Analisi e articoli più recenti

In che modo i dirigenti palestinesi puniscono i pazienti

di Bassam Tawil  •  23 maggio 2019

  • "Per Allah, anche se rimanessimo con un solo centesimo, lo spenderemo per le famiglie dei martiri e dei prigionieri e soltanto in seguito presteremo attenzione agli interessi del resto della popolazione." – Il leader palestinese Mahmoud Abbas, Palestinian Media Watch, 24 luglio 2018.

  • A quanto pare, il "resto della popolazione" include non solo i dipendenti dell'Autorità palestinese (Ap), ma anche i malati palestinesi che hanno bisogno di cure mediche. Abbas ha ora deciso di punire questi pazienti impedendo loro di ricevere assistenza sanitaria in Israele.

  • La decisione dell'Ap di impedire ai pazienti di ricevere cure mediche in Israele non si applica agli alti funzionari palestinesi.

L'Autorità palestinese (Ap) ha deciso che i palestinesi non potranno più ricevere cure mediche in Israele – ad eccezione degli alti funzionari palestinesi. La scorsa settimana, Jibril Rajoub, un alto dirigente di Fatah, la fazione guidata da Mahmoud Abbas attualmente al potere in Cisgiordania, è stato ricoverato all'Ichilov Hospital (nella foto), la più grande struttura ospedaliera israeliana per il trattamento di patologie acute. (Fonte dell'immagine: Avishai Teicher/PikiWiki)

L'Autorità palestinese (Ap) ha deciso che i palestinesi non potranno più farsi curare in Israele. Lo scorso marzo, il ministero della Sanità dell'Ap con sede nella città cisgiordana di Ramallah, di fatto la capitale dei palestinesi, ha annunciato che avrebbe interrotto i trasferimenti medici verso gli ospedali israeliani, promettendo di trovare alternative per i pazienti palestinesi in strutture ospedaliere private e governative.

L'Ap afferma di aver preso la decisione in risposta alla detrazione effettuata da parte del governo israeliano – dalle entrate fiscali raccolte per conto dei palestinesi – del denaro versato dal governo palestinese alle famiglie dei prigionieri e dei "martiri".

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Libertà di espressione in Danimarca

di Judith Bergman  •  14 maggio 2019

  • Ciò che è sconcertante è che un'agenzia statale abbia minacciato di allontanare una figlia adottiva dalla sua unica famiglia, non perché ci sia il minimo sospetto che la piccola subisca maltrattamenti, ma perché la madre adottiva esercita la sua libertà di espressione.

  • "Se le persone iniziano a cambiare le loro dichiarazioni legali e democratiche perché qualcuno vuole far loro del male o vuole cercare di ucciderle, beh, allora non abbiamo più una democrazia. Pertanto, non ho assolutamente colpa se c'è una minaccia alla mia persona. (...) Noi non crediamo che assalitori e assassini debbano decidere dove dovrebbero stare i limiti della libertà di espressione...". – Rasmus Paludan, presidente del partito danese anti-Islam, Strarm Kurs.

  • Il valore in gioco qui è se la libertà di parola, a prescindere da cosa o da chi insulti, possa essere garantita quando viene accolta con violenze e disordini.

Jaleh Tavakoli è una blogger danese di origine iraniana che critica apertamente l'Islam e autrice del libro Public Secrets of Islam. L'Autorità danese della vigilanza sociale ha minacciato la Tavakoli di toglierle la custodia della figlia adottiva, non perché ci sia il minimo sospetto che la piccola subisca maltrattamenti, ma perché la donna esercita la sua libertà di espressione. (Fonte dell'immagine: video screenshot di Jaleh Tavakoli)

In Danimarca, nelle ultime settimane, i media hanno dato grande risalto alla questione della libertà di espressione.

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L'annientamento dei cristiani e della vita cristiana: Dov'è l'indignazione in Occidente?
Affrontare la catastrofe con indifferenza

di Giulio Meotti  •  12 maggio 2019

  • Gli estremisti islamici hanno visto che l'Occidente non si è mobilitato per impedire loro di reprimere i cristiani, come se inconsciamente ci fosse una strana convergenza tra il nostro silenzio e il progetto di pulizia etnica dello Stato islamico, volto a cancellare i cristiani.

  • "La libertà religiosa, il valore centrale della civiltà occidentale, viene distrutta in gran parte del mondo. Ma l'Occidente, negando miopicamente questa guerra religiosa, distoglie lo sguardo...". – Melanie Phillips, giornalista britannica, The Times, 17 novembre 2014.

  • Il duca di Cambridge, il principe William, ha appena visitato i sopravvissuti musulmani dell'attacco alle moschee di Christchurch, in Nuova Zelanda. Perché la stessa compassione non ha spinto la famiglia reale inglese a fermarsi nello Sri Lanka, la loro ex colonia, per incontrare i sopravvissuti cristiani, prima di tornare in Gran Bretagna?

  • L'appello lanciato dalle figlie di Asia Bibi per aiutare sua madre ha trovato un Occidente sordo. Il Regno Unito si è rifiutato di offrire asilo a questa famiglia cristiana pakistana perseguitata.

Lo Sri Lanka dopo il massacro jihadista dei cristiani non è solo una terribile successione di madri che piangono e di piccole bare. Purtroppo, ci dice molto anche sullo stato sconfortante dell'Occidente. Nella foto: il funerale di una delle vittime dell'attacco della domenica di Pasqua, 21 aprile, nello Sri Lanka. (Foto di Carl Court/Getty Images)

"Dov'è la solidarietà per i cristiani dello Sri Lanka?" si è domandato lo studioso britannico Rakib Ehsan, un musulmano.

"Le differenze di tono e di natura tra le condanne degli attacchi di Christchurch e dello Sri Lanka sono sorprendenti. Dopo Christchurch, non vi è stata alcuna esitazione nel dichiarare le origini religiose delle vittime e nel convogliare le emozioni verso le comunità musulmane. I politici non hanno avuto alcun problema a definire quanto accaduto a Christchurch come terrorismo.

"Al contrario, le parole 'terrorismo' e 'Cristianesimo' non sono ancora apparse in gran parte della reazione agli attacchi nello Sri Lanka.

"È chiara la riluttanza a definire lo sfondo religioso dei cristiani uccisi nello Sri Lanka, ma anche l'assenza di una sincera solidarietà con le comunità cristiane che continuano a subire gravi forme di persecuzione a causa della loro fede."

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In che modo i leader palestinesi incoraggiano il terrorismo

di Bassam Tawil  •  11 maggio 2019

  • Le parole pronunciate dal presidente dell'Autorità palestinese Mahmoud Abbas alla riunione della Lega Araba al Cairo dimostrano la sua preferenza per il benessere dei terroristi rispetto alla capacità dei lavoratori solerti di sfamare le loro famiglie. Questi pagamenti ai terroristi e ai loro familiari sono al centro dell'incitamento palestinese al terrorismo che alimenta il conflitto israelo-palestinese.

  • Se qualcuno punisce collettivamente i palestinesi, quello è lo stesso Abbas. Egli priva decine di migliaia di famiglie dei salari integrali, impedendo loro di acquistare il cibo per i propri figli o di pagare varie spese, tra cui l'affitto e le tasse universitarie. Un dipendente della pubblica amministrazione civile palestinese che manda suo figlio all'università non percepisce uno stipendio intero. Un palestinese il cui figlio si propone di uccidere un ebreo ha diritto a uno stipendio pieno e guadagna più rispetto dai leader palestinesi.

  • Quale messaggio invia Abbas al suo popolo? Che quelli che desiderano mangiare farebbero meglio a passare al terrorismo. I familiari dei dipendenti pubblici che ora non sono in grado di pagare le spese alimentari e l'affitto guardano con invidia le famiglie dei terroristi. Devono dire a se stessi: "Siamo fessi perché non abbiamo mandato i nostri figli ad accoltellare un ebreo!" Questo è l'insegnamento impartito dai leader palestinesi dal 1965.

Il 23 luglio 2018, nel corso di una cerimonia in onore dei terroristi palestinesi, il presidente dell'Autorità palestinese Mahmoud Abbas disse: "Non ridurremo né tratterremo i sussidi delle famiglie dei martiri, di coloro che sono detenuti nelle prigioni e di quelli che sono stati rilasciati (...) se avessimo un solo centesimo lo verseremmo alle famiglie dei martiri e dei detenuti". (Fonte dell'immagine: MEMRI)

Il presidente dell'Autorità palestinese (Ap) Mahmoud Abbas ha di recente ribadito il suo impegno di lunga data a mantenere finanziariamente le famiglie dei palestinesi detenuti in carcere o che sono rimasti uccisi durante attacchi terroristici compiuti contro gli israeliani. "Dal 1965 paghiamo i familiari dei detenuti e dei martiri", Abbas ha detto ai ministri degli Affari Esteri della Lega Araba durante una riunione d'emergenza tenuta al Cairo il 21 aprile.

L'ostinazione del leader di Ap a versare milioni di dollari alle famiglie dei palestinesi che uccidono o tentano di uccidere gli ebrei, è costata cara ai palestinesi. Negli ultimi due mesi, il governo di Abbas non è stato in grado di pagare gli stipendi interi ai suoi 200 mila dipendenti. Il motivo? Israele ha iniziato a detrarre dalle entrate fiscali che raccoglie per conto dei palestinesi lo stesso importo che il governo dell'Ap versa ogni mese alle famiglie dei detenuti e dei "martiri".

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Nigeria: Jihad contro i cristiani

di Uzay Bulut  •  2 maggio 2019

  • L'attuale violenza, che si è intensificata dall'inizio del 2017, "è leggermente diversa, trattandosi di una serie di attacchi mirati alle comunità cristiane e finalizzati a cacciare gli agricoltori e ad appropriarsi delle loro terre per darle ai pastori". – Nathan Johnson, International Christian Concern, direttore regionale per l'Africa.

  • "In Nigeria, i cristiani vengono trattati come cittadini di seconda classe nei dodici Stati del nord, dove viene applicata la legge della sharia. Sono perseguitati in molti modi. Le ragazze cristiane vengono rapite e costrette a sposare uomini musulmani. I pastori vengono rapiti per chiedere un riscatto. Le chiese sono vandalizzate o completamente distrutte." – Nathan Johnson.

  • "Il governo nigeriano e la comunità internazionale (...) fin dall'inizio hanno fatto ben poco per affrontare la situazione. Questa mancanza di partecipazione non è sorprendente: non riescono nemmeno a riconoscere le sue radici, ossia l'intollerante ideologia del jihad. Di conseguenza, il bilancio delle vittime cristiane non ha fatto che aumentare – e probabilmente continuerà a crescere in modo esponenziale – fino al momento in cui questa realtà non sarà soltanto riconosciuta, ma anche affrontata." – Raymond Ibrahim, autore ed esperto di Medio Oriente.

In Nigeria, i cristiani vengono massacrati dai Fulani e dai jihadisti di Boko Haram – e a nessuno sembra importare. Nella foto: Abubakar Shekau, leader di Boko Haram, da un video di propaganda di Boko Haram del novembre 2018.

In Nigeria, i cristiani vengono massacrati dai militanti Fulani e dai jihadisti di Boko Haram – e a nessuno sembra importare.

La più grave persecuzione di questi cristiani indifesi – che costituiscono metà della popolazione totale della Nigeria – ha avuto luogo soprattutto nella parte settentrionale musulmana del paese che è governata dalla legge della sharia e nei cosiddetti Stati della "Cintura di Mezzo", che è una zona di transizione tra gli Stati del nord e del sud.

Secondo l'organizzazione per i diritti umani International Christian Concern (ICC):

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La collusione dell'Unione europea con l'Iran

di Judith Bergman  •  29 aprile 2019

  • L'obiettivo principale dell'Instex, lo Strumento a sostegno degli scambi commerciali, è quello di garantire che l'Europa – e potenzialmente i Paesi terzi – possa continuare a fare affari con i mullah in Iran senza rischiare sanzioni da parte degli Stati Uniti per aver violato delle sanzioni americane.

  • Federica Mogherini, il capo della politica estera dell'Ue, sembra fortemente impegnata a garantire che l'Iran e l'Europa continuino a beneficiare di vantaggi economici dall'accordo sul nucleare iraniano illegale, non firmato e non ratificato. La Mogherini ha ribadito che l'Iran sta rispettando il PACG. Non è così. Il segretario di Stato americano Mike Pompeo, riferendosi ai documenti sequestrati da Israele, ha dichiarato che l'accordo sul nucleare è stato "costruito sulle menzogne".

  • Nessun tipo di violazioni dei diritti umani, per quanto atroci possano essere – o di azioni terroristiche contro i propri cittadini o di inganni per acquisire una tangibile capacità nucleare da scatenare contro Israele, gli Stati Uniti per poi infine minacciare l'intero Occidente – si direbbe scoraggiare l'Ue dalla sua collusione criminale con l'Iran. L'Europa pare determinata ad andare incontro alla distruzione in piena consapevolezza.

L'Unione europea ribadisce che l'Iran sta rispettando il PACG. Non è così. Il segretario di Stato americano Mike Pompeo, riferendosi ai documenti sequestrati da Israele, ha dichiarato che l'accordo sul nucleare è stato "costruito sulle menzogne". (Foto di Win McNamee/Getty Images)

Il 31 gennaio, Gran Bretagna, Francia e Germania hanno annunciato un nuovo meccanismo di pagamento, il cosiddetto Strumento a sostegno degli scambi commerciali (Instex). Questo meccanismo è finalizzato a preservare il Piano d'azione congiunto globale (PACG) noto anche come accordo sul nucleare iraniano, dopo che gli Stati Uniti si sono ritirati dall'accordo nel maggio del 2018 e poi hanno deciso di ripristinare – e di ampliare – le sanzioni a carico di Teheran, nel novembre del 2018. L'obiettivo principale dell'Instex è quello di garantire che l'Europa – e potenzialmente i Paesi terzi – possa continuare a fare affari con i mullah in Iran senza rischiare sanzioni da parte degli Stati Uniti per aver violato delle sanzioni americane.

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Spagna: Il termine "islamista" si configura come un incitamento all'odio?

di Soeren Kern  •  27 aprile 2019

Vox, un partito populista spagnolo in rapida ascesa, si presenta come un progetto politico socialmente conservatore volto a difendere i valori tradizionali spagnoli dalle sfide poste dalla migrazione di massa, dal multiculturalismo e dal globalismo. La dichiarazione d'intenti di Vox afferma che il partito è dedito alla democrazia costituzionale, al capitalismo di libero mercato e allo Stato di diritto. Nella foto: Santiago Abascal, presidente di Vox, partecipa a un raduno del partito, a Granata, in Spagna, il 17 aprile 2019. (Fonte dell'immagine: David Ramos/Getty Images)

La procura spagnola avvia un'indagine penale per determinare se il segretario generale di Vox, un partito populista spagnolo in rapida ascesa, sia colpevole di incitamento all'odio per aver messo in guardia contro una "invasione islamista".

L'istruttoria, basata su una denuncia da parte di un gruppo di attivisti musulmani, sembra finalizzata a reprimere le critiche nei confronti dell'Islam prima delle elezioni generali del 28 aprile. Più in generale, tuttavia, il caso rappresenta una minaccia potenzialmente incommensurabile all'esercizio della libertà di espressione in Spagna.

I procuratori di Valencia, la terza città più grande della Spagna, hanno detto che stanno indagando su Javier Ortega Smith, il numero due di Vox, per un presunto reato di odio, dopo aver ricevuto una denuncia da parte di un gruppo musulmano chiamato "Musulmani contro l'islamofobia" (Musulmanes Contra la Islamofobia).

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L'incendio di Notre-Dame e la distruzione dell'Europa cristiana

di Guy Millière  •  23 aprile 2019

  • Meno di un'ora dopo che le fiamme avevano cominciato ad alzarsi sopra Notre-Dame – quando ancora nessuno era in grado di fornire una spiegazione – le autorità francesi si sono affrettate a dire che l'incendio era "accidentale" e che "l'ipotesi dolosa è stata esclusa". Queste dichiarazioni erano identiche a quelle rese dal governo francese dopo gli attacchi compiuti in Francia nel corso dell'ultimo decennio.

  • L'incendio di Notre-Dame si è verificato in un momento in cui gli attacchi contro le chiese in Francia e in Europa si moltiplicano. In Francia, solo nel 2018, sono state vandalizzate più di 800 chiese.

  • Le chiese in Francia sono vuote. Il numero di preti sta diminuendo e i sacerdoti attivi nel paese sono molto anziani o provengono dall'Africa o dall'America Latina. La religione dominante ora in Francia è l'Islam. Ogni anno, le chiese vengono demolite per far posto a parcheggi o a centri commerciali. Le moschee vengono costruite dappertutto e sono piene.

L'incendio che ha distrutto gran parte della cattedrale di Notre-Dame nel cuore di Parigi è una tragedia irreparabile. Anche se la cattedrale viene ricostruita, non sarà mai più quella di prima. (Foto di Veronique de Viguerie/Getty Images)

L'incendio che ha distrutto gran parte della cattedrale di Notre-Dame nel cuore di Parigi è una tragedia irreparabile. Anche se la cattedrale viene ricostruita, non sarà mai più quella di prima. Le vetrate e i principali elementi architettonici sono stati gravemente danneggiati e il telaio di sostegno della copertura in legno di quercia è stato completamente distrutto. La guglia centrale era un'opera d'arte unica. Era stata progettata dall'architetto che restaurò l'edificio nel XIX secolo, Eugène Viollet-le-Duc, che aveva basato il proprio lavoro su documenti del XII secolo.

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Regno Unito: I musulmani radicali sono i benvenuti, i cristiani perseguitati non devono presentare le richieste di asilo

di Raymond Ibrahim  •  20 aprile 2019

  • Respingendo la richiesta di asilo di un uomo che si era convertito dall'Islam al Cristianesimo e costringendolo presumibilmente a fare ritorno in Iran, il governo britannico, di fatto, lo sta condannando a morte.

  • "Nel 2017, su 4.850 profughi siriani accolti nel Regno Unito per il reinsediamento dal ministero dell'Interno britannico, solo 11 erano cristiani e rappresentavano soltanto lo 0,2 per cento di tutti i rifugiati siriani ammessi in Gran Bretagna." – Barnabas Fund.

  • Allo stesso tempo, l'Home Office ha consentito a un religioso pakistano, Syed Muzaffar Shah Qadri, considerato talmente estremista da essere bandito perfino dal suo paese natale, di andare a tenere conferenze nelle moschee del Regno Unito.

  • "È incredibile che a questi cristiani perseguitati che arrivano dalla culla del Cristianesimo venga detto che non c'è posto in albergo, quando il Regno Unito accoglie con favore gli islamisti che perseguitano i cristiani. (...) C'è un problema sistematico grave quando i leader islamisti che invocano la persecuzione dei cristiani hanno via libera dicendogli che le loro richieste di visto al Regno Unito saranno accolte favorevolmente, mentre i visti per le breve visite pastorali in Gran Bretagna saranno negati ai leader cristiani le cui chiese stanno fronteggiando un genocidio. Si tratta di una questione urgente che il ministro dell'Interno britannico deve affrontare e risolvere." – Dr. Martin Parsons, Barnabas Fund.

Respingendo la richiesta di asilo di un uomo che si era convertito dall'Islam al Cristianesimo e costringendolo presumibilmente a fare ritorno in Iran, il governo britannico, di fatto, lo sta condannando a morte. (Fonte dell'immagine: iStock)

In due casi non collegati, il Regno Unito ha negato l'asilo ai cristiani perseguitati citando in modo bizzarro la Bibbia e Gesù Cristo. Questi due cristiani, un uomo e una donna che avevano abiurato l'Islam, stavano cercando asilo, provenienti dalla Repubblica islamica dell'Iran, che si trova al nono posto nella lista dei peggiori persecutori di cristiani – in particolare degli ex-musulmani che si sono convertiti al Cristianesimo.

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Le chiese europee: Vandalizzate, defecate e incendiate "ogni giorno"

di Raymond Ibrahim  •  15 aprile 2019

  • In Germania, quattro chiese sono state vandalizzate e/o incendiate solo a marzo. "In questo paese", è in corso una guerra strisciante contro tutto ciò che simboleggia il Cristianesimo: attacchi ai danni delle croci poste in cima alle montagne, delle statue sacre per strada, delle chiese (...) e di recente anche dei cimiteri". – PI-News, un sito di informazione tedesco.

  • In quasi tutti gli episodi di attacchi ai danni delle chiese, le autorità e i media nascondono l'identità dei vandali. In quei rari casi in cui l'identità musulmana (o "migrante") degli iconoclasti è trapelata, questi profanatori vengono poi presentati come delle persone che soffrono di problemi di salute mentale.

  • "Quasi nessuno scrive e parla dei crescenti attacchi contro i simboli cristiani. In Francia e in Germania c'è un eloquente silenzio riguardo allo scandalo delle profanazioni e sull'origine dei perpetratori. (...) Non una parola, nemmeno il minimo indizio che potrebbe in qualche modo indurre a sospettare dei migranti. (...) Non sono i criminali che corrono il rischio di essere messi al bando, ma coloro che osano associare la profanazione dei simboli cristiani all'importazione degli immigrati. Vengono accusati di odio, di discorsi di incitamento all'odio e di razzismo." – PI-News, 24 marzo 2019.

A febbraio, vandali hanno profanato e distrutto croci e statue nella Cattedrale di Saint-Alain, a Lavour, in Francia. Le braccia di una statua di Cristo in croce sono state mutilate in modo beffardo. Inoltre, una tovaglia d'altare è stata bruciata. (Fonte dell'immagine: Eutrope/Wikimedia Commons)

Innumerevoli chiese in tutta l'Europa occidentale sono state vandalizzate, defecate e incendiate.

In Francia, due chiese vengono profanate, in media, ogni giorno. Secondo PI-News, un sito di informazione tedesco, nel 2018, in Francia, sono stati registrati 1.063 attacchi ai danni delle chiese o dei simboli cristiani (crocifissi, icone, statue). Questa cifra attesta un aumento del 17 per cento rispetto all'anno precedente (2017), quando furono registrati 878 attacchi, il che significa che il fenomeno è sempre più preoccupante.

A febbraio e a marzo, in Francia sono state perpetrate le seguenti profanazioni:

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Iran: Esecuzioni di minorenni, amputazioni e fustigazioni

di Majid Rafizadeh  •  14 aprile 2019

  • L'Europa emette implacabilmente sanzioni contro un paese che è la patria degli ebrei da più di tremila anni, ma cerca di trovare i modi per continuare a fare affari con l'Iran che non solo tenta di stabilire la propria egemonia in tutto il Medio Oriente, ma è anche il violatore seriale di tutto ciò che è possibile enumerare in termini di diritti umani. L'unica conclusione a cui si può giungere è che l'Europa evidentemente vorrebbe ancora uccidere gli ebrei ed è lieta di appoggiare coloro che desiderano farlo.

  • "A febbraio [del 2018], l'accademico e ambientalista con doppio passaporto canadese e iraniano, Kavous Seyyed Emami, è morto nel carcere di Evin, dopo essere stato arrestato arbitrariamente due settimane prima. Le autorità hanno dichiarato che si era suicidato e si sono rifiutate di consegnare il suo corpo ai familiari, a meno che questi ultimi non lo avessero sepolto immediatamente senza procedere a un'autopsia autonoma". – Amnesty International.

  • La lista delle indicibili violazioni dei diritti umani commesse dal regime iraniano è lunga; tuttavia, le violazioni più inquietanti sembrano essere le crudeltà verso i bambini.

  • È ora che l'Unione europea ponga fine alla sua politica distensiva nei confronti di un regime che non esita a fustigare pubblicamente i suoi cittadini – come monito per il resto della popolazione – che ricorre alla tortura nei confronti di chi prende di mira, che infligge punizioni crudeli come l'amputazione, senza un equo processo, e che giustizia bambini che sono appena all'inizio della propria vita. Tali azioni dovrebbero essere condannate e non tollerate con politiche di appeasement contrassegnate dalla depravazione morale e dalla pura avidità.

Perché l'Unione europea continua a perseguire politiche distensive nei confronti del regime iraniano, che ha un atroce primato di violazioni dei diritti umani? In Iran, secondo Amnesty International, "le bambine di 9 anni possono essere condannate a morte. Per i maschi l'età minima è fissata a 15 anni. Tra il 2005 e il 2015 sono stati giustiziati almeno 73 giovani detenuti". (Fonte dell'immagine: iStock)

Un rapporto pubblicato da Amnesty International il 26 febbraio scorso afferma che la situazione dei diritti umani in Iran si è "gravemente deteriorata". Perché allora l'Unione europea continua a perseguire politiche distensive nei confronti del regime iraniano, che ha un atroce primato di violazioni dei diritti umani? Purtroppo, l'Europa – nonostante la sua infinita presunzione di superiorità morale e ipocrisia – sembra essere diventata l'attore più immorale al mondo – se non lo era già.

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Qatar: "Un lupo travestito da agnello"
Il finanziamento dell'islamismo in Europa

di Giulio Meotti  •  12 aprile 2019

  • "Sono anni che segnaliamo la penetrazione ideologica e religiosa di Doha. Sotto forma di investimenti e operazioni finanziarie, il Qatar estende ogni giorno la propria rete di proselitismo, con gravi danni per le società europee (...)". – Souad Sbai, originaria del Marocco, presidente del Centro Studi Averroè, in Italia.

  • Il Qatar ha finanziato mega-moschee in Europa. L'obiettivo del Qatar è quello di islamizzare la diaspora europea.

  • "Le sue stazioni in lingua inglese producono una viscida propaganda contro i nemici del Qatar, mascherata da retorica liberale occidentale. L'ultima iniziativa di Al-Jazeera – il suo canale digitale AJ+ – è rivolto ai giovani americani progressisti. I suoi documentari sui mali di Israele, dell'Arabia Saudita e dell'amministrazione Trump sono inseriti tra brillanti servizi delle campagne sui diritti dei transgender e i toccanti appelli per il dramma dei richiedenti asilo sul confine meridionale degli Stati Uniti – argomenti apparentemente incoerenti per un'emittente controllata da un regime wahhabita. (...) Il Qatar è ora il più grande donatore straniero alle università americane." – Daniel Pipes, presidente del Middle East Forum.

Secondo Souad Sbai (nella foto a sinistra), presidente del Centro Studi Averroè, in Italia, "il Qatar estende ogni giorno la propria rete di proselitismo, con gravi danni per le società europee, Italia inclusa". Daniel Pipes (nella foto a destra) scrive che il Qatar "lavora anche per influenzare direttamente l'opinione pubblica e i responsabili politici occidentali. (...) Le sue stazioni in lingua inglese producono una viscida propaganda contro i nemici del Qatar, mascherata da retorica liberale occidentale. (...) Il Qatar è ora il più grande donatore straniero alle università americane". (Fonte dell'immagine: Wikimedia Commons/Luke Ford [Pipes])

A ottobre, il ministro dell'Interno italiano Matteo Salvini si è recato in Qatar, il "colosso energetico", dove ha elogiato l'emirato per "non sponsorizzare più l'estremismo". Purtroppo, è vero il contrario. Il Qatar, "l'altro Stato wahhabita", a quanto pare, è interessato non solo alle relazioni economiche con l'Europa, ma anche a esportare il suo brand di Islam politico.

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Il super-Stato cinese Han: Il nuovo Terzo Reich

di Gordon G. Chang  •  8 aprile 2019

  • Il leader cinese Xi Jinping chiede di "sinizzare" le cinque religioni riconosciute – il riconoscimento ufficiale è un meccanismo di controllo. I cinesi, come parte di questo impietoso e inesorabile sforzo, stanno distruggendo le moschee e le chiese, costringendo i devoti musulmani a bere alcolici e a mangiare carne suina, inviando i funzionari di etnia Han a vivere nelle case musulmane e ponendo fine all'educazione religiosa dei minori.

  • I media cinesi, in questi ultimi anni, hanno moltiplicato la diffusione di stereotipi orribili sugli africani. Lo sketch trasmesso lo scorso anno dalla principale emittente televisiva di Stato – con 800 milioni di telespettatori – non è stato il peggiore, ma ha dato una chiara idea di quello che i funzionari cinesi pensano degli africani, considerandoli tanto esseri inferiori quanto oggetto di scherno.

  • Campi di concentramento, razzismo, eugenetica, ambizioni di dominio mondiale. Vi ricordano qualcosa?

  • C'è un nuovo Terzo Reich ed è la Cina.

Più di un milione di persone sono internate, senza alcuna ragione se non per la loro appartenenza etnica o religiosa, nei campi di concentramento situati in quella che Pechino definisce la Regione autonoma uigura dello Xinjiang. Nella foto: il 7 luglio 2009, i poliziotti cinesi si scontrano con delle donne uigure durante una protesta a Urumqi, la capitale dello Xinjiang. (Foto di Guang Niu/Getty Images)

Più di un milione di persone sono internate, senza alcuna ragione se non per la loro appartenenza etnica o religiosa, nei campi di concentramento situati in quella che Pechino definisce la Regione autonoma uigura dello Xinjiang, e che gli abitanti tradizionali dell'area, gli uiguri, chiamano Turkestan orientale. Oltre agli uiguri, in queste strutture sono rinchiusi anche i kazaki.

Le famiglie di questa regione martoriata del nord-ovest della Repubblica popolare cinese sono state smembrate. I figli degli uiguri e dei kazaki che sono stati imprigionati vengono "confinati" in "scuole" isolate dal mondo esterno dal filo spinato e sorvegliate da numerose pattuglie di polizia. A questi ragazzi viene negata l'istruzione nella loro lingua, e sono costretti a imparare il cinese mandarino. I controlli fanno parte della cosiddetta politica di "hanificazione", un programma di assimilazione forzata. "Han" è il nome del gruppo etnico dominante in Cina.

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Trump ha ragione riguardo alle alture del Golan

di Alan M. Dershowitz  •  7 aprile 2019

  • Nessun paese ha mai restituito a un nemico giurato un territorio di importanza cruciale dal punto di vista militare che è stato conquistato in una guerra difensiva.

  • Com'era prevedibile, l'Unione Europea si è opposta al riconoscimento dell'annessione da parte degli Stati Uniti. Ma non ha fornito alcun argomento convincente, reiterando la solita richiesta di non modificare lo status quo.

  • Quale nazione europea ha mai consegnato a un nemico giurato delle alture conquistate in una guerra difensiva? Occorre ricordare che alla fine della Prima e della Seconda guerra mondiale i paesi europei diedero seguito a riconfigurazioni territoriali per contribuire a preservare la pace. Perché l'Unione Europea dovrebbe assoggettare Israele a un doppio standard che non ha mai imposto a se stessa? La risposta è chiara: l'UE si è sempre comportata in modo ipocrita quando si è trattato di Israele, e questa non è un'eccezione.

Le alture del Golan. Il loro controllo da parte di Israele è lo status quo da più di mezzo secolo e il legittimo bisogno di Israele di controllare il Golan non è che aumentato col passare del tempo. (Foto: Wikipedia)

Nessuna persona ragionevole chiederebbe agli israeliani di cedere le alture del Golan a quell'assassino di massa siriano che è Assad. Sarebbe un suicidio consegnare le alture che si affacciano sulle città e i villaggi israeliani a un pazzo che le userebbe per colpire i civili israeliani con bombe chimiche a grappolo, come Assad ha fatto nei confronti dei suoi stessi cittadini. Nessun paese ha mai restituito una nave corazzata in una guerra difensiva contro un nemico che ha giurato la sua distruzione. Inoltre, le alture del Golan sono come una grande corazzata che verrebbe utilizzata per attaccare Israele.

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I terroristi sono oggetto di attenzione e le vittime vengono ignorate

di Uzay Bulut  •  4 aprile 2019

  • "Circa 3.100 yazidi sono stati uccisi [in Iraq], di cui quasi la metà di loro (...) sono stati trucidati, decapitati o bruciati vivi. (...) Il numero stimato delle persone prese in ostaggio è 6.800. (...) Tutti gli yazidi sono stati presi di mira (...) ma i bambini sono stati colpiti in modo sproporzionato." – PLOS Medicine, 2017.

  • Al contrario, Shamima Begum ha dichiarato di essere pienamente consapevole delle decapitazioni e delle altre atrocità commesse dall'Isis prima di recarsi in Siria. "Ero al corrente di quanto accadeva e mi stava bene", ha detto. "Perché ho iniziato a diventare religiosa poco prima di partire. Da quanto ho appreso, islamicamente è tutto permesso". Alla domanda se avesse messo in discussione queste cose, la donna ha risposto: "No, niente affatto".

  • "Di recente abbiamo appreso delle 50 donne e bambine yazide (...) che sono state decapitate. Intanto, quelli che hanno stuprato e ucciso le nostre donne sono liberi di tornare nei loro paesi e vivere una vita normale. Questo ci fa pensare che non abbiamo valore come esseri umani...". – Quanto asserito da Salim Shingaly, un attivista yazida iracheno, al Gatestone Institute.

Il governo iracheno e le Nazioni Unite di recente hanno iniziato a esumare i corpi sepolti in una fossa comune a Sinjar, alla presenza di Nadia Murad, vincitrice del premio Nobel per la Pace, i cui familiari uccisi sarebbero stati seppelliti in quell'area. Nella foto: Nadia Murad parla al National Press Club, l'8 ottobre 2018, a Washington, DC. (Foto di Tasos Katopodis/Getty Images)

Un gruppo di yazidi che ha organizzato una manifestazione di protesta all'esterno della Casa Bianca, il 15 marzo scorso, ha chiesto all'amministrazione Trump di localizzare o salvare le circa 3 mila donne e bambine catturate, tenute prigioniere o uccise dai terroristi dell'Isis.

I manifestanti hanno attirato l'attenzione sul recente episodio in cui i miliziani dell'Isis, in fuga da una delle loro ultime roccaforti nella parte orientale della Siria, hanno decapitato 50 donne yazide che erano schiave sessuali dei terroristi dello Stato islamico.

La maggior parte dei partecipanti alla manifestazione sono sopravvissuti agli attacchi genocidi dell'Isis perpetrati contro gli yazidi, una minoranza non musulmana autoctona in Iraq, Siria e in Turchia.

Secondo uno studio del 2017 pubblicato sulla rivista scientifica, PLOS Medicine, nell'agosto del 2014,

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