Analisi e articoli più recenti

Europa: La crisi migratoria raggiunge la Spagna

di Soeren Kern  •  18 agosto 2017

  • "I più grandi movimenti migratori devono ancora avvenire: la popolazione africana si raddoppierà nei prossini decenni. Un paese come l'Egitto crescerà fino a cento milioni di abitanti e la Nigeria fino a quattrocento milioni. Nella nostra era digitale, con Internet e i telefoni cellulari, tutti sanno della nostra prosperità e conoscono il nostro stile di vita." – Il ministro tedesco dello Sviluppo Gerd Müller.

  • "I giovani hanno tutti il cellulare e possono vedere cosa accade in altre parti del mondo e questo agisce come un magnete." – Michael Møller, direttore generale della sede delle Nazioni Unite a Ginevra.

  • "Se non riusciremo a risolvere i problemi principali dei paesi africani, dieci, venti o perfino trenta milioni di immigrati arriveranno nell'Unione Europea nei prossimi dieci anni." – Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo.

Il 10 giugno 2017, migranti aspettano di essere salvati dall'equipaggio della nave "Phoenix" della ong Moas (Migrant Offshore Aid Station), a Lampedusa. (Foto di Chris McGrath/Getty Images)

La Spagna sta per superare la Grecia, diventando il secondo punto di accesso in Europa per i migranti che arrivano via mare. L'improvviso aumento dei flussi migratori in Spagna è dovuto al giro di vite dato alla tratta di esseri umani lungo la rotta marittima percorsa dai migranti dalle coste libiche a quelle italiane, il principale punto d'ingresso in Europa.

Lo spostamento verso ovest delle rotte migratorie dalla Grecia e l'Italia, implica che la Spagna, che dista appena dieci miglia marine dall'Africa, potrebbe presto trovarsi al centro della crisi europea dei migranti.

Secondo l'Organizzazione internazionale per la Migrazione (Oim), 8.300 migranti irregolari hanno raggiunto le coste spagnole nei primi setti mesi del 2017: il triplo rispetto al 2016.

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Spie islamiste si infiltrano in Occidente per terrorizzare i cristiani

di Majid Rafizadeh  •  16 agosto 2017

  • Un obiettivo fondamentale espresso a chiare lettere nella Costituzione iraniana consiste nell'esportare la sua ideologia islamista e assicurare attivamente l'infiltrazione continua e l'espansione dei valori islamisti in tutto il mondo. È per questo motivo che le Guardie rivoluzionarie hanno istituito le forze speciali Quds e i Basij, affidando loro una missione resa pubblica di impegnarsi in operazioni extraterritoriali sul piano religioso, ideologico, militare e politico.

  • Queste spie islamiste in genere arrivano in Occidente, e in particolar modo negli Stati Uniti, con vari pretesti: progetti di ricerca, missioni educative o progetti legati alla sanità. Per ottenere i visti, esse puntano a specifiche ambasciate americane, università, centri di ricerca od ospedali. La loro capacità di presentarsi come i candidati ideali crea una parvenza di sicurezza e intanto le loro intenzioni possono provocare gravi danni.

  • Quando Dehnavi è stato bloccato all'aeroporto di Boston, molti agenti iraniani attivi sul territorio americano sono ricorsi a vari metodi, tra cui l'uso di media mainstream liberal, nel tentativo di garantire il suo ingresso in America. Hanno elaborato una pseudo narrazione di giustizia e hanno dipinto questo alto ufficiale delle forze Basiji come un uomo innocuo che avrebbe dovuto avere il permesso di entrare negli Stati Uniti. Ma quest'uomo come ha potuto ottenere un visto statunitense?

Funzionari americani addetti ai controlli di frontiera hanno espulso Mohsen Dehnavi, un agente militare iraniano che è membro attivo e di alto rango delle forze Basiji. In precedenza, l'uomo era stato a capo della sezione studentesca delle milizie Basiji all'Università Sharif di Teheran (qui sopra, nella foto di Behrooz Rezvani/Wikimedia Commons).

Le continue persecuzioni, gli arresti, le uccisioni e le torture dei non musulmani sono ormai ben documentati e visibili giorno dopo giorno. In particolare, i cristiani, gli ebrei, gli yazidi, i curdi, gli induisti e i Baha'i sono perseguitati sotto il dominio islamista. Questo problema richiede attenzione e va opportunamente corretto, ma non è l'unica minaccia che arriva da questi tirannici attori statali e non statali.

Le organizzazioni islamiste stanno inviando i loro agenti oltre i loro confini, in Occidente, in particolar modo negli Stati Uniti, per sorvegliare, minacciare e terrorizzare i non musulmani.

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Le città europee accettano la legge della sharia

di Giulio Meotti  •  13 agosto 2017

  • Il sindaco di Londra Sadiq Khan ha vietato gli annunci pubblicitari che promuovono "aspettative irrealistiche riguardanti l'immagine del corpo femminile". Ora, Berlino intende vietare le immagini in cui le donne sono raffigurate come "belle, ma deboli, isteriche, stupide, folli, ingenue o dominate dalle loro emozioni". Secondo Harald Martenstein del Tagesspiegel, questa linea politica "può essere ripresa dal manifesto dei talebani".

  • La cosa ironica è che questa ondata di moralità e "virtù" arriva da città governate da politici di sinistra disinibiti che per anni si sono fatti promotori di campagne per la liberazione sessuale. Adesso, per sostenere la politica della sharia l'argomento cardine è quello "femminista".

  • Parafrasando lo scrittore americano Daniel Greenfield, la beffa delle donne che celebrano la loro soppressione è tanto sconfortante quanto stupefacente.

Se l'Occidente continua a tradire il valore democratico della libertà individuale, i fondamentalisti islamici, come quelli che hanno imposto il burqa alle donne libiche, faranno lo stesso con le donne occidentali. (Foto di Alexander Hassenstein/Getty Images)

Qualche giorno dopo che lo Stato islamico aveva conquistato la città libica di Sirte, due anni fa, enormi cartelloni informativi apparsi nella fortezza islamista avvertivano le donne che avrebbero dovuto indossare abiti larghi che ricoprissero interamente il loro corpo e non fare uso di profumo. Queste "prescrizioni della sharia a favore dello hijab" prevedevano tra l'altro che esso fosse spesso e coprente e che non "assomigliasse agli abiti indossati dagli infedeli".

Due anni dopo, le tre città più importanti d'Europa – Londra, Parigi e Berlino – stanno adottando la stessa tendenza della sharia.

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Palestinesi: Il raggiro dei metal detector

di Khadija Khan  •  11 agosto 2017

  • È molto comune la presenza di metal detector nelle moschee più importanti del Medio Oriente e sono più di 5.000 le telecamere di sorveglianza (e 100.000 addetti alla sicurezza) che sorvegliano i pellegrini che si recano ogni anno alla Mecca, in Arabia Saudita, per compiere l'Hajj.

  • Mentre il terrorista palestinese era ricoverato in un ospedale israeliano in seguito alle ferite riportate, l'Autorità palestinese celebrava questo atto di violenza, mettendo in moto il meccanismo atto a ricompensare il giovane con 3.000 dollari al mese per il suo tentativo di diventare un "martire" uccidendo degli ebrei.

  • È ora che la comunità internazionale impedisca ai radicali di utilizzare i palestinesi come pedine nel loro grande piano che persegue un obiettivo visibile a chiunque, compresi tutti i musulmani: distruggere Israele attraverso la delegittimazione.

Il 28 luglio 2017, i palestinesi hanno protestato nei pressi della Città Vecchia di Gerusalemme contro l'installazione dei metal detector all'ingresso del Monte del Tempio, benché i dispositivi fossero già stati rimossi giorni prima. (Foto di Ilia Yefimovich/Getty Images)

Dopo aver ricevuto massicce pressioni dal mondo musulmano e dalla comunità internazionale, Israele ha rimosso tutti i metal detector e le telecamere di sorveglianza dal Monte del Tempio di Gerusalemme, dove si trova la Moschea di al-Aqsa.

Forse per nascondere il motivo che ha portato all'installazione dei metal detector – un attentato terroristico perpetrato il 14 luglio, in cui tre cittadini arabi israeliani hanno ucciso due poliziotti israeliani, entrambi appartenenti alla minoranza drusa, con delle armi che avevano nascosto all'interno della moschea – l'Autorità palestinese (Ap) ha esortato i musulmani a boicottare il sito e indire i "giorni della rabbia" contro lo Stato ebraico.

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La Svezia è uno Stato fallito?

di Judith Bergman  •  9 agosto 2017

  • Lo Stato svedese, in vero stile orwelliano, combatte i propri cittadini che fanno notare tutti i problemi evidenti causati dai migranti.

  • Nel febbraio scorso, l'agente di polizia Peter Springare è stato indagato per incitamento all'"odio razziale" per aver detto che i migranti stanno compiendo un numero sproporzionato di reati nei quartieri.

  • Un pensionato svedese di 70 anni è finito sotto processo per "incitamento all'odio" perché aveva scritto su Facebook che i migranti "danno fuoco alle auto, urinano e defecano per strada".

Nel 2015, è stato risolto solo il 14 per cento dei reati compiuti in Svezia. Nel 2016, l'80 per cento degli agenti di polizia avrebbe preso in considerazione l'ipotesi di lasciare il proprio impiego. Tuttavia, il premier Stefan Löfven (nella foto sopra) si è rifiutato di parlare di crisi. (Foto di Michael Campanella/Getty Images)

La situazione della sicurezza in Svezia è oramai così critica che il capo della polizia nazionale, Dan Eliasson, ha chiesto aiuto ai cittadini, perché la polizia non è in grado di risolvere i problemi da sola. A giugno, la polizia svedese ha diffuso un nuovo rapporto, "Utsatta områden 2017" ("Aree vulnerabili 2017", comunemente denominate "no-go zones" o porzioni di territorio che sfuggono al controllo dello Stato stesso). Nel report si legge che il numero di queste "no-go zones" è aumentato rispetto a un anno fa, passando da 55 a 61.

Nel settembre 2016, il premier Stefan Löfven e il ministro dell'Interno Anders Ygeman si sono rifiutati di riconoscere i segnali di allarme. Nel 2015, è stato risolto solo il 14 per cento di tutti i reati compiuti in Svezia e nel 2016, l'80 per cento degli agenti di polizia avrebbe preso in considerazione l'ipotesi di lasciare il proprio impiego. Entrambi i ministri non hanno voluto parlare di crisi. Secondo Anders Ygeman:

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Qatar e Arabia Saudita intendono islamizzare una delle più grandi cattedrali d'Europa

di Giulio Meotti  •  8 agosto 2017

  • Nel simbolismo islamico, Cordoba è il califfato perduto. Le autorità politiche di Cordoba hanno assestato un colpo alla rivendicazione del diritto di proprietà della cattedrale da parte della Chiesa Cattolica dichiarando che "la consacrazione religiosa non è il modo migliore per acquisirne la proprietà". Ma è così che funziona la storia, specialmente nelle terre in cui il Cristianesimo e l'Islam hanno combattuto duramente per il dominio. Perché i laicisti non esercitano pressioni sul presidente turco Recep Tayyip Erdogan affinché restituisca ai cristiani Hagia Sophia? Nessuno ha sollevato obiezioni riguardo al fatto che "la più grande cattedrale della cristianità è diventata una moschea".

  • La sinistra spagnola, che governa la regione, vorrebbe trasformare la chiesa in "un luogo per l'incontro delle fedi". Belle parole ecumeniche, ma una trappola mortale per la dominazione islamica sulle altre fedi. Se questi islamisti, appoggiati dai laicisti militanti, riusciranno a riportare Allah nella cattedrale di Cordoba, uno tsunami del suprematismo islamico sommergerà il Cristianesimo decadente dell'Europa. Ci sono migliaia di chiese vuote che aspettano solo di essere riempite dalle voci dei muezzin.

  • Il tentativo occidentale di liberare Gerusalemme nel Medioevo è stato biasimato come imperialismo cristiano, mentre le campagne musulmane per colonizzare e islamizzare l'Impero bizantino, il Nord Africa, i Balcani, l'Egitto, il Medio Oriente e la maggior parte della Spagna, per citarne solo alcuni, sono celebrate come una stagione dei lumi.

L'altare maggiore della cattedrale di Cordoba. (Fonte dell'immagine: : Wikimedia Commons/© José Luiz Bernardes Ribeiro / CC BY-SA 3.0)

I suprematisti musulmani sembrano avere fantasie – così come una lunga storia – di trasformare i siti cristiani in islamici. Si pensi, ad esempio, alla basilica di Saint-Denis, la cattedrale gotica che prende il nome dal primo vescovo cristiano di Parigi, sepolto al suo interno nel 250, e che custodisce la tomba di Carlo Martello, la cui vittoria fermò l'invasione musulmana della Francia nel 732. Ora, secondo lo studioso Gilles Kepel, questo luogo di sepoltura della maggior parte dei re e delle regine di Francia è "la Mecca dell'Islam francese". Gli islamisti francesi sognano di sopprimere le campane delle chiesa e di rimpiazzarle con la chiamata alla preghiera fatta dal muezzin.

Nella più grande cattedrale turca, Hagia Sophia, una chiamata del muezzin è di recente risuonata all'interno di questa chiesa del VI secolo, per la prima volta in 85 anni.

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In Germania, con l'insediamento dei migranti si diffondono le malattie infettive

di Soeren Kern  •  7 agosto 2017

  • Un nuovo rapporto del Robert Koch Institute (RKI), l'istituzione centrale del governo federale tedesco per il monitoraggio e la prevenzione delle malattie, conferma un aumento generalizzato delle malattie dal 2015, quando la Germania ha accolto un numero senza precedenti di migranti.

  • Alcuni medici dicono che il numero effettivo di casi di tubercolosi è nettamente superiore rispetto alle cifre ufficiali e accusano il RKI di minimizzare la minaccia tentando di evitare di alimentare i sentimenti contrari all'immigrazioni.

  • "Sono state presentate 700-800mila domande di asilo e sono scomparsi 300mila profughi. Sono stati sottoposti a controlli? Provengono da paesi ad alto rischio?". – Carsten Boos, chirurgo ortopedico, in un'intervista al magazine Focus.

Joachim Gauck, l'allora presidente della Germania, parla con i medici nell'infermeria di un centro di accoglienza per migranti, il 26 agosto 2015 a Wilmersdorf, un quartiere di Berlino, in Germania. (Foto dell'immagine: Jesco Denzel/Bundesregierung via Getty Images)

Un richiedente asilo yemenita respinto, che è stato ospitato in una chiesa nel nord della Germania per evitargli l'espulsione, ha potenzialmente infettato più di 50 bambini, avendo contratto un ceppo altamente contagioso di tubercolosi.

L'uomo, accolto in una chiesa di Bünsdorf tra gennaio e maggio scorso, è stato in stretto contatto con i bambini, alcuni di tre anni, che frequentavano un asilo della struttura. A giugno è stato ricoverato in un ospedale a Rendsburg dove gli è stata diagnosticata la tubercolosi – una malattia che solo di recente è tornata alla ribalta in Germania.

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Australia: La follia continua

di Judith Bergman  •  4 agosto 2017

  • "Nonostante le origini del terrorismo abbiano molteplici fattori, i terroristi islamici, che sono efferati come le loro azioni, spesso fanno semplicemente ciò che dicono le scritture." – Tanveer Ahmed, uno psichiatra musulmano.

  • In Australia, secondo i giudici, le donne e i minori devono accettare le aggressioni sessuali perché fanno parte della "cultura islamica" dei loro predatori. In alcune zone dell'Australia, questa "cultura islamica" sembra aver rimpiazzato lo stato di diritto. Ma niente di tutto ciò sembra essere sufficiente per placare le rivendicazioni musulmane. A marzo, Anne Aly, la prima donna musulmana parlamentare, ha detto che le leggi sulla discriminazione razziale dovrebbero essere estese anche alle offese alla religione.

  • A marzo, un'insegnante di una scuola primaria di Punchbowl ha lasciato il lavoro dopo aver ricevuto minacce di morte, indirizzate anche alla sua famiglia, da parte di alunni della scuola, alcuni dei quali le hanno detto che l'avrebbero decapitata. Le denunce presentate al dipartimento dell'Istruzione del New South Wales sono state respinte.

La polizia indaga sulla scena di un attacco terroristico avvenuto a Melbourne, in Australia, il 6 giugno 2017, conclusosi con la morte dell'attentatore, ucciso in uno scontro a fuoco con le forze speciali. (Foto di Michael Dodge/Getty Images)

Soltanto nel mese del Ramadan il mondo ha assistito in 29 paesi a 160 attacchi di matrice islamica, in cui hanno perso la vita 1.627 persone e 1.824 sono rimaste ferite. Tuttavia, i duplici sforzi per negare ogni legame tra il terrorismo islamico e l'Islam, da un lato, e i tentativi di compiacere l'Islam, dall'altro, sembrano continuare indipendentemente dalle realtà del terrorismo islamico, e questo anche in Australia, che sta avendo la sua dose di sharia e jihad.

Alla fine di maggio, l'Associazione nazionale della sanità pubblica australiana (PHAA) ha chiesto al Comitato permanente congiunto per gli Esteri, la Difesa e il Commercio del Parlamento australiano di

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Metal detector e menzogne palestinesi

di Bassam Tawil  •  25 luglio 2017

  • I poliziotti uccisi erano lì di guardia per garantire la sicurezza dei fedeli musulmani. I manipolatori palestinesi intendono distogliere l'attenzione dall'attacco terroristico cercando di far credere che la crisi sia iniziata quando Israele ha installato i metal detector e non a seguito della morte dei due agenti di polizia.

  • Innanzitutto, le misure di sicurezza, inclusi i metal detector, non sono un'iniziativa israeliana, ma una reazione diretta e necessaria a un attacco terroristico specifico. Il governo israeliano non ha deciso di installare questi dispositivi per modificare lo status quo o impedire ai musulmani di pregare.

  • In secondo luogo, sono i palestinesi che hanno preso la decisione di non accedere al Monte del Tempio fino a quando i metal detector non saranno rimossi. I palestinesi e il Waqf mentono a tutti dicendo che Israele impedisce ai musulmani l'accesso ai loro luoghi santi.

  • L'opposizione palestinese ai metal detector ha un solo significato: i palestinesi sono determinati a trasformare il Monte del Tempio in un deposito di armi e in una rampa di lancio per attacchi terroristici contro gli israeliani. E se la moschea fosse distrutta in questo processo, chi ne sarebbe responsabile? Probabilmente, questo è il vero obiettivo.

Il 19 luglio 2017, circa 4mila musulmani palestinesi hanno pregato all'esterno della Città Vecchia di Gerusalemme per protestare contro l'installazione di metal detector agli ingressi del Monte del Tempio. (Foto di Ilia Yefimovich/Getty Images)

La controversia nata dalla decisione delle autorità israeliane di installare i metal detector all'entrata del Monte del Tempio ricorda il famoso proverbio arabo: "Mi ha picchiato e si è messo a piangere, poi è venuto a lamentarsi". Questo ribaltamento della realtà è frequente quando gli aggressori tentano di farsi passare per vittime.

I metal detector sono stati installati sul Monte del Tempio a seguito dell'assassinio di due poliziotti israeliani da parte dei terroristi arabi, il 14 luglio scorso. I tre terroristi – cittadini arabi israeliani provenienti dal villaggio di Umm al-Fahm – erano armati di mitraglietta e coltelli. Le armi sono state facilmente introdotte sul Monte del Tempio in quanto ai fedeli musulmani non era chiesto dai poliziotti di guardia agli ingressi di sottoporsi al controllo dei dispositivi elettronici.

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Le mutilazioni genitali femminili: il multiculturalismo è impazzito

di Khadija Khan  •  21 luglio 2017

  • L'arringa a favore della "libertà religiosa" mette in luce involontariamente le false affermazioni di musulmani di spicco – come il presentatore tv ed esperto di religione Reza Aslan, americano di origine iraniana, e l'attivista Linda Sarsour, nata a Brooklyn ma di origine palestinese – secondo i quali le mutilazioni genitali femminili (MGF) "non sono una pratica islamica".

  • In base alle statistiche del National Health Service, il servizio sanitario nazionale, soltanto nel Regno Unito, almeno una ragazza è sottoposta ogni ora a questa orrenda procedura– e questo accade dopo quasi trenta anni dalla messa al bando delle MGF in quel paese.

  • Le MGF non sono un crimine meno efferato dello stupro o della riduzione in schiavitù, ma in Occidente le sedicenti femministe – incluse le attiviste musulmane come Linda Sarsour e non musulmane impegnate in una crociata contro l'islamofobia – tacciono in fatto di pratiche barbariche o negano la loro connessione con l'Islam. E la Sarsour sostiene anche la schiavitù, un'altra pratica legittimata dall'Islam?

La ex top model somala Waris Dirie, un'importante attivista anti-MGF, è la testimonial del Desert Flower Center, una clinica in Germania che fornisce assistenza psico-fisica alle vittime delle mutilazioni genitali femminili. (Foro di Carlos Alvarez/Getty Images)

I legali di due medici del Michigan originari dell'India e di una delle loro mogli, che sono stati incriminati il 22 aprile scorso da un gran giurì con l'accusa di aver praticato mutilazioni genitali su due bambine di 7 anni, intendono invocare la libertà religiosa per conto dei loro clienti musulmani.

Gli imputati sono membri della Dawoodi Bohra, una setta islamica che ha sede nel loro paese di origine. Nella causa federale, la prima di questo tipo da quando le mutilazioni genitali femminili (MGF) sono state vietate per legge dal 1996, il team difensivo sostiene che la pratica è un rituale religioso e pertanto dovrebbe essere protetta dalla legge americana.

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Germania: Le ronde cecene della sharia terrorizzano Berlino

di Soeren Kern  •  18 luglio 2017

  • Le minacce di violenza contro le donne "erranti" sono considerate "atti di patriottismo".

  • "Arrivano in Germania perché vogliono vivere nel paese, ma cercano di trasformarlo in Cecenia importando usi e costumi medievali." – Un'assistente sociale intervistata da Meduza.

  • "L'attenzione di tutti è fissata sui siriani, ma i ceceni sono il gruppo più pericoloso. Non stiamo prestando sufficiente attenzione a questo." – La polizia di Francoforte (sull'Oder).

I ceceni intervistati hanno detto che la condotta auspicata tra i migranti ceceni in Germania è più rigida e rigorosa di quella tenuta nella stessa Cecenia ed è "una competizione per la rettitudine". Le minacce di violenza contro le donne "erranti" sono considerate "atti di patriottismo". Nella foto sopra: una volontaria (a sinistra) insegna la lingua tedesca a una richiedente asilo cecena, il 10 novembre 2015, a Berlino, in Germania (Foto di Sean Gallup/Getty Images)

Un centinaio di islamisti sta applicando apertamente la legge della sharia nelle strade di Berlino, secondo la polizia locale che indaga su una recente serie di assalti violenti nella capitale tedesca.

L'autoproclamata polizia della morale è costituita da salafiti provenienti dalla Cecenia, una regione della Russia dove la maggioranza della popolazione è musulmana sunnita. Queste ronde ricorrono alle minacce e alla violenza per scoraggiare i migranti ceceni a integrarsi nella società tedesca; promuovono anche la creazione di un sistema giuridico islamico parallelo in Germania. E le autorità tedesche sembrano incapaci di fermarle.

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L'Europa orientale sceglie di preservare la civiltà occidentale

di Giulio Meotti  •  17 luglio 2017

  • "La maggiore differenza è che in Europa, la politica e la religione sono state separate l'una dall'altra, ma nel caso dell'Islam è la religione che determina la politica." – Zoltan Balog, ministro ungherese delle Risorse umane.

  • Non è un caso che il presidente Donald Trump abbia scelto la Polonia, un paese che ha combattuto sia il nazismo sia il comunismo per invitare l'Occidente a mostrare un po' di buona volontà nella lotta esistenziale contro il nuovo totalitarismo: l'Islam radicale.

  • "Possedere armi è una cosa e possedere la volontà di usarle è un'altra cosa." – William Kilpatrick, docente del Boston College.

Il presidente Donald Trump fa un discorso a Varsavia, in Polonia, davanti al monumento che commemora la Rivolta di Varsavia del 1944 contro i tedeschi, il 6 luglio 2017. (Fonte dell'immagine: la Casa Bianca)

In un discorso storico accolto con entusiasmo da una gran folla di polacchi e pronunciato prima del vertice del G20 ad Amburgo, il presidente americano Donald Trump ha definito la battaglia dell'Occidente contro "il terrorismo islamico radicale" come il modo per difendere "la nostra civiltà e il nostro modo di vivere". Trump ha chiesto se l'Occidente abbia la volontà di sopravvivere:

"Abbiamo la fiducia nei nostri valori per difenderli ad ogni costo? Abbiamo abbastanza rispetto verso i nostri cittadini per proteggere i confini? Abbiamo il desiderio e il coraggio di preservare la nostra civiltà, di fronte a coloro che vogliono sovvertirla e distruggerla?"

La domanda di Trump potrebbe trovare una risposta nell'Europa orientale, dove ha scelto di pronunciare il suo discorso incisivo.

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La crisi dei migranti: Le posizioni dei paesi dell'Europa centrale

di Soeren Kern  •  13 luglio 2017

  • Molti dei cosiddetti richiedenti asilo si rifiutano di trasferirsi nei paesi dell'Europa centrale e orientale perché i benefici finanziari non sono generosi come in Francia, Germania o in Scandinavia. Inoltre, centinaia di migranti che sono stati ricollocati in Estonia, Lettonia e Lituania, che sono tra i paesi più poveri dell'Unione Europea, sono poi fuggiti in Germania e in altri paesi più ricchi del blocco.

  • "Bisogna dire chiaramente e direttamente che questo è un attacco all'Europa, alla nostra cultura, alle nostre tradizioni." – La premier polacca Beata Szydło.

  • "Penso che sia un nostro diritto decidere di non volere un elevato numero di musulmani nel nostro paese. Questa è un'esperienza storica per noi." – Il premier ungherese Viktor Orbán, facendo riferimento all'occupazione dell'Ungheria da parte dell'Impero ottomano dal 1541 al 1699.

In un discorso del 24 maggio, la premier polacca Beata Szydło ha detto che il suo paese non sarebbe stato ricattato dai funzionari dell'UE: "Non prenderemo parte alla follia dell'élite di Bruxelles. (...) Questo è un attacco all'Europa, alla nostra cultura, alle nostre tradizioni". (Foto: European Parliament/Flickr)

L'Unione Europea ha intrapreso un'azione legale nei confronti della Repubblica Ceca, dell'Ungheria e della Polonia per non aver rispettato un ordine controverso di accogliere migliaia di migranti provenienti dall'Africa, dall'Asia e dal Medio Oriente.

La cosiddetta procedura di infrazione, che autorizza la Commissione europea, il forte braccio esecutivo dell'UE, a denunciare gli Stati membri che sono considerati inadempienti rispetto agli obblighi loro derivanti dal diritto comunitario potrebbe condurre a pesanti sanzioni finanziarie.

La controversia risale al settembre 2015 quando nel pieno della crisi dei migranti in Europa, gli Stati membri dell'UE hanno votato a favore del ricollocamento di "120mila" profughi dall'Italia e dalla Grecia in altri paesi del blocco. Questa cifra si andava ad aggiungere a quella di 40mila migranti da trasferire da Italia e Grecia, come previsto da un piano del luglio 2015.

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In Europa è in atto una sostituzione della popolazione

di Giulio Meotti  •  11 luglio 2017

  • I trafficanti di esseri umani conducono i migranti alle navi delle Ong, che poi raggiungono i porti marittimi italiani. È stata aperta un'altra inchiesta giudiziaria sugli interessi economici della mafia nella gestione dei migranti dopo il loro arrivo.

  • Si possono paragonare i migranti agli ebrei in fuga dal nazismo. Papa Francesco, ad esempio, ha di recente equiparato i centri per migranti ai "campi di concentramento" nazisti. Dove sono le camere a gas, gli "esperimenti" medici, gli impianti di cremazione, i lavori forzati, le marce forzate e i plotoni di esecuzione? Questi paragoni vengono diffusi dai media per un motivo ben preciso: chiudere il dibattito.

  • Entro il 2065 si prevede l'arrivo di 14,4 milioni di migranti. Sommandoli agli oltre 5 milioni di immigrati attualmente in Italia, il 37 per cento della popolazione dovrebbe essere composto da stranieri: più di uno ogni tre abitanti.

Un'imbarcazione in legno con a bordo migranti è in attesa di essere scortata dalla nave "Topaz Responder", mentre i membri del Migrant Offshore Aid Station operano un salvataggio in mare il 21 novembre 2016 a Pozzallo, in Italia. (Foto di Dan Kitwood/Getty Images)

Prima, la rotta ungherese. Poi, la rotta balcanica. Ora, l'Italia è l'epicentro di questo terremoto demografico ed è diventata il ventre molle d'Europa con l'arrivo di centinaia di migliaia di migranti.

Con i quasi diecimila arrivi nelle ultime settimane il conto degli sbarchi nel 2017 ha superato quota 60 mila, il 48 per cento in più rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, quando erano stati 40 mila. Nel weekend pasquale, è stata toccata la cifra record di 8.000 mila migranti tratti in salvo nel Mar Mediterraneo e portati in Italia. E questa non è che la punta di un iceberg: durante l'estate il numero di arrivi dalla Libia non potrà che aumentare.

In Italia è in atto una sostituzione della popolazione. Ma basterà sfogliare i giornali mainstream per non trovare affatto queste cifre. Nessuna rete televisiva dedica tempo a ciò che sta accadendo. Nessuna critica è autorizzata. L'invasione è considerata un fatto compiuto.

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Germania, raddoppiano in un anno i reati sessuali commessi da migranti

di Soeren Kern  •  10 luglio 2017

  • Il caso di Eric X. e della sua vittima 23enne rivela ancora un volta il fallimento sistematico delle autorità tedesche a far rispettare la legge e garantire la sicurezza pubblica. Un fallimento nei controlli dei migranti in arrivo. Un fallimento a perseguire e incarcerare i criminali. Un fallimento a espellere i richiedenti asilo allo sbando e un fallimento da parte della polizia a prendere sul serio la crisi delle violenze sessuali commesse da migranti che sta travolgendo la Germania.

  • Il problema dei reati sessuali perpetrati da migranti in Germania è aggravato dal sistema giudiziario indulgente del paese, un sistema in cui i criminali ricevono condanne relativamente miti, anche per reati gravi. In molti casi, gli individui che sono arrestati per reati a sfondo sessuale vengono rilasciati dopo essere stati interrogati dalla polizia. Questa pratica consente ai sospetti criminali di continuare a delinquere rimanendo di fatto impuniti.

  • A Berlino, un tribunale ha assolto un 23enne turco accusato di stupro perché la sua vittima non è riuscita a dimostrare di non essere consenziente. La corte ha ascoltato la deposizione della donna che ha raccontato come l'uomo le avesse spinto la testa tra le sbarre di acciaio della testata del letto, violentandola ripetutamente per più di quattro ore. La vittima ha detto di aver implorato l'uomo di fermarsi, di aver opposto resistenza e di avergli graffiato la schiena, finché estenuata ha ceduto. A quel punto, il giudice le ha chiesto: "È possibile che in quel momento l'imputato abbia pensato che lei fosse d'accordo?"

Alcuni dei circa due milioni di migranti provenienti dall'Africa, dall'Asia e dal Medio Oriente, ai quali la cancelliera Angela Merkel ha permesso di entrare in Germania, che sono arrivati nel paese attraversando il confine austriaco, il 28 ottobre 2015, nei pressi di Wegscheid, in Baviera. (Foto di Johannes Simon/Getty Images)

Due poliziotti tedeschi sono stati rimossi dalle loro funzioni dopo non essere riusciti adeguatamente a fornire aiuti di emergenza a una donna che era stata violentata da un migrante a Bonn.

La mancanza di attenzione da parte della polizia ha accresciuto la sensazione che le autorità tedesche non stanno prendendo sul serio una crisi degli stupri in cui migliaia di donne e bambini tedeschi sono vittime di aggressioni sessuali da quando la cancelliera Angela Merkel ha permesso a più di due milioni di migranti provenienti dall'Africa, dall'Asia e dal Medio Oriente di entrare nel paese.

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