. In una telefonata con Abbas, Blinken "ha espresso il continuo sostegno degli Stati Uniti al popolo palestinese, ribadendo che i terroristi di Hamas non rappresentano i palestinesi né le loro legittime aspirazioni all'autodeterminazione e le pari misure di dignità, libertà, sicurezza e giustizia", si legge in un readout del Dipartimento di Stato.

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L'Europa rischia una guerra civile?

di Drieu Godefridi  •  1 novembre 2023

Gli europei dovranno fare l'impensabile: applicare le loro leggi. Se qualcuno, musulmano o non musulmano, vuole celebrare i pogrom jihadisti contro gli ebrei, beh, può andare a gioire in Iran o in Qatar. Non in Europa. Nella foto: manifestanti anti-israeliani a Bruxelles, in Belgio, il 15 ottobre 2023. (Foto di Nicolas Maeterlinck/Belga Mag/AFP tramite Getty Images)

A Vienna, Londra, Parigi, Berlino, Bruxelles e in decine di altre città europee, sono state organizzate una serie di manifestazioni "a sostegno della Palestina" ancor prima che gli israeliani rispondessero al pogrom jihadista perpetrato il 7 ottobre da Hamas, appoggiato dall'Iran, mentre i corpi di oltre 1.400 vittime israeliane torturate, stuprate, uccise e mutilate, di bambini decapitati o bruciati vivi, erano ancora caldi. Secondo un report di JNS:

"[Il 23 ottobre] le Forze di Sicurezza Israeliane hanno pubblicato due segmenti dell'interrogatorio dei terroristi di Hamas che hanno partecipato al massacro...

"Lo scopo dell'entrata in territorio israeliano (...) era quello di rapire civili. 'Avevamo l'ordine di prendere in ostaggio e rapire quanti più possibile' ha rivelato uno dei terroristi. E ha aggiunto: 'Hamas ci ha promesso che chiunque avesse portato un ostaggio avrebbe ricevuto un appartamento e 10 mila dollari'".

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