Analisi e articoli più recenti

Tramonto islamico sulla Germania

di Guy Millière  •  20 ottobre 2017

  • Avendo commesso un genocidio, la Germania era intrisa di odio per se stessa e di un rifiuto della propria identità. La Germania guardò in direzione della costruzione europea, cercando di definirsi europea per non qualificarsi come tedesca.

  • È in atto una graduale sostituzione della popolazione non musulmana con una musulmana. Oggi, il quaranta per cento dei bambini al di sotto dei cinque anni e nati in Germania è di origine straniera.

  • Un anno fa, il demografo Michael Paulwitz ha scritto che se le tendenze attuali non saranno invertite, i tedeschi diventeranno una minoranza nel loro stesso paese, forse tra quindici o venti anni.

(Fonte dell'immagine: Pixabay)

Le elezioni federali tedesche avrebbero dovuto portare al trionfo di Angela Merkel. I risultati sono stati piuttosto diversi da quelli previsti. La "vittoria" della Merkel sembra un disastro: l'Alleanza cristiano-democratica (Cdu-Csu) ha ottenuto il 33 per cento dei voti – il 9 per cento in meno rispetto a quattro anni fa, il suo risultato peggiore dal 1949. Il Partito socialdemocratico (Spd), che ha governato il Paese con la Merkel negli ultimi quattro anni, ha perso più del 5 per cento dei consensi ed è crollato al 20 per cento, incassando il peggior risultato di sempre. Alternativa per la Germania (AfD), un partito nazionalista conservatore nato nel 2013, ha ottenuto il 12,6 per cento dei voti ed entrerà per la prima volta nel Bundestag. Die Linke, la sinistra marxista, ha ricevuto il 9 per cento dei consensi. Poiché né l'Spd né Die Linke parteciperanno al prossimo governo, e visto che l'AfD è radicalmente opposto alle politiche perseguite dalla Merkel, quest'ultima ha solo due possibili partner: il liberale Partito Democratico Libero (Fdp) e i Verdi, le cui posizioni di entrambi su molti argomenti sembrano incompatibili.

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Austria: Entra in vigore la legge sull'integrazione
"Integrazione attraverso l'adempimento"

di Soeren Kern  •  15 ottobre 2017

  • La nuova legge richiede anche ai migranti provenienti da paesi non membri dell'UE di firmare un "contratto di integrazione" che li obblighi a imparare a parlare e scrivere in lingua tedesca e a iscriversi a dei corsi sui "valori fondanti dell'ordinamento giuridico e sociale austriaco". Ai migranti viene anche chiesto di "acquisire conoscenza dell'ordine democratico e dei principi fondamentali che ne derivano".

  • Il massiccio mutamento demografico e religioso in atto in Austria, che tradizionalmente è un Paese cattolico romano, sembra irreversibile. A Vienna, dove la popolazione musulmana supera ormai il 12,5 per cento, gli studenti musulmani sono già più numerosi degli studenti cattolici nelle scuole medie e superiori. Gli studenti musulmani stanno anche per superare i cattolici nelle scuole elementari viennesi.

  • "Negli ultimi anni l'immigrazione sta cambiando il nostro Paese non in modo positivo, ma negativo. (...) L'immigrazione incontrollata distrugge l'ordine in un paese". – Il ministro degli Esteri austriaco Sebastian Kurz.

Promotore di questo nuovo provvedimento è il ministro degli Esteri Sebastian Kurz, leader del Partito popolare austriaco (Övp). Spiegando la logica alla base della nuova legge, Kurz ha detto: "Negli ultimi anni l'immigrazione sta cambiando il nostro Paese non in modo positivo, ma negativo. (...) L'immigrazione incontrollata distrugge l'ordine in un paese". (Fonte dell'immagine: Ministero degli Esteri austriaco)

Una nuova legge innovativa che regola l'integrazione dei migranti è entrata in vigore in Austria. La cosiddetta Legge sull'integrazione – che vieta il velo integrale islamico negli spazi pubblici e proibisce ai radicali islamici di distribuire copie del Corano – stabilisce regole chiare e fissa i doveri dei richiedenti asilo e dei rifugiati riconosciuti che hanno ottenuto la residenza legale nel Paese.

I funzionari austriaci affermano che l'obiettivo principale della legge è promuovere il rispetto per i valori, la cultura e i costumi austriaci; i musulmani sostengono che questa misura li colpisce ingiustamente e promuoverà "l'islamofobia".

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Il multiculturalismo frantuma l'Occidente

di Giulio Meotti  •  13 ottobre 2017

  • Il multiculturalismo sta portando alla "partition", alla frattura delle società europee. – Alexandre Mendel, autore del nuovo libro, Partition: Chronique de la sécession islamiste en France.

  • Nel multiculturalismo europeo, le donne musulmane hanno perduto molti dei diritti che avrebbero avuto in Europa. Di fatto, il multiculturalismo si basa sulla legalizzazione di una società parallela governata dalla sharia, che è fondata sul rifiuto dei valori occidentali, soprattutto dei valori di uguaglianza e libertà.

  • L'establishment europeo ha chiuso gli occhi mentre i suprematisti musulmani violavano i diritti del proprio popolo.

(Fonte dell'immagine: Yann Caradec, Coco0612/Wikimedia Commons)

Le statistiche ufficiali dell'Unione Europea sul terrorismo sono drammatiche:

"Nel 2016, sono stati 142 gli attacchi falliti, sventati o portati a segno in otto Paesi membri dell'UE. Più della metà (76) di essi sono stati segnalati dal Regno Unito. In Francia sono stati registrati 23 attacchi; 17 in Italia; 10 in Spagna; 6 in Grecia, 5 in Germania, 4 in Belgio e un attacco nei Paesi Bassi. Sono state 142 le vittime degli attentati terroristici e 379 le persone rimaste ferite. Nel 2016, sono stati arrestati 1002 individui per reati connessi al terrorismo".

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La silente conquista islamica della Spagna

di Giulio Meotti  •  11 ottobre 2017

  • "Cacciati cinque secoli fa dai cristiani crociati, gli arabi sono tornati in Spagna usando i loro petrodollari per comprare la terra che era stata confiscata ai loro antenati con la spada". – James M. Markham, The New York Times, 1981.

  • Il quotidiano di Madrid ABC ha scritto che 800 moschee in Spagna sono fuori controllo. Il quotidiano spagnolo La Razon ha accusato i finanziatori del Golfo, come il Qatar, di essere una fonte dell'islamizzazione della Spagna. Inoltre, i sauditi hanno lanciato una nuova rete televisiva spagnola, la Córdoba TV, come ha fatto l'Iran.

  • Sognano e lavorano per riconquistare il "Califfato perduto" di Spagna. Alcuni islamisti lo fanno con le bombe e gli attentati condotti con veicoli lanciati sulla folla. Altri, in modo più subdolo, con il denaro e la dawa, la propaganda islamica. Il secondo modo può essere ancor più efficace del primo.

Lo sceicco del Qatar Tamim bin Hamad al Thani si è offerto di acquistare La Monumental Arena di Barcelona, con i suoi 2.000 posti, per trasformarla nella più grande moschea d'Europa. (Fonte dell'immagine: Sergi Larripa/Wikimedia Commons).

La cerimonia nel 2003 fu annunciata con titoli sensazionalistici: "Dopo un'attesa di più di 500 anni, i musulmani spagnoli alla fine sono riusciti a costruire una loro moschea all'ombra dell'Alhambra, una volta simbolo del potere islamico in Europa". Una troupe di al Jazeera era presente per seguire l'evento: un muezzin salì sul minareto della Grande Moschea di Granada per chiamare i fedeli alla preghiera per la prima volta in cinque secoli.

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Elezioni in Germania: La vittoria di Pirro della Merkel
"Frau Merkel è in effetti un'anatra zoppa"

di Soeren Kern  •  27 settembre 2017

  • "Angela Merkel governa questo paese da dodici anni. Ha imposto ai tedeschi un debito pubblico di miliardi di euro per proteggere la parte meridionale dell'Europa dal tracollo e realizzare la sua idea di una comunità europea. Ha scosso l'industria energetica per salvare il clima mondiale e ha aperto le porte del paese a centinaia di migliaia di rifugiati per un obbligo umanitario. Ha inoltre modificato il concetto tradizionale di matrimonio, inteso come unione di un uomo e una donna, proprio così... ." – Tagesspiegel.

  • "Ci riprenderemo il nostro paese e la nostra gente." – Alexander Gauland, ex esponente della Cdu, ora copresidente di Alternativa per la Germania (Afd).

  • "La realtà è che da oggi, 24 settembre, Frau Merkel è in effetti un'anatra zoppa." – Handelsblatt.

La cancelliera tedesca Angela Merkel parla ai media a Berlino, il 25 settembre, il giorno dopo che la sua Unione Cdu/Csu si è piazzata al primo posto con il 32,9 per cento dei voti – il suo peggior risultato elettorale in quasi 70 anni. (Foto di Maja Hitij/Getty Images)

La cancelliera Angela Merkel ha vinto il suo quarto mandato, ma il vero vincitore delle elezioni tedesche del 24 settembre è Alternativa per la Germania (Afd), un partito rampante che ha sfruttato la diffusa rabbia per la decisione della Merkel di far entrare nel paese più di un milione di migranti soprattutto musulmani provenienti dall'Africa, dall'Asia e dal Medio Oriente.

I risultati preliminari delle elezioni mostrano che l'alleanza Cdu/Csu di centro destra della Merkel ha ottenuto circa il 33 per cento dei voti, il suo peggior risultato elettorale in quasi 70 anni. Il principale sfidante della cancelliera, Martin Schulz, e la sua Spd di centro sinistra, è crollato al 20,5 per cento, incassando il peggior risultato di sempre.

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Regole islamiche nelle scuole danesi

di Judith Bergman  •  26 settembre 2017

  • La scuola privata Nord-Vest di Copenaghen è finita sotto inchiesta da parte delle autorità danesi in seguito a una visita non annunciata che ha portato al rinvenimento di materiale didattico finalizzato a esaltare il jihad e incoraggiare i giovani a compierlo. Luqman Pedersen, un danese convertitosi all'Islam, ha confessato alle autorità che la scuola intende creare una società musulmana parallela.

  • Due ex insegnanti della scuola Nord-Vest hanno raccontato come gli alunni della scuola parlassero dei danesi in termini di "loro e noi". In un concorso di poesia indetto dalla scuola, molti dei bambini hanno composto delle poesie in cui manifestavano il desiderio di picchiare e rompere le gambe e spezzare le mani dei "maiali danesi".

  • "Insegno religione, ma non mi era consentito insegnare il Cristianesimo. Invece, un imam proveniente dall'Iraq lo insegnava (...) Penso che alcuni dei miei alunni potrebbero essere stati radicalizzati", ha detto un'insegnante. I docenti hanno cercato di richiamare l'attenzione dei politici e delle autorità su alcuni dei problemi che avevano avuto modo di notare, ma nessuno avrebbe prestato loro ascolto.

Mette Frederiksen, leader del Partito socialdemocratico danese, ha dichiarato: "In Danimarca, per un bambino è della massima importanza crescere nella cultura danese e nella vita quotidiana danese (...) una scuola indipendente basata sull'Islam non fa parte della cultura maggioritaria della Danimarca. (...) E non mi piace neanche la mancanza di uguaglianza nelle scuole né queste parole molto offensive contro le nostre minoranze ebraiche" (Fonte dell'immagine: News Oresund/Flickr)

In Danimarca, sembrerebbe che alcune scuole musulmane assumano insegnanti antisemiti che applicano la disparità di genere, impiegano la violenza contro gli studenti, offrono uno scarso livello di istruzione in generale e insegnano il jihad.

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Europa: I jihadisti che si fingono migranti
"Più di 50 mila jihadisti ora vivono in Europa"

di Soeren Kern  •  25 settembre 2017

  • Sono più di 50 mila i jihadisti che ora vivono in Europa. – Gilles de Kerchove, coordinatore antiterrorismo dell'Unione europea.

  • L'Europol, l'ufficio europeo di polizia, ha identificato almeno 30 mila siti web jihadisti attivi, ma la legislazione dell'Unione Europea ha abrogato l'obbligo previsto per gli Internet server provider di raccogliere e conservare i metadati – compresi i dati relativi alla localizzazione dei jihadisti – dei loro utenti a causa delle preoccupazioni sulla tutela della privacy. De Kerchove ha dichiarato che questo ostacola le capacità della polizia di identificare e dissuadere i jihadisti.

Il 16 giugno 2014, a Madrid, poliziotti spagnoli mascherati arrestano un uomo sospettato di reclutare jihadisti da mandare a combattere per lo Stato islamico. (Foto di Gonzalo Arroyo Moreno/Getty Images)

Le autorità tedesche stanno dando la caccia a decine di membri di uno dei gruppi jihadisti più violenti della Siria, Jabhat al-Nusra, ma che, secondo Der Spiegel, sono entrati in Germania camuffati da rifugiati.

Si ritiene che questi uomini, tutti membri del Liwa Owais al-Qorani, un gruppo ribelle distrutto dallo Stato islamico nel 2014, abbiano massacrato centinaia di civili e militari siriani.

Secondo quanto riportato, la polizia tedesca ha identificato circa 25 dei jihadisti e ha arrestato alcuni di loro, ma si crede che molti altri siano ancora nascosti in tutta la Germania.

L'Ufficio federale della polizia criminale (Bundeskriminalamt, BKA) ritiene che complessivamente siano più di 400 i migranti che, entrati nel Paese come richiedenti asilo nel 2015 e nel 2016, ora sono indagati perché membri di gruppi jihadisti mediorientali.

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I palestinesi dimenticati

di Khaled Abu Toameh  •  19 settembre 2017

  • Sarebbe stato meglio se Ayman Qawasmeh e Issa Amro fossero stati arrestati dalle autorità israeliane. Se fosse accaduto, le loro vicende sarebbero finite sulle pagine dei principali quotidiani occidentali. La CNN e la NBC avrebbero potuto dedicare un intero programma alla loro disavventura. Ma senza alcuna implicazione di Israele, non c'è nessuna attenzione mediatica occidentale e le loro vicissitudini rimangono sepolte, insieme alla loro libertà.

  • Il gruppo sottolinea inoltre che ha documentato circa 472 casi di decessi per le torture inflitte nelle strutture di detenzione e nelle prigioni siriane negli ultimi anni.

  • Qualcuno vorrebbe conoscere le vere leggi sull'apartheid applicate ai palestinesi nei paesi arabi? Le informazioni sono facilmente disponibili: tutto ciò che occorre è che i media occidentali e il resto della comunità internazionale riflettano sulla loro ossessione per Israele e inizino a prestare attenzione alle vere vittime palestinesi: quelle che vivono nei paesi arabi.

Il campo profughi di Yarmouk, in Siria, è stato sotto assedio da parte dell'esercito siriano per più di 1510 giorni. Nella foto: i residenti di Yarmouk fanno la fila il 31 gennaio 2014 per ricevere derrate alimentari. (Fonte dell'immagine: UNRWA)

In Siria, dall'inizio della guerra civile, sono scomparsi più di 1.600 palestinesi e centinaia sono stati uccisi. Ma questo non è il tipo di notizie riprese dai media mainstream in Occidente.

Per attirare l'attenzione della comunità internazionale e dei media, i palestinesi devono vivere in Cisgiordania, nella Striscia di Gaza o a Gerusalemme. Sono questi i palestinesi fortunati le cui storie (e i drammi) ricevono regolarmente copertura da parte dei mezzi di comunicazione internazionali. Per quale motivo? Perché si tratta nella maggior parte dei casi di episodi spesso collegati, direttamente o meno, a Israele.

Non è un segreto che i giornalisti e i media mainstream occidentali abbiano sviluppato un'ossessione per Israele. Tutto ciò che Israele fa (o non fa) riceve un'ampia copertura mediatica, soprattutto se c'è un modo per accusare Israele di infliggere sofferenze ai palestinesi.

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La guerra all'arte sferrata dai palestinesi

di Bassam Tawil  •  14 settembre 2017

  • La cosa particolarmente inquietante è che anche l'Autorità palestinese (Ap), che è sostenuta e finanziata da Stati Uniti e Unione Europea, sta svolgendo un ruolo attivo nella campagna contro il festival e gli artisti palestinesi che vi partecipano. Questo dissenso sarebbe più facile da capire se fossero Hamas o la Jihad islamica palestinese ad essere contrarie alla manifestazione artistica, ma l'opposizione espressa dall'Ap invia il chiaro messaggio rivolto ai palestinesi dai loro leader di Ramallah che Israele non si può accettare, punto e basta!

  • Questo è un festival che non fa altro che promuovere la cultura e la pace, e l'Autorità palestinese, ancora una volta, favorisce l'esatto opposto. In tutto il mondo, la musica e la cultura vengono utilizzate per promuovere la convivenza e la pace tra i popoli. Tuttavia, i palestinesi sembrano accostarsi all'arte in modo differente. Anziché accogliere gli eventi culturali che cercano di ridurre il divario esistente tra le popolazioni, i palestinesi considerano l'arte una minaccia letale alla loro ideologia e ai loro valori.

  • Se artisti israeliani e palestinesi partecipano insieme a un festival, questo viene definito dai palestinesi comuni e dalla loro leadership come un crimine e un atto di tradimento. E allora si può mai sperare che un leader palestrinese firmi un accordo di pace con Israele?

(Fonti dell'immagine: Mekudeshet, Navot Miller/Wikimedia Commons)

Continuano le tattiche intimidatorie palestinesi.

Le ultime vittime sono gli artisti palestinesi che stanno facendo le spese di una campagna di intimidazione per costringerli a boicottare un festival musicale estivo, con il pretesto che l'evento promuove la "normalizzazione" delle relazioni con Israele. Gli artisti sono stati avvisati che chiunque partecipi al Mekudeshet Festival, un evento che fa parte della Stagione della Cultura di Gerusalemme, sarà espulso dall'Unione generale degli artisti palestinesi.

Il festival, che si svolge a Gerusalemme dal 23 agosto al 15 settembre, cerca di "offrire un punto di vista alternativo e una prospettiva più aperta sulla realtà" della città, come si legge sul sito web del Mekudeshet Festival.

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Il futuro islamico dell'Europa

di Guy Millière  •  13 settembre 2017

  • I leader europei hanno accettato la trasformazione di parti dei loro paesi in territori nemici. Si rendono conto che è in corso un disastro demografico. Sanno che fra due o tre decenni l'Europa sarà governata dall'Islam.

  • Dieci anni fa, parlando di quello che ha definito "gli ultimi giorni dell'Europa", lo storico Walter Laqueur ha detto che la civiltà europea stava morendo e che sarebbero sopravvissuti soltanto i monumenti antichi e i musei. La sua diagnosi era troppo ottimista. Monumenti antichi e musei potrebbero essere fatti saltare in aria. Basta guardare ciò che stanno facendo i militanti vestiti di nero e incappucciati di "Antifa"– un movimento "antifascista", le cui azioni sono totalmente fasciste – alle statue negli Stati Uniti.

Dopo l'attentato di Barcellona, in Spagna, le persone che hanno manifestato sul luogo dell'attacco per chiedere misure più severe contro l'influenza crescente dell'islamismo in tutto il continente sono state duramente contestate da militanti "anti-fascisti". Nella foto: Il 18 agosto 2017, militanti "anti-fascisti" aggrediscono sulla Rambla, a Barcellona, un uomo da loro accusato di essere un "simpatizzante di destra". (Foto di Carl Court/Getty Images)

L'attentato terroristico di Barcellona ha suscitato la stessa reazione mostrata di fronte a tutti gli attacchi terroristici su larga scala sferrati in Europa: lacrime, preghiere, fiori, candele, orsacchiotti e proclami sul fatto che "l'Islam è una religione di pace". Quando le persone hanno manifestato per chiedere misure più severe contro l'influenza crescente dell'islamismo in tutto il continente, sono state duramente contestate da militanti "anti-fascisti". I musulmani hanno organizzato una manifestazione di protesta per difendere l'Islam e hanno obiettato che gli islamici che vivono in Spagna sono le "principali vittime" del terrorismo. Il presidente della Federazione spagnola delle entità religiose islamiche, Mounir Benjelloun El Andaloussi, ha parlato di una "cospirazione contro l'Islam", definendo i terroristi "strumenti" dell'odio islamofobico. Il sindaco di Barcellona, Ada Colau, visibilmente commossa davanti alle telecamere, ha detto che la sua città rimarrà una "città aperta" a tutti gli immigrati. Il governatore della Catalogna, Carles Puigdemont, ha usato un linguaggio simile. Il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy, un conservatore, è stato l'unico che ha osato parlare di terrorismo jihadista. Quasi tutti i giornalisti europei sono stati concordi nel definire troppo dure le parole del premier.

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Europa: I jihadisti sfruttano i benefit sociali

di Soeren Kern  •  7 settembre 2017

  • Pur incassando il denaro dei contribuenti svizzeri, Abu Ramadan, un noto salafita, ha invocato l'introduzione della legge della sharia in Svizzera, esortando i musulmani a non integrarsi nella società elvetica. Ha anche detto che i musulmani che commettono reati in Svizzera non dovrebbero essere soggetti alle leggi elvetiche.

  • "Questo scandalo è talmente grosso che si fa fatica a crederci. Gli imam che predicano l'odio nei confronti dei cristiani e degli ebrei e coloro che criticano la depravazione dell'Occidente ottengono l'asilo e vivono comodamente di prestazioni sociali come rifugiati. Tutto questo con la complicità di vili e incompetenti autorità che danno carta bianca a subalterni ingenui e compiacenti del sistema di accoglienza e assistenza per migranti." – Adrian Amstutz, parlamentare svizzero.

  • I funzionari comunali di Lund proseguono imperterriti e hanno lanciato un progetto pilota volto a fornire ai jihadisti svedesi di ritorno dalla Siria alloggio, impiego, istruzione e altri aiuti finanziari – tutto grazie ai contribuenti svedesi.

Anjem Choudary, un islamista britannico che sta scontando una pena detentiva per la sua attività di sostegno all'Isis, ritiene che i musulmani abbiano diritto ai sussidi sociali perché sono una forma di jizya, una tassa imposta ai non musulmani per rammentare loro che sono sempre inferiori e sottomessi ai musulmani. ha incassato fino a 500mila sterline (640mila dollari) di benefit sociali, da lui definiti come una "indennità per il reclutamento per il jihad". (Fonte dell'immagine: Oli Scarff/Getty Images)

Secondo l'emittente pubblica radiotelevisiva svizzera SRF, un imam libico che ha esortato Allah a "distruggere" tutti i non musulmani ha ricevuto più di 600mila dollari sotto forma di benefit sociali e sussidi.

Abu Ramadan è arrivato in Svizzera nel 1998 e ha ottenuto asilo politico nel 2004 dopo aver dichiarato di essere perseguitato dal governo libico per la sua affiliazione ai Fratelli musulmani. Da allora, secondo SRF, l'imam ha incassato 600mila franchi svizzeri di aiuti sociali.

Anche se Ramadan vive in Svizzera da quasi venti anni, parla a malapena francese e tedesco e non ha mai avuto un lavoro stabile. L'uomo, 64 anni, presto avrà diritto a percepire una pensione statale elvetica.

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Quando le femministe si uniscono ai terroristi islamisti

di Majid Rafizadeh  •  6 settembre 2017

  • Il punto è che queste presunte femministe non solo ignorano tali atrocità, ma la loro presenza a questi eventi sostiene attivamente e legittima il regime di questi dittatori.

  • Quando si parla di casi specifici di milioni di donne oppresse in tutto il mondo – come Asia Bibi, la madre cristiana che è rinchiusa da sette anni nel braccio della morte in una cella di una prigione del Pakistan per aver bevuto dell'acqua; o la 19enne che quest'anno è stata violentata dal cugino sotto minaccia e poi condannata alla lapidazione per "adulterio"; oppure le donne che sono costrette a sposare i loro stupratori; o ancora i 12mila casi al giorno di matrimoni precoci; o piuttosto le donne che vengono picchiate dai loro mariti, oppure quelle sfigurate con l'acido o usate come kamikaze – le femministe tacciono del tutto.

  • Quando la Mogherini sorride nel suo hijab in Iran, assesta un duro colpo ai movimenti in favore dei diritti delle donne che tentano di eliminare la coercizione dell'uso obbligatorio del velo islamico e di assicurare alle donne pari autonomia, istruzione e libertà. E così facendo lei consente la loro soppressione.

Durante la sua visita in Iran di questo mese, Federica Mogherini (a sinistra nella foto), l'attuale Alto rappresentante dell'UE per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, di recente, si è trovata gomito a gomito con gli uomini che hanno ordinato la morte di migliaia di donne (e uomini). Pensa mai alle centinaia di persone – uomini e donne – che vengono giustiziate ogni anno, spesso dopo processi farsa che si fondano sulle leggi islamiste di questo paese? (Fonte dell'immagine: Commissione europea)

I socialdemocratici e le cosiddette femministe hanno alzato la voce per farsi sentire da tutti. Si vantano di essere dei sostenitori dell'uguaglianza di genere, dei diritti individuali e di promuovere i diritti delle donne. Dicono che questi valori sono universali; che ogni persona, soprattutto ogni donna, ovunque nel mondo, gode di questi diritti "inalienabili". Si tengono discorsi, vengono organizzate raccolte di fondi e una schiera di paladini si batte per questa causa.

Siamo tutti uguali e ogni persona merita di esercitare tali diritti. I cori, le conferenze incendiarie, la determinazione che riecheggia nelle interviste televisivr e si diffonde nelle pagine delle riviste, tutto questo entusiasma i loro sostenitori. Ma la realtà qual è?

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"È la nostra esistenza stessa che è insopportabile per i jihadisti"

di Giulio Meotti  •  4 settembre 2017

  • Gli attacchi di matrice islamista contro Spagna, Finlandia e Germania hanno messo a nudo il problema centrale: il pacifismo non proteggerà l'Europa dall'islamizzazione o dagli attentati terroristici. Di fatto, Spagna e Germania, sono stati tra i paesi più riluttanti ad assumere un ruolo attivo nella coalizione anti-Isis.

  • La stampa spagnola non ha partecipato al dibattito sulle vignette satiriche su Maometto; nessuno scrittore spagnolo è stato accusato di "islamofobia" e nessuna personalità spagnola è stata messa sotto la protezione della polizia per aver "criticato l'Islam". Sembrava che la Spagna non fosse nemmeno interessata a ciò che era in gioco negli attacchi islamisti all'esistenza stessa dell'Europa. Nessuna città spagnola ha fatto notizia per avere dei ghetti multiculturali, come in Francia e in Gran Bretagna. L'attentato di Barcellona dovrebbe aver posto fine a questa illusione. I terroristi non hanno bisogno di una scusa per massacrare gli "infedeli".

  • La triste conclusione sembra essere quella che ai jihadisti non occorre un "motivo" per uccidere gli occidentali. Essi attaccano anche la Francia che conduce operazioni militari in Medio Oriente e Nord Africa, e paesi come Spagna e Germania, che sono neutrali.

Jihad...in Finlandia? I terroristi non hanno bisogno di una scusa per massacrare gli "infedeli". Il 18 agosto, un terrorista islamico ha ucciso due donne a Turku, in Finlandia, durante un accoltellamento nella piazza del mercato. Nella foto sopra: il fiume Aura che attraversa Turku (Fonte dell'immagine: Arthur Kho Caayon/Wikimedia Commons)

In 24 ore, la Spagna ha subito due grossi attentati terroristici. Una cellula jihadista ha ucciso 15 persone a Barcellona e nella località balneare di Cambrils. Lo scorso anno, la Germania è stato l'altro paese europeo duramente colpito dagli islamisti armati. Per cominciare, un jihadista alla guida di un grosso camion è piombato su un mercatino di Natale nel centro di Berlino facendo 12 vittime. Poi, un uomo armato di coltello ha ucciso una persona durante un'aggressione in un supermercato di Amburgo.

All'indomani della strage di Barcellona, un altro attacco terroristico ha avuto luogo a Turku, in Finlandia. Due donne sono state accoltellate a morte nella piazza del mercato della città più antica del paese. Jihad... in Finlandia?

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I musulmani dicono all'Europa: "Un giorno tutto questo sarà nostro"

di Giulio Meotti  •  22 agosto 2017

  • L'arcivescovo di Strasburgo Luc Ravel, nominato da Papa Francesco lo scorso febbraio, ha di recente dichiarato che "i fedeli musulmani sono ben consapevoli del fatto che la loro fertilità è tale che oggi lo chiamano... 'Grand Remplacement'. Essi dicono in maniera molto pacata e positiva: 'Un giorno tutto questo sarà nostro'...".

  • Il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha lanciato un monito contro una "Europa musulmanizzata". Secondo lui, "il problema dei prossimi decenni è se l'Europa continuerà ad appartenere agli europei".

  • "Nei prossimi trent'anni, l'Africa avrà un miliardo di persone in più. Questa cifra è il doppio dell'intera popolazione dell'Unione europea. (...) La pressione demografica sarà enorme. Lo scorso anno più di 180 mila persone sono partite dalla Libia a bordo di imbarcazioni fatiscenti. E questo è solo l'inizio. Secondo l'eurocommissario Avramopoulos, in questo momento tre milioni di africani pianificano di entrare in Europa". – Geert Wilders parlamentare olandese e leader del Partito della Libertà (PVV).

Il primo ministro ungherese Viktor Orbán di recente ha detto: "La nostra opinione è che dobbiamo risolvere i nostri problemi demografici facendo affidamento sulle nostre stesse risorse e mobilitando le nostre stesse riserve e (...)rinnovandoci spiritualmente". (Fonte dell'immagine: David Plas/Wikimedia Commons)

La scorsa settimana, un nuovo attacco terroristico islamico ha colpito la città spagnola di Barcellona. Essendo stata per parecchi anni sotto il dominio musulmano, la Spagna, come Israele, è un paese che molti islamisti ritengono di avere diritto a riappropriarsi.

Nel frattempo, lontano dalla Spagna, le scuole elementari chiudono per decisione dello Stato, essendo il numero dei bambini sceso a meno del 10 per cento della popolazione. Il governo sta convertendo queste strutture in ospizi, fornendo assistenza agli anziani in un paese dove il 40 per cento della popolazione è di età superiore ai 65 anni. Non è un romanzo di fantascienza. Questo è il Giappone, la nazione più vecchia e più sterile del mondo, dove l'espressione "civiltà fantasma" è diventata un riferimento popolare.

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Europa: La crisi migratoria raggiunge la Spagna

di Soeren Kern  •  18 agosto 2017

  • "I più grandi movimenti migratori devono ancora avvenire: la popolazione africana si raddoppierà nei prossini decenni. Un paese come l'Egitto crescerà fino a cento milioni di abitanti e la Nigeria fino a quattrocento milioni. Nella nostra era digitale, con Internet e i telefoni cellulari, tutti sanno della nostra prosperità e conoscono il nostro stile di vita." – Il ministro tedesco dello Sviluppo Gerd Müller.

  • "I giovani hanno tutti il cellulare e possono vedere cosa accade in altre parti del mondo e questo agisce come un magnete." – Michael Møller, direttore generale della sede delle Nazioni Unite a Ginevra.

  • "Se non riusciremo a risolvere i problemi principali dei paesi africani, dieci, venti o perfino trenta milioni di immigrati arriveranno nell'Unione Europea nei prossimi dieci anni." – Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo.

Il 10 giugno 2017, migranti aspettano di essere salvati dall'equipaggio della nave "Phoenix" della ong Moas (Migrant Offshore Aid Station), a Lampedusa. (Foto di Chris McGrath/Getty Images)

La Spagna sta per superare la Grecia, diventando il secondo punto di accesso in Europa per i migranti che arrivano via mare. L'improvviso aumento dei flussi migratori in Spagna è dovuto al giro di vite dato alla tratta di esseri umani lungo la rotta marittima percorsa dai migranti dalle coste libiche a quelle italiane, il principale punto d'ingresso in Europa.

Lo spostamento verso ovest delle rotte migratorie dalla Grecia e l'Italia, implica che la Spagna, che dista appena dieci miglia marine dall'Africa, potrebbe presto trovarsi al centro della crisi europea dei migranti.

Secondo l'Organizzazione internazionale per la Migrazione (Oim), 8.300 migranti irregolari hanno raggiunto le coste spagnole nei primi setti mesi del 2017: il triplo rispetto al 2016.

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