Analisi e articoli più recenti

Erdogan minaccia la Grecia

di Uzay Bulut  •  2 ottobre 2022

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan sta inasprendo le sue minacce di invadere la Grecia. Riferendosi all'attacco genocida sferrato dalla Turchia nel settembre 1922 contro greci e armeni della città di Smirne, Erdogan ha lanciato il seguente monito esattamente a distanza di 100 anni: "Abbiamo soltanto una cosa da dire alla Grecia: non dimenticare Smirne [Smirne] (...) faremo quello che è necessario quando verrà il momento". Nella foto: migliaia di greci del luogo, in fuga dall'esercito turco di Mustafa Kemal Atatürk, tentano di salpare in nave dal porto di Smirne, nel settembre 1922. (Foto di Topical Press Agency/Getty Images)

Il presidente di un Paese membro della NATO, il turco Recep Tayyip Erdogan, sta inasprendole sue minacce di invadere la Grecia, un altro membro dell'Alleanza Atlantica, e il 27 settembre ha dichiarato:

"Le armi ammassate [dalla Grecia] nella Tracia occidentale e nelle isole non significano nulla per noi perché il nostro potere è ben oltre il loro, ma vorremmo ricordarvi che questo significa un'occupazione segreta [della Turchia da parte della Grecia]...

"Vorremmo ricordare alla Grecia di tornare in sé. Pensi [ si riferisce alla Grecia, N.d.T.] che il sostegno da parte degli Stati Uniti e dell'Europa ti salverà? Non è così. Perderei solo del tempo inutilmente e nient'altro".

Erdogan ha fatto dichiarazioni ostili simili per mesi. Il 4 settembre aveva nuovamente preso di mira la Grecia in un discorso pubblico:

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In Afghanistan, i cristiani "subiscono torture sistematiche"

di Raymond Ibrahim  •  24 settembre 2022

Secondo la World Watch List 2022, che elenca i 50 Paesi in cui i cristiani sono maggiormente perseguitati per la loro fede religiosa, l'Afghanistan è ora la peggiore nazione al mondo in cui essere cristiani. (Fonte dell'immagine: iStock)

Secondo un nuovo rapporto, i circa 15-20 mila cristiani rimasti in Afghanistan dopo la presa di potere dei talebani "subiscono torture e persecuzioni sistematiche sia da parte del governo che dei loro stessi amici, delle loro famiglie e comunità".

Questa non è una novità. Fin dall'inizio, il 15 agosto 2021, per i cristiani le cose sono notevolmente peggiorate quando l'amministrazione Biden ha inaspettatamente consegnato l'Afghanistan ai talebani. La sconfitta mal pianificata delle truppe statunitensi ha fatto ricadere la nazione dell'Asia centrale nelle grinfie dei talebani, uno dei gruppi terroristici islamici complici degli attacchi sferrati l'11 settembre 2001 contro gli Stati Uniti.

Durante il caos del ritiro, è stato riportato che l'amministrazione Biden ha attivamente impedito il salvataggio delle minoranze cristiane da quello che da allora è diventato l'emirato islamico dell'Afghanistan che applica la sharia.

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I terroristi palestinesi di Mahmoud Abbas
Pace significa uccidere più ebrei

di Bassam Tawil  •  18 settembre 2022

Quando il presidente dell'Autorità Palestinese Mahmoud Abbas si rivolgerà all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, a New York, alla fine di questo mese, non dirà alla sua platea che i membri della sua fazione al potere di Fatah si stanno scatenando in Cisgiordania, dove, quasi ogni giorno, conducono attacchi terroristici contro attivisti e giornalisti palestinesi, così come contro gli israeliani. Nella foto: Abbas tiene un discorso alle Nazioni Unite, il 27 settembre 2018, a New York City. (Foto di Stephanie Keith/Getty Images)

Mentre il presidente dell'Autorità Palestinese Mahmoud Abbas si prepara a parlare all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, a New York, alla fine di questo mese, crescenti segnali indicano che i suoi fedelissimi sono coinvolti in attacchi terroristici contro Israele.

Come ha già fatto in passato, Abbas utilizzerà indubbiamente ancora una volta il podio delle Nazioni Unite per affermare il suo desiderio di fare pace con Israele e la sua opposizione al terrorismo e alla violenza. Inutile dire che ci si aspetta anche che lui sfrutti la piattaforma internazionale per istigare ulteriormente e per vomitare altre bugie e accuse del sangue contro Israele e contro gli ebrei.

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L'antidoto contro la tirannia è la libertà, non la democrazia né il governo internazionale

di J.B. Shurk  •  11 settembre 2022

(Fonte dell'immagine: iStock)

Il linguaggio politico manipola il dibattito politico. Gli oppositori dell'aborto che si definiscono "pro-life" ("pro-vita") semanticamente rendono i sostenitori dell'aborto "pro-morte". I sostenitori del diritto all'aborto che si definiscono "pro-choice" ("per la scelta") rendono semanticamente qualsiasi opposizione "anti-choice" (contraria alla libertà delle donne di scegliere se proseguire o interrompere una gravidanza, N.d.T.). Chi, insomma, vuole essere "pro-morte" o "anti-choice"? Questa è la natura della politica. Le parole sono armi: se maneggiate abilmente, modellano il campo di battaglia per le nostre menti.

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"Là li colpiremo": il massacro di Monaco e le sue conseguenze

di Richard Kemp  •  9 settembre 2022

Nella foto: un elicottero bruciato dell'esercito tedesco, fotografato il 7 settembre 1972 alla base aerea di Fürstenfeldbruck, dopo che i terroristi palestinesi lo avevano fatto esplodere con bombe a mano il giorno prima, uccidendo i nove atleti olimpici israeliani che tenevano in ostaggio. (Foto di EPU/AFP via Getty Images)

Cinquant'anni fa, il 5 e 6 settembre 1972, il mondo ha assistito con orrore a come gli ebrei sono stati di nuovo uccisi brutalmente sul suolo tedesco, alle Olimpiadi di Monaco. Otto terroristi dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP), usando il nome di copertura "Settembre Nero", torturarono e uccisero 11 atleti israeliani, evirandone uno e lasciandolo agonizzante a morire davanti agli altri compagni di squadra. Il commando prese d'assalto l'alloggio degli atleti, ne uccise immediatamente due e tenne in ostaggio gli altri, chiedendo il rilascio di 234 prigionieri terroristi detenuti da Israele. La premier israeliana Golda Meir, che era stata una dei firmatari della Dichiarazione di indipendenza dello Stato di Israele nel 1948, rifiutò di contrattare con loro, bollandolo come ricatto. In seguito, la Meir affermò: "Abbiamo imparato l'amara lezione. Si può salvare una vita solo per metterne in pericolo altre. Il terrorismo deve essere spazzato via".

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La criminalità violenta scuote la Svezia in vista delle elezioni

di Peder Jensen  •  4 settembre 2022

Per la prima volta in Svezia, la criminalità è in cima alla lista delle preoccupazioni più importanti degli elettori in vista delle elezioni. Delle oltre 8.200 persone che, secondo i dati della polizia svedese erano membri di bande criminali alla fine del 2021, quasi il 15 per cento aveva meno di 18 anni. Nella foto: commando di polizia entrano nella Latin Sschool a Malmö, in Svezia, il 21 marzo 2022, a seguito di un attacco in cui due insegnanti della scuola sono stati accoltellati a morte da uno studente. (Foto di Johan Nilsson/TT News Agency/AFP via Getty Images)

L'11 settembre prossimo si terranno in Svezia le elezioni legislative. Al contempo, il Paese è scosso da un'ondata di criminalità violenta che non ha precedenti nella storia scandinava moderna.

Per la prima volta, la criminalità è in cima alla lista delle principali preoccupazioni degli elettori in vista delle elezioni. "Saranno delle elezioni molto particolari con una questione molto insolita in primo piano", ha detto al quotidiano Dagens Nyheter Henrik Ekengren Oscarsson, professore di Scienze Politiche all'Università di Göteborg. Il 41 per cento degli intervistati ha affermato che la legge e l'ordine sono gli aspetti più rilevanti della società, così come le problematiche politiche più importanti.

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Un accordo non impedirà ai mullah di acquisire armi nucleari

di Majid Rafizadeh  •  26 agosto 2022

È ridicolo credere che i mullah al potere in Iran bloccheranno i loro progressi nucleari con un accordo. L'accordo sul nucleare del 2015 prevedeva che il nocciolo del reattore nucleare di Arak fosse riempito di cemento e disattivato. Alla domanda sul video che mostra il calcestruzzo versato nei tubi del reattore per bloccarli, Ali Akbar Salehi, ex capo dell'Organizzazione iraniana per l'energia atomica ha risposto: "[Non] i tubi che vedete qui. Avevamo acquistato tubi simili, ma non potevo rivelarlo in quel momento. (...) Dovevamo essere astuti". Nella foto: Salehi tiene un discorso alla centrale elettrica di Bushehr, il 10 novembre 2019. (Foto di Atta Kenare/AFP via Getty Images)

L'amministrazione Biden ha speso tutto il suo capitale politico per rilanciare l'accordo sul nucleare, presumibilmente per corroborare l'idea che un accordo sul nucleare con il regime iraniano impedirà a Teheran di dotarsi di armi nucleari. Ma è ridicolo credere che i mullah al potere in Iran bloccheranno i loro progressi nucleari con un accordo.

Il regime iraniano si è persino vantato di aver abilmente ingannato e fuorviato la comunità internazionale durante il precedente accordo sul nucleare. Uno dei termini dell'accordo sul nucleare del 2015, ad esempio, era che il nocciolo del reattore nucleare di Arak sarebbe stato riempito di cemento e disattivato. L'Iran, secondo l'agenzia di stampa Fars, ha affermato di aver versato il cemento e distrutto il nocciolo del reattore. Anche il Dipartimento di Stato Usa, durante l'amministrazione Obama-Biden, ha confermato questa mossa.

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Morte ai "blasfemi" in Pakistan

di Raymond Ibrahim  •  11 agosto 2022

Il 4 luglio 2022, un meccanico cristiano in carcere da cinque anni e in attesa di processo con la falsa accusa di "blasfemia" per aver presumibilmente offeso il profeta musulmano Maometto è stato condannato a morte per impiccagione da un tribunale pakistano. (Fonte immagine: iStock)

Il 4 luglio 2022, un meccanico cristiano in carcere da cinque anni e in attesa di processo con la falsa accusa di "blasfemia" per aver presumibilmente offeso il profeta musulmano Maometto è stato condannato a morte per impiccagione da un tribunale pakistano.

Cinque anni prima, il 5 giugno 2017, Ashfaq Masih, 34 anni, aveva litigato con Muhammad Naveen, un rivale che aveva aperto un'officina meccanica vicino a quella di Masih. Secondo la dichiarazione di non colpevolezza resa da Masih, Muhammad "era geloso perché i miei affari andavano meglio" e, dopo il loro diverbio, "mi minacciò di terribili conseguenze". Il giorno successivo, il 6 giugno, secondo il racconto di Masih:

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Perché l'imperfetta causa palestinese è così importante per l'estrema Sinistra?

di Alan M. Dershowitz  •  3 agosto 2022

Ai palestinesi è stata offerta numerose volte la statualità e l'hanno rifiutata. Come disse essenzialmente Mohammed Amin al-Husseini, allora leader del popolo palestinese, quando fu proposta per la prima volta la soluzione dei due Stati, alla fine degli anni Trenta: "Vogliamo che non ci sia uno Stato ebraico più di quanto vogliamo che ci sia uno Stato palestinese. Durante la Seconda guerra mondiale, Al-Husseini e il suo popolo si allearono con la Germania nazista. Nella foto: Adolf Hitler incontra al-Husseini, il 28 novembre 1941. (Fonte dell'immagine: Archivio federale tedesco)

Le affermazioni anti-israeliane da parte dei palestinesi, sebbene profondamente viziate, sono diventate una parte centrale dell'ideologia dell'estrema Sinistra, specialmente tra coloro che aderiscono alla cosiddetta teoria dell'intersezionalità.

Perché la causa palestinese riceve così tanta attenzione, quando ci sono cause molto più convincenti in tutto il mondo come quelle dei curdi, degli uiguri e di altri apolidi e popolazioni oppresse? Ci sono più manifestazioni nei campus universitari contro Israele che contro Russia, Cina, Bielorussia e Iran. Come mai? La risposta ha ben poco a che vedere con i palestinesi, e ha tutto a che fare con Israele, in quanto Stato nazionale del popolo ebraico. È una manifestazione politica dell'antisemitismo internazionale. È solo perché la nazione accusata di opprimere i palestinesi è Israele.

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Perché, per le Nazioni Unite, un solo massacro in una moschea è molto peggio degli innumerevoli massacri perpetrati nelle chiese?

di Raymond Ibrahim  •  25 luglio 2022

La Domenica di Pasqua del 21 aprile 2019, terroristi musulmani hanno bombardato tre chiese e tre hotel in Sri Lanka, uccidendo 359 persone e ferendone più di 500. Nella foto: le macerie della chiesa di San Sebastiano a Negombo, in Sri Lanka, il 21 aprile 2019, a seguito dell'attentato. (Foto di Stringer/Getty Images)

Le Nazioni Unite hanno di recente designato il 15 marzo come "Giornata internazionale per combattere l'islamofobia". Quella data è stata scelta perché quel giorno ha avuto luogo uno dei peggiori attacchi terroristici contro i musulmani: il 15 marzo 2019, un australiano armato, Brenton Tarrant, è entrato in due moschee in Nuova Zelanda e ha aperto il fuoco sui fedeli musulmani disarmati e indifesi, uccidendone 51 e ferendone 40.

Quest'episodio non è stato soltanto condannato in tutto l'Occidente, e a giusto titolo, ma ha anche indotto le Nazioni Unite a ritenere che l'Islam avesse bisogno di una protezione speciale.

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La "soluzione dei due Stati" per eliminare Israele

di Khaled Abu Toameh  •  15 luglio 2022

La stragrande maggioranza dei palestinesi afferma molto chiaramente che non crede nella "soluzione dei due Stati" e preferirebbe che il gruppo terroristico di Hamas sostituisse l'Autorità Palestinese guidata da Mahmoud Abbas. Nella foto: Abbas parla con il leader di Hamas, Ismail Haniyeh, il 5 aprile 2007, a Gaza City. (Foto di Mohamed Alostaz/PPM via Getty Images)

Mentre l'amministrazione Biden continua a parlare del suo impegno per la "soluzione dei due Stati", la maggioranza dei palestinesi afferma di sostenere il gruppo terroristico islamista di Hamas e vuole che ci siano più attacchi terroristici contro gli ebrei.

L'amministrazione Biden vive nell'illusione che la "soluzione dei due Stati", che vedrebbe la creazione di uno Stato palestinese indipendente e sovrano accanto a Israele, sia l'unico modo per raggiungere la pace, la sicurezza e la stabilità in Medio Oriente.

La stragrande maggioranza dei palestinesi, tuttavia, afferma molto chiaramente che non crede nella "soluzione dei due Stati" e preferirebbe che Hamas, il gruppo terroristico sostenuto dall'Iran il cui statuto chiede l'eliminazione di Israele, sostituisse l'Autorità Palestinese guidata da Mahmoud Abbas.

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La Francia è pericolosa per gli ebrei

di Guy Millière  •  8 luglio 2022

L'atteggiamento della magistratura francese nei confronti dell'omicidio dell'89enne René Hadjadj è simile al modo in cui da decenni considera tutti gli omicidi commessi ai danni di ebrei in Francia. In primo luogo, le autorità affermano sempre, il più rapidamente possibile, che l'omicidio di un ebreo non è affatto motivato dall'antisemitismo. Quando le prove contrarie si accumulano e diventano impossibili da negare, il movente antisemita può essere riconosciuto con riluttanza. Nella foto: il quartiere La Duchère di Lione, in Francia, dove Hadjadj è stato assassinato il 17 maggio. (Fonte dell'immagine: Jeanne Menjoulet/Flickr)

Lione, Francia. 17 maggio 2022. Quartiere della Duchère. René Hadjadj, un ebreo di 89 anni è stato defenestrato dal 17° piano, un gesto che è stato subito considerato un omicidio. L'assassino è Rachid Kheniche, un arabo musulmano di 51 anni, con un account Twitter contenente numerosi messaggi antisemiti. Il procuratore, che nel frattempo ha riconsiderato in parte la sua posizione, ha subito dichiarato che l'omicidio non è stato un crimine antisemita. I media mainstream non hanno mai denunciato l'omicidio; soltanto i quotidiani ebraici lo hanno fatto. La famiglia della vittima, che vive nello stesso quartiere, ha dichiarato di voler rimanere in silenzio.

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Il messaggio di Taiwan per la Cina: Abbiamo un'arma simile a una bomba atomica

di Gordon G. Chang  •  1 luglio 2022

La Cina ha obiettivi e Taiwan ha missili. Quasi il 30 per cento della popolazione cinese è a rischio di un crollo catastrofico della diga delle Tre Gole (nella foto), come quello causato da un attacco missilistico. Ciò si traduce in deterrenza se Taiwan chiarisce che, in difesa della propria sovranità, è pronta a uccidere centinaia di milioni di cinesi. (Foto di STR/AFP via Getty Images)

Il 21 giugno, il Quotidiano del Popolo, il giornale quotidiano della Repubblica Popolare Cinese, ha riportato la notizia che gli Stati Uniti e Taiwan stavano per partecipare ai colloqui annuali di Monterey. Washington, ha affermato la pubblicazione più autorevole della Cina, avrebbe dovuto offrire 20 tipi di armi in vendita a Taiwan, "con enfasi sulla costruzione di 'capacità asimmetriche'".

Taiwan, che la Repubblica Popolare Cinese rivendica come la sua 34ma provincia, ha già capacità asimmetriche e una di queste potrebbe essere potente come un'arma nucleare.

Pechino sostiene che Taiwan non può difendersi. "L'esperto militare Song Zhongping ha affermato che è impossibile per Taiwan formare 'capacità asimmetriche', indipendentemente dal tipo di armi che acquista dagli Stati Uniti, poiché il divario tra le capacità militari delle due parti è 'troppo grande'", ha riportato il Quotidiano del Popolo, organo del Partito Comunista.

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Le vite delle persone nere che non contano: 50 cristiani uccisi nella loro chiesa

di Raymond Ibrahim  •  24 giugno 2022

Domenica 5 giugno, terroristi islamici hanno ucciso più di 50 cristiani durante la Messa di Pentecoste nella chiesa cattolica di San Francesco nello Stato di Ondo, in Nigeria. Nel corso degli anni, i musulmani hanno assaltato, aperto il fuoco o dato alle fiamme a innumerevoli chiese in Nigeria. Dov'è lo sdegno? Dove sono gli "hashtag" a sostegno dei cristiani nigeriani? Perché queste vite di persone nere non contano? Nella foto: il pavimento insanguinato della chiesa cattolica di San Francesco, il 5 giugno 2022. (Foto di AFP tramite Getty Images)

Domenica 5 giugno, i terroristi islamici hanno preso d'assalto la chiesa cattolica di San Francesco, nello stato di Ondo, in Nigeria, e hanno massacrato più di 50 cristiani durante la Messa di Pentecoste. Secondo quanto riportato da un servizio giornalistico, i video provenienti dalla scena dell'attacco "mostravano fedeli che giacevano in pozze di sangue mentre le persone intorno a loro piangevano".

Per quanto terribile possa sembrare questo massacro, è solo la proverbiale "punta dell'iceberg": nel corso degli anni, i musulmani hanno assaltato, aperto il fuoco o dato alle fiamme a innumerevoli chiese in Nigeria. Qui di seguito sono riportati soltanto tre esempi:

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Europa: La demografia governa la democrazia

di Giulio Meotti  •  10 giugno 2022

In Europa, c'è una sostituzione di civiltà e i media non ne parlano affatto.

In Europa, c'è una sostituzione di civiltà e i media non ne parlano affatto.

Sept pas vers l'enfer ("Sette passi verso l'inferno"), il nuovo libro di Alain Chouet, l'ex numero due della DGSE, il potente servizio di controspionaggio francese, è un atto d'accusa contro le élites europee. Chouet rievoca:

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