Analisi e articoli più recenti

Dare ai talebani legittimità internazionale sarebbe un errore disastroso

di Con Coughlin  •  23 settembre 2021

  • I piani europei per stringere legami più stretti con Kabul sono, tuttavia, gravemente compromessi dalla condotta del nuovo regime talebano che, invece di mantenere la sua promessa di ravvedersi, sembra ripristinare il suo vecchio approccio intransigente.

  • Recenti rapporti affermano che nelle ultime tre settimane almeno quattro agenti d'élite afghani dell'antiterrorismo sono stati braccati e uccisi dai talebani, in un caso sono state strappate tutte le unghie alla vittima prima di sparargli.

  • "Dobbiamo smettere di fingere che i talebani siano cambiati", ha ammonito McMaster. "La nostra autoillusione ha portato molti ad abbracciare un capovolgimento orwelliano della moralità considerando i terroristi jihadisti come partner. (...) I talebani sono intenzionati a imporre una brutale forma di shariah al popolo afghano e sono collegati ai terroristi determinati a continuare il loro jihad...". – HR McMaster, ex consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, The Sunday Times, 12 settembre 2021.

Gli ingenui tentativi di alcune delle principali potenze occidentali di promuovere le relazioni con il regime talebano di recente insediato a Kabul sono stati minati dall'atteggiamento intransigente del nuovo regime islamista. Nella foto: uomini armati talebani organizzano una manifestazione pro-talebana di donne in burqa, volta a migliorare l'immagine del regime nei media stranieri, a Kabul, l'11 settembre 2021. (Foto di Aamir Qureshi/AFP via Getty Images)

Gli ingenui tentativi di alcune delle principali potenze occidentali di promuovere le relazioni con il regime talebano di recente insediato a Kabul sono stati minati dall'atteggiamento intransigente del nuovo regime islamista.

In seguito alla drammatica presa del controllo dell'Afghanistan da parte dei talebani il mese scorso, alcuni importanti leader occidentali hanno espresso la loro disponibilità a collaborare con il nuovo regime afghano, a seguito delle affermazioni di alcuni leader talebani di voler stabilire una forma di governo più moderata rispetto al precedente regime talebano che ha terrorizzato il Paese alla fine degli anni Novanta.

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I mullah iraniani sono più vicini che mai alla produzione di armi nucleari

di Majid Rafizadeh  •  19 settembre 2021

  • L'amministrazione Biden (...) non ha fatto alcuno sforzo per esercitare pressioni sul regime iraniano affinché risponda alle domande poste dall'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica su tre siti nucleari clandestini rinvenuti in Iran.

  • "Per motivi di obiettività, dovrei dire che il governo iraniano ha ribadito la sua volontà di impegnarsi, cooperare e fornire risposte, ma finora non l'ha fatto. Quindi spero che questo possa cambiare, ma mentre parliamo, non c'è stato alcun progresso concreto." – Il generale Rafael Mariano Grossi, Direttore Generale dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, Seattle Times, 7 giugno 2021.

  • Sembra – in modo preoccupante, specialmente dopo i fallimenti dell'intelligence e della pianificazione nella débâcle in Afghanistan – che l'amministrazione Biden sia di nuovo inerte mentre i mullah iraniani continuano comodamente ad arricchire l'uranio per acquisire un arsenale di armi nucleari.

  • Abbiamo visto cosa fanno alla loro stessa gente e alla regione quando non dispongono ancora di un'arma nucleare. Basta osservare ciò che ha fatto quello che è stato definito "il più grande sponsor mondiale del terrorismo di Stato" senza disporre di armi nucleari, sia a livello nazionale per il proprio popolo sia a livello internazionale, in Libano, Yemen, Libia, Iraq, Siria, Arabia Saudita, Territori Palestinesi e persino in Venezuela e nel più vasto Sud America. (...) Cosa può quindi aspettarsi il mondo libero che l'Iran farà dopo che avrà le sue armi nucleari?

Il regime iraniano sembra essere a pochi mesi dalla produzione di armi nucleari, il tutto mentre l'amministrazione Biden è completamente silente e non ha esplicitato alcuna politica chiara per impedire a questo regime pericoloso e predatorio di diventare uno Stato nucleare come la Corea del Nord. Nella foto: l'impianto di produzione di acqua pesante ad Arak, a sud di Teheran. (Foto di Majid Saeedi/Getty Images)

Il regime iraniano sembra essere a pochi mesi dalla produzione di armi nucleari, il tutto mentre l'amministrazione Biden è completamente silente e non ha esplicitato alcuna politica chiara per impedire a questo regime pericoloso e predatore di diventare uno Stato nucleare come la Corea del Nord.

Il ministro della Difesa israeliano Benny Gantz ha detto quanto segue agli ambasciatori dei Paesi del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, durante un briefing al ministero degli Esteri, a Gerusalemme, tenutosi il 4 agosto 2021:

"L'Iran ha violato tutte le linee guida stabilite nel JCPOA ed è solo a circa 10 settimane di distanza dall'acquisizione di materiali usati per la fabbricazione di armi necessari per produrre un'arma nucleare. (...) Ora è il momento dei fatti: le parole non bastano. È tempo di un'azione diplomatica, economica e persino militare, altrimenti gli attacchi continueranno".

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Biden lascia che la Cina la faccia franca con il crimine del secolo

di Gordon G. Chang  •  9 settembre 2021

  • Il presidente degli Stati Uniti non ha bisogno di una conoscenza perfetta per agire.

  • La mancata condivisione delle informazioni quando si ha l'obbligo di farlo è una ragione sufficiente per imporre gravosi costi a carico di Pechino, ma ci sono due ulteriori motivi, entrambi sufficienti di per sé, per farlo.

  • Innanzitutto, per almeno cinque settimane, i funzionari cinesi hanno prima insabbiato e poi mentito sulla trasmissibilità da uomo a uomo del virus SARS-CoV-2, dicendo al mondo che il Covid-19 non era contagioso quando sapevano che in realtà lo era. (...) In secondo luogo, l'esercito cinese sta lavorando sulla prossima generazione di agenti patogeni.

  • Se gli scienziati cinesi riusciranno a progettare agenti patogeni mirati solo agli stranieri, il prossimo microbo, virus o germe proveniente dalla Cina potrebbe porre fine alle società non cinesi. Questo sarà il killer della civiltà della Cina comunista.

  • La prossima pandemia, quindi, potrebbe essere quella che permetterà alla Cina di essere l'unica società vitale al mondo. Se vuole sopravvivere, il mondo necessita di qualcosa di molto più importante della giustizia o del risarcimento. Ha bisogno di deterrenza.

  • La determinazione di Pechino a raccogliere i profili genetici degli stranieri impedendo il trasferimento fuori della Cina dei profili genetici cinesi è un'altra indicazione che l'esercito cinese, in violazione dei suoi obblighi previsti dalla Convenzione sulle armi biologiche, sta costruendo armi biologiche specifiche per etnia.

Se gli scienziati cinesi riusciranno a progettare agenti patogeni mirati solo agli stranieri, il prossimo microbo, virus o germe proveniente dalla Cina potrebbe porre fine alle società non cinesi. Questo sarà il killer della civiltà della Cina comunista. La prossima pandemia, potrebbe essere quella che permetterà alla Cina di essere l'unica società vitale al mondo. Se vuole sopravvivere, il mondo necessita di qualcosa di molto più importante della giustizia o del risarcimento. Ha bisogno di deterrenza. Nella foto: il virologo Shi Zhengli (a sinistra) in un laboratorio dell'Istituto di virologia di Wuhan, a Wuhan, in Cina, il 23 febbraio 2017. (Foto di Johannes Eisele/AFP via Getty Images)

Il 27 agosto, l'amministrazione Biden ha pubblicato una sintesi non classificata del rapporto redatto dalla comunità di intelligence sulle origini del Covid-19. L'IC, costituita dalle 18 agenzie di intelligence degli Stati Uniti, potrebbe giungere solo a poche conclusioni definitive. Le agenzie hanno affermato di avere bisogno di maggiori informazioni, ma ora il mondo ne sa abbastanza per iniziare a imporre gravi costi alla Cina.

L'America e le altre nazioni devono imporre quei costi per impedire al Partito Comunista Cinese di diffondere una malattia che uccide la civiltà. Sì, l'Esercito Popolare di Liberazione sta sviluppando agenti patogeni per distruggere le società non cinesi.

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Le conversioni forzate e i matrimoni precoci sono all'ordine del giorno in Pakistan

di Nasir Saeed  •  5 settembre 2021

  • Le agenzie governative e le forze dell'ordine sono consapevoli del problema, ma non lo accettano ufficialmente. Invece, affermano che l'Islam non ha fissato un'età minima per la conversione, quindi se una ragazza vuole convertirsi all'Islam di sua spontanea volontà, nessuno può farci niente.

  • Affermando questo, trasferiscono ogni colpa alle vittime e si scaricano da ogni responsabilità. Accusano anche le minoranze e le ONG di farne un problema e sostengono che è una falsa accusa per accrescere la loro importanza.

  • È responsabilità dello Stato porre fine a tale pratica anche se deve introdurre nuove leggi per garantire che i diritti delle minoranze e dei bambini non vengano violati. È anche responsabilità dei politici, dei tribunali, della società civile e degli ulema [clero islamico] perché non è giustificabile non applicare, in nome della religione, le leggi già in vigore.

La conversione forzata all'Islam di giovani ragazze cristiane e indù, alcune di età inferiore ai 12 anni, sembra essere all'ordine del giorno. Ma a coloro che sono in grado di porre fine a tale pratica, sembra non importare. Non passa quasi giorno senza notizie di episodi del genere. (Fonte immagine: iStock)

La conversione forzata all'Islam di giovani ragazze cristiane e indù, alcune di età inferiore ai 12 anni, sembra essere all'ordine del giorno. Ma a coloro che sono in grado di porre fine a tale pratica, sembra non importare. Non passa quasi giorno senza notizie di episodi del genere.

Questo grave e crescente problema in Pakistan colpisce le minoranze religiose. Le organizzazioni per i diritti umani che se ne occupano stimano che ogni anno un migliaio di ragazze indù e cristiane sono costrette a convertirsi all'Islam, una stima che potrebbe essere molto più alta poiché molti casi non vengono segnalati. Il più delle volte, queste ragazze sono allettate da uomini molto più anziani con la promessa di una vita migliore e talvolta vengono spinte alla prostituzione o addirittura vendute.

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L'Europa si prepara ad affrontare lo tsunami dei migranti afghani

di Soeren Kern  •  1 settembre 2021

  • Il ministro degli Interni tedesco Horst Seehofer ha dichiarato che fino a cinque milioni di persone cercheranno di lasciare l'Afghanistan per l'Europa.

  • "Sono chiaramente contrario ora a ricevere altre persone e ciò non accadrà durante il mio cancellierato. Accogliere persone che poi non possono essere integrate è un grosso problema per noi come Paese". — Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz.

  • "Da ministro degli Interni, sono principalmente responsabile delle persone che vivono in Austria. Ciò significa soprattutto proteggere a lungo termine la pace sociale e lo stato sociale". — Il ministro degli Interni austriaco Karl Nehammer.

  • "Ci è chiaro che quanto accaduto nel 2015 non deve ripetersi. Non riusciremo a risolvere la questione dell'Afghanistan con la migrazione in Germania". — Paul Ziemiak, segretario generale del Partito dell'Unione Cristiano-Democratica (CDU) della cancelliera tedesca Angela Merkel.

  • I criminali afghani, inclusi stupratori e trafficanti di droga, che in precedenza erano stati estradati in Afghanistan, sono ora tornati in Germania con voli di evacuazione. All'arrivo in Germania, hanno immediatamente presentato nuove domande di asilo.

  • "Il nostro Paese non sarà una porta d'ingresso in Europa per i migranti afghani illegali". — Il ministro greco per la Migrazione e l'Asilo Notis Mitarachi.

  • "Dobbiamo ricordare ai nostri amici europei questo fatto: l'Europa – che è diventata il centro di attrazione per milioni di persone – non può rimanere fuori dal problema dei rifugiati afghani chiudendo le proprie frontiere per proteggere la sicurezza e il benessere dei suoi cittadini. La Turchia non ha alcun dovere, responsabilità o obbligo di essere il magazzino dei rifugiati in Europa". — Il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan.

La conquista dell'Afghanistan da parte dei talebani è destinata a innescare un'ondata senza precedenti di flussi migratori afghani verso l'Europa. Nella foto: richiedenti asilo afghani sbarcano da un volo di evacuazione dall'Afghanistan, presso la base aerea di Torrejon de Ardoz in Spagna, il 24 agosto 2021. (Foto di Pierre-Philippe Marcou/AFP via Getty Images)

La conquista dell'Afghanistan da parte dei talebani è destinata a innescare un'ondata senza precedenti di flussi migratori afghani verso l'Europa, che si prepara ad affrontare il potenziale arrivo di centinaia di migliaia, forse anche di milioni, di rifugiati e migranti dal Paese devastato dalla guerra.

Il ministro degli Interni tedesco Horst Seehofer, esprimendo un'inquietante apprensione, ha dichiarato che fino a cinque milioni di persone cercheranno di lasciare l'Afghanistan per l'Europa. Tali cifre, se si materializzassero, farebbero impallidire al confronto la precedente crisi migratoria del 2015, quando più di un milione di persone provenienti dall'Africa, dall'Asia e dal Medio Oriente si diressero verso l'Europa.

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La Cina si prepara a mettere al bando gli azionisti stranieri dell'High-Tech

di Gordon G. Chang  •  30 agosto 2021

  • Le VIE, come vengono chiamate, eludono la legge cinese, che vieta ai capitali stranieri di assumere il controllo delle aziende tecnologiche cinesi. Tuttavia, attraverso una serie di complessi accordi contrattuali, queste strutture offrono effettivamente agli stranieri i benefici economici della proprietà.

  • La gente crede che se Pechino dichiarasse pubblicamente illegale una VIE – in altre parole, se una decisione politica espropriasse la proprietà straniera – sarebbe come far esplodere un'arma nucleare, escludendo le nuove società cinesi dai mercati azionari esteri. Pertanto, le persone credono che non possa accadere. La cancellazione all'ultimo minuto dell'IPO di Ant Group a Hong Kong e a Shanghai, lo scorso novembre, tuttavia, mostra che Xi Jinping è disposto a fare di tutto per proteggere il suo sistema.

  • Molti dimenticano che il comunismo cinese è intrinsecamente ostile al settore privato in generale e agli stranieri in particolare. La cosiddetta "era delle riforme" – i tre decenni successivi al 1978, quando i leader cinesi hanno liberalizzato l'economia e il sistema finanziario cinesi e l'hanno aperti al mondo – è ormai finita...

  • Xi Jinping ritiene che ci sia già troppa influenza straniera nella società cinese, il che significa che vorrebbe limitare il più possibile la proprietà offshore delle imprese cinesi. Penso che intensificherà una campagna di lunga data per vessare le imprese straniere e iniziare a costringere gli investitori offshore a lasciare il suo Paese. La discutibile struttura VIE offre a Xi la scusa perfetta per espropriare ora la proprietà straniera delle attività tecnologiche di successo del suo Paese.

  • Gli investitori stranieri spesso dimenticano che il governante cinese è ostinato e farà ciò che vuole. "Ciò che dice Xi Jinping, Xi Jinping lo fa", ha precisato correttamente Bartiromo. "E questa è l'esclusiva definizione della legge".

Il presidente cinese Xi Jinping ritiene che ci sia già troppa influenza straniera nella società cinese, il che significa che vorrebbe limitare il più possibile la proprietà offshore delle imprese cinesi. Gli investitori stranieri spesso dimenticano che il governante cinese è ostinato e farà ciò che vuole. Xi Jinping intensificherà una campagna di lunga data per vessare le imprese straniere e iniziare a costringere gli investitori offshore a lasciare il suo Paese. Nella foto: Xi (al centro) alla parata militare per il 70° anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese, il 1° ottobre 2019, a Pechino. (Foto di Andrea Verdelli/Getty Images)

"Cosa devono capire gli investitori, mi riferisco a quelli che stanno pensando che forse voglio lanciarmi nell'investimento in società cinesi?" ha chiesto Maria Bartiromo il 14 luglio, durante il suo programma Fox Business, "Mornings with Maria".

La risposta è che Pechino è in procinto di espropriare le quote detenute dagli stranieri nelle società tecnologiche cinesi. Le complicate strutture finanziarie utilizzate da queste società per attirare investimenti stranieri sono discutibili secondo la legge cinese e danno ora a Xi Jinping, il governante cinese, una scusa per avviare una campagna di confisca.

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Le "violazioni" di cui il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite non si preoccupa

di Khaled Abu Toameh  •  26 agosto 2021

  • Tali sessioni del Consiglio di sicurezza sono diventate di routine e quasi sempre finiscono con dichiarazioni di denuncia contro Israele, dopo aver ascoltato le lamentele da parte di funzionari dell'Autorità Palestinese sulle presunte "violazioni" e "aggressioni" compiute da Israele.

  • Tuttavia, durante la riunione del Consiglio di Sicurezza, che si è tenuta la scorsa settimana, non è stata detta una parola sulle violazioni dei diritti umani e sulle aggressioni commesse dall'AP in Cisgiordania e da Hamas nella Striscia di Gaza.

  • [Nizar] Banat, l'attivista noto per le denunce contro la corruzione e fervente critico della leadership dell'AP, sarebbe stato picchiato a morte il 24 giugno da più di 20 agenti di sicurezza palestinesi.

  • È trascorso più di un mese dal suo brutale omicidio, ma il Consiglio di Sicurezza non ha trovato il tempo per occuparsi di questo grave episodio.

  • Senza dubbio, il Consiglio di Sicurezza non ha sentito parlare del caso di Emad Al-Tawil, un palestinese di 27 anni morto il 25 giugno dopo essere stato picchiato dagli agenti di sicurezza di Hamas. Tawil era residente nel campo profughi di Nuseirat, nella Striscia di Gaza.

  • Il Consiglio di sicurezza, le organizzazioni internazionali per i diritti umani e i giornalisti molto probabilmente disconoscono il caso di Hassan Abu Zayed, un palestinese di 27 anni della Striscia di Gaza, ucciso a colpi di arma da fuoco dalle "guardie di frontiera" di Hamas, il 23 luglio.

  • Le violazioni dei diritti umani palestinesi e la repressione di attivisti politici e di giornalisti vengono ignorate non solo dall'ONU, ma anche dall'amministrazione Biden.

  • Invece di esercitare pressioni sui leader palestinesi affinché smettano di imprigionare, torturare e uccidere la propria popolazione, l'amministrazione Biden sta, assurdamente, cercando modi per rafforzare la leadership dell'Autorità Palestinese.

Le violazioni dei diritti umani palestinesi e la repressione di attivisti politici e giornalisti sono ignorate non solo dall'ONU, ma anche dall'amministrazione Biden. Nella foto: le forze di sicurezza dell'Autorità Palestinese (AP) si schierano di fronte ai manifestanti a Ramallah, il 3 luglio 2021, durante una manifestazione di protesta che denunciava l'AP per la morte dell'attivista Nizar Banat mentre era sotto la custodia delle forze di sicurezza dell'Autorità Palestinese. (Foto di Abbas Momani/AFP via Getty Images)

Su richiesta dell'Autorità Palestinese (AP), il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite è stato nuovamente convocato per tenere una sessione sulle "violazioni" e sulle "aggressioni" compiute da Israele contro i palestinesi. L'Ap ha inoltre chiesto che il Consiglio di Sicurezza discutesse del presunto "assedio" israeliano in corso nella Striscia di Gaza, governata da Hamas.

Tali sessioni del Consiglio di sicurezza sono diventate di routine e quasi sempre finiscono con dichiarazioni di denuncia contro Israele dopo aver ascoltato le lamentele da parte di funzionari dell'Autorità Palestinese sulle presunte "violazioni" e sulle "aggressioni" compiute da Israele.

Tuttavia, durante la riunione del Consiglio di Sicurezza, che si è tenuta la scorsa settimana, non è stata detta una parola sulle violazioni dei diritti umani e sulle aggressioni commesse dall'AP in Cisgiordania e da Hamas nella Striscia di Gaza.

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È il momento di cambiare regime nella Cuba comunista

di Con Coughlin  •  19 agosto 2021

  • Per il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, i recenti disordini a Cuba dovrebbero convincere la sua amministrazione a non ripetere gli errori dell'era Obama e a tentare una qualche forma di riavvicinamento con L'Avana.

  • Gli Stati Uniti, come sembrerebbe siano in grado di fare, dovrebbero anche ripristinare immediatamente la capacità del popolo cubano di utilizzare Internet.

  • L'impatto che le pesanti sanzioni imposte a Cuba dalla precedente amministrazione americana stanno avendo sull'economia cubana, è uno dei motivi che inducono il regime comunista cubano a lottare per sopravvivere.

  • Qualsiasi tentativo da parte dell'amministrazione Biden di revocare le sanzioni non farebbe altro che ricompensare il regime per la sua brutale repressione del popolo cubano.

  • Mantenere le sanzioni in vigore aumenterebbe ulteriormente la pressione sul regime cubano, pressione che alla fine potrebbe sfociare nel suo crollo e nella liberazione del popolo cubano dai suoi oppressori comunisti.

Per il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, i recenti disordini a Cuba dovrebbero convincere la sua amministrazione a non ripetere gli errori dell'era Obama ea tentare una qualche forma di riavvicinamento con L'Avana. Gli Stati Uniti, come sembrerebbe siano in grado di fare, dovrebbero anche ripristinare immediatamente la capacità del popolo cubano di utilizzare Internet. Nella foto: la polizia cubana in tenuta antisommossa viene schierata per sedare le proteste anti-regime all'Avana, il 12 luglio 2021. (Foto di Yamil Lage/AFP via Getty Images)

Niente illustra meglio il totale fallimento dell'ideologia comunista dell'economia allo sfascio di Cuba e che ha portato il Paese a subire la più grande ondata di proteste da almeno tre decenni.

Ad oggi, almeno un manifestante è stato ucciso e altre centinaia sono stati arrestati poiché il regime comunista fondato dal dittatore cubano Fidel Castro ha risposto con la tipica brutalità allo sfogo del dissenso nazionale.

La causa principale delle proteste è lo stato disastroso in cui versa l'economia cubana, con i cittadini cubani che hanno protestato per la mancanza di generi di prima necessità e medicinali di base. Ad aumentare ulteriormente la loro miseria, la cattiva gestione della pandemia di Covid da parte delle autorità del Paese e ciò ha fatto sì che ora tra gli 11 milioni di abitanti di Cuba si registra più casi pro capite di coronavirus rispetto a qualsiasi altra grande nazione latinoamericana.

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Il ritiro dall'Afghanistan spiana la strada alla Cina

di Con Coughlin  •  14 agosto 2021

  • La Cina, che condivide con l'Afghanistan un esiguo confine di 47 miglia, è da tempo che ambisce allo sviluppo di legami più stretti con Kabul, non da ultimo a causa delle grandi riserve non sfruttate di risorse minerarie che l'Afghanistan possiede.

  • Paese ricco di rame, litio, marmo, oro e uranio, si stima che la ricchezza mineraria dell'Afghanistan superi oltre 1 trilione di dollari...

  • Pechino gode già di buoni rapporti con il vicino Pakistan, dove il carismatico primo ministro, Imran Khan, un tempo era soprannominato "Khan, il talebano" per aver sostenuto il movimento islamista.

  • Come parte dell'impegno di Pechino volto ad approfondire e ampliare i suoi legami in Asia centrale, la Cina sta anche concentrando le sue forze sull'espansione della sua influenza in Afghanistan, una politica che ci si aspetta darà i suoi frutti se i talebani raggiungeranno il loro obiettivo di prendere il controllo dell'intero Paese.

  • Il signor Biden, a giudicare dalla sua strenua difesa della decisione di ritirare le forze statunitensi dall'Afghanistan, crede chiaramente che sia nell'interesse dell'America porre fine al suo coinvolgimento ventennale nel Paese. Ma se il ritiro degli Stati Uniti apre semplicemente la strada alla Cina per diventare la nuova potenza dominante in Afghanistan, allora Biden sarà responsabile di aver causato, per quanto riguarda l'Occidente, un disastro strategico di proporzioni epiche.

La Cina, che condivide con l'Afghanistan un esiguo confine di 47 miglia, è da tempo che ambisce allo sviluppo di legami più stretti con Kabul, non da ultimo a causa delle grandi riserve non sfruttate di risorse minerarie che l'Afghanistan possiede. Nella foto: il ministro degli Esteri cinese Wang Yi (a sinistra), il ministro degli Esteri pakistano Shah Mahmood Qureshi (al centro) e l'allora ministro degli Esteri afghano Salahuddin Rabbani al Dialogo trilaterale dei ministri degli Esteri di Cina-Afghanistan-Pakistan, svoltosi a Islamabad, il 7 settembre 2019. (Photo credit by AFP via Getty Images)

L'indecente fretta con cui l'amministrazione Biden ha intrapreso il ritiro militare dall'Afghanistan non solo aumenta la prospettiva di cedere il controllo del Paese all'intransigente movimento islamista talebano, ma offre alla Cina un'opportunità d'oro per estendere la sua influenza su questo paese dell'Asia centrale strategicamente importante.

La Cina, che condivide con l'Afghanistan un esiguo confine di 47 miglia, è da tempo che ambisce allo sviluppo di legami più stretti con Kabul, non da ultimo a causa delle grandi riserve non sfruttate di ricchezza mineraria che l'Afghanistan possiede.

Ricco di rame, litio, marmo, oro e uranio, si stima che le risorse minerarie dell'Afghanistan superi oltre 1 trilione di dollari, risorse che potrebbero facilmente rendere il Paese economicamente autosufficiente se mai dovessero essere pienamente sviluppate.

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Come la vede la Cina

di Pete Hoekstra  •  7 agosto 2021

  • Il Partito Comunista Cinese (PCC) ha molto da perdere, sia a livello nazionale sia internazionale, se la verità viene fuori. Un dibattito nebuloso sulle origini del virus va più che bene alla Cina. Eludere la responsabilità – e subire non poche ricadute negative – per aver scatenato una pandemia nel mondo che ha ucciso milioni di persone non è un pessimo risultato. E i risultati economici potrebbero anche essere migliori per la Cina piuttosto che per il resto del mondo, rafforzando così ulteriormente il PCC.

  • E ora, in risposta all'insabbiamento della Cina, la comunità internazionale sembra incapace di andare oltre la vuota minaccia di chiedere all'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) di dare seguito alla sua indagine originale, che era pessima, con un'altra indagine.

  • Per l'Occidente mantenere l'OMS come agenzia di informazione è imbarazzante. È stata un burattino della Cina la prima volta e lo sarà di nuovo.

  • La Cina è stata sonoramente condannata dagli Stati Uniti e da altri per aver praticato il genocidio contro gli uiguri. Non c'è stata alcuna conseguenza. La Cina ha barato da quando è stata invitata ad aderire all'Organizzazione Mondiale del Commercio nel 2001. Ciò non ha avuto nessuna conseguenza. S'intravede uno schema? Se no, si può scommettere che l'intravedranno i cinesi. Essi si aspettano che diffondere disinformazione e occultare i fatti sulla pandemia porterà allo stesso punto: non ci saranno conseguenze.

Dall'inizio della pandemia di Covid-19, la Cina non è stata totalmente cooperativa. Ha eluso il controllo e la responsabilità delle proprie azioni. È andata oltre il semplice nascondere i fatti e ha condotto una massiccia campagna di disinformazione. Questa strategia ha avuto successo. Nella foto: il presidente cinese Xi Jinping. (Foto di Kevin Frayer/Getty Images)

Sembra che l'Unione Europea e gli Stati Uniti chiedano ora una nuova indagine sulle origini del coronavirus. Stanno "esortando" la Cina a cooperare pienamente e a fornire "accesso completo". Parole di sfida! Il Partito Comunista Cinese (PCC) deve tremare dalla paura, specialmente dopo che il consigliere per la sicurezza nazionale del presidente Joe Biden ha dichiarato che le conseguenze della mancata cooperazione consisterebbero in un "'isolamento" internazionale. Questo approccio incerto non porterà a termine il compito. È passato da tempo il momento di fare sul serio con la Cina, e lo sappiamo tutti.

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I campi estivi del jihad palestinese

di Khaled Abu Toameh  •  23 luglio 2021

  • Mentre la comunità internazionale si adopera per aiutare i residenti della Striscia di Gaza dopo la recente guerra tra Hamas e Israele (...) la JIP utilizza il proprio budget per addestrare i bambini a diventare soldati nella guerra per distruggere Israele.

  • La Jihad Islamica Palestinese conferma che (...) i palestinesi "stanno preparando la cosiddetta generazione della liberazione alla battaglia della 'grande liberazione' di questa terra benedetta".

  • Hanno fondi sufficienti per avviare campi di lavaggio del cervello e per indottrinare i propri figli, ma non sono disposti a investire nella ricostruzione di case che sono state distrutte o danneggiate durante l'ultima guerra tra Hamas e Israele.

  • Per Hamas e la JIP, l'ambizione di distruggere Israele è evidentemente più forte del desiderio di proteggere la vita dei propri figli e di allevarli per farli diventare, ad esempio, medici o ingegneri. I bambini che ora stanno seguendo l'addestramento militare nella Striscia di Gaza presto faranno la loro comparsa come uomini mascherati nei gruppi armati di Hamas e della JIP.

  • Questo è di cattivo auspicio per i discorsi dell'amministrazione Biden sulla "soluzione a due Stati" e sulla necessità di rilanciare il processo di pace tra Israele e i palestinesi.

Hamas ha invitato i palestinesi della Striscia di Gaza a iscrivere i loro figli ai campi militari estivi. "I campi mirano ad accendere la fiamma del jihad nella generazione della liberazione, a instillare i valori islamici e a preparare il prossimo esercito trionfante per la liberazione della Palestina", ha affermato Hamas in una nota. Nella foto: uomini armati mascherati delle Brigate Izaddin al-Qassam di Hamas iscrivono i bambini ai loro campi estivi, il 14 giugno 2021, a Gaza City. (Foto di Mahmud Hams/AFP via Getty Images)

Mentre la comunità internazionale si adopera per aiutare i residenti della Striscia di Gaza dopo la recente guerra tra Hamas e Israele, i leader dei palestinesi sono impegnati a preparare la prossima generazione a più odio e violenza.

I due maggiori gruppi palestinesi che controllano la Striscia di Gaza, Hamas e la Jihad Islamica palestinese (PIJ), hanno di recente lanciato campagne per reclutare migliaia di bambini e di adolescenti palestinesi nei propri campi estivi.

Alle giovani reclute non verrà insegnato a nuotare o a giocare a calcio. Non faranno parte dei boy scout palestinesi.

Piuttosto, l'obiettivo dei campi, secondo Hamas e la JIP, è "accendere la fiamma del jihad [guerra santa] tra la generazione della liberazione, instillare i valori islamici e preparare il prossimo esercito trionfante per la liberazione della Palestina".

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Il nuovo presidente iraniano: un mullah stragista

di Majid Rafizadeh  •  4 luglio 2021

  • Molte persone hanno boicottato le elezioni e i manifestanti hanno invitato il presidente americano Joe Biden a non cercare di rientrare nell'accordo sul nucleare.

  • "Il governo dice alla gente di votare. (...) Non voteremo per mostrare al mondo che gli iraniani sono delusi da questo establishment clericale. Non appoggiamo un governo che abbatte un aereo passeggeri (...) che mente ripetutamente, e che uccide e tortura i propri cittadini". — Soraya, studentessa dell'Università di Teheran, al Gatestone Institute, tre giorni prima delle elezioni.

  • All'età di 24 anni, Raisi venne nominato viceprocuratore della Corte Rivoluzionaria. Lì, come membro della "Commissione della morte", si sarebbe distinto e sarebbe stato coinvolto in una delle più grandi esecuzioni di massa, in cui vennero giustiziate più di 30 mila persone, compresi i bambini...

  • L'amministrazione Biden, invece di arricchire e dare potere a questi tiranni, ha bisogno di stare dalla parte del popolo iraniano, che per decenni ha sofferto sotto un regime brutale e predatore.

Dopo le elezioni farsa del regime iraniano, il neo presidente della Repubblica islamica è Ebrahim Raisi (nella foto). All'età di 24 anni, Raisi venne nominato viceprocuratore della Corte Rivoluzionaria. Lì, come membro della "Commissione della morte", si sarebbe distinto e sarebbe stato coinvolto in una delle più grandi esecuzioni di massa, in cui vennero giustiziate più di 30 mila persone, inclusi bambini e donne incinte. (Photo di Atta Kenare/AFP via Getty Images)

Il regime iraniano ha condotto elezioni farsa per far diventare il suo candidato mullah preferito, Ebrahim Raisi, legato alle esecuzioni di massa, il prossimo presidente della Repubblica islamica. L'Unione Europea e l'amministrazione Biden condanneranno almeno il regime iraniano e porranno fine alle politiche di appeasement attuate dall'Occidente nei confronti dei mullah al potere?

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Fare pagare alla Cina la pandemia di coronavirus

di Gordon G. Chang  •  2 luglio 2021 12:23

  • Anche se il coronavirus non ha avuto origine in laboratorio come arma biologica, il mondo ora dispone di informazioni sufficienti per concludere che il regime cinese lo ha trasformato in un'arma biologica.

  • I fautori dell'immunità sovrana formulano valide osservazioni, ma ci sono dei fattori prioritari. I crimini contro l'umanità sono così atroci che a nessuno dovrebbe essere impedito di chiedere un risarcimento.

  • I querelanti dovrebbero almeno tecnicamente essere in grado di superare la difesa dell'immunità sovrana: il Partito Comunista Cinese, che controlla il governo centrale cinese, non è un sovrano.

  • Ad oggi, sono morte 3.579.000 persone a causa del Covid-19, tra cui 596 mila americani. Il regime cinese ha commesso un omicidio di massa. (...) Gli assassini di massa non meritano la protezione dell'immunità sovrana.

  • È assolutamente essenziale che l'amministrazione Biden disilluda i leader cinesi sull'idea di poter diffondere il prossimo agente patogeno, o qualsiasi altra cosa stiano pianificando, senza alcun costo.

  • Si ricordi qual è la posta in gioco. Nei laboratori cinesi, i ricercatori stanno ora preparando agenti patogeni molto più mortali del SARS-CoV-2, compresi quelli che lascerebbero immuni i cinesi ma farebbero ammalare o uccidere tutti gli altri.

È assolutamente essenziale che l'amministrazione Biden disilluda i leader cinesi sull'idea di poter diffondere il prossimo agente patogeno, o qualsiasi altra cosa stiano pianificando, senza alcun costo. Nei laboratori cinesi, i ricercatori stanno ora preparando agenti patogeni molto più mortali del SARS-CoV-2, compresi quelli che lascerebbero immuni i cinesi ma farebbero ammalare o uccidere tutti gli altri. Nella foto: personale dell'Istituto di virologia di Wuhan, in Cina, il 23 febbraio 2017. (Foto di Johannes Eisele/AFP via Getty Images)

Per la prima volta nella storia, un Paese ha attaccato, contemporaneamente e con una mossa audace, tutti gli altri.

La Cina ha commesso quell'orribile crimine adottando misure, nel dicembre 2019 e nel gennaio dello scorso anno, per diffondere deliberatamente il COVID-19 oltre i suoi confini.

La comunità internazionale deve ora imporre al regime cinese oneri più gravi, tra l'altro, per stabilire la deterrenza. Per quale motivo? Perché il regime cinese ha commesso il crimine di questo secolo e potrebbe benissimo pianificare un altro atto orribile.

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Palestinesi: La battaglia per sottrarre i fondi per la ricostruzione

di Khaled Abu Toameh  •  23 giugno 2021

  • L'Autorità Palestinese afferma che dovrebbe essere lei l'unica responsabile della ricostruzione e che tutti i fondi devono essere erogati attraverso il suo governo. Hamas, invece, esige che i fondi della comunità internazionale vengano inviati direttamente alle sue casse.

  • "I palestinesi devono rimuovere questa occupazione iraniana in Palestina in modo che possano vivere in pace." – Nora Shanar, giornalista saudita, Elaph, May 10, 2021.

  • Il messaggio che arabi e musulmani stanno inviando all'amministrazione Biden e ad altri donatori occidentali è il seguente: smettetela di riversare denaro sui leader palestinesi corrotti e falliti la ​​cui specialità è sottrarre i fondi internazionali. I palestinesi non necessitano di denaro, ma hanno bisogno di nuovi leader il cui impegno per il benessere della loro popolazione superi l'interesse delle loro stesse tasche.

L'Egitto ha fatto di tutto per aiutare i palestinesi nella Striscia di Gaza dopo il recente round di combattimenti tra Israele e Hamas. Ma ai leader dell'Autorità Palestinese e di Hamas interessa solo una cosa: riempire le proprie casse di fondi destinati ai palestinesi che soffrono. Nella foto: un convoglio di aiuti di attrezzature da costruzione e materiale fornito dall'Egitto arriva nella Striscia di Gaza attraverso il valico di Rafah, il 4 giugno 2021. (Foto di Said Khatib/AFP via Getty Images)

Il mese scorso, l'Egitto è riuscito nel suo tentativo di raggiungere un cessate il fuoco tra Israele e Hamas. Da allora, tuttavia, l'Egitto non è stato in grado di ottenere un accordo tra Hamas e l'Autorità palestinese (AP) sulla ricostruzione di abitazioni ed edifici che sono stati distrutti durante gli 11 giorni del conflitto tra Israele e Hamas.

Il Cairo ha fatto di tutto per aiutare i palestinesi nella Striscia di Gaza dopo il recente round di combattimenti tra Israele e Hamas.

Innanzitutto, il presidente egiziano Abdel Fattah Sisi ha promesso 500 milioni di dollari per contribuire allo sforzo di ricostruzione. (Anche il Qatar ha promesso una somma simile per contribuire a ricostruire la Striscia di Gaza).

In secondo luogo, l'Egitto ha inviato il capo del suo servizio di intelligence generale, Abbas Kamel, nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania per una serie di colloqui con i leader di Hamas e dell'Autorità palestinese sul piano di ricostruzione.

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Arabi: Hamas e l'Iran hanno trasformato Gaza in un cimitero di bambini

di Khaled Abu Toameh  •  18 giugno 2021

  • Gli arabi sono consapevoli che l'unico interesse di Hamas è quello di rabbonire i mullah di Teheran allo scopo di ottenere da loro più denaro e armi. Gli arabi capiscono che questa è solo un'altra farsa di Hamas, e in particolare dell'Iran.

  • È (...) confortante vedere quanti arabi sono consapevoli dei pericoli del coinvolgimento dell'Iran con i gruppi terroristici palestinesi che vogliono innanzitutto l'eliminazione di Israele e poi la loro.

  • "Le milizie di Hamas nella Striscia di Gaza appartengono all'Iran (...) Teheran vuole usare la questione palestinese come carta vincente ai negoziati di Vienna (...) per costringere gli Stati Uniti a revocare le sanzioni contro l'Iran in cambio della fine dell'escalation dei problemi di sicurezza che minacciano Israele (...) le armi iraniane sono armi di distruzione e non di costruzione." – Amjad Taha, noto giornalista arabo, Twitter, 27 maggio 2021.

  • "Quanto più sono le uccisioni e la distruzione, tanto più aumenta il reddito di Hamas mentre i palestinesi continuano a soffrire di assedio e povertà." – Saeed Al-Kahel, scrittore e analista politico marocchino, Assahifa, 29 maggio 2021.

  • "L'Iran ha sfruttato Hamas e la Jihad Islamica solo a proprio vantaggio e, se avesse voluto l'interesse dei palestinesi, avrebbe contribuito alla ricostruzione della Striscia di Gaza. (...) Teheran non ha contribuito né ha fatto donazioni per scopi umanitari o progetti di ricostruzione a Gaza..." – Samir Ghattas, ex parlamentare egiziano e direttore dell'Egyptian Middle East Forum for Strategic Studies, Al-Arabiya.net, 26 maggio 2021.

  • L'esperto egiziano [Muhammad Mujahid Al-Zayyat, consulente dell'Egyptian Center for Thought and Strategic Studies] (...) si unisce ad altri arabi nel mettere in guardia l'amministrazione Biden e le potenze occidentali contro la possibilità di consentire all'Iran di essere ricompensato per la guerra al terrorismo di Hamas contro Israele.

  • Resta ora da vedere se l'amministrazione Biden e le potenze occidentali daranno ascolto a questo monito o continueranno a nascondere la testa sotto la sabbia, facendo credere che i mullah iraniani, in cambio di enormi tangenti da parte degli Stati Uniti, cambieranno magicamente la loro mentalità crudele. L'ultima volta non l'hanno fatto; cosa accadrà alla regione se non lo faranno di nuovo?

L'affermazione di Hamas di aver "vinto" l'ultima guerra con Israele è diventata oggetto di scherno e derisione da parte di molti arabi, i quali sono consapevoli che l'unico interesse di Hamas è quello di rabbonire i mullah in Iran per ottenere più denaro e armi. Nella foto: la "Guida Suprema" iraniana, l'Ayatollah Ali Khamenei (a destra) saluta il leader di Hamas Ismail Haniyeh, a Teheran, il 12 febbraio 2012. (Fonte dell'immagine: khamenei.ir/AFP via Getty Images)

L'affermazione di Hamas di aver "vinto" l'ultima guerra con Israele è diventata oggetto di scherno e derisione da parte di molti arabi, i quali non hanno paura di criticare pubblicamente il gruppo terroristico appoggiato dall'Iran per aver mentito ai palestinesi e al resto del mondo.

Gli arabi non temono nemmeno di ritenere Hamas responsabile della distruzione massiccia e della morte di israeliani e palestinesi innocenti al fine di servire gli interessi dei suoi padroni in Iran.

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