Analisi e articoli più recenti

Metal detector e menzogne palestinesi

di Bassam Tawil  •  25 luglio 2017

  • I poliziotti uccisi erano lì di guardia per garantire la sicurezza dei fedeli musulmani. I manipolatori palestinesi intendono distogliere l'attenzione dall'attacco terroristico cercando di far credere che la crisi sia iniziata quando Israele ha installato i metal detector e non a seguito della morte dei due agenti di polizia.

  • Innanzitutto, le misure di sicurezza, inclusi i metal detector, non sono un'iniziativa israeliana, ma una reazione diretta e necessaria a un attacco terroristico specifico. Il governo israeliano non ha deciso di installare questi dispositivi per modificare lo status quo o impedire ai musulmani di pregare.

  • In secondo luogo, sono i palestinesi che hanno preso la decisione di non accedere al Monte del Tempio fino a quando i metal detector non saranno rimossi. I palestinesi e il Waqf mentono a tutti dicendo che Israele impedisce ai musulmani l'accesso ai loro luoghi santi.

  • L'opposizione palestinese ai metal detector ha un solo significato: i palestinesi sono determinati a trasformare il Monte del Tempio in un deposito di armi e in una rampa di lancio per attacchi terroristici contro gli israeliani. E se la moschea fosse distrutta in questo processo, chi ne sarebbe responsabile? Probabilmente, questo è il vero obiettivo.

Il 19 luglio 2017, circa 4mila musulmani palestinesi hanno pregato all'esterno della Città Vecchia di Gerusalemme per protestare contro l'installazione di metal detector agli ingressi del Monte del Tempio. (Foto di Ilia Yefimovich/Getty Images)

La controversia nata dalla decisione delle autorità israeliane di installare i metal detector all'entrata del Monte del Tempio ricorda il famoso proverbio arabo: "Mi ha picchiato e si è messo a piangere, poi è venuto a lamentarsi". Questo ribaltamento della realtà è frequente quando gli aggressori tentano di farsi passare per vittime.

I metal detector sono stati installati sul Monte del Tempio a seguito dell'assassinio di due poliziotti israeliani da parte dei terroristi arabi, il 14 luglio scorso. I tre terroristi – cittadini arabi israeliani provenienti dal villaggio di Umm al-Fahm – erano armati di mitraglietta e coltelli. Le armi sono state facilmente introdotte sul Monte del Tempio in quanto ai fedeli musulmani non era chiesto dai poliziotti di guardia agli ingressi di sottoporsi al controllo dei dispositivi elettronici.

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Le mutilazioni genitali femminili: il multiculturalismo è impazzito

di Khadija Khan  •  21 luglio 2017

  • L'arringa a favore della "libertà religiosa" mette in luce involontariamente le false affermazioni di musulmani di spicco – come il presentatore tv ed esperto di religione Reza Aslan, americano di origine iraniana, e l'attivista Linda Sarsour, nata a Brooklyn ma di origine palestinese – secondo i quali le mutilazioni genitali femminili (MGF) "non sono una pratica islamica".

  • In base alle statistiche del National Health Service, il servizio sanitario nazionale, soltanto nel Regno Unito, almeno una ragazza è sottoposta ogni ora a questa orrenda procedura– e questo accade dopo quasi trenta anni dalla messa al bando delle MGF in quel paese.

  • Le MGF non sono un crimine meno efferato dello stupro o della riduzione in schiavitù, ma in Occidente le sedicenti femministe – incluse le attiviste musulmane come Linda Sarsour e non musulmane impegnate in una crociata contro l'islamofobia – tacciono in fatto di pratiche barbariche o negano la loro connessione con l'Islam. E la Sarsour sostiene anche la schiavitù, un'altra pratica legittimata dall'Islam?

La ex top model somala Waris Dirie, un'importante attivista anti-MGF, è la testimonial del Desert Flower Center, una clinica in Germania che fornisce assistenza psico-fisica alle vittime delle mutilazioni genitali femminili. (Foro di Carlos Alvarez/Getty Images)

I legali di due medici del Michigan originari dell'India e di una delle loro mogli, che sono stati incriminati il 22 aprile scorso da un gran giurì con l'accusa di aver praticato mutilazioni genitali su due bambine di 7 anni, intendono invocare la libertà religiosa per conto dei loro clienti musulmani.

Gli imputati sono membri della Dawoodi Bohra, una setta islamica che ha sede nel loro paese di origine. Nella causa federale, la prima di questo tipo da quando le mutilazioni genitali femminili (MGF) sono state vietate per legge dal 1996, il team difensivo sostiene che la pratica è un rituale religioso e pertanto dovrebbe essere protetta dalla legge americana.

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Germania: Le ronde cecene della sharia terrorizzano Berlino

di Soeren Kern  •  18 luglio 2017

  • Le minacce di violenza contro le donne "erranti" sono considerate "atti di patriottismo".

  • "Arrivano in Germania perché vogliono vivere nel paese, ma cercano di trasformarlo in Cecenia importando usi e costumi medievali." – Un'assistente sociale intervistata da Meduza.

  • "L'attenzione di tutti è fissata sui siriani, ma i ceceni sono il gruppo più pericoloso. Non stiamo prestando sufficiente attenzione a questo." – La polizia di Francoforte (sull'Oder).

I ceceni intervistati hanno detto che la condotta auspicata tra i migranti ceceni in Germania è più rigida e rigorosa di quella tenuta nella stessa Cecenia ed è "una competizione per la rettitudine". Le minacce di violenza contro le donne "erranti" sono considerate "atti di patriottismo". Nella foto sopra: una volontaria (a sinistra) insegna la lingua tedesca a una richiedente asilo cecena, il 10 novembre 2015, a Berlino, in Germania (Foto di Sean Gallup/Getty Images)

Un centinaio di islamisti sta applicando apertamente la legge della sharia nelle strade di Berlino, secondo la polizia locale che indaga su una recente serie di assalti violenti nella capitale tedesca.

L'autoproclamata polizia della morale è costituita da salafiti provenienti dalla Cecenia, una regione della Russia dove la maggioranza della popolazione è musulmana sunnita. Queste ronde ricorrono alle minacce e alla violenza per scoraggiare i migranti ceceni a integrarsi nella società tedesca; promuovono anche la creazione di un sistema giuridico islamico parallelo in Germania. E le autorità tedesche sembrano incapaci di fermarle.

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L'Europa orientale sceglie di preservare la civiltà occidentale

di Giulio Meotti  •  17 luglio 2017

  • "La maggiore differenza è che in Europa, la politica e la religione sono state separate l'una dall'altra, ma nel caso dell'Islam è la religione che determina la politica." – Zoltan Balog, ministro ungherese delle Risorse umane.

  • Non è un caso che il presidente Donald Trump abbia scelto la Polonia, un paese che ha combattuto sia il nazismo sia il comunismo per invitare l'Occidente a mostrare un po' di buona volontà nella lotta esistenziale contro il nuovo totalitarismo: l'Islam radicale.

  • "Possedere armi è una cosa e possedere la volontà di usarle è un'altra cosa." – William Kilpatrick, docente del Boston College.

Il presidente Donald Trump fa un discorso a Varsavia, in Polonia, davanti al monumento che commemora la Rivolta di Varsavia del 1944 contro i tedeschi, il 6 luglio 2017. (Fonte dell'immagine: la Casa Bianca)

In un discorso storico accolto con entusiasmo da una gran folla di polacchi e pronunciato prima del vertice del G20 ad Amburgo, il presidente americano Donald Trump ha definito la battaglia dell'Occidente contro "il terrorismo islamico radicale" come il modo per difendere "la nostra civiltà e il nostro modo di vivere". Trump ha chiesto se l'Occidente abbia la volontà di sopravvivere:

"Abbiamo la fiducia nei nostri valori per difenderli ad ogni costo? Abbiamo abbastanza rispetto verso i nostri cittadini per proteggere i confini? Abbiamo il desiderio e il coraggio di preservare la nostra civiltà, di fronte a coloro che vogliono sovvertirla e distruggerla?"

La domanda di Trump potrebbe trovare una risposta nell'Europa orientale, dove ha scelto di pronunciare il suo discorso incisivo.

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La crisi dei migranti: Le posizioni dei paesi dell'Europa centrale

di Soeren Kern  •  13 luglio 2017

  • Molti dei cosiddetti richiedenti asilo si rifiutano di trasferirsi nei paesi dell'Europa centrale e orientale perché i benefici finanziari non sono generosi come in Francia, Germania o in Scandinavia. Inoltre, centinaia di migranti che sono stati ricollocati in Estonia, Lettonia e Lituania, che sono tra i paesi più poveri dell'Unione Europea, sono poi fuggiti in Germania e in altri paesi più ricchi del blocco.

  • "Bisogna dire chiaramente e direttamente che questo è un attacco all'Europa, alla nostra cultura, alle nostre tradizioni." – La premier polacca Beata Szydło.

  • "Penso che sia un nostro diritto decidere di non volere un elevato numero di musulmani nel nostro paese. Questa è un'esperienza storica per noi." – Il premier ungherese Viktor Orbán, facendo riferimento all'occupazione dell'Ungheria da parte dell'Impero ottomano dal 1541 al 1699.

In un discorso del 24 maggio, la premier polacca Beata Szydło ha detto che il suo paese non sarebbe stato ricattato dai funzionari dell'UE: "Non prenderemo parte alla follia dell'élite di Bruxelles. (...) Questo è un attacco all'Europa, alla nostra cultura, alle nostre tradizioni". (Foto: European Parliament/Flickr)

L'Unione Europea ha intrapreso un'azione legale nei confronti della Repubblica Ceca, dell'Ungheria e della Polonia per non aver rispettato un ordine controverso di accogliere migliaia di migranti provenienti dall'Africa, dall'Asia e dal Medio Oriente.

La cosiddetta procedura di infrazione, che autorizza la Commissione europea, il forte braccio esecutivo dell'UE, a denunciare gli Stati membri che sono considerati inadempienti rispetto agli obblighi loro derivanti dal diritto comunitario potrebbe condurre a pesanti sanzioni finanziarie.

La controversia risale al settembre 2015 quando nel pieno della crisi dei migranti in Europa, gli Stati membri dell'UE hanno votato a favore del ricollocamento di "120mila" profughi dall'Italia e dalla Grecia in altri paesi del blocco. Questa cifra si andava ad aggiungere a quella di 40mila migranti da trasferire da Italia e Grecia, come previsto da un piano del luglio 2015.

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In Europa è in atto una sostituzione della popolazione

di Giulio Meotti  •  11 luglio 2017

  • I trafficanti di esseri umani conducono i migranti alle navi delle Ong, che poi raggiungono i porti marittimi italiani. È stata aperta un'altra inchiesta giudiziaria sugli interessi economici della mafia nella gestione dei migranti dopo il loro arrivo.

  • Si possono paragonare i migranti agli ebrei in fuga dal nazismo. Papa Francesco, ad esempio, ha di recente equiparato i centri per migranti ai "campi di concentramento" nazisti. Dove sono le camere a gas, gli "esperimenti" medici, gli impianti di cremazione, i lavori forzati, le marce forzate e i plotoni di esecuzione? Questi paragoni vengono diffusi dai media per un motivo ben preciso: chiudere il dibattito.

  • Entro il 2065 si prevede l'arrivo di 14,4 milioni di migranti. Sommandoli agli oltre 5 milioni di immigrati attualmente in Italia, il 37 per cento della popolazione dovrebbe essere composto da stranieri: più di uno ogni tre abitanti.

Un'imbarcazione in legno con a bordo migranti è in attesa di essere scortata dalla nave "Topaz Responder", mentre i membri del Migrant Offshore Aid Station operano un salvataggio in mare il 21 novembre 2016 a Pozzallo, in Italia. (Foto di Dan Kitwood/Getty Images)

Prima, la rotta ungherese. Poi, la rotta balcanica. Ora, l'Italia è l'epicentro di questo terremoto demografico ed è diventata il ventre molle d'Europa con l'arrivo di centinaia di migliaia di migranti.

Con i quasi diecimila arrivi nelle ultime settimane il conto degli sbarchi nel 2017 ha superato quota 60 mila, il 48 per cento in più rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, quando erano stati 40 mila. Nel weekend pasquale, è stata toccata la cifra record di 8.000 mila migranti tratti in salvo nel Mar Mediterraneo e portati in Italia. E questa non è che la punta di un iceberg: durante l'estate il numero di arrivi dalla Libia non potrà che aumentare.

In Italia è in atto una sostituzione della popolazione. Ma basterà sfogliare i giornali mainstream per non trovare affatto queste cifre. Nessuna rete televisiva dedica tempo a ciò che sta accadendo. Nessuna critica è autorizzata. L'invasione è considerata un fatto compiuto.

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Germania, raddoppiano in un anno i reati sessuali commessi da migranti

di Soeren Kern  •  10 luglio 2017

  • Il caso di Eric X. e della sua vittima 23enne rivela ancora un volta il fallimento sistematico delle autorità tedesche a far rispettare la legge e garantire la sicurezza pubblica. Un fallimento nei controlli dei migranti in arrivo. Un fallimento a perseguire e incarcerare i criminali. Un fallimento a espellere i richiedenti asilo allo sbando e un fallimento da parte della polizia a prendere sul serio la crisi delle violenze sessuali commesse da migranti che sta travolgendo la Germania.

  • Il problema dei reati sessuali perpetrati da migranti in Germania è aggravato dal sistema giudiziario indulgente del paese, un sistema in cui i criminali ricevono condanne relativamente miti, anche per reati gravi. In molti casi, gli individui che sono arrestati per reati a sfondo sessuale vengono rilasciati dopo essere stati interrogati dalla polizia. Questa pratica consente ai sospetti criminali di continuare a delinquere rimanendo di fatto impuniti.

  • A Berlino, un tribunale ha assolto un 23enne turco accusato di stupro perché la sua vittima non è riuscita a dimostrare di non essere consenziente. La corte ha ascoltato la deposizione della donna che ha raccontato come l'uomo le avesse spinto la testa tra le sbarre di acciaio della testata del letto, violentandola ripetutamente per più di quattro ore. La vittima ha detto di aver implorato l'uomo di fermarsi, di aver opposto resistenza e di avergli graffiato la schiena, finché estenuata ha ceduto. A quel punto, il giudice le ha chiesto: "È possibile che in quel momento l'imputato abbia pensato che lei fosse d'accordo?"

Alcuni dei circa due milioni di migranti provenienti dall'Africa, dall'Asia e dal Medio Oriente, ai quali la cancelliera Angela Merkel ha permesso di entrare in Germania, che sono arrivati nel paese attraversando il confine austriaco, il 28 ottobre 2015, nei pressi di Wegscheid, in Baviera. (Foto di Johannes Simon/Getty Images)

Due poliziotti tedeschi sono stati rimossi dalle loro funzioni dopo non essere riusciti adeguatamente a fornire aiuti di emergenza a una donna che era stata violentata da un migrante a Bonn.

La mancanza di attenzione da parte della polizia ha accresciuto la sensazione che le autorità tedesche non stanno prendendo sul serio una crisi degli stupri in cui migliaia di donne e bambini tedeschi sono vittime di aggressioni sessuali da quando la cancelliera Angela Merkel ha permesso a più di due milioni di migranti provenienti dall'Africa, dall'Asia e dal Medio Oriente di entrare nel paese.

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L'Occidente, ossessionato dal gender, si prepara all'ascesa dell'Islam

di Giulio Meotti  •  9 luglio 2017

  • Le autorità francesi hanno imposto agli studenti dei libri ridicoli come Papa porte une robe. Questo sarebbe stato divertente se gli anni successivi non fossero stati così tragici. Quello che in realtà ha distrutto le illusioni francesi è stato il terrorismo islamico.

  • L'unico nemico che queste élite francesi conoscevano era rappresentato dai privilegi patriarcali, poiché per loro la "dominazione" è una prerogativa esclusiva dei maschi bianchi europei.

  • La mania per il genere è una comoda distrazione per evitare di affrontare questioni più difficili e meno piacevoli. L'Occidente crollerà, se non s'impegnerà a preservare le società e i valori occidentali. E i suoi progressi straordinari saranno travolti dall'oscurità, insieme a tutti questi diritti di genere.

(Fonte dell'immagine: Sara D. Davis/Getty Images)

Benvenuti nella "prossima frontiera della 'liberazione'" progressista, dove la questione più urgente delle democrazie occidentali è il "genderismo" – "la teoria del genere".

Il North Carolina è stato oggetto di un anno di boicottaggio economico, fino a quando non ha ritirato la controversa legge sui bagni transgender. Il mese scorso, l'Unione nazionale degli insegnanti in Inghilterra ha chiesto al governo di "insegnare" ai bambini fin dai due anni le nuove teorie transgender. A New York di recente è stata presentata la prima "bambola trans". Le università americane sono in preda all'isteria sul corretto uso dei pronomi neutri. E persino il National Geographic, anziché scrivere di leoni ed elefanti, ha messo in copertina la "Gender Revolution". Uno dei primi annunci di Emmanuel Macron, da neoeletto presidente francese, è stato quello di formare un governo all'insegna della "parità di genere"

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Il dramma permanente delle menzogne palestinesi

di Bassam Tawil  •  3 luglio 2017

  • L'attuale politica della leadership palestinese consiste nell'evitare di alienarsi l'amministrazione Trump continuando a fingere che Abbas e i suoi fedelissimi siano seriamente intenzionati a raggiungere un accordo di pace con Israele. Ecco perché i rappresentanti di Abbas stanno attenti a non criticare Trump e i suoi inviati.

  • Quando Israele non soddisfa le loro richieste, i palestinesi lo accusano di "distruggere" il processo di pace. Peggio ancora, i palestinesi usano quest'accusa come pretesto per intensificare le azioni terroristiche contro gli israeliani. La scusa, come sempre, sarà che sono costretti a ricorrere al terrorismo a causa del fallimento dell'ennesimo processo di pace promosso dagli Stati Uniti.

  • Senza ombra di dubbio, Abbas non riesce a spiegare agli inviati americani che non dispone di alcun mandato da parte della sua popolazione per fare qualsiasi passo verso un accordo di pace con Israele. Abbas sa, contrariamente agli inviati americani, che muoversi in questa direzione metterebbe fine alla sua carriera e molto probabilmente alla sua vita. Il presidente dell'Autorità palestinese non vuole inoltre essere ricordato come l'infido leader palestinese che "si è venduto agli ebrei". Oltretutto, qualcuno dei suoi successori potrebbe dire in seguito, a giusto titolo, che avendo Abbas oltrepassato i limiti del suo mandato, ogni eventuale accordo andrebbe considerato illegale e illegittimo.

Jared Kushner (nella foto a sinistra), consigliere senior del presidente americano Donald Trump, incontra il presidente dell'Autorità palestinese Mahmoud Abbas il 21 giugno 2017, a Ramallah. (Foto di Thaer Ghanaim/PPO via Getty Images)

Gli inviati americani Jason Greenblatt e Jared Kushner, che hanno incontrato di recente a Gerusalemme e Ramallah funzionari israeliani e dell'Autorità palestinese (Ap) per discutere del rilancio del processo di pace, hanno scoperto ciò che i precedenti inviati in Medio Oriente avevano imparato negli ultimi due decenni, ossia che l'Ap non è cambiata, non può cambiare e non cambierà.

Durante il loro incontro a Ramallah con il presidente dell'Autorità palestinese, Mahmoud Abbas, i due emissari statunitensi sono stati informati che i palestinesi accetteranno soltanto uno Stato indipendente entro i confini del 1967, con Gerusalemme Est come sua capitale.

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I leader europei senza figli che ci conducono come sonnambuli verso il disastro

di Giulio Meotti  •  27 giugno 2017

  • Non avendo figli, i leader europei sembrano non aver motivo di preoccuparsi del futuro del loro continente.

  • "Oggi, l'Europa ha poco desiderio di riprodursi, di lottare per sé o di sostenere le proprie ragioni." – Douglas Murray, The Times.

  • "'Cercare noi stessi' diventa più importante che costruire un mondo." – Joshua Mitchell.

Vivere alla giornata: i leader europei più importanti sono tutti senza figli, tra loro la cancelliera tedesca Angela Merkel (a sinistra, nella foto) e il premier olandese Mark Rutte (a destra). (Fonte dell'immagine: Primo ministro Rutte/ Flickr)

Non ci sono mai stati così tanti leader politici europei senza figli come oggi. Sono moderni, di larghe vedute, multiculturali e sanno che "tutto finirà con loro". A breve, sarà un sollievo non avere figli perché questo significa nessuna spesa per la famiglia, nessun sacrificio e nessuno che si lamenta delle conseguenze future. Come sostiene un rapporto di ricerca finanziato dall'Unione Europea: "Niente figli, niente problemi!".

Essere madre o padre, però significa avere un vero e proprio interesse per il futuro del paese che si governa. I leader europei più importanti non si lasciano dietro figli.

E sono tutti senza prole: la cancelliera tedesca Angela Merkel, il premier olandese Mark Rutte e il presidente francese Emmanuel Macron. L'elenco continua con il primo ministro svedese Stefan Löfven, il premier del Lussemburgo Xavier Bette e il primo ministro scozzese Nicola Sturgeon.

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I jihadisti stanno conquistando l'Europa?

di Giulio Meotti  •  21 giugno 2017

  • Nei quattro paesi europei più colpiti dagli attacchi terroristici – Gran Bretagna, Francia, Belgio e Germania – il numero degli estremisti ufficiali ha raggiunto i 66.000. Un vero esercito, in servizio attivo.

  • Il riscatto chiesto dai terroristi è già visibile: hanno destabilizzato il processo democratico in molti paesi europei e stabiliscono le condizioni per l'esercizio della libertà di espressione. Una presa di controllo jihadista dell'Europa non è più impensabile. Gli estremisti islamici stanno già raccogliendo ciò che hanno seminato: sono riusciti a sconfiggere Geert Wilders e Marine Le Pen, gli unici due candidati europei che volevano davvero combattere l'Islam radicale.

  • L'Europa potrebbe essere conquistata nello stesso modo in cui lo Stato islamico ha preso il controllo di gran parte dell'Iraq: con soltanto un terzo del territorio iracheno.

Di tutti i soldati francesi impegnati nelle operazioni militari, la metà è stata utilizzata sul territorio nazionale (Foto di Jeff J Mitchell/Getty Images)

Secondo alcuni media, "la Germania sta costruendo in silenzio un esercito europeo sotto il suo comando". La cancelliera tedesca Angela Merkel, dopo lo scontro con il presidente americano Donald Trump, sembra voler investire insieme alla Francia in un esercito europeo.

Attualmente, però, esiste un solo vero esercito in Europa: l'esercito jihadista, ovvero i terroristi che il 3 giugno hanno colpito Londra e ucciso sette persone, appena due settimane dopo la strage di Manchester.

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Accettare il terrorismo islamico come la nuova normalità?

di Nonie Darwish  •  9 giugno 2017

  • "Secondo questa dottrina [Targhib wal tarhib, "adescare e terrorizzare"] l'uso del terrore è un obbligo disciplinato dalla sharia." – Salman Al Awda, sceicco musulmano, nel programma televisivo "La sharia e la vita" di Al Jazeera.

  • Il tarhib o le azioni volte a "terrorizzare" auspica punizioni esemplari contro coloro che non adempiono ai dettami dell'Islam. Ecco perché paesi musulmani come l'Arabia Saudita e l'Iran, ed entità come l'Isis, eseguono volutamente decapitazioni, flagellazioni e amputazioni in piazza come fossero cerimonie.

  • Nei territori conquistati, il jihad islamico conta sul fatto che le popolazioni finiscono per arrendersi, rassegnarsi e accettare il terrorismo come parte della vita, come se fosse una catastrofe naturale simile a un terremoto o a un'alluvione.

La nuova normalità? La polizia aiuta i sopravvissuti dell'attacco terroristico a London Bridge del 3 giugno 2017 (Foto di Carl Court/Getty Images)

Dopo gli attentati terroristici, spesso ci sentiamo dire dai media e dai politici occidentali che dobbiamo accettare gli attacchi terroristici come la "nuova normalità".

Per i cittadini occidentali, questa espressione è pericolosa.

La dottrina islamica del jihad, della conquista e della dawah (la propaganda islamica, il proselitismo) dipende fortemente dal terrore e dalla seduzione. Targhib wal tarhib è una dottrina islamica che significa "sedurre (adescare) e terrorizzare", come strumento della dawah per conquistare le nazioni e costringere le loro popolazioni a sottomettersi alla legge islamica della sharia. Il suo obiettivo è quello di manipolare le parti istintive del cervello esercitando pressioni contrarie che alternano piacere e dolore – ricompensa e poi punizione – al fine di indottrinare la gente al rispetto dell'Islam.

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Germania: Un'ondata di delitti d'onore ad opera di musulmani

di Soeren Kern  •  7 giugno 2017

  • La Corte ha esaminato il caso di Amer K. che ha inferto con un coltellaccio da cucina più di venti colpi al petto e al collo della madre dei suoi tre figli, perché pensava che la donna volesse divorziare da lui.

  • "Poi, l'uomo prende il coltello, l'affonda nel petto della donna e la lama penetra nel pericardio e nel muscolo cardiaco. Un secondo fendente squarcia la cavità addominale sinistra. Nurettin B. poi tira fuori l'ascia. Con la parte non tagliente la colpisce alla testa, spaccandole il cranio. Infine, afferra la corda. Le infila un cappio al collo e lega l'altra estremità della corda al gancio da traino della sua auto (...) Mette in moto l'auto e percorre un tratto di strada alla velocità di 80 km/h fino a quando la corda non si rompe." – Il pubblico ministero Ann-Kristin Fröhlich che ricostruisce le azioni del marito.

  • Ad Ahaus, un richiedente asilo nigeriano di 27 anni ha accoltellato a morte una donna di 22 anni perché ferito nell'onore, avendo la vittima rifiutato le sue avance.

La pittoresca città tedesca di Hamelin è stata teatro di un'orribile episodio di violenza dettata dall'onore, quando Nurettin B., un curdo di 39 anni nato in Turchia, ha tentato di uccidere una delle sue tre mogli. (Fonte dell'immagine: Martin Möller/Wikimedia Commons)

Il processo di un uomo curdo che ha legato una delle sue tre mogli alla parte posteriore di un'auto, trascinandola per le strade di una città della Bassa Sassonia, ha richiamato l'attenzione sull'esplosione in Germania di un'ondata di violenze dettate dall'onore ad opera di musulmani.

Le violenze d'onore – che vanno dall'abuso emotivo alla violenza fisica e sessuale fino all'omicidio – in genere sono perpetrate dai membri maschi della famiglia ai danni delle donne della loro stessa famiglia che si pensa abbiano recato disonore a una famiglia o un clan.

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L'Europa reagisce con le candele e gli orsacchiotti

di Giulio Meotti  •  2 giugno 2017

  • L'Europa non ha ancora capito che il terrorismo che ha colpito le sue metropoli è una guerra e non l'errore di alcune persone disturbate che hanno frainteso la religione islamica.

  • Ma a quanto pare non siamo pronti ad abbandonare le nostre masochistiche regole di ingaggio, che privilegiano le vite del nemico alle nostre.

  • Sembra che per l'Europa il terrorismo islamico non sia reale, ma soltanto una momentanea interruzione della sua routine. Noi lottiamo contro il cambiamento climatico, la malaria e la fame in Africa. Ma non siamo pronti a batterci per la nostra civiltà? Ci siamo già arresi?

Candele e fiori lasciati dopo la veglia del 23 maggio 2017 a Manchester, in Inghilterra, in memoria delle 22 vittime dell'attacco suicida condotto da un terrorista islamico che la sera precedente ha colpito il pubblico del concerto di Ariana Grande. (Foto di Leon Neal/Getty Images)

Quella che segue è una lunga e triste lista delle vittime del terrorismo di matrice islamica in Europa:

Madrid: 191. Londra: 58. Amsterdam: 1. Parigi: 148. Bruxelles: 36. Copenaghen: 2. Nizza: 86. Stoccolma: 5. Berlino: 12. Manchester: 22. Senza contare poi le centinaia di europei che sono stati massacrati all'estero, a Bali, a Sousse, a Dakka, a Gerusalemme, a Sharm el-Sheikh, a Istanbul.

Ma dopo 567 morti per terrorismo, l'Europa non ha ancora capito. Soltanto nella prima metà del 2017, in Europa, sono stati compiuti o sventati attacchi terroristici mediamente ogni nove giorni. Pertanto, malgrado questa offensiva islamista, l'Europa reagisce con orsacchiotti, candele, fiori, veglie, hashtag di Twitter e vignette.

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Manchester: L'Europa è ancora una volta "sconvolta"

di Judith Bergman  •  1 giugno 2017

  • Dopo aver saputo dell'attacco terroristico di Manchester, i politici hanno ancora una volta espresso immancabilmente "sconcerto" e "cordoglio" di fronte al prevedibile esito delle loro politiche.

  • La reazione più sbigottita di tutti è stata quella della cancelliera tedesca Angela Merkel, che ha detto di guardare agli sviluppi investigativi sull'attentato di Manchester con "dolore e orrore", definendo l'attacco "incomprensibile".

  • Ogni volta che un leader europeo afferma pubblicamente che l'Islam è una grande fede, una "religione di pace", o che la violenza nell'Islam è la "perversione di una grande fede", nonostante numerose prove indichino il contrario, si invia il messaggio estremamente chiaro che ad ogni attacco devastante l'Occidente è pronto per essere conquistato.

Un poliziotto sta di guardia nei pressi dell'Arena di Manchester il 23 maggio 2017, dopo l'attentato suicida per mano di un terrorista islamico, in cui hanno perso la vita 22 persone che assistevano al concerto. (Foto di Dave Thompson/Getty Images)

Quando l'Isis ha attaccato il teatro Bataclan di Parigi nel novembre 2015, lo ha fatto perché a suo dire, "centinaia di pagani assistevano a un concerto di vizio e prostituzione". Un anno prima, l'Isis aveva proibito tutta la musica perché haram (vietata). Moli studiosi islamici sono favorevoli all'idea che l'Islam vieti la musica "peccaminosa" dell'Occidente.

Pertanto, non dovrebbe sorprendere nessuno il fatto che i terroristi islamici avrebbero potuto prendere di mira il concerto della cantante pop americana Ariana Grande, il 22 maggio a Manchester. Inoltre, il Dipartimento per la Sicurezza interna degli Stati Uniti aveva avvisato a settembre 2016 che i terroristi avrebbero concentrato l'attenzione sui concerti, gli eventi sportivi e gli assembramenti di persone all'aperto perché luoghi del genere "spesso facilitano la realizzazione di attacchi terroristici, il cui impatto economico e le perdite umane sono maggiori".

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