Analisi e articoli più recenti

L'Unione Europea: dal mercato unico a una tragica farsa

di Drieu Godefridi  •  13 aprile 2021

  • Tra cinquecento anni, quando gli storici ripenseranno all'era del Covid, diranno che "l'operazione Warp Speed" voluta dall'amministrazione Trump è stata un trionfo della scienza e della logistica.

  • Molti schierati a Sinistra hanno la memoria corta, ma l'UE non è sempre stata la grande macchina distante che è diventata.

  • Il principio di uguaglianza degli Stati e il principio di uguaglianza dei cittadini non possono essere armonizzati nell'attuale assetto istituzionale dell'Unione Europea, afferma la Corte costituzionale federale tedesca.

  • Ovviamente, le istituzioni dell'UE adottano un linguaggio fiorito – come, ad esempio, "rendere l'Unione Europea più democratica" – volto a far credere alla gente che le istituzioni dell'UE (...) sono sempre più democratiche e aspettano solo di esserlo pienamente.

  • Questa evoluzione è consistita, innanzitutto, nel sovvertire le istituzioni europee per far loro realizzare, oltre ai loro scopi economici, anche obiettivi a loro estranei, come una "politica estera comune" che fosse qualcosa di più che non mere parole. Come si potrebbe avere una politica estera comune al Regno Unito, all'Austria e al Portogallo?

  • Le élite dell'UE sono deboli, codarde e pusillanimi perché sanno di non rappresentare nessuno, nel vero senso democratico della parola, poiché non vengono elette democraticamente, non sono trasparenti e non sono responsabili verso nessuno. In definitiva, sono alla mercé dei governi che non sono mai d'accordo tra loro, ma hanno la legittimità di essere realmente democratici: eletti, trasparenti e responsabili. Non esiste nemmeno uno strumento per i cittadini che consenta di non eleggere nessuno, se desiderassero farlo.

La gestione della somministrazione del vaccino contro il Covid19 nell'Unione Europea è una metonimia per l'UE: una tragica farsa nelle mani di ideologi tanto ottusi quanto inefficienti. Nella foto: la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen a una conferenza stampa, tenutasi a Bruxelles il 17 marzo 2021, a seguito di una riunione su una proposta legislativa relativa a un certificato di vaccinazione comune UE. (Foto di John Thys/Pool/AFP via Getty Images)

Le opinioni riguardanti l'Unione Europea sono divise tra chi la considera inutile e costosa e chi la ritiene il futuro dell'Europa e un modello per gli esseri umani.

Ma qual è la realtà?

Prima che emergesse l'UE odierna, la costruzione di un'unione europea fu, inizialmente, un enorme successo.

Molti schierati a Sinistra hanno la memoria corta, ma l'UE non è sempre stata la grande macchina distante che è diventata. Nell'era di quelle che venivano denominate in modo più modesto "Comunità Europee" – comportando, ad esempio, la cooperazione tra le economie di più Paesi; o in seno al settore carbosiderurgico e nucleare – l'Europa ha conquistato quattro libertà di movimento: la libera circolazione di merci, persone, servizi e capitali. Nonostante i suoi difetti, le carenze e le innumerevoli imperfezioni (niente di umano è perfetto), questo mercato comune –o unico – ha dato un contributo massiccio e sostanziale alla libertà e alla prosperità degli europei.

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"Uccideteli, uccideteli tutti": La guerra contro la polizia in Francia

di Yves Mamou  •  10 aprile 2021

  • A gennaio, i servizi statistici del ministero dell'Interno hanno registrato, sulla base delle informazioni provenienti dai rapporti della polizia, 2.288 episodi di violenza perpetrata al grido: "Uccideteli tutti!".

  • Il sospetto dei media sull'uso illegittimo della violenza da parte della polizia è così forte che gli agenti sotto attacco non si sentono nemmeno autorizzati a usare la propria arma in dotazione.

  • Le accuse mosse dai media e dal mondo dello spettacolo – attori, cantanti e così via – contro la polizia sono alimentate anche dal mondo accademico.

  • I codardi della magistratura, ovviamente, si schierano altresì con la folla chic contro la polizia.

  • Se la polizia non può indagare o proteggere la popolazione perché gli agenti temono di essere definiti razzisti, allora la sicurezza dei cittadini è in pericolo.

In Francia è in corso una guerra contro la polizia, ma non se ne parla. Nella foto: Un agente di polizia parla con una conducente d'auto durante un controllo stradale, dopo una notte di scontri a nord di Blois, in Francia, il 17 marzo 2021. (Foto di Guillaume Souvant/AFP via Getty Images)

Il 25 gennaio a Pantin, un sobborgo di Parigi, il 4 febbraio a Carcassonne, nella parte meridionale della Francia, e il 13 febbraio a Poissy, nel dipartimento degli Yvelines, gruppi organizzati di "giovani" – secondo il vocabolario dei grandi media per evitare qualsiasi designazione etnica – hanno attirato le forze di polizia nei loro quartieri per tendere loro un'imboscata. Al grido: "Uccideteli, uccideteli tutti!", le pattuglie della polizia sono state attaccate con lanci di esplosivi e dispositivi pirotecnici usati come armi di guerriglia urbana. Tutte le volte, i video degli attacchi sono stati diffusi sui social network.

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La Cina invoca la guerra civilizzazionista contro l'America e l'Occidente

di Gordon G. Chang  •  1 aprile 2021

  • "Polvere da sparo" è una di quelle parole che Pechino utilizza quando vuole che gli altri sappiano che ha in mente la guerra. Ma la cosa più preoccupante e anche particolarmente ricca di pathos è che il termine è una parola che i propagandisti cinesi usano quando vogliono infiammare le platee della Cina continentale. (...) Pertanto, il Partito Comunista Cinese sta cercando di suscitare sentimenti nazionalisti, radunando il popolo cinese, forse per prepararlo alla guerra.

  • In misura più sostanziale, Pechino sta (...) cercando di dividere il mondo secondo linee razziali e di formare una coalizione globale contro i bianchi...

  • Deng Xiaoping, il pragmatico successore di Mao, consigliò alla Cina di "nascondere le proprie capacità, e attendere pazientemente". Tuttavia, Xi crede che il tempo della Cina sia in parte arrivato, perché, a suo avviso, l'America è in declino terminale.

  • Xi è serio. A gennaio, ha detto al suo esercito in forte espansione che doveva essere pronto a combattere "da un momento all'altro". Sempre a gennaio, la Commissione Militare Centrale del Partito ha assunto dal Consiglio di Stato il potere di mobilitare tutta la società per la guerra. Gli Stati bellicosi raramente si preparano al conflitto per poi tirarsi indietro.

C'era un "forte odore di polvere da sparo" quando i diplomatici americani e cinesi si sono incontrati ad Anchorage il 18 e il 19 marzo scorsi, secondo Zhao Lijian del Ministero degli Esteri cinese. "Polvere da sparo" è una di quelle parole che Pechino utilizza quando vuole che gli altri sappiano che ha in mente la guerra. Nella foto: diplomatici americani e cinesi riuniti al Captain Cook Hotel ad Anchorage, in Alaska, il 18 marzo 2021. (Foto di Frederic J. Brown/Pool/AFP via Getty Images)

C'era un "forte odore di polvere da sparo" quando i diplomatici americani e cinesi si sono incontrati ad Anchorage il 18 e il 19 marzo scorsi. È quanto dichiarato da Zhao Lijian funzionario del Ministero degli Esteri cinese poche ore dopo la conclusione del primo giorno dei colloqui tra Stati Uniti e Cina.

"Polvere da sparo" è una di quelle parole che Pechino utilizza quando vuole che gli altri sappiano che ha in mente la guerra.

Ma la cosa più preoccupante e anche particolarmente ricca di pathos è che il termine è una parola che i propagandisti cinesi usano quando vogliono infiammare le platee della Cina continentale, rammentando loro lo sfruttamento straniero – britannico e bianco – della Cina nel periodo della guerra dell'oppio nel XIX secolo. Pertanto, il Partito Comunista Cinese (PCC) sta cercando di suscitare sentimenti nazionalisti, radunando il popolo cinese, forse per prepararlo alla guerra.

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La Cina compra il favore delle università occidentali

di Giulio Meotti  •  18 marzo 2021

  • "La conferenza inaugurale ha assicurato [a tutti] che il Tibet non è mai stato annesso [e] che l'intervento cinese del 1950 era stato richiesto dai tibetani", ha osservato Nicolas Nord, professore di diritto.

  • Il neo-nominato capo della CIA, William J. Burns, ha dichiarato che se fosse dipeso da lui avrebbe chiuso gli Istituti Confucio nelle università occidentali.

  • Diciassette scuole del Regno Unito sono già di proprietà di aziende cinesi e quel numero è destinato ad aumentare. Inoltre, il Times ha rivelato che l'Università di Cambridge ha ricevuto un "regalo generoso" da parte della Tencent Holdings, una delle più grandi aziende tecnologiche cinesi coinvolta nella censura di Stato.

  • Oggi, sappiamo molte cose sulla crudeltà della Cina, e anche sui massacri del virus di Wuhan che il Partito Comunista cinese ha imposto al mondo (...) causando la morte di più di 2,5 milioni di persone.

  • Sappiamo anche quante persone sono rinchiuse nei laogai, le "prigioni amministrative" cinesi (circa 50 milioni)...

  • "I luoghi abitati da minoranze etniche, come lo Xinjiang e il Tibet, si contraddistinguono come fulgidi esempi dei progressi compiuti dalla Cina nell'ambito dei diritti umani", ha affermato il ministro degli Esteri cinese Wang Yi poche ore prima di partecipare [in collegamento video all'incontro del] (...) Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite. Probabilmente, nemmeno l'Unione Sovietica avrebbe potuto pensarlo.

Gulbahar Haitiwaji, una sopravvissuta ai "campi di rieducazione" nello Xinjiang, ha di recente rivelato ciò che accade lì. "È vietato parlare uiguro; è vietato pregare; è vietato fare lo sciopero della fame...". Ha dovuto defecare in un secchio di plastica davanti agli altri. È stata incatenata al suo letto per 20 giorni. Nella foto: "Il centro di istruzione di formazione professionale di Artux City", un campo di rieducazione dove sono detenute per lo più minoranze etniche musulmane, a nord di Kashgar, nello Xinjiang. (Foto di Greg Baker/AFP via Getty Images)

Il settimanale francese Le Point ha appena pubblicato una sconcertante indagine su come Pechino sta comprando il favore delle università occidentali. Ad esempio, Fabio Massimo Parenti, professore associato presso l'Istituto Internazionale "Lorenzo de' Medici" di Firenze, è stato ospitato nello Xinjiang, dove si stima che fino a due milioni di uiguri siano rinchiusi nei "campi di rieducazione". Inoltre, molte scuole britanniche sono ora finite sotto il radar cinese dell'influenza e della propaganda. Nigel Farage, leader del Reform Party britannico, di recente ha twittato che "i miliardari cinesi direttamente correlati al Partito Comunista cinese stanno acquistando le scuole britanniche e inondando i programmi di studi con la loro propaganda" e ha elencato i nomi di alcuni di tali istituti del Regno Unito "sotto il controllo cinese":

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Germania: Il Covid-19 innesca una nuova ondata di antisemitismo

di Soeren Kern  •  15 marzo 2021

  • Nel 2020, secondo i dati preliminari forniti dal governo federale, la polizia tedesca ha segnalato complessivamente 2.275 crimini di odio di matrice antisemita: una media di sei al giorno. Ciò indica un aumento di oltre il 10 per cento rispetto al numero di crimini antisemiti segnalati nel 2019. (...) La polizia è riuscita a identificare 1.367 sospetti, ma alla fine ne sono stati arrestati solo cinque.

  • Non è chiaro perché così pochi criminali abbiano affrontato le conseguenze penali per i crimini commessi, soprattutto quando i funzionari di governo affermano ripetutamente che la lotta all'antisemitismo è una priorità assoluta. Una ragione potrebbe essere che è politicamente scorretto identificare i veri sospettati.

  • La polizia tedesca, forse su ordine delle autorità politiche, attribuisce sistematicamente all'estrema Destra i crimini di odio di matrice antisemita.

  • "Per quale motivo la maggioranza degli atti antisemiti viene attribuita a perpetratori tedeschi 'di Destra'? Si può ravvisare una motivazione politica a riguardo, ossia che il crescente antisemitismo può essere usato politicamente come un'arma 'contro la Destra.'" – Tichys Einblick.

  • "Da molto tempo vengono mosse delle critiche da parte di esperti in merito al fatto che l'attribuzione della stragrande maggioranza dei casi di antisemitismo a perpetratori dell'estrema Destra è sbagliata e che nei confronti di altri responsabili, ad esempio coloro che appartengono ad ambienti islamisti e musulmani, non viene rivolta sufficiente attenzione." – Die Welt.

  • "Anche oggi, l'antisemitismo non è solo un fenomeno delle frange dell'estrema Destra. Si estende al centro della nostra società." – Il ministro degli Esteri tedesco Heiko Mass.

Alcuni manifestanti tedeschi anti-lockdown hanno banalizzato la Shoah mettendosi sullo stesso piano degli ebrei perseguitati dal regime nazista e si sono definiti combattenti della resistenza che si oppongono a un presunto governo antidemocratico. Qualche manifestante ha dichiarato che le quarantene imposte dai governi sono equivalenti ai campi di prigionia dell'epoca nazista. Nella foto: Un manifestante mostra un cartello che paragona la Normativa sulla Tutela dei Cittadini della cancelliera Angela Merkel al Decreto emanato da Adolf Hitler nel 1933 per la Protezione del Popolo e dello Stato, mentre la polizia disperde i manifestanti scesi in piazza a protestare contro le misure prese dal governo per limitare la diffusione del coronavirus, il 18 novembre 2020, a Berlino. (Foto di Tobias Schwarz/AFP via Getty Images)

Secondo i nuovi dati statistici diffusi dal governo tedesco, il numero dei crimini di odio di matrice antisemita commessi in Germania nel 2020 ha raggiunto il livello più alto dal 2001. L'antisemitismo nel Paese è cresciuto costantemente negli ultimi anni, alimentato in parte da attivisti anti-Israele dell'estrema Sinistra e dalla migrazione di massa dal mondo musulmano. Il problema è ora aggravato dalla pandemia di coronavirus, che i cospirazionisti di estrema Destra imputano agli ebrei e a Israele.

Nel 2020, secondo i dati preliminari forniti dal governo federale, la polizia tedesca ha segnalato complessivamente 2.275 crimini di odio di matrice antisemita: una media di sei al giorno. Ciò indica un aumento di oltre il 10 per cento rispetto al numero di crimini antisemiti segnalati nel 2019, un anno record per tali reati. I numeri ufficiali si riferiscono solo ai crimini segnalati dalla polizia e il numero effettivo di episodi è presumibilmente ben maggiore.

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Il ruolo dell'Iran in Yemen: Stati Uniti e Unione Europea vacillano

di Majid Rafizadeh  •  7 marzo 2021

  • Il Corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica (IRGC) (...) è un importante sostenitore e finanziatore degli Houthi e ha intensificato la fornitura di armi allo Yemen. (...) L'Arabia Saudita, rivale dell'Iran è stata l'obiettivo principale da parte di Teheran del rifornimento di armi agli Houthi.

  • Dopo l'attacco alle installazioni petrolifere dell'Arabia Saudita, il famoso quotidiano statale Kayhan, il cui direttore è uno stretto consigliere della Guida Suprema Ali Khamenei ed è stato nominato da lui, aveva in prima pagina un articolo il cui titolo era "Gli Houthi hanno sparato un missile contro Riad. Dubai sarà la prossima".

  • Già nel 2019, gli Houthi avevano lanciato un missile contro un impianto nucleare di Abu Dhabi, un atto molto probabilmente destinato a provocare grosse perdite tra i civili. Per fortuna, il lancio del missile non andò a buon fine.

  • Anche i leader iraniani hanno ammesso di aiutare gli Houthi. L'influente clerico Mehdi Tayeb ha affermato che il fallito attacco degli Houthi all'impianto nucleare di Abu Dhabi è stato compiuto in più fasi dall'IRGC con il sostegno della Marina iraniana.

  • Compiacendo i mullah iraniani al potere, l'UE e l'amministrazione Biden incoraggiano il regime di Teheran e il suo gruppo terroristico, gli Houthi.

Il regime iraniano sta fornendo armi sofisticate al gruppo di miliziani yemeniti degli Houthi, che è stato riconosciuto come organizzazione terroristica dalla precedente amministrazione statunitense. Come affrontano tale questione l'Unione Europea e l'amministrazione Biden? Nella foto: i miliziani Houthi a Sanaa, in Yemen, l'11 gennaio 2021. (Foto di Mohammed Huwais/AFP via Getty Images)

Stanno emergendo ulteriori prove, tra cui un recente rapporto delle Nazioni Unite, che mostrano che il regime iraniano sta fornendo armi sofisticate al gruppo di miliziani degli Houthi, in Yemen. Il gruppo è stato riconosciuto come organizzazione terroristica dalla precedente amministrazione statunitense.

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Danimarca: "Il nostro obiettivo è zero richiedenti asilo"

di Soeren Kern  •  27 febbraio 2021

  • "Il nostro obiettivo è zero richiedenti asilo. Non possiamo promettere che ci saranno zero richiedenti asilo, ma possiamo creare la visione per un nuovo sistema di asilo e poi fare il possibile per attuarlo. Dobbiamo stare attenti che nel nostro Paese non arrivino troppe persone, altrimenti la nostra coesione sociale non può esistere. È già stata messa in discussione." – Il primo ministro danese Mette Frederiksen.

  • "Purtroppo, credo che l'allentamento della politica migratoria si tradurrà in un aumento del numero di richiedenti asilo in Danimarca una volta che la crisi del Covid-19 sarà finita. Basta guardare le Isole Canarie, che ora sono inondate di profughi. L'interrogativo è se vivremo una nuova crisi migratoria simile a quella del 2015, quando sarà finita quella del coronavirus." – Pia Kjærsgaard, parlamentare del Partito Popolare danese.

  • "La lotta contro l'islamismo riguarda la sopravvivenza dello Stato assistenziale. La Danimarca non deve adattarsi all'Islam è l'Islam che deve adattarsi alla Danimarca." – Il ministro danese dell'Immigrazione Mattias Tesfaye.

Il primo ministro danese Mette Frederiksen ha annunciato che il suo governo intende limitare notevolmente il numero di persone che chiedono asilo in Danimarca. Nella foto: La polizia danese effettua controlli a campione sui flussi in arrivo dalla Germania, al valico di frontiera dell'autostrada A7, il 6 gennaio 2016, nei pressi di Padborg, in Danimarca, nel tentativo di arginare l'arrivo di profughi e migranti. (Foto di Sean Gallup/Getty Images)

Il primo ministro danese Mette Frederiksen ha annunciato che il suo governo intende limitare notevolmente il numero di persone che chiedono asilo in Danimarca. L'obiettivo, ha dichiarato la premier, è quello di preservare "la coesione sociale" nel Paese.

I commenti della Frederiksen, che molti hanno accolto favorevolmente e altri hanno liquidato come vuote promesse, sono l'ultima salva di un lungo dibattito sul multiculturalismo e sul ruolo dell'Islam nella società danese.

La Danimarca, che ha una popolazione di 5,8 milioni di abitanti, ha ricevuto circa 40 mila domande di asilo negli ultimi cinque anni, secondo i dati raccolti da Statista. La maggior parte delle richieste ricevute dalla Danimarca, un Paese prevalentemente luterano, è pervenuta da parte di migranti provenienti da Paesi dell'Africa, dell'Asia e del Medio Oriente.

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L'Iran trasforma Gaza in un deposito di armi

di Khaled Abu Toameh  •  20 febbraio 2021

  • Invece di immagazzinare medicine e vaccini, Hamas e il Jihad Islamico sono impegnati a stoccare razzi e ordigni esplosivi.

  • I gruppi terroristici palestinesi che si lamentano di una crisi economica paralizzante nella Striscia di Gaza in qualche modo sembrano sempre trovare denaro sufficiente per acquistare, contrabbandare o fabbricare armi.

  • Inoltre, Hamas e altri gruppi terroristici palestinesi hanno spesso violato il diritto bellico lanciando razzi dall'interno di zone abitate.

  • È importante rilevare che Hamas intende partecipare alle elezioni continuando a immagazzinare armi nelle aree residenziali della Striscia di Gaza.

  • Se a provocare l'esplosione a Beit Hanoun fosse stato Israele, i media internazionali non avrebbero visto l'ora di gridare ai quattro venti che Israele aveva commesso un altro "crimine di guerra". Forse è il momento di prestare attenzione ai messaggi sui social (...) che proclamano il vero nemico: Hamas, il PIJ (Jihad Islamico Palestinese) e altri gruppi terroristici palestinesi.

Piuttosto che fare qualcosa per garantire i vaccini anti Covid-19 a due milioni di palestinesi che vivono sotto il loro governo nella Striscia di Gaza, i gruppi terroristici palestinesi Hamas e il Jihad Islamico Palestinese continuano a fare ciò di cui hanno dato prova di essere esperti: prepararsi alla guerra contro Israele e mettere in pericolo la vita di innocenti civili israeliani e palestinesi. Nella foto: Un portavoce dei gruppi terroristici parla a una conferenza stampa durante le esercitazioni militari congiunte condotte da Hamas, a Gaza City, il 29 dicembre 2020. (Foto di Mohammed Abed/AFP via Getty Images)

Mentre molti nella comunità internazionale esprimono sempre più preoccupazione per la crisi economica e umanitaria nella Striscia di Gaza, sotto il controllo di Hamas, i gruppi terroristici palestinesi sembrano poco interessati a migliorare le condizioni di vita della loro popolazione.

Questi gruppi, in particolare Hamas e il Jihad Islamico Palestinese (PIJ), non stanno facendo nulla per garantire i vaccini anti Covid-19 a due milioni di palestinesi che vivono sotto il loro governo nella Striscia di Gaza.

Piuttosto, Hamas e il PIJ continuano a fare ciò di cui hanno dato prova di essere esperti: prepararsi alla guerra contro Israele e mettere in pericolo la vita di innocenti civili israeliani e palestinesi.

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La Palestina è uno Stato?

di Alan M. Dershowitz  •  14 febbraio 2021

  • La Corte Penale Internazionale (CPI) altamente politicizzata ha appena dichiarato di riconoscere la Palestina come Stato. Lo ha fatto senza alcun negoziato con Israele, senza alcun compromesso e senza confini riconosciuti. Lo ha anche fatto senza alcuna autorità giuridica, perché lo Statuto di Roma, istitutivo della Corte Penale Internazionale, non prevede che questa corte penale riconosca nuovi Stati.

  • La CPI non è un vero tribunale in qualsiasi modo si intenda questo termine. A differenza dei tribunali reali, che hanno statuti e un diritto consuetudinario da interpretare, la Corte Penale Internazionale prende decisioni. Come il giudice dissenziente ha così giustamente rilevato, la decisione sulla Palestina non è basata sulla legge esistente. Si basa sulla politica pura.

  • I palestinesi – sia in Cisgiordania sia a Gaza – che si sono rifiutati di negoziare in buona fede e hanno utilizzato il terrorismo come loro principale pretesa di riconoscimento, sono stati ricompensati da questa decisione per la loro violenza.

  • Le vere vittime di un procedimento così selettivo sono i cittadini di questi Paesi del Terzo mondo i cui leader li stanno uccidendo e mutilando.

  • In definitiva, la decisione della CPI sulla Palestina è una battuta d'arresto per un unico standard dei diritti umani. È una vittoria per il terrorismo e una riluttanza a negoziare la pace. Ed è un valido argomento a sfavore dell'adesione di Stati Uniti e Israele a questo "tribunale" di parte e che gli conferisce qualsiasi legittimità.

La Corte Penale Internazionale (CPI) altamente politicizzata non è vero tribunale in qualsiasi modo si intenda questo termine. A differenza dei tribunali reali, che hanno statuti e un diritto consuetudinario da interpretare, la Corte Penale Internazionale prende decisioni. Fatou Bensouda, procuratore capo della CPI, tiene una conferenza stampa, il 3 maggio 2018, a Kinshasa, nella Repubblica Democratica del Congo. (Foto di John Wessels / AFP tramite Getty Images)

La Corte Penale Internazionale altamente politicizzata ha appena dichiarato di riconoscere la Palestina come Stato. Lo ha fatto senza alcun negoziato con Israele, senza alcun compromesso e senza confini riconosciuti. Lo ha anche fatto senza alcuna autorità giuridica, perché lo Statuto di Roma, istitutivo della Corte Penale Internazionale, non prevede che questa corte penale riconosca nuovi Stati. Inoltre, né Israele né gli Stati Uniti hanno ratificato quel trattato, pertanto, le decisioni della CPI non sono vincolanti per loro. Né questa decisione divergente è vincolante per i firmatari, poiché eccede l'autorità del sedicente tribunale.

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Una calamità globale: 340 milioni di cristiani perseguitati

di Raymond Ibrahim  •  6 febbraio 2021

  • La "persecuzione estrema" che i cristiani subiscono in 10 delle 12 nazioni dove viene registrato il maggior numero di uccisioni è dovuta alla "oppressione islamica" o avviene in Paesi a maggioranza musulmana. Queste nazioni sono: l'Afghanistan (al 2° posto, in questa persecuzione estrema), la Somalia (al 3° posto), la Libia (al 4°), il Pakistan (al 5°), lo Yemen (al 7°), l'Iran (all'8°), la Nigeria (al 9°), l'Iraq (all'11°) e la Siria (al 12° posto).

  • "L'80 per cento dei cristiani indiani aiutati da Porte Aperte/Open Doors dichiara di aver visto loro negato l'accesso ai centri distribuzione aiuti alimentari durante la pandemia di Covid-19." – Porte Aperte/Open Doors, World Watch List.

  • Considerando che per la prima volta in più di un decennio, nella World Watch List di Porte Aperte/Open Doors, la Cina è entrata a far parte dei primi 20 Paesi che perpetrano persecuzioni, piazzandosi al 17° posto (lo scorso anno era invece al 23°), questo non fa ben sperare per i cristiani che sono già sottoposti a "una stringente sorveglianza da parte dello Stato".

  • Allo stesso modo, in Turchia, che lo scorso anno è passata dal 36° posto al 25°, "l'affiliazione religiosa di ogni cittadino è registrata sul chip elettronico delle carte d'identità, consentendo così di discriminare i cristiani". – World Watch List di Porte Aperte/Open Doors.

  • "In Nigeria vengono uccisi più cristiani per la loro fede che in qualsiasi altro Paese." – World Watch List di Porte Aperte/Open Doors.

(Image source: iStock)

Ogni giorno, in tutto il mondo, 13 cristiani vengono uccisi per la loro fede; 12 vengono arrestati o incarcerati illegalmente; 5 vengono rapiti e 12 chiese o altri edifici cristiani vengono attaccati.

Questi sono solo alcuni dei risultati inquietanti della World Watch List (WWL-2021) di recente pubblicata da Porte Aperte/Open Doors. Questo rapporto annuale stila la classifica delle prime 50 nazioni in cui i cristiani sono maggiormente perseguitati per la loro religione.

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La trasformazione religiosa delle scuole francesi

di Giulio Meotti  •  31 gennaio 2021

  • In Francia, c'è una guerra a bassa intensità, finalizzata a radicalizzare le scuole.

  • Alla scuola media Pierre Mendès France, a Samur, uno studente ha detto al suo insegnante: "Mio padre ti decapiterà". È diventato impossibile anche solo fare un elenco preciso di questi episodi. Si verificano quotidianamente in Francia.

  • "Di fronte alle intimidazioni islamiste, cosa dovrebbe fare il mondo libero?" – Titolo dell'editoriale di Robert Redeker pubblicato su Le Figaro nel 2006. Pochi giorni dopo, Redecker iniziò a ricevere minacce di morte.

  • Se gli estremisti sono riusciti a intimidire le scuole francesi e le università, perché non dovrebbero essere in grado di sottomettere l'intera società?

In Francia, c'è una guerra a bassa intensità, finalizzata a radicalizzare le scuole. Il ministro francese dell'Istruzione Jean Michel Blanquer ha rivelato che dopo la decapitazione dell'insegnante Samuel Paty, in ottobre, nelle scuole francesi si sono verificati 800 "episodi" islamisti. Nella foto: la scuola media Bois-d'Aulne a Conflans-Saint-Honorine, dove Paty è stato assassinato il 16 ottobre 2020. (Foto di Bertrand Guay/AFP via Getty Images)

"A differenza di Lei, Colonnello, e di molti altri, Mila non si sottometterà mai", ha scritto il padre dell'adolescente francese al preside della sua scuola in una lettera pubblicata da Le Point. Il 18 gennaio 2020, Mila O., allora 16enne, ha espresso commenti offensivi sull'Islam durante il suo video in diretta su Instagram.

"Durante la diretta streaming, un ragazzo musulmano le chiede un appuntamento che lei rifiuta di dargli dicendo di essere gay. Il giovane risponde accusandola di razzismo e definendola una 'sporca lesbica'. In un altro video in streaming, successivo agli insulti ricevuti, Mila replica con veemenza asserendo che 'odia la religione'".

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I turchi celebrano un simpatizzante nazista

di Uzay Bulut  •  26 gennaio 2021

  • Purtroppo, Hüseyin Nihal Atsız ha ancora molti sostenitori in Turchia.

  • "Come il fango non sarà ferro anche se viene messo in un forno, l'ebreo non può essere turco, per quanto ci provi. L'identità turca è un privilegio, non è concessa a tutti, soprattutto a quelli come gli ebrei. (...) Se ci arrabbiamo, non solo stermineremo gli ebrei come fecero i tedeschi, ma andremo oltre..." – Hüseyin Nihal Atsız nella sua rivista Rivoluzione Nazionale (Milli Inkılap), 1934.

  • Oggi, dietro molte delle costanti politiche aggressive della Turchia, come le sue attività anti-armene, anti-greche, anti-cipriote, anti-ebraiche, anti-curde, anti-occidentali e anti-israeliane fanno capolino le idee razziste di Atsız. Milioni di turchi sono stati avvelenati per decenni dalle visioni naziste di Atsız.

A novembre, la municipalità metropolitana di Istanbul, governata dal Partito Repubblicano del Popolo della Turchia (CHP), ha intitolato un parco nel distretto di Maltepe, a Istanbul, a Hüseyin Nihal Atsız, un razzista antisemita e uno dei più importanti simpatizzanti nazisti della Turchia. Nella foto: il leader del CHP Kemal Kilicdaroglu (a sinistra), saluta i sostenitori a una manifestazione del quartiere Maltepe di Istanbul, il 9 luglio 2017. (Foto di Yasin Akgul/AFP via Getty Images)

A novembre, la municipalità metropolitana di Istanbul, governata dal Partito Repubblicano del Popolo della Turchia (CHP), ha intitolato un parco nel distretto di Maltepe, a Istanbul, a Hüseyin Nihal Atsız, un razzista antisemita e uno dei più importanti simpatizzanti nazisti della Turchia. La richiesta è stata formulata dai membri di un altro partito di opposizione turco, il Buon Partito (Iyi). Atsız (1905-1975) era famoso per "la misurazione del cranio" allo scopo di determinare "l'entità dell'identità turca" delle persone.

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La Cina alla conquista di Hollywood

di Judith Bergman  •  25 gennaio 2021

  • Un produttore di Hollywood ha detto a PEN America che le proposte di progetti critici nei confronti della Cina hanno suscitato il timore che "voi o la vostra impresa sarete fattivamente inseriti nella lista nera e ciò interferirà con il vostro attuale o futuro progetto. Quindi, non solo pagherete lo scotto [della vostra decisione], ma lo pagheranno anche la vostra azienda e le future imprese per le quali lavorerete. E questo pericolo lo teniamo sempre in mente".

  • "Non è solo il problema di Hollywood, o il problema tecnologico, non è solo la questione del basket o dello sport o di vari altri settori. (...) Riguarda tutti i settori. Per distribuire prodotti e servizi in quel mercato, ci sono determinate regole da rispettare (...) in modo che vi sia consentito l'accesso ai consumatori. Ma questi processi (...) sono peggiorati sempre più (...) e sono sempre più amplificati nel tempo. (...) Siamo arrivati al punto in cui dobbiamo fermarli ora e contrattaccare oppure perderemo...". – Chris Fenton, dirigente di Hollywood e autore di Feeding the Dragon: Inside the Trillion Dollar Dilemma Facing Hollywood, the NBA, and American Business. voanews.com, 16 ottobre 2020.

  • Il problema va oltre il semplice business cinematografico.

A ottobre, per la prima volta, la Cina ha superato il Nord America divenendo il più grande mercato cinematografico al mondo. Nella foto: Wang Jianlin (secondo da sinistra), presidente del colosso cinese Wanda Group, partecipa alla cerimonia di apertura del Wanda Qingdao Movie Metropolis, pubblicizzato come "la risposta cinese a Hollywood", a Qingdao, il 18 aprile 2018. (Foto di Wang Zhao/AFP via Getty Images)

A ottobre, per la prima volta, la Cina ha superato il Nord America divenendo il più grande mercato cinematografico al mondo. "In Cina, la vendita dei biglietti del cinema nel 2020, domenica, si è attestata a 1.998 miliardi di dollari, superando l'incasso complessivo del Nord America che è di 1.937 miliardi di dollari, secondo i dati di Artisan Gateway. Si prevede che il divario aumenterà notevolmente entro la fine dell'anno", ha scritto The Hollywood Reporter il 18 ottobre scorso. "Gli analisti prevedono da tempo che il Paese più popoloso al mondo, un giorno sarebbe arrivato in cima alle classifiche mondiali. Ma i risultati rappresentano ancora un epocale cambiamento storico".

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Media: Israele va denigrato per la sua impareggiabile campagna vaccinale

di Richard Kemp  •  16 gennaio 2021

  • La stessa politica negativa [da parte della stampa e di molti presunti gruppi per i diritti umani] si estende ad altri importanti benefici che Israele ha recato al mondo, tra cui l'innovazione scientifica, la tecnologia medica e l'intelligence salva-vita. Va contro i piani editoriali parlare dello Stato ebraico positivamente, a meno che non si riesca in qualche modo a distorcere una bella storia e a farla diventare brutta.

  • Ai sensi degli Accordi di Oslo tra Israele e i palestinesi firmati negli anni Novanta, che prevedevano la creazione dell'Autorità Palestinese (AP), solo quest'ultima e non Israele, è responsabile dell'assistenza sanitaria della propria popolazione, comprese le vaccinazioni. Quasi 150 membri delle Nazioni Unite riconoscono la "Palestina" come Stato, ma questi media e organismi per i diritti umani, che mostrano pregiudizi deplorevolmente prevedibili, non possono permettere all'ONU di farlo.

  • Contraddicendo le accuse di perseguire una politica razzista o di "apartheid", Israele sta vaccinando i suoi cittadini arabi sin dall'inizio della campagna vaccinale. Considerato il fatto che in queste comunità è stata riscontrata una certa riluttanza a vaccinarsi, il governo israeliano, insieme ai leader della comunità araba, sta compiendo degli sforzi concertati per incoraggiarli a farlo, e a tale scopo, il primo ministro Netanyahu si è recato di recente in due città arabe, invitando la popolazione a non avere timore del vaccino.

  • Lo stesso approccio può essere ravvisato negli Accordi di Abramo del 2020, un risultato storico in una pace finora elusiva tra Israele e gli arabi. Tali accordi sono stati accolti con insensibile cinismo dai media e dai veterani costruttori di pace, le cui stesse soluzioni proposte sono ripetutamente fallite.

  • [Il primo ministro israeliano Benjamin] Netanyahu è la forza trainante degli Accordi di Abramo, le cui origini risalgono a un suo discorso pronunciato durante una sessione congiunta del Congresso, nel 2015, quando prese posizione contro le ambizioni nucleari iraniane. La posizione solitaria di Netanyahu, non sfuggì ai leader arabi, i quali iniziarono a rendersi conto di avere una causa in comune con lo Stato di Israele, il che avrebbe potuto offrire loro un futuro più luminoso di quello gravato da inutili animosità.

Quotidiani e mezzi di comunicazione da entrambe le sponde dell'Atlantico si agitano – e distorcono la verità – per colpire Israele a causa del suo straordinario successo nella campagna di vaccinazione contro il Covid-19. Nella foto: un'operatrice sanitaria parla con una donna arabo-israeliana prima di somministrarle il vaccino, al Clalit Health Services, nella città araba di Umm al Fahm, in Israele, il 4 gennaio 2021. (Photo by Jack Guez/AFP via Getty Images)

Il pregiudizio contro lo Stato ebraico è così forte nei media occidentali che le azioni meritorie che garantiscono i titoli dei giornali, se attribuibili a qualsiasi altro Paese, vengono spesso ignorate, minimizzate o denigrate quando si tratta di Israele. Quando ad esempio, in qualsiasi parte del mondo si verifica un disastro, Israele è spesso il primo, o tra i primi, a offrire aiuto e inviare soccorsi. Più di recente, lo scorso mese, le Forze di Difesa israeliane hanno inviato in Honduras una squadra di soccorritori a seguito delle devastazioni causate dagli uragani di categoria 4 Eta e Iota, che hanno lasciato migliaia di persone senza casa.

Negli ultimi quindici anni, le missioni di soccorso dell'IDF sono state inviate in Albania, in Brasile, in Messico, in Nepal, nelle Filippine, in Ghana, in Bulgaria, in Turchia, in Giappone, in Columbia, a Haiti, in Kenya, negli Stati Uniti, in Sri Lanka e in Egitto, e in molti altri Paesi negli anni passati.

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Il "vergognoso" biennio della Germania al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite

di Soeren Kern  •  12 gennaio 2021

  • Ma un esame più approfondito del comportamento di voto della Germania alle Nazioni Unite negli ultimi anni rivela un preoccupante duplice criterio utilizzato in merito a una serie di questioni, soprattutto quella dei diritti umani, che il governo tedesco afferma essere "una pietra angolare" della sua politica estera.

  • I precedenti mostrano che mentre era membro non permanente del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, la Germania ha votato per decine di risoluzioni – molte delle quali sapevano di antisemitismo – che prendevano di mira Israele, l'unica democrazia in Medio Oriente.

  • Inoltre, la Germania ha chiuso un occhio quando numerosi violatori seriali dei diritti umani, tra cui Cina, Libia, Mauritania, Sudan e Venezuela, tra gli altri, sono stati eletti al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, il più alto organismo dell'ONU per i diritti umani.

  • Nel 2020, la Germania ha votato tredici volte per condannare Israele, ma non è riuscita a presentare una sola risoluzione sulla situazione dei diritti umani a Cuba, in Cina, in Arabia Saudita, in Turchia, in Pakistan, in Venezuela – o in altri 175 Paesi, secondo UN Watch, un gruppo di osservatori non governativo e indipendente, con sede a Ginevra.

  • "Sebbene quasi tutti i Paesi abbiano appoggiato 13 delle 17 risoluzioni dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite (UNGA) che quest'anno hanno preso di mira Israele, non sono però riusciti a presentare nemmeno una risoluzione per le attiviste che si battono a favore dei diritti delle donne detenute nelle carceri dell'Arabia Saudita e sottoposte a tortura, per gli artisti dissidenti arrestati a Cuba, per i giornalisti sbattuti dietro le sbarre in Turchia, per le minoranze religiose attaccate in Pakistan e per i membri dell'opposizione perseguitati in Venezuela, dove più di cinque milioni di persone sono fuggite dalla repressione del governo, dalla fame e dal collasso economico." – UN Watch, 16 dicembre 2020.

  • In seno alle Nazioni Unite, la Germania ha perseguito una politica simile di approvazione delle risoluzioni anti-Israele nel 2018, nel 2017 e nel 2016, quando votò a favore di una risoluzione dell'ONU particolarmente deplorevole, promossa dal gruppo dei Paesi arabi e dalla delegazione palestinese, che indicava Israele, come unico violatore mondiale della "salute mentale, fisica e ambientale".

Ma un esame più approfondito del comportamento di voto della Germania alle Nazioni Unite negli ultimi anni rivela un preoccupante duplice criterio utilizzato in merito a una serie di questioni, soprattutto quella dei diritti umani, che il governo tedesco afferma essere "una pietra angolare" della sua politica estera. Nella foto: Il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas (a sinistra) e l'ambasciatore alle Nazioni Unite, Christoph Heusgen, partecipano il 28 marzo a New York, a una riunione del Consiglio di Sicurezza. (Foto by Angela Weiss/AFP via Getty Images)

Il mandato biennale della Germania come membro non permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite è terminato il 31 dicembre 2020. Il ministero degli Esteri tedesco, in un elenco autocelebrativo dei suoi presunti risultati per "rafforzare l'ordine internazionale", ha dichiarato che la Germania ora merita di ottenere un seggio permanente nel Consiglio di Sicurezza dell'ONU.

Ma un esame più approfondito del comportamento di voto della Germania alle Nazioni Unite negli ultimi anni rivela un preoccupante duplice criterio utilizzato in merito a una serie di questioni, soprattutto quella dei diritti umani, che il governo tedesco afferma essere "una pietra angolare" della sua politica estera.

I precedenti mostrano che mentre era membro non permanente del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, la Germania ha votato per decine di risoluzioni – molte delle quali sapevano di antisemitismo – che prendevano di mira Israele, l'unica democrazia in Medio Oriente.

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