Analisi e articoli più recenti

Le Olimpiadi cinesi "prive di morale"

di Gordon G. Chang  •  30 novembre 2021

  • La scomparsa avvenuta questo mese della star del tennis Peng Shuai ha indotto molte persone in tutto il mondo a mettere in discussione lo svolgimento dei Giochi Olimpici Invernali 2022 in programma a Pechino. L'inizio dei Giochi è previsto per il 4 febbraio.

  • È giunto il momento che il mondo affronti la realtà del Partito Comunista Cinese e l'orribile sistema che ha costruito. C'è solo una scelta corretta: spostare le Olimpiadi.

  • Ci sono molte ragioni per boicottare o per spostare le Olimpiadi da Pechino. (...) Naturalmente, nessun gruppo dirigente che orchestra stupri, schiavitù, detenzioni di massa, torture, uccisioni e espianti di organi dovrebbe essere autorizzato, tra le altre cose, ad ospitare eventi sportivi internazionali.

  • Il Comitato Olimpico Internazionale sostiene che queste atrocità non sono di sua competenza. Eppure, la tutela degli atleti lo è. La detenzione di Peng ci dice che gli atleti non saranno al sicuro in Cina. I Giochi, dopo tutto, riguardano principalmente i partecipanti e la loro sicurezza personale deve essere la preoccupazione primaria.

  • Seppur in questa fase avanzata, bisognerebbe boicottare o spostare i Giochi Olimpici dalla Cina.

La scomparsa avvenuta questo mese della star del tennis Peng Shuai ha indotto molte persone in tutto il mondo a mettere in discussione lo svolgimento dei Giochi Olimpici Invernali 2022 in programma a Pechino. Quindi, solo chi è privo di morale potrebbe pensare che sia una buona idea consentire al regime cinese che prende ostaggi, protegge gli stupratori e si macchia di genocidio di ospitare questa competizione sportiva. (Foto di Wang He/Getty Images)

La scomparsa avvenuta questo mese della star del tennis Peng Shuai ha indotto molte persone in tutto il mondo a mettere in discussione lo svolgimento dei Giochi Olimpici Invernali 2022 in programma a Pechino. L'inizio dei Giochi è previsto per il 4 febbraio.

Quindi, solo chi è privo di morale potrebbe pensare che sia una buona idea consentire al regime cinese che prende ostaggi, protegge gli stupratori e si macchia di genocidio di ospitare questa competizione sportiva.

È giunto il momento che il mondo affronti la realtà del Partito Comunista Cinese e l'orribile sistema che ha costruito. C'è solo una scelta corretta: spostare le Olimpiadi.

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Francia: Éric Zemmour può essere il prossimo presidente?
Il giornalista che rimescola le carte nella politica francese

di Yves Mamou  •  13 novembre 2021

  • Zemmour rappresenta la Francia di un tempo: la Francia di Napoleone, Notre Dame de Paris e del generale Charles de Gaulle, una Francia che non vuole diventare una Repubblica islamica. "Il pericolo per la Francia è quello di diventare un secondo Libano", dice spesso Zemmour, intendendo un Paese frammentato tra comunità settarie che si odiano e si temono a vicenda.

  • È l'uomo che ha sfondato il "soffitto di vetro" per inserire nei media argomenti di discussione come "l'immigrazione" e "il jihad", di cui nessuno aveva mai osato parlare pubblicamente. È un uomo che incarna la paura di vedere la Francia tradizionale – quella dei campanili e della "baguette" – scomparire sotto i colpi del jihad e del politicamente corretto.

  • L'ascesa fulminea di Zemmour ha avuto un secondo effetto: ha rotto una trappola elettorale degradante in cui i francesi sono bloccati (...) dividendo la Destra per impedirle di tornare al potere.

  • Dalla metà degli anni Ottanta fino ad oggi, i media e la Sinistra, insieme, hanno fabbricato una macchina della vergogna della forza industriale per stigmatizzare come "razzista" e "nazista" chiunque osasse alzare la voce sui temi dell'immigrazione.

  • La lotta contro Zemmour è appena iniziata. Una cosa, però, è certa: Zemmour sta ripristinando un autentico dibattito democratico su temi come la sicurezza, l'immigrazione e l'Islam, che contano davvero per i francesi. Per molti, Zemmour è l'ultima possibilità per la Francia di non diventare una nazione islamica o un "Libano in Europa".

Éric Zemmour, secondo nei sondaggi dietro il presidente uscente Emmanuel Macron per le elezioni francesi del 2022, rappresenta la Francia di un tempo: la Francia di Napoleone, Notre Dame de Paris e del generale Charles de Gaulle, una Francia che non vuole diventare una Repubblica islamica. "Il pericolo per la Francia è quello di diventare un secondo Libano", dice spesso Zemmour, intendendo un Paese frammentato tra comunità settarie che si odiano e si temono a vicenda. (Foto di Christophe Simon/AFP via Getty Images)

Il Financial Times lo definisce un "estremista di Destra". Per il New York Times è "l'esperto di Destra". Per Die Zeit, è "l'uomo che divide la Francia"... Eric Zemmour, giornalista e saggista, non è (ancora) un candidato ufficiale alla presidenza francese, ma a causa della sua popolarità, la Francia vive già in tempo di elezioni.

Mancano circa duecento giorni alle elezioni presidenziali, ma non passa settimana senza che un sondaggio spinga Éric Zemmour sempre più in alto nelle proiezioni elettorali del 2022. Un sondaggio condotto dall'agenzia demoscopica Harris Interactive, pubblicato dal magazine Challenges il 6 ottobre scorso, lo colloca al 17 per cento davanti a Marine Le Pen, la candidata di Rassemblement National (la quale si attesta al 15 per cento, in calo di 13 punti dall'estate). Zemmour rimane ancora dietro il presidente in carica Emmanuel Macron, proiettato al 24 per cento Ma per quanto tempo?

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La lunga partita di Huawei

di Peter Schweizer  •  7 novembre 2021

  • "Semplicemente non è ragionevole aspettarsi che Huawei rifiuti di seguire un'istruzione da parte del Partito comunista cinese". – Simeon Gilding, ex capo dell'Australian Signals Directorate, responsabile dell'attività di raccolta delle informazioni mediante l'intercettazione e l'analisi di segnali e delle missioni informatiche offensive.

  • È essenziale che gli imprenditori lo capiscano: non esiste un'impresa privata in Cina (...) tutte le aziende e gli individui cinesi devono contribuire all'attività d'intelligence, se richiesto.

  • Huawei non sta affatto frenando. Nonostante sia ancora soggetta a restrizioni in materia di telecomunicazioni (...) Huawei ha ricevuto centinaia di richieste da parte dell'amministrazione Biden per l'acquisto di chip per la sua attività di fornitura automobilistica. L'azienda, secondo un portavoce, mira ad essere un fornitore di componenti per "veicoli connessi intelligenti".

  • A luglio, il super-lobbista democratico Tony Podesta è stato assunto come "consulente" da Huawei. In un post pubblicato dalla società cinese si legge che l'assunzione faceva parte di "un'estesa operazione di influenza degli Stati Uniti".

  • Huawei impiega anche uno studio legale di Washington, Sidley Austin, per gestire i suoi interessi nella capitale. Questo studio ha rappresentato anche Meng Wanzhou nella sua battaglia vittoriosa per evitare l'estradizione negli Stati Uniti. Christopher Fonzone, un socio di quello studio legale, si è visto di recente confermare la nomina annunciata da Biden di consulente legale presso l'Ufficio del direttore dell'intelligence nazionale, nonostante le obiezioni repubblicane. Veterano dell'amministrazione Obama (...) il suo profilo LinkedIn (...) prosegue aggiungendo: "Ha anche una particolare esperienza nell'assistere i clienti nella gestione delle situazioni di crisi".

Le minacce di controllo e i potenziali attacchi informatici da parte delle apparecchiature Huawei alle infrastrutture di telecomunicazioni di altre nazioni sono note da tempo. È essenziale che gli imprenditori lo capiscano: non esiste un'impresa privata in Cina (...) tutte le aziende e gli individui cinesi devono contribuire all'attività d'intelligence, se richiesto. Nella foto: la sede di Huawei a Shenzhen, Cina. (Foto di STR/AFP via Getty Images)

Alla fine di settembre, Meng Wanzhou è scesa dall'aereo dell'Air China, a Shenzhen, accolta da eroina. È stato il ritorno trionfante di un'innocente dirigente tecnologico cinese da un'ingiusta detenzione da parte dell'Occidente. La verità è ben diversa.

Meng Wanzhou, cittadina cinese, si trovava sul suolo canadese nel 2018 quando l'amministrazione Trump ha avviato contro di lei le procedure di estradizione per rispondere delle accuse di frode finanziaria insieme al colosso cinese delle telecomunicazioni e per aver potenzialmente violato le sanzioni imposte all'Iran dagli Stati Uniti. In Canada, la prigionia definita dalla donna "un abisso" è consistita nel portare un braccialetto alla caviglia e godersi un soggiorno prolungato a Vancouver, dove lei, CFO di Huawei, era libera di esplorare la città di giorno, alloggiando a casa sua lì e prendendo lezioni di pittura e di inglese.

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Il genocidio jihadista dei cristiani in Nigeria s'intensifica

di Raymond Ibrahim  •  28 ottobre 2021

  • Quello che diversi osservatori internazionali da anni definiscono un "puro genocidio" dei cristiani in Nigeria ha raggiunto nuovi livelli.

  • "In questo Paese non abbiamo mai visto un governo malvagio come quello di oggi. Il governo è pienamente a favore dello spargimento di sangue in Nigeria. Veniamo uccisi solo perché non siamo musulmani. Questi malvagi jihadisti Fulani stanno godendo del sostegno del governo per uccidere le persone, distruggere le loro case e i terreni agricoli, ma quando proviamo a difenderci, il governo provvede ad arrestare la nostra gente. Che tipo di giustizia è questa?" – Rev. Jacob Kwashi, vescovo anglicano, durante il funerale di 17 cristiani assassinati, Morning Star News , 30 agosto 2021.

  • "Qui nel Kaduna meridionale è in corso un genocidio contro la popolazione cristiana autoctona. (...) Non una sola chiesa o scuola è rimasta in piedi. In tutti questi anni, non un solo pastore è stato arrestato. È un peccato che (...) i media occidentali non credono che valga parlare delle nostre vite". – Jonathan Asake, ex membro della Camera dei rappresentanti della Nigeria, The Epoch Times , 4 agosto 2021.

  • "Dal momento che il governo e i suoi sostenitori affermano che gli omicidi non sono di natura religiosa, perché i terroristi e i pastori prendono di mira le comunità e i leader prevalentemente cristiani?" – The Christian Association of Nigeria, International Center for Investigative Reporting , 21 gennaio 2020.

  • "È difficile dire ai cristiani nigeriani che questo non è un conflitto religioso poiché quello che vedono sono combattenti Fulani vestiti interamente di nero, che inneggiano 'Allahu Akbar' e urlano 'Morte ai cristiani.'" – Suor Monica Chikwe, Crux , 4 agosto 2019.

Dall'inizio dell'insurrezione islamica in Nigeria, nel luglio 2009, più di 60.000 cristiani sono stati uccisi o rapiti durante i raid. I cristiani rapiti non sono mai tornati alle loro case e i loro cari credono che siano morti. Nello stesso arco di tempo, circa 20.000 chiese e scuole cristiane sono state incendiate e distrutte. Nella foto: la prima missione della Chiesa africana incendiata a Jos, in Nigeria, il 6 luglio 2015. (Foto di AFP via Getty Images)

Quello che diversi osservatori internazionali da anni definiscono un "puro genocidio" dei cristiani in Nigeria ha raggiunto nuovi livelli.

Dall'inizio dell'insurrezione islamica in Nigeria, nel luglio 2009 – prima per mano di Boko Haram, un'organizzazione terroristica islamica, e poi da parte dei Fulani, anch'essi pastori radicalizzati e motivati dall'ideologia jihadista – più di 60.000 cristiani sono stati uccisi o rapiti durante i raid. I cristiani rapiti non sono mai tornati alle loro case e i loro cari credono che siano morti. Nello stesso arco di tempo, circa 20.000 chiese e scuole cristiane sono state incendiate e distrutte.

Alcuni di questi dati sono documentati in un rapporto del 4 agosto 2021 della International Society for Civil Liberties and Rule of Law, nota anche come "Intersociety", un'organizzazione senza scopo di lucro per i diritti umani con sede in Nigeria. Sebbene valga la pena leggere l'intero documento, ecco alcuni estratti importanti:

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I veri "eroi" palestinesi: i terroristi

di Bassam Tawil  •  24 ottobre 2021

  • Secondo [il presidente dell'Autorità palestinese Mahmoud] Abbas e la leadership dell'AP, qualsiasi palestinese che si unisce al jihad (guerra santa) contro Israele e gli ebrei e viene ucciso, ferito o imprigionato è un "eroe" e un "combattente per la libertà". Questa è la stessa PA con cui l'amministrazione Biden sta ora lavorando per rafforzarla.

  • Questo approccio da parte della leadership dell'Autorità Palestinese ha inviato un messaggio, passato di generazione in generazione tra i palestinesi, ossia che l'omicidio o il ferimento di un ebreo è un atto nobile che fa guadagnare il rispetto illimitato al responsabile, persino l'adorazione.

  • Questo è il teatro dell'assurdo, dove un alto funzionario palestinese condanna Israele per aver cercato di ricatturare i terroristi condannati che hanno ucciso e ferito diversi ebrei e stanno scontando lunghe condanne. Israele, secondo questo funzionario, dovrebbe farsi da parte mentre i terroristi evadono dalla prigione e tornano a uccidere gli ebrei.

  • Quello che Abbas, l'OLP e Fatah hanno detto – in arabo – negli ultimi giorni sui terroristi mostra la visione dell'amministrazione Biden sul rilancio del processo di pace israelo-palestinese per quello che realmente è: un fantasma fatale.

  • In tali circostanze, come potrebbe Abbas – o qualsiasi leader palestinese – tornare al tavolo dei negoziati con Israele, indipendentemente da quante centinaia di milioni di dollari l'amministrazione Biden decide di sprecare con le parole inutili dei palestinesi.

Secondo [il presidente dell'Autorità palestinese Mahmoud] Abbas e la leadership dell'AP, qualsiasi palestinese che si unisce al jihad (guerra santa) contro Israele e gli ebrei e viene ucciso, ferito o imprigionato è un "eroe" e un "combattente per la libertà". (Foto di Alaa Badarneh/Pool/AFP via Getty Images)

Mentre molti media internazionali hanno concentrato la loro attenzione sulla fuga di sei detenuti palestinesi da una prigione israeliana, avvenuta il 6 settembre, nonché sulla conseguente drammatica caccia all'uomo lanciata da migliaia di poliziotti e soldati israeliani, solo pochi, se non nessuno, hanno parlato della continua glorificazione dei terroristi da parte della leadership dell'Autorità Palestinese (AP).

L'esaltazione dei terroristi palestinesi da parte dell'AP compresi quelli che sono stati catturati dalle forze di sicurezza israeliane, processati e che stanno attualmente scontando pene detentive, non è nuova. Si tratta infatti di una pratica che risale ai primi anni della fondazione dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP), avvenuta nel 1964.

Da allora, l'OLP non solo ha elogiato i terroristi palestinesi che uccidono o feriscono gli ebrei, ma ha anche pagato stipendi mensili a loro e alle loro famiglie.

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La nuova e ampia nuclearizzazione della Cina
Quando "la Cina si rende 'intoccabile' sul piano militare"

di Judith Bergman  •  10 ottobre 2021

  • "La proliferazione e la modernizzazione delle sue forze nucleari e convenzionali non possono che essere definite strabilianti. E questo aggettivo potrebbe non essere sufficiente." – Ammiraglio Charles Richard, comandante dell'US Strategic Command, al Simposio sulla Difesa spaziale e Antimissile, 12 agosto 2021.

  • "Sono state fatte molte speculazioni sul perché stanno facendo tutto questo. (...)Voglio solo dire in questo momento che non importa davvero il motivo. (...) La cosa importante sono i mezzi di cui dispongono per contrastare tutti i possibili scenari nucleari, l'ultimo mattone nel muro di un esercito capace di coercizione." – Ammiraglio Charles Richard, 12 agosto 2021.

  • Se la politica nucleare ufficiale della Cina è quella della "deterrenza minima" e di una "politica di sola difesa", non c'è motivo per cui la comunità internazionale dovrebbe fidarsi di tali dottrine ufficiali. Pechino continua a rafforzare le sue capacità spaziali militari, nonostante la sua posizione pubblica contro la militarizzazione dello spazio. La Cina è ampiamente conosciuta per la sua capacità di infrangere gli impegni, come dimostrato, tra le altre cose, dalla sua militarizzazione delle isole artificiali nel Mar Cinese Meridionale o dal rafforzamento del suo controllo su Hong Kong in violazione della convenzione per l'estensione del territorio registrata presso le Nazioni Unite.

  • "Gli americani dovrebbero sapere con la stessa chiarezza dei cinesi quale livello di energia nucleare la Cina ha davvero bisogno di costruire. Si tratta di una forza nucleare abbastanza forte da far paura agli Stati Uniti, dall'esercito al governo..." - Asia Times, citando Global Times, 11 maggio 2020.

  • "Le loro azioni [del PCC] da tempo smentiscono una posizione più aggressiva della loro politica ufficiale: occorre guardare a ciò che fanno, non a ciò che dicono". – Ammiraglio Charles Richard, 12 agosto 2021.

La Cina non smette di rafforzare le sue capacità di armamento nucleare. Il build-up nucleare deve essere visto nel contesto dell'ambizione del Partito Comunista Cinese di avere, nelle stesse parole del presidente Xi Jinping, "un esercito di classe mondiale", così come la sua ambizione di raggiungere il dominio globale. Nella foto: missili balistici intercontinentali con capacità nucleare DF-41 durante una parata militare a Pechino, il 1° ottobre 2019. (Foto di Greg Baker/AFP via Getty Images)

La Cina sta aumentando notevolmente le sue capacità di armamento nucleare. Diversi rapporti recenti mostrano che la Cina sta costruendo 120 silos missilistici per il lancio di missili balistici intercontinentali (ICBM) nei pressi di Yumen, nel Gansu, e di almeno 110 silos nei pressi di Hami, nella parte orientale della regione dello Xinjian, oltre ad altri 40 silos a Ordos, nella Mongolia interna. Gli ICBM sono dei missili con una gittata inferiore ai 5.500 km e progettati principalmente per il trasporto di armi nucleari.

"La costruzione dei silos a Yumen e Hami costituisce l'espansione più significativa dell'arsenale nucleare cinese di sempre", secondo quanto affermato da Matt Korda e Hans Kristensen, in un articolo sul sito di Hami scritto per la Federation of American Scientists. "Tutte queste informazioni messe insieme (...) mostrano che la Cina potrebbe costruire circa 300 nuovi silos per missili", hanno scritto a settembre.

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Perché gli arabi non si fidano più dei Fratelli Musulmani

di Khaled Abu Toameh  •  6 ottobre 2021

  • Le popolazioni di Egitto, Tunisia, Marocco e Sudan, che hanno offerto ai Fratelli Musulmani la possibilità di governare, hanno scoperto che l'organizzazione è corrotta e incompetente quanto i regimi laici e i capi di Stato arabi.

  • Come per gli islamisti in Tunisia, numerosi arabi marocchini celebrano la caduta del partito affiliato ai Fratelli Musulmani.

  • Uno dei principali motivi della caduta dei Fratelli Musulmani è legato alla componente ideologica dei gruppi dell'organizzazione, compresa la mancanza di separazione tra religione e politica, il loro presunto monopolio sulla verità assoluta e la loro pretesa di rappresentare il vero Islam. – Amr Al-Shobaki, ricercatore presso il Centro di Studi egiziano Al-Ahram, Al-Hurra TV, 12 settembre 2021.

  • Al-Shoqiran ha proseguito dicendo: "Dopo un decennio di dominio degli islamisti in Tunisia e Marocco, i Fratelli Musulmani hanno solo contribuito alla diffusione della corruzione, al disprezzo per lo Stato e per le sue istituzioni e al furto della vita e del denaro delle persone". – Ashraq Al-Awsat, 16 settembre 2021.

  • "[I] partiti politici affiliati ai Fratelli Musulmani (...) governano senza fornire ai loro amministrati alcun servizio diverso da vittorie illusorie e corruzione". — Hafez Barghouti, editorialista e direttore palestinese, Al-Khaleej, 17 settembre 2021.

  • La Tunisia si è sbarazzata degli islamisti perché hanno distrutto l'economia e "rubato i soldi della gente". In Marocco (...) i Fratelli Musulmani sono stati al potere per molti anni, facendo precipitare il Paese in una crisi economica e sociale. – Hafez Barghouti, 17 settembre 2021.

Le popolazioni di Egitto, Tunisia, Marocco e Sudan, che hanno offerto ai Fratelli Musulmani la possibilità di governare, hanno scoperto che l'organizzazione è corrotta e incompetente quanto i regimi laici e i capi di Stato arabi. Questo mese, il Partito islamista per la Giustizia e lo Sviluppo al governo in Marocco ha subito una schiacciante sconfitta alle elezioni parlamentari. Nella foto: una donna vota durante le elezioni in Marocco, a Rabat, l'8 settembre 2021. (Foto di Fadel Senna/AFP via Getty Images)

Fin dalla loro fondazione nel 1928, il principale motto dei Fratelli Musulmani è stato "l'Islam è la soluzione" (a tutti i problemi). I seguaci dell'organizzazione hanno usato questo slogan negli ultimi dieci anni per salire al potere in un certo numero di Paesi, tra cui Egitto, Tunisia, Marocco e Sudan.

Queste ultime settimane, tuttavia, hanno dimostrato che molti arabi e musulmani non credono più nella capacità di governare dei Fratelli Musulmani o nello slogan "l'Islam è la soluzione".

Saeed Nashed, uno scrittore marocchino, ha affermato che "i Fratelli Musulmani hanno portato il Marocco in un decennio di oscurità".

Le popolazioni di Egitto, Tunisia, Marocco e Sudan, che hanno offerto ai Fratelli Musulmani la possibilità di governare, hanno scoperto che l'organizzazione è corrotta e incompetente quanto i regimi laici e i capi di Stato arabi.

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Dare ai talebani legittimità internazionale sarebbe un errore disastroso

di Con Coughlin  •  23 settembre 2021

  • I piani europei per stringere legami più stretti con Kabul sono, tuttavia, gravemente compromessi dalla condotta del nuovo regime talebano che, invece di mantenere la sua promessa di ravvedersi, sembra ripristinare il suo vecchio approccio intransigente.

  • Recenti rapporti affermano che nelle ultime tre settimane almeno quattro agenti d'élite afghani dell'antiterrorismo sono stati braccati e uccisi dai talebani, in un caso sono state strappate tutte le unghie alla vittima prima di sparargli.

  • "Dobbiamo smettere di fingere che i talebani siano cambiati", ha ammonito McMaster. "La nostra autoillusione ha portato molti ad abbracciare un capovolgimento orwelliano della moralità considerando i terroristi jihadisti come partner. (...) I talebani sono intenzionati a imporre una brutale forma di shariah al popolo afghano e sono collegati ai terroristi determinati a continuare il loro jihad...". – HR McMaster, ex consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, The Sunday Times, 12 settembre 2021.

Gli ingenui tentativi di alcune delle principali potenze occidentali di promuovere le relazioni con il regime talebano di recente insediato a Kabul sono stati minati dall'atteggiamento intransigente del nuovo regime islamista. Nella foto: uomini armati talebani organizzano una manifestazione pro-talebana di donne in burqa, volta a migliorare l'immagine del regime nei media stranieri, a Kabul, l'11 settembre 2021. (Foto di Aamir Qureshi/AFP via Getty Images)

Gli ingenui tentativi di alcune delle principali potenze occidentali di promuovere le relazioni con il regime talebano di recente insediato a Kabul sono stati minati dall'atteggiamento intransigente del nuovo regime islamista.

In seguito alla drammatica presa del controllo dell'Afghanistan da parte dei talebani il mese scorso, alcuni importanti leader occidentali hanno espresso la loro disponibilità a collaborare con il nuovo regime afghano, a seguito delle affermazioni di alcuni leader talebani di voler stabilire una forma di governo più moderata rispetto al precedente regime talebano che ha terrorizzato il Paese alla fine degli anni Novanta.

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I mullah iraniani sono più vicini che mai alla produzione di armi nucleari

di Majid Rafizadeh  •  19 settembre 2021

  • L'amministrazione Biden (...) non ha fatto alcuno sforzo per esercitare pressioni sul regime iraniano affinché risponda alle domande poste dall'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica su tre siti nucleari clandestini rinvenuti in Iran.

  • "Per motivi di obiettività, dovrei dire che il governo iraniano ha ribadito la sua volontà di impegnarsi, cooperare e fornire risposte, ma finora non l'ha fatto. Quindi spero che questo possa cambiare, ma mentre parliamo, non c'è stato alcun progresso concreto." – Il generale Rafael Mariano Grossi, Direttore Generale dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, Seattle Times, 7 giugno 2021.

  • Sembra – in modo preoccupante, specialmente dopo i fallimenti dell'intelligence e della pianificazione nella débâcle in Afghanistan – che l'amministrazione Biden sia di nuovo inerte mentre i mullah iraniani continuano comodamente ad arricchire l'uranio per acquisire un arsenale di armi nucleari.

  • Abbiamo visto cosa fanno alla loro stessa gente e alla regione quando non dispongono ancora di un'arma nucleare. Basta osservare ciò che ha fatto quello che è stato definito "il più grande sponsor mondiale del terrorismo di Stato" senza disporre di armi nucleari, sia a livello nazionale per il proprio popolo sia a livello internazionale, in Libano, Yemen, Libia, Iraq, Siria, Arabia Saudita, Territori Palestinesi e persino in Venezuela e nel più vasto Sud America. (...) Cosa può quindi aspettarsi il mondo libero che l'Iran farà dopo che avrà le sue armi nucleari?

Il regime iraniano sembra essere a pochi mesi dalla produzione di armi nucleari, il tutto mentre l'amministrazione Biden è completamente silente e non ha esplicitato alcuna politica chiara per impedire a questo regime pericoloso e predatorio di diventare uno Stato nucleare come la Corea del Nord. Nella foto: l'impianto di produzione di acqua pesante ad Arak, a sud di Teheran. (Foto di Majid Saeedi/Getty Images)

Il regime iraniano sembra essere a pochi mesi dalla produzione di armi nucleari, il tutto mentre l'amministrazione Biden è completamente silente e non ha esplicitato alcuna politica chiara per impedire a questo regime pericoloso e predatore di diventare uno Stato nucleare come la Corea del Nord.

Il ministro della Difesa israeliano Benny Gantz ha detto quanto segue agli ambasciatori dei Paesi del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, durante un briefing al ministero degli Esteri, a Gerusalemme, tenutosi il 4 agosto 2021:

"L'Iran ha violato tutte le linee guida stabilite nel JCPOA ed è solo a circa 10 settimane di distanza dall'acquisizione di materiali usati per la fabbricazione di armi necessari per produrre un'arma nucleare. (...) Ora è il momento dei fatti: le parole non bastano. È tempo di un'azione diplomatica, economica e persino militare, altrimenti gli attacchi continueranno".

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Biden lascia che la Cina la faccia franca con il crimine del secolo

di Gordon G. Chang  •  9 settembre 2021

  • Il presidente degli Stati Uniti non ha bisogno di una conoscenza perfetta per agire.

  • La mancata condivisione delle informazioni quando si ha l'obbligo di farlo è una ragione sufficiente per imporre gravosi costi a carico di Pechino, ma ci sono due ulteriori motivi, entrambi sufficienti di per sé, per farlo.

  • Innanzitutto, per almeno cinque settimane, i funzionari cinesi hanno prima insabbiato e poi mentito sulla trasmissibilità da uomo a uomo del virus SARS-CoV-2, dicendo al mondo che il Covid-19 non era contagioso quando sapevano che in realtà lo era. (...) In secondo luogo, l'esercito cinese sta lavorando sulla prossima generazione di agenti patogeni.

  • Se gli scienziati cinesi riusciranno a progettare agenti patogeni mirati solo agli stranieri, il prossimo microbo, virus o germe proveniente dalla Cina potrebbe porre fine alle società non cinesi. Questo sarà il killer della civiltà della Cina comunista.

  • La prossima pandemia, quindi, potrebbe essere quella che permetterà alla Cina di essere l'unica società vitale al mondo. Se vuole sopravvivere, il mondo necessita di qualcosa di molto più importante della giustizia o del risarcimento. Ha bisogno di deterrenza.

  • La determinazione di Pechino a raccogliere i profili genetici degli stranieri impedendo il trasferimento fuori della Cina dei profili genetici cinesi è un'altra indicazione che l'esercito cinese, in violazione dei suoi obblighi previsti dalla Convenzione sulle armi biologiche, sta costruendo armi biologiche specifiche per etnia.

Se gli scienziati cinesi riusciranno a progettare agenti patogeni mirati solo agli stranieri, il prossimo microbo, virus o germe proveniente dalla Cina potrebbe porre fine alle società non cinesi. Questo sarà il killer della civiltà della Cina comunista. La prossima pandemia, potrebbe essere quella che permetterà alla Cina di essere l'unica società vitale al mondo. Se vuole sopravvivere, il mondo necessita di qualcosa di molto più importante della giustizia o del risarcimento. Ha bisogno di deterrenza. Nella foto: il virologo Shi Zhengli (a sinistra) in un laboratorio dell'Istituto di virologia di Wuhan, a Wuhan, in Cina, il 23 febbraio 2017. (Foto di Johannes Eisele/AFP via Getty Images)

Il 27 agosto, l'amministrazione Biden ha pubblicato una sintesi non classificata del rapporto redatto dalla comunità di intelligence sulle origini del Covid-19. L'IC, costituita dalle 18 agenzie di intelligence degli Stati Uniti, potrebbe giungere solo a poche conclusioni definitive. Le agenzie hanno affermato di avere bisogno di maggiori informazioni, ma ora il mondo ne sa abbastanza per iniziare a imporre gravi costi alla Cina.

L'America e le altre nazioni devono imporre quei costi per impedire al Partito Comunista Cinese di diffondere una malattia che uccide la civiltà. Sì, l'Esercito Popolare di Liberazione sta sviluppando agenti patogeni per distruggere le società non cinesi.

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Le conversioni forzate e i matrimoni precoci sono all'ordine del giorno in Pakistan

di Nasir Saeed  •  5 settembre 2021

  • Le agenzie governative e le forze dell'ordine sono consapevoli del problema, ma non lo accettano ufficialmente. Invece, affermano che l'Islam non ha fissato un'età minima per la conversione, quindi se una ragazza vuole convertirsi all'Islam di sua spontanea volontà, nessuno può farci niente.

  • Affermando questo, trasferiscono ogni colpa alle vittime e si scaricano da ogni responsabilità. Accusano anche le minoranze e le ONG di farne un problema e sostengono che è una falsa accusa per accrescere la loro importanza.

  • È responsabilità dello Stato porre fine a tale pratica anche se deve introdurre nuove leggi per garantire che i diritti delle minoranze e dei bambini non vengano violati. È anche responsabilità dei politici, dei tribunali, della società civile e degli ulema [clero islamico] perché non è giustificabile non applicare, in nome della religione, le leggi già in vigore.

La conversione forzata all'Islam di giovani ragazze cristiane e indù, alcune di età inferiore ai 12 anni, sembra essere all'ordine del giorno. Ma a coloro che sono in grado di porre fine a tale pratica, sembra non importare. Non passa quasi giorno senza notizie di episodi del genere. (Fonte immagine: iStock)

La conversione forzata all'Islam di giovani ragazze cristiane e indù, alcune di età inferiore ai 12 anni, sembra essere all'ordine del giorno. Ma a coloro che sono in grado di porre fine a tale pratica, sembra non importare. Non passa quasi giorno senza notizie di episodi del genere.

Questo grave e crescente problema in Pakistan colpisce le minoranze religiose. Le organizzazioni per i diritti umani che se ne occupano stimano che ogni anno un migliaio di ragazze indù e cristiane sono costrette a convertirsi all'Islam, una stima che potrebbe essere molto più alta poiché molti casi non vengono segnalati. Il più delle volte, queste ragazze sono allettate da uomini molto più anziani con la promessa di una vita migliore e talvolta vengono spinte alla prostituzione o addirittura vendute.

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L'Europa si prepara ad affrontare lo tsunami dei migranti afghani

di Soeren Kern  •  1 settembre 2021

  • Il ministro degli Interni tedesco Horst Seehofer ha dichiarato che fino a cinque milioni di persone cercheranno di lasciare l'Afghanistan per l'Europa.

  • "Sono chiaramente contrario ora a ricevere altre persone e ciò non accadrà durante il mio cancellierato. Accogliere persone che poi non possono essere integrate è un grosso problema per noi come Paese". — Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz.

  • "Da ministro degli Interni, sono principalmente responsabile delle persone che vivono in Austria. Ciò significa soprattutto proteggere a lungo termine la pace sociale e lo stato sociale". — Il ministro degli Interni austriaco Karl Nehammer.

  • "Ci è chiaro che quanto accaduto nel 2015 non deve ripetersi. Non riusciremo a risolvere la questione dell'Afghanistan con la migrazione in Germania". — Paul Ziemiak, segretario generale del Partito dell'Unione Cristiano-Democratica (CDU) della cancelliera tedesca Angela Merkel.

  • I criminali afghani, inclusi stupratori e trafficanti di droga, che in precedenza erano stati estradati in Afghanistan, sono ora tornati in Germania con voli di evacuazione. All'arrivo in Germania, hanno immediatamente presentato nuove domande di asilo.

  • "Il nostro Paese non sarà una porta d'ingresso in Europa per i migranti afghani illegali". — Il ministro greco per la Migrazione e l'Asilo Notis Mitarachi.

  • "Dobbiamo ricordare ai nostri amici europei questo fatto: l'Europa – che è diventata il centro di attrazione per milioni di persone – non può rimanere fuori dal problema dei rifugiati afghani chiudendo le proprie frontiere per proteggere la sicurezza e il benessere dei suoi cittadini. La Turchia non ha alcun dovere, responsabilità o obbligo di essere il magazzino dei rifugiati in Europa". — Il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan.

La conquista dell'Afghanistan da parte dei talebani è destinata a innescare un'ondata senza precedenti di flussi migratori afghani verso l'Europa. Nella foto: richiedenti asilo afghani sbarcano da un volo di evacuazione dall'Afghanistan, presso la base aerea di Torrejon de Ardoz in Spagna, il 24 agosto 2021. (Foto di Pierre-Philippe Marcou/AFP via Getty Images)

La conquista dell'Afghanistan da parte dei talebani è destinata a innescare un'ondata senza precedenti di flussi migratori afghani verso l'Europa, che si prepara ad affrontare il potenziale arrivo di centinaia di migliaia, forse anche di milioni, di rifugiati e migranti dal Paese devastato dalla guerra.

Il ministro degli Interni tedesco Horst Seehofer, esprimendo un'inquietante apprensione, ha dichiarato che fino a cinque milioni di persone cercheranno di lasciare l'Afghanistan per l'Europa. Tali cifre, se si materializzassero, farebbero impallidire al confronto la precedente crisi migratoria del 2015, quando più di un milione di persone provenienti dall'Africa, dall'Asia e dal Medio Oriente si diressero verso l'Europa.

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La Cina si prepara a mettere al bando gli azionisti stranieri dell'High-Tech

di Gordon G. Chang  •  30 agosto 2021

  • Le VIE, come vengono chiamate, eludono la legge cinese, che vieta ai capitali stranieri di assumere il controllo delle aziende tecnologiche cinesi. Tuttavia, attraverso una serie di complessi accordi contrattuali, queste strutture offrono effettivamente agli stranieri i benefici economici della proprietà.

  • La gente crede che se Pechino dichiarasse pubblicamente illegale una VIE – in altre parole, se una decisione politica espropriasse la proprietà straniera – sarebbe come far esplodere un'arma nucleare, escludendo le nuove società cinesi dai mercati azionari esteri. Pertanto, le persone credono che non possa accadere. La cancellazione all'ultimo minuto dell'IPO di Ant Group a Hong Kong e a Shanghai, lo scorso novembre, tuttavia, mostra che Xi Jinping è disposto a fare di tutto per proteggere il suo sistema.

  • Molti dimenticano che il comunismo cinese è intrinsecamente ostile al settore privato in generale e agli stranieri in particolare. La cosiddetta "era delle riforme" – i tre decenni successivi al 1978, quando i leader cinesi hanno liberalizzato l'economia e il sistema finanziario cinesi e l'hanno aperti al mondo – è ormai finita...

  • Xi Jinping ritiene che ci sia già troppa influenza straniera nella società cinese, il che significa che vorrebbe limitare il più possibile la proprietà offshore delle imprese cinesi. Penso che intensificherà una campagna di lunga data per vessare le imprese straniere e iniziare a costringere gli investitori offshore a lasciare il suo Paese. La discutibile struttura VIE offre a Xi la scusa perfetta per espropriare ora la proprietà straniera delle attività tecnologiche di successo del suo Paese.

  • Gli investitori stranieri spesso dimenticano che il governante cinese è ostinato e farà ciò che vuole. "Ciò che dice Xi Jinping, Xi Jinping lo fa", ha precisato correttamente Bartiromo. "E questa è l'esclusiva definizione della legge".

Il presidente cinese Xi Jinping ritiene che ci sia già troppa influenza straniera nella società cinese, il che significa che vorrebbe limitare il più possibile la proprietà offshore delle imprese cinesi. Gli investitori stranieri spesso dimenticano che il governante cinese è ostinato e farà ciò che vuole. Xi Jinping intensificherà una campagna di lunga data per vessare le imprese straniere e iniziare a costringere gli investitori offshore a lasciare il suo Paese. Nella foto: Xi (al centro) alla parata militare per il 70° anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese, il 1° ottobre 2019, a Pechino. (Foto di Andrea Verdelli/Getty Images)

"Cosa devono capire gli investitori, mi riferisco a quelli che stanno pensando che forse voglio lanciarmi nell'investimento in società cinesi?" ha chiesto Maria Bartiromo il 14 luglio, durante il suo programma Fox Business, "Mornings with Maria".

La risposta è che Pechino è in procinto di espropriare le quote detenute dagli stranieri nelle società tecnologiche cinesi. Le complicate strutture finanziarie utilizzate da queste società per attirare investimenti stranieri sono discutibili secondo la legge cinese e danno ora a Xi Jinping, il governante cinese, una scusa per avviare una campagna di confisca.

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Le "violazioni" di cui il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite non si preoccupa

di Khaled Abu Toameh  •  26 agosto 2021

  • Tali sessioni del Consiglio di sicurezza sono diventate di routine e quasi sempre finiscono con dichiarazioni di denuncia contro Israele, dopo aver ascoltato le lamentele da parte di funzionari dell'Autorità Palestinese sulle presunte "violazioni" e "aggressioni" compiute da Israele.

  • Tuttavia, durante la riunione del Consiglio di Sicurezza, che si è tenuta la scorsa settimana, non è stata detta una parola sulle violazioni dei diritti umani e sulle aggressioni commesse dall'AP in Cisgiordania e da Hamas nella Striscia di Gaza.

  • [Nizar] Banat, l'attivista noto per le denunce contro la corruzione e fervente critico della leadership dell'AP, sarebbe stato picchiato a morte il 24 giugno da più di 20 agenti di sicurezza palestinesi.

  • È trascorso più di un mese dal suo brutale omicidio, ma il Consiglio di Sicurezza non ha trovato il tempo per occuparsi di questo grave episodio.

  • Senza dubbio, il Consiglio di Sicurezza non ha sentito parlare del caso di Emad Al-Tawil, un palestinese di 27 anni morto il 25 giugno dopo essere stato picchiato dagli agenti di sicurezza di Hamas. Tawil era residente nel campo profughi di Nuseirat, nella Striscia di Gaza.

  • Il Consiglio di sicurezza, le organizzazioni internazionali per i diritti umani e i giornalisti molto probabilmente disconoscono il caso di Hassan Abu Zayed, un palestinese di 27 anni della Striscia di Gaza, ucciso a colpi di arma da fuoco dalle "guardie di frontiera" di Hamas, il 23 luglio.

  • Le violazioni dei diritti umani palestinesi e la repressione di attivisti politici e di giornalisti vengono ignorate non solo dall'ONU, ma anche dall'amministrazione Biden.

  • Invece di esercitare pressioni sui leader palestinesi affinché smettano di imprigionare, torturare e uccidere la propria popolazione, l'amministrazione Biden sta, assurdamente, cercando modi per rafforzare la leadership dell'Autorità Palestinese.

Le violazioni dei diritti umani palestinesi e la repressione di attivisti politici e giornalisti sono ignorate non solo dall'ONU, ma anche dall'amministrazione Biden. Nella foto: le forze di sicurezza dell'Autorità Palestinese (AP) si schierano di fronte ai manifestanti a Ramallah, il 3 luglio 2021, durante una manifestazione di protesta che denunciava l'AP per la morte dell'attivista Nizar Banat mentre era sotto la custodia delle forze di sicurezza dell'Autorità Palestinese. (Foto di Abbas Momani/AFP via Getty Images)

Su richiesta dell'Autorità Palestinese (AP), il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite è stato nuovamente convocato per tenere una sessione sulle "violazioni" e sulle "aggressioni" compiute da Israele contro i palestinesi. L'Ap ha inoltre chiesto che il Consiglio di Sicurezza discutesse del presunto "assedio" israeliano in corso nella Striscia di Gaza, governata da Hamas.

Tali sessioni del Consiglio di sicurezza sono diventate di routine e quasi sempre finiscono con dichiarazioni di denuncia contro Israele dopo aver ascoltato le lamentele da parte di funzionari dell'Autorità Palestinese sulle presunte "violazioni" e sulle "aggressioni" compiute da Israele.

Tuttavia, durante la riunione del Consiglio di Sicurezza, che si è tenuta la scorsa settimana, non è stata detta una parola sulle violazioni dei diritti umani e sulle aggressioni commesse dall'AP in Cisgiordania e da Hamas nella Striscia di Gaza.

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È il momento di cambiare regime nella Cuba comunista

di Con Coughlin  •  19 agosto 2021

  • Per il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, i recenti disordini a Cuba dovrebbero convincere la sua amministrazione a non ripetere gli errori dell'era Obama e a tentare una qualche forma di riavvicinamento con L'Avana.

  • Gli Stati Uniti, come sembrerebbe siano in grado di fare, dovrebbero anche ripristinare immediatamente la capacità del popolo cubano di utilizzare Internet.

  • L'impatto che le pesanti sanzioni imposte a Cuba dalla precedente amministrazione americana stanno avendo sull'economia cubana, è uno dei motivi che inducono il regime comunista cubano a lottare per sopravvivere.

  • Qualsiasi tentativo da parte dell'amministrazione Biden di revocare le sanzioni non farebbe altro che ricompensare il regime per la sua brutale repressione del popolo cubano.

  • Mantenere le sanzioni in vigore aumenterebbe ulteriormente la pressione sul regime cubano, pressione che alla fine potrebbe sfociare nel suo crollo e nella liberazione del popolo cubano dai suoi oppressori comunisti.

Per il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, i recenti disordini a Cuba dovrebbero convincere la sua amministrazione a non ripetere gli errori dell'era Obama ea tentare una qualche forma di riavvicinamento con L'Avana. Gli Stati Uniti, come sembrerebbe siano in grado di fare, dovrebbero anche ripristinare immediatamente la capacità del popolo cubano di utilizzare Internet. Nella foto: la polizia cubana in tenuta antisommossa viene schierata per sedare le proteste anti-regime all'Avana, il 12 luglio 2021. (Foto di Yamil Lage/AFP via Getty Images)

Niente illustra meglio il totale fallimento dell'ideologia comunista dell'economia allo sfascio di Cuba e che ha portato il Paese a subire la più grande ondata di proteste da almeno tre decenni.

Ad oggi, almeno un manifestante è stato ucciso e altre centinaia sono stati arrestati poiché il regime comunista fondato dal dittatore cubano Fidel Castro ha risposto con la tipica brutalità allo sfogo del dissenso nazionale.

La causa principale delle proteste è lo stato disastroso in cui versa l'economia cubana, con i cittadini cubani che hanno protestato per la mancanza di generi di prima necessità e medicinali di base. Ad aumentare ulteriormente la loro miseria, la cattiva gestione della pandemia di Covid da parte delle autorità del Paese e ciò ha fatto sì che ora tra gli 11 milioni di abitanti di Cuba si registra più casi pro capite di coronavirus rispetto a qualsiasi altra grande nazione latinoamericana.

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