Analisi e articoli più recenti

Nike e altri marchi mondiali, complici nel lavoro forzato della Cina

di Gordon G. Chang  •  6 agosto 2020

  • A marzo, il no-partisan Australian Strategic Policy Institute, in un documento intitolato "Uyghurs for Sale", ha accusato Pechino di aver costretto più di 80 mila uiguri e di membri appartenenti ad altre minoranze musulmane a realizzare prodotti per la Nike e per altri 82 marchi.

  • Le accuse mosse dal rapporto contro la Nike sono pesanti. "Una fabbrica della Cina orientale che produce calzature per l'azienda americana Nike è dotata di torri di guardia, recinzioni di filo spinato e una stazione di polizia", ha osservato il report (....). Lì le persone vengono trattenute contro la loro volontà in condizioni disumane. Questa fabbrica, fornitrice della Nike da più di tre decenni, produce circa otto milioni di paia di scarpe ogni anno.

  • La legge statunitense prevede che i prodotti realizzati attraverso il lavoro forzato possono essere sequestrati, ma quelli fabbricati in condizioni orribili in Cina e altrove vengono sistematicamente sdoganati e finiscono sugli scaffali dei rivenditori americani.

Come fare perché le calzature della Nike prodotte in una fabbrica circondata da mura, filo spinato e torri di guardia, e dove gli operai – molti dei quali appartenenti a una minoranza etnica – sono trattenuti contro la loro volontà, non vengano realizzate attraverso il "lavoro forzato"? Nella foto: il flagship store della Nike sulla Quinta strada a New York. (Foto di Timothy A. Clary/AFP via Getty Images)

"Lavoro forzato."

Questo è il termine che il segretario di Stato americano Mike Pompeo ha utilizzato il 16 luglio per parlare della Cina, ospite nel programma tv di Fox News condotto da Bill Hemmer.

La locuzione eufemistica è "lavoro forzato". Ma il massimo diplomatico statunitense ha abbandonato la diplomazia per impiegare l'arma più potente d'America: la terribile verità.

La terribile – e orribile – verità è che lo Stato monopartitico cinese ha istituzionalizzato la schiavitù, l'ha incrementata su scala industriale e ha offerto gli schiavi alle aziende straniere. Inoltre, aggravando il suo crimine, la Cina sceglie gli schiavi dalle minoranze etniche all'interno dei suoi confini.

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L'Occidente incolpa a torto se stesso per la schiavitù dilagante in Africa e in Medio Oriente

di Giulio Meotti  •  29 luglio 2020

  • Per gli attivisti intersezionali, gli Stati Uniti sono il più grande oppressore al mondo, e non la Cina, la Corea del Nord, l'Arabia Saudita o l'Iran.

  • "Quello che i media non vi dicono è che l'America è il miglior posto al mondo in cui essere neri, donne, gay o trans. Abbiamo i nostri problemi e dobbiamo risolverli. Ma la nostra società e il nostro sistema non sono affatto razzisti." – Ayaan Hirsi Ali, Twitter, 9 giugno 2020.

  • "Il nuovo antirazzismo è il razzismo mascherato da umanesimo (...) ne deriva che ogni bianco è cattivo (...) e ogni nero è una vittima." – Abnousse Shalmani, nata a Teheran e residente attualmente a Parigi, in un'intervista a Le Figaro, 12 giugno 2020.

  • "L'America sembra diversa se sei cresciuta come me in Africa e in Medio Oriente." – Ayaan Hirsi Ali, The Wall Street Journal, 26 giugno 2020.

  • È giunto il momento che gli Stati Uniti smettano di finanziare le Nazioni Unite. (...) Le Nazioni Unite vengono ora utilizzate per perpetuare l'ingiustizia, e non per fermarla.

  • I veri mercanti di schiavi e i razzisti – coloro che credono che le società e i valori occidentali non dovrebbero affatto esistere – verosimilmente guardano l'autoflagellazione dell'Occidente e approvano con esultanza.

Secondo Ayaan Hirsi Ali, che è fuggita dalla Somalia, suo Paese d'origine, e attualmente risiede negli Stati Uniti: "Quello che i media non vi dicono è che l'America è il miglior posto al mondo in cui essere neri, donne, gay o trans. Abbiamo i nostri problemi e dobbiamo risolverli. Ma la nostra società e il nostro sistema non sono affatto razzisti". (Foto di Mark Wilson/Getty Images)

Gli Stati Uniti hanno abolito la schiavitù 150 anni fa e hanno promosso delle politiche di tutela dei diritti delle minoranze. È il Paese che ha eletto due volte un presidente nero, Barack Obama! Eppure, un nuovo movimento sta abbattendo un monumento storico dopo l'altro, come se gli Stati Uniti stessero ancora schiavizzando gli afro-americani. A Washington, D.C., gli attivisti hanno perfino preso di mira un memoriale dell'emancipazione, raffigurante il presidente Abraham Lincoln, che pagò con la vita la liberazione degli schiavi.

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La determinazione della Francia a porre fine alla libertà di espressione

di Judith Bergman  •  14 luglio 2020

  • Le aziende private saranno ora obbligate ad agire come polizia del pensiero per conto dello Stato francese o incorreranno in pesanti sanzioni.

  • "Con il pretesto di contrastare i contenuti 'che incitano all'odio' su Internet, [la legge Avia] crea un sistema di censura tanto efficace quanto pericoloso (...) 'l'odio' è il pretesto sistematicamente usato da coloro che vogliono mettere a tacere le opinioni discordanti. (....) Una democrazia degna del suo nome dovrebbe accettare la libertà di espressione." – Guillaume Roquette, direttore editoriale di Le Figaro Magazine, 22 maggio 2020.

  • "Cos'è l'odio? Si ha il diritto di non amare (...) si ha il diritto di amare, si ha il diritto di odiare. È un sentimento. (...) Non deve essere perseguito, non deve essere legiferato." – Éric Zemmour, CNews, 13 maggio 2020.

  • Chiedere alle aziende private – o al governo – di agire come polizia del pensiero è fuori luogo in uno Stato che afferma di rispettare lo Stato di diritto democratico. Purtroppo, la domanda da porsi non è se la Francia sarà l'ultimo Paese europeo a introdurre tali leggi sulla censura, ma quali altri Paesi saranno i prossimi a farlo.

Con una nuova legge, il governo francese ha deciso di delegare il compito della censura di Stato alle piattaforme online come Facebook, Google, Twitter, YouTube, Instangram e Snapchat. Le aziende private saranno ora obbligate ad agire come polizia del pensiero per conto dello Stato francese o incorreranno in pesanti sanzioni. (Fonte delle immagini: iStock)

Il 13 maggio, il Parlamento francese ha approvato una legge che impone alle piattaforme online come Facebook, Google, Twitter, YouTube, Instagram e Snapchat[1] di rimuovere entro 24 ore i "contenuti che incitano all'odio" ed entro un'ora i "contenuti di matrice terroristica". La mancata osservanza della norma comporterebbe multe esorbitanti fino a 1,25 milioni di euro, pari al 4 per cento del fatturato globale della piattaforma, in caso di reiterata inosservanza dell'obbligo di rimozione del contenuto.

L'ambito dei contenuti online ritenuti colpevoli di "incitare all'odio" ai sensi della cosiddetta "legge Avia" (dal nome della deputata che l'ha presentata in Parlamento) è, in linea con le normative europee sui discorsi di incitamento all'odio, ampiamente delimitato e include "l'incitamento all'odio o insulti a carattere discriminatorio per motivi di razza, religione, etnia, genere, orientamento sessuale o disabilità".

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Black Lives Matter: "Noi siamo marxisti indottrinati" - Parte I

di Soeren Kern  •  12 luglio 2020

  • Black Lives Matter (BLM) è un movimento rivoluzionario marxista finalizzato a trasformare gli Stati Uniti in una distopia comunista. BLM afferma che vuole abolire la famiglia nucleare, la polizia, le prigioni e il capitalismo. I leader del movimento hanno minacciato di "distruggere il sistema" se le loro richieste non saranno soddisfatte. Dispongono anche di milizie addestrate.

  • "Tagliare il budget della LAPD implicherebbe tempi di risposta dilatati alle chiamate al 911, agenti di polizia che chiederanno inutilmente rinforzi, e indagini su stupri, omicidi e aggressioni che non avranno luogo o richiederanno molto tempo per essere avviate, e figuriamoci per essere portate a termine." – Lega di Protezione della Polizia di Los Angeles, il sindacato di polizia della città.

  • "I bianchi sono così confusi in America. (...) Se oggi esiste un razzismo sistematico, si tratta di un razzismo contro i bianchi, nel senso che ai bianchi viene detto che sono responsabili di tutti i mali del mondo...". – Carol M. Swain, docente universitaria e membro del comitato consultivo di Black Voices for Trump.

  • "Siamo tutti esseri umani a immagine di Dio. Black Lives Matter e Antifa, e altre organizzazioni simili, non ci aiuteranno a superare il razzismo, il classismo e gli 'ismi' che li preoccupano. Ci sono cose che possono essere fatte a favore della comunità nera, ma la più importante è aiutare le persone a comprendere quanto siano importanti i loro atteggiamenti...". – Carol M. Swain.

Black Lives Matter (BLM) è un movimento rivoluzionario marxista finalizzato a trasformare gli Stati Uniti in una distopia comunista. BLM afferma che vuole abolire la famiglia nucleare, la polizia, le prigioni e il capitalismo. I leader del movimento hanno minacciato di "distruggere il sistema" se le loro richieste non saranno soddisfatte. Dispongono anche di milizie addestrate. Nella foto: Un uomo impugna una bandiera americana capovolta con l'acronimo "BLM", a una marcia di protesta a Boston, in Massachusetts, il 22 giugno 2020. (Foto di Joseph Prezioso/AFP via Getty Images)

Un recente sondaggio del Pew Research Center ha rilevato che più di due terzi degli americani appoggiano il movimento Black Lives Matter. Questo elevato livello di sostegno induce a chiedersi cosa l'opinione pubblica sappia esattamente di BLM.

In apparenza, Black Lives Matter si presenta come un movimento di base dedito ai nobili compiti di combattere il razzismo e la brutalità della polizia. Ma andando al di là delle apparenze si scopre che BLM è un movimento rivoluzionario marxista finalizzato a trasformare gli Stati Uniti – e il mondo intero – in una distopia comunista.

Questo è il primo di due articoli che evidenzia come:

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Schiavitù moderna e ipocrisia del politicamente corretto

di Judith Bergman  •  5 luglio 2020

  • In Gran Bretagna, sono circa 136 mila le persone che vivono in una situazione di schiavitù moderna. La schiavitù nel Regno Unito assume la forma del lavoro forzato, della servitù domestica e dello sfruttamento sessuale. Albanesi e vietnamiti sono tra i gruppi che costituiscono la maggioranza degli schiavi. – Global Slavery Index, 2018.

  • Attualmente ci sono circa 9,2 milioni di schiavi neri in Africa. La schiavitù, secondo l'Indice Globale della Schiavitù, include il lavoro forzato, lo sfruttamento sessuale e i matrimoni coatti. – Global Slavery Index, 2018.

  • "Secondo l'Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL), oggi ci sono oltre il triplo di persone che vivono in una condizione di servitù forzata rispetto a quante ne sono state catturate e vendute nel corso dei 350 anni della tratta transatlantica degli schiavi", Time Magazine, 14 marzo 2019.

  • La schiavitù moderna frutta alle reti criminali circa 150 miliardi di dollari all'anno, poco meno del traffico di droga e di armi.

  • "I Paesi del G-20 importano ogni anno prodotti a rischio di provenienza da lavoro forzato, generati tramite schiavitù moderna, per un valore di circa 354 miliardi di dollari." – Global Slavery Index, 2018.

  • Raichatou, una schiava maliana, nel 2013 ha raccontato al Guardian di essere stata ridotta in schiavitù all'età di 7 anni quando sua madre, anche lei schiava, morì. "Mio padre non poté fare altro che guardare quando il padrone di mia madre venne a reclamare me e i miei fratelli", ha raccontato la donna. Ha lavorato gratis come domestica per quasi vent'anni ed è stata costretta a sposare un altro schiavo che non conosceva, in modo da poter fornire al suo padrone altri schiavi.

Mentre Black Lives Matter (BLM) e i suoi lacchè discutono incessantemente dell'obiettivo di cambiare i nomi delle strade e di rimuovere le statue, ignorano la sconcertante cifra di 40 milioni di vittime della schiavitù reale nel mondo, di cui circa 9 milioni di uomini, donne e bambini attualmente ridotti in schiavitù in Africa. Nella foto: Il 22 giugno 2020, vandali tentano di abbattere la statua dell'ex presidente americano Andrew Jackson a Lafayette Square, la piazza nei pressi della Casa Bianca, a Washington, D.C. (Foto di Tasos Katopodis/Getty Images)

La cronaca è densa di notizie riguardanti i sostenitori del movimento Black Lives Matter (BLM) che hanno vandalizzato e abbattuto le statue di mercanti e di proprietari di schiavi e di chiunque essi ritengono sia stato coinvolto storicamente nella schiavitù. A Bristol, in Inghilterra, una statua del mercante di schiavi Edward Colston è stata abbattuta e gettata nelle acque del porto. In Belgio, le statue del re Leopoldo II sono state deturpate.

Questi attacchi hanno indotto alcune autorità locali a valutare se tutte le statue ritenute offensive della sensibilità attuale debbano essere rimosse. Il sindaco di Londra Sadiq Khan ha annunciato una commissione che valuterà le future sorti dei monumenti, come le statue e i nomi delle strade, nella capitale del Regno Unito.

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Se tutti si inginocchiano, chi difenderà la cultura e la storia occidentale?

di Giulio Meotti  •  25 giugno 2020

  • "Abbiamo timore che qualsiasi cosa facciamo sia coloniale. Ci sono molti Paesi disposti a entrare in quel vuoto di governance a livello globale: Cina, Iran, Russia, Turchia." – Bruce Gilley, The Times, 10 maggio 2018.

  • Il senso di colpa postcoloniale per il passato imperiale britannico sta, tuttavia, avendo ripercussioni ben più ampie dell'abbattimento delle statue. Ad esempio, c'è ancora un silenzio totale riguardo ai cristiani perseguitati, secondo un vescovo britannico che è stato incaricato dal governo di indagare sui casi di persecuzione dei cristiani in tutto il mondo e sulle loro sofferenze.

  • È come se la storia occidentale sia stata riscritta per rappresentare tutta la civiltà occidentale come un'unica e gigantesca apartheid. È come se non dovessimo solo abbattere le statue, ma anche noi stessi. Una democrazia di successo, tuttavia, non può essere costruita cancellando semplicemente il passato.

  • "Ogni documento è stato distrutto o falsificato, ogni libro è stato riscritto, ogni quadro ridipinto, ogni statua, ogni strada e ogni edificio sono stati rinominati, ogni data è stata modificata. E il processo procede di giorno in giorno, di minuto in minuto. La storia si è fermata. Non esiste null'altro che un eterno presente in cui il Partito ha sempre ragione." – George Orwell, 1984.

  • A cosa punta questo macabro gioco al massacro? (...) È una presa di potere per creare una rivoluzione culturale, per impedire a chiunque di dire che le culture non sono tutte uguali: per mettere sotto processo il passato dell'Europa; per infondere un rimorso perenne nelle coscienze e per diffondere il terrore intellettuale al fine di promuovere il multiculturalismo.

La statua di Winston Churchill a Londra – il quale si oppose ai nazisti durante la Seconda guerra mondiale e salvò l'Europa dalle barbarie – è stata coperta dalle autorità locali durante le recenti proteste. Il suo "impacchettamento" ricorda una delle antiche statue nude romane che sono state coperte per compiacere il presidente iraniano Hassan Rohani in visita a Roma o la "sparizione" dei ritratti nella ex Unione Sovietica. (Foto di Tolga Akmen/AFP via Getty Images)

"L'antirazzismo non è più la difesa della pari dignità delle persone, ma un'ideologia, una visione del mondo", ha dichiarato il filosofo francese Alain Finkielkraut, figlio di sopravvissuti alla Shoah.

"L'antirazzismo si è trasformato. (...) All'ora della grande migrazione non si tratta più di accogliere i nuovi arrivati integrandoli nella civiltà europea, ma di esporre i difetti di questa civiltà".

Finkielkraut ha definito "l'autorazzismo" come "la patologia più sconcertante e grottesca della nostra epoca".

La sua capitale è Londra.

"Topple the racists" ("Abbatti i razzisti") è una mappa con sessanta statue in trenta città inglesi di cui si chiede l'abbattimento in omaggio al movimento nato negli Stati Uniti in seguito all'uccisione di George Floyd, un afroamericano deceduto mentre un poliziotto bianco, Derek Chauvin, gli teneva premuto il ginocchio sul collo.

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La Germania riafferma la propria sovranità sull'Unione Europea

di Soeren Kern  •  21 giugno 2020

  • La sentenza apparentemente oscura (...) ha messo in discussione la legittimità dell'ordine giuridico e politico sovranazionale dell'Unione Europea. (...) La sentenza della Corte tedesca segna una nuova fase nel dibattito sull'equilibrio tra sovranità nazionale e sovranazionale.

  • L'Unione Europea è ora impegnata in una lotta di potere con il suo più grande Stato membro, la Germania. La faida giuridica minaccia la sopravvivenza non solo della moneta unica dell'UE, l'euro, ma della stessa Unione Europea.

  • "Ciò che mi sorprende è la faziosità e il tono zelante che qualcuno utilizza qui. È chiaro che da 50 anni la Corte di Giustizia dell'Unione Europea rivendica una priorità illimitata del diritto europeo, ma quasi tutte le Corti costituzionali e supreme si oppongono da un tempo altrettanto lungo. Finché non vivremo in un super-Stato europeo, l'adesione di un Paese è disciplinata dalla sua legge costituzionale." – Il giudice Peter Michael Huber, membro della Corte costituzionale tedesca che ha contribuito a redigere la sentenza.

  • "Una cosa non va mai dimenticata: l'Europa non è uno Stato federale, ma una comunità giuridica che si è sviluppata sulla base di un nucleo fondante di una comunità economica in aree chiaramente limitate della sovranità nazionale. Qualsiasi sovranità dell'Unione Europea deriva solo dalla sovranità degli Stati membri costituenti." – Klaus-Peter Willsch, deputato del Parlamento tedesco.

La Corte costituzionale tedesca ha emesso una sentenza senza precedenti che sfida direttamente l'autorità della Banca Centrale Europea e della Corte di Giustizia dell'Unione Europea. Nella foto: i giudici della Corte costituzionale tedesca in seduta, il 5 maggio 2020, a Karlsruhe, mentre emettono la sentenza sul programma di acquisto di titoli di Stato da parte della Banca Centrale Europea. (Foto di Sebastian Gollnow/Pool/AFP via Getty Images)

La Corte costituzionale tedesca ha emesso una sentenza senza precedenti che sfida direttamente l'autorità della Banca Centrale Europea (BCE) e della Corte di Giustizia dell'Unione Europea (CGUE).

Questa sentenza apparentemente oscura, che cerca di riaffermare la sovranità nazionale sugli acquisti di titoli di Stato da parte della BCE, ha messo in discussione la legittimità dell'ordine giuridico e politico sovranazionale dell'Unione Europea.

L'UE è ora impegnata in una lotta di potere con il suo più grande Stato membro, la Germania. La faida giuridica minaccia la sopravvivenza non solo della moneta unica dell'Unione Europea, l'euro, ma della stessa UE.

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Breve storia di Antifa: Parte I

di Soeren Kern  •  20 giugno 2020

  • Prove empiriche e aneddotiche mostrano che gli Antifa dispongono di una rete eccellente, che questa rete è mondiale ed è molto ben finanziata. La loro struttura organizzativa è orizzontale con decine e forse centinaia di gruppi locali.

  • L'obiettivo a lungo termine dichiarato dagli Antifa, tanto in America quando all'estero, è quello di stabilire un ordine comunista mondiale. Negli Stati Uniti, il loro obiettivo immediato è finalizzato a causare la rovina dell'amministrazione Trump.

  • Una tattica comune utilizzata dagli Antifa negli Stati Uniti e in Europa è ricorrere alla violenza estrema e alla distruzione della proprietà pubblica e privata per provocare la reazione della polizia, che poi sarà la "prova" che il governo è "fascista".

  • Gli Antifa non sono soltanto tollerati ufficialmente, ma vengono pagati dal governo tedesco per combattere l'estrema destra. – Bettina Röhl, giornalista tedesca, Neue Zürcher Zeitung, 2 giugno 2020.

  • "Per codardia, gli Antifa si coprono il viso e tengono segreti i loro nomi. Minacciano costantemente violenza e aggressioni ai danni di politici e agenti di polizia. Promuovono una politica finalizzata a provocare danni insensati alla proprietà che ammontano a ingenti somme. – Bettina Röhl, giornalista tedesca, Neue Zürcher Zeitung, 2 giugno 2020.

Una tattica comune utilizzata dagli Antifa negli Stati Uniti e in Europa è ricorrere alla violenza estrema e alla distruzione della proprietà pubblica e privata per provocare la reazione della polizia, che poi sarà la "prova" che il governo è "fascista". Nella foto: un anziano fugge dopo essere stato brutalmente picchiato dai membri di Antifa di Rose City, il 29 giugno 2019, a Portland, in Oregon. (Foto di Moriah Ratner/Getty Images)

Il procuratore generale degli Stati Uniti William Barr ha accusato gli Antifa – un movimento "antifascista" militante – di essere all'origine della violenza che è scoppiata alle manifestazioni di protesta organizzate negli Stati Uniti a seguito della morte di George Floyd. "La violenza istigata e messa in atto dagli Antifa e da altri gruppi simili connessi alle rivolte è terrorismo domestico, e sarà trattato di conseguenza", ha dichiarato il procuratore generale.

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Turchia: "I resti della spada" di Erdoğan

di Uzay Bulut  •  18 maggio 2020

  • L'espressione "i resti della spada" (kılıç artığı in turco) è un insulto comunemente usato in Turchia che spesso si riferisce ai sopravvissuti ai massacri dei cristiani – che ebbero come obiettivo soprattutto armeni, greci e assiri – compiuti dall'Impero ottomano e poi perpetrati dal suo successore, la Turchia.

  • Pertanto, l'uso dell'espressione "i resti della spada" non rappresenta una negazione dei massacri o dei genocidi. Al contrario, dichiara l'orgoglio dei perpetratori. Significa: "Sì, abbiamo massacrato i cristiani e altri non musulmani perché se lo meritavano!"

L'uso pubblico dell'insulto "i resti della spada" da parte del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, nel riferirsi ai sopravvissuti dei massacri dei cristiani nel suo Paese è allarmante sotto molti punti di vista. L'espressione non solo insulta le vittime e i sopravvissuti dei massacri, ma mette anche a repentaglio la sicurezza della comunità cristiana in calo in Turchia, spesso esposta a pressioni che includono aggressioni fisiche. (Foto di Chris McGrath/Getty Images)

Il 4 maggio scorso, durante un briefing sul coronavirus, il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha usato l'espressione molto sprezzante "i resti della spada".

"Non permettiamo ai resti della spada nel nostro Paese", egli ha dichiarato, "di tentare di svolgere attività [terroristiche]. Il loro numero è diminuito, ma molti esistono ancora".

L'espressione "i resti della spada" ((kılıç artığı in turco) è un insulto comunemente usato in Turchia che spesso si riferisce ai sopravvissuti ai massacri dei cristiani – che ebbero come obiettivo soprattutto armeni, greci e assiri – compiuti dall'Impero ottomano e poi perpetrati dal suo successore, la Turchia.

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Coronavirus: La Cina conduce una campagna d'intimidazione mondiale
L'Unione Europea si autocensura per rabbonire la Cina

di Soeren Kern  •  13 maggio 2020

  • Gli inviati cinesi sono stati particolarmente aggressivi su Twitter, attaccando, intimidendo e mettendo a tacere i giornalisti, i legislatori e gli studiosi dei think tank occidentali – così come chiunque contraddica la versione ufficiale cinese degli eventi.

  • Su pressione dei funzionari cinesi, Esther Osorio, consigliere dell'Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell'UE, Josep Borrell, è intervenuta personalmente per ritardare la pubblicazione del rapporto iniziale. Presumibilmente, l'Unione Europea sperava di ottenere un trattamento migliore per le aziende europei operanti in Cina. Il 25 aprile, tuttavia, il South China Morning Post, che disponeva di una copia del rapporto originale, ha rivelato che Pechino aveva minacciato di bloccare l'esportazione in Europa delle forniture mediche se il capitolo sulla Cina non fosse stato rimosso.

  • Il 15 aprile, Bild, il quotidiano più letto della Germania, ha pubblicato un articolo titolato "Ciò che la Cina ci deve finora", pezzo che stima in 150 miliardi di euro l'ammontare della somma dovuta alla nazione tedesca da Pechino per i danni causati dalla pandemia di coronavirus. L'articolo elenca l'insieme dei danni economici subiti dalla Germania, tra cui 50 miliardi di euro di perdite per le piccole imprese e 24 miliardi di euro per mancati guadagni per il settore turistico

  • "Lei governa con la sorveglianza e il controllo. Lei non sarebbe presidente senza la sorveglianza. Lei controlla qualunque cosa faccia qualunque cittadino, ma si rifiuta di monitorare i mercati umidi infetti del Paese." – Julian Reichelt, direttore della Bild, nella lettera aperta "Lei mette in pericolo il mondo intero", indirizzata al presidente cinese Xi Jinping.

L'Unione Europea ha ceduto alle pressioni della Cina e ha edulcorato un rapporto sui tentativi cinesi di scaricare la colpa della pandemia di coronavirus. Secondo quanto riferito, i funzionari di Pechino avrebbero minacciato di bloccare l'esportazione di forniture mediche in Europa, se il rapporto fosse stato pubblicato nella sua forma originale. Nella foto: il ministro cinese degli Affari Esteri, Wang Yi, nel quartier generale dell'UE, a Bruxelles, il 17 dicembre 2019. (Foto di John Thys/AFP via Getty Images)

L'Unione Europea ha ceduto alle pressioni della Cina e ha edulcorato un rapporto sui tentativi cinesi di scaricare la colpa della pandemia di coronavirus. Secondo quanto riferito, i funzionari di Pechino avrebbero minacciato di bloccare l'esportazione di forniture mediche in Europa, se il rapporto fosse stato pubblicato nella sua forma originale.

Queste rivelazioni arrivano mentre il corpo diplomatico cinese conduce a livello mondiale una un'aggressiva campagna di disinformazione – una diplomazia del "lupo guerriero", che prende il nome da una serie di film d'azione patriottici cinesi – finalizzata a imporre la sua narrazione sulle origini del coronavirus.

Gli inviati cinesi sono stati particolarmente aggressivi su Twitter, attaccando, intimidendo e mettendo a tacere i giornalisti, i legislatori e gli studiosi dei think tank occidentali – così come chiunque contraddica la versione ufficiale cinese degli eventi.

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Coronavirus: La Cina continua a inondare il mondo di dispositivi medici difettosi

di Soeren Kern  •  5 maggio 2020

  • Più di una dozzina di Paesi in quattro continenti hanno di recente riscontrato dei problemi con i test per la diagnostica del coronavirus e con i dispositivi di protezione individuale di produzione cinese. Tali problemi vanno dai kit di test contaminati dal Covid-19 all'abbigliamento sanitario protettivo infestato da insetti.

  • Le autorità cinesi hanno rifiutato di assumersi la responsabilità dei dispositivi difettosi e in molti casi hanno addossato la colpa ai Paesi che hanno acquistato il materiale. Hanno inoltre invitato le nazioni a smettere di "politicizzare" il problema.

  • Il primo ministro slovacco Igor Matovič ha reso noto che un milione di test diagnostici per il Covid-19 forniti dalla Cina per un pagamento di 15 milioni di euro in contanti erano inaccurati e incapaci di rilevare la positività al coronavirus. "Abbiamo una tonnellata di test e non possiamo utilizzarli", ha dichiarato il premier. "Dovrebbero essere gettati direttamente nel Danubio".

  • La senatrice statunitense della Georgia Kelly Loeffler ha accusato la Cina di ritardare la consegna delle forniture dei kit di test: "I test sono fondamentali per riaprire il nostro Paese. Sono preoccupata che la Cina stia trattenendo i kit di test. Stanno giocando con la politica commerciale per impedire a noi, gli Stati Uniti, di avere i test di cui abbiamo bisogno".

  • "Non dovremmo perdere di vista la sfida strategica fondamentale a cui sta facendo fronte l'Occidente nell'era della post-globalizzazione: siamo in una competizione crepuscolare a lungo termine con il regime comunista cinese, una lotta a cui non possiamo sfuggire, che ci piaccia o no". – Andrew Michta, George C. Marshall European Center for Security Studies.

Più di una dozzina di Paesi in quattro continenti hanno di recente riscontrato dei problemi con i test per la diagnostica del coronavirus e con i dispositivi di protezione individuale di produzione cinese. Tali problemi vanno dai kit di test contaminati dal Covid-19 all'abbigliamento sanitario protettivo infestato da insetti. Le mascherine cinesi difettose, acquistate dal ministero della Salute spagnolo, sono state distribuite agli ospedali e alle case di cura in tutto il Paese e più di cento operatori sanitari che le hanno utilizzate sono risultati positivi al Covid-19. Nella foto: Una fornitura dalla Cina di 8,6 milioni di mascherine e di 150 tonnellate di dispositivi sanitari arriva all'aeroporto di Parigi Châlons-Vatry, in Francia, il 19 aprile 2020. (Foto di Francois Nascimbeni/AFP via Getty Images)

Il Gatestone Institute ha di recente rivelato che milioni di dispositivi medici acquistati dalla Cina da parte dei governi europei per contrastare la pandemia di coronavirus sono difettosi e inutilizzabili.

Dopo la pubblicazione del nostro articolo, più di una dozzina di Paesi in quattro continenti hanno di recente riscontrato dei problemi con i test per la diagnostica del coronavirus e con i dispositivi di protezione individuale di produzione cinese. Tali problemi vanno dai kit di test contaminati dal Covid-19 all'abbigliamento sanitario protettivo infestato da insetti.

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Tribunali del Regno Unito: I matrimoni della Sharia non sono validi per la legge britannica

di Soeren Kern  •  28 aprile 2020

  • "Abbiamo cercato di informare la Corte d'Appello che molte donne appartenenti alle minoranze, soprattutto le donne musulmane, vengono ingannate o costrette da mariti violenti a contrarre solo il matrimonio religioso, che le priva dei loro diritti finanziari quando il matrimonio finisce...". – Southall Black Sisters, un gruppo di sostegno per le donne sud-asiatiche, 14 febbraio 2020.

  • Nel febbraio del 2018, una revisione indipendente dell'applicazione della legge della Sharia in Inghilterra e nel Galles (...) raccomandava di apportare delle modifiche al Marriage Act 1949 e al Matrimonial Causes Act 1973 richiedendo ai musulmani di contrarre il matrimonio con rito civile prima o durante la cerimonia del nikah. Ciò renderebbe il matrimonio islamico conforme al matrimonio cristiano o ebraico agli occhi della legge britannica.

  • "L'Assemblea è preoccupata del fatto che le regole dei consigli della Sharia discriminino chiaramente le donne in materia di divorzio e di successione." – Consiglio d'Europa, gennaio 2019.

  • Al momento, né il governo britannico né il Parlamento britannico hanno introdotto una legislazione che imponga ai musulmani di contrarre matrimoni civili prima o durante la cerimonia del nikah (...) [ma] la decisione della Corte ribadisce con efficacia il principio che gli immigrati che si stabiliscono nel Regno Unito devono conformarsi alla legge britannica, e non il contrario.

La Corte d'Appello, il secondo tribunale più alto nel sistema giuridico di Inghilterra e Galles, dopo la Corte Suprema, ha stabilito che il contratto di matrimonio, noto come nikah in arabo, non è valido ai sensi della legge britannica. Nella foto: la Royal Courts of Justice a Londra, sede della Corte d'Appello. (Fonte dell'immagine: Anthony M/Wikimedia Commons)

La Corte d'Appello, il secondo tribunale più alto nel sistema giuridico di Inghilterra e Galles, dopo la Corte Suprema, ha stabilito che il contratto di matrimonio, noto come nikah in arabo, non è valido ai sensi della legge britannica.

La storica sentenza ha implicazioni di vasta portata. Da un lato, la decisione compromette i tentativi di sancire questo aspetto della legge della Sharia nel sistema giudiziario britannico. Dall'altro lato, nega a migliaia di potenziali donne musulmane in Gran Bretagna la possibilità di ricorrere alle vie legali in caso di divorzio.

Il caso riguarda una coppia separata, Nasreen Akhter e Mohammed Shabaz Khan, entrambi di origini pakistane, che avevano contratto un nikah con una cerimonia officiata da un imam di fronte a 150 invitati, in un ristorante di Londra, nel dicembre del 1998.

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Coronavirus: Il grande insabbiamento della Cina

di Giulio Meotti  •  13 aprile 2020

  • Sembra che i pipistrelli non siano stati venduti al mercato umido di Wuhan. In uno studio del gennaio scorso, The Lancet ha rilevato che il primo caso di Covid-19 a Wuhan non aveva alcun legame con il mercato.

  • Un'altra persona è appena scomparsa. Ai Fen, un medico cinese, che (...) ha affermato che i suoi superiori avevano messo a tacere i suoi primi avvertimenti sul coronavirus, sembra essere svanita nel nulla. (...) Sono scomparsi anche i giornalisti che hanno visto quello che è accaduto a Wuhan.

  • "Nessuno è stato in grado di studiarlo. Come si può affermare che non sia sfuggito da un laboratorio, se non si può avere accesso al laboratorio? In effetti, abbiamo visto Pechino fare del proprio meglio per impedire ai virologi e agli epidemiologi di recarsi a Wuhan." – Gordon Chang, in Die Weltwoche, 31 marzo 2020.

  • Questo è un altro grosso problema. L'Organizzazione Mondiale della Sanità, che potrebbe avere un ruolo chiave nel fare luce sulle origini dell'epidemia di Wuhan, è ora accusata di essere "complice del coronavirus cinese".

L'11 gennaio, il governo cinese ha annunciato che il mercato umido di Wuhan è stato all'origine dell'epidemia di coronavirus. Lo stesso regime cinese in seguito ha affermato che il virus "potrebbe non aver avuto origine in Cina" e dopo ancora le autorità cinesi hanno iniziato a sostenere che sono stati i soldati americani ad aver portato il virus a Wuhan. Quale scienziato o istituzione stimata può ora fidarsi di tutto ciò che arriva dalla Cina? (Photo by Kevin Frayer/Getty Images)

Abbiamo pagato caro le menzogne della Cina.

"Questo è uno dei peggiori insabbiamenti della storia umana, e il mondo sta affrontando una pandemia globale", ha dichiarato il deputato americano Michael T. McCaul, influente membro repubblicano della Commissione per gli Affari Esteri del Congresso, prima che la comunità dell'intelligence statunitense arguisse, in un rapporto riservato alla Casa Bianca, che la Cina ha nascosto l'origine e l'entità della catastrofica epidemia di coronavirus.

"Il fallimento [del Partito comunista cinese] ha scatenato un contagio globale che ha ucciso migliaia di persone", ha scritto il 1° aprile scorso il cardinale Charles Maung Bo, presidente della Federazione delle Conferenze episcopali asiatiche. "Mentre rileviamo il danno arrecato alle vite di tutto il mondo, dobbiamo chiederci: chi è il responsabile?"

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Coronavirus: La Cina inonda l'Europa di dispositivi medici difettosi

di Soeren Kern  •  8 aprile 2020

  • In Spagna, il ministero della Salute ha rivelato che 640 mila test rapidi per il coronavirus acquistati da un fornitore cinese si sono rivelati difettosi. Inoltre, un altro milione di test consegnati alla Spagna il 30 marzo e provenienti dalla Cina erano anch'essi difettosi.

  • Il sito d'informazione ceco iRozhlas ha riferito che 300 mila kit di test del Covid-19 forniti dalla Cina avevano un tasso di errore dell'80 per cento. Il ministero dell'Interno ceco ha sborsato 2,1 milioni di dollari per l'acquisto dei kit.

  • "La brutale verità è che la Cina sembra infrangere le normali regole di comportamento in ogni ambito di vita – dall'assistenza sanitaria al commercio e dalla manipolazione della valuta alla repressione interna. Da troppo tempo, le nazioni hanno ceduto penosamente alla Cina nella disperata speranza di ottenere accordi commerciali. Ma quando ci libereremo di questa terribile pandemia sarà indispensabile ripensare quella relazione e metterla su una base molto più bilanciata e onesta ". – L'ex leader del Partito conservatore britannico Iain Duncan Smith.

Un crescente numero di Paesi europei riferisce che milioni di dispositivi medici donati o acquistati dalla Cina per sconfiggere la pandemia di coronavirus sono difettosi e inutilizzabili. Nella foto: Il 25 marzo 2020, lavoratori catalogano in un magazzino di Valencia, in Spagna i dispositivi di protezione personale ricevuti dalla Cina. (Foto di Juan Carlos Cardenas/Pool/AFP via Getty Images)

Mentre l'epidemia di coronavirus infuria in tutta Europa, un crescente numero di Paesi europei riferisce che milioni di dispositivi medici donati o acquistati dalla Cina per sconfiggere la pandemia di coronavirus sono difettosi e inutilizzabili.

Le rivelazioni stanno alimentando la diffidenza verso lo sforzo di pubbliche relazioni compiuto dal presidente cinese Xi Jinping e dal suo Partito comunista e finalizzato a rappresentare la Cina come la nuova superpotenza umanitaria mondiale.

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L'Occidente deve svegliarsi davanti alla duplicità della Cina

di Giulio Meotti  •  31 marzo 2020

  • In un articolo pubblicato dall'agenzia di stampa Xinhua, uno dei portavoce del Partito comunista cinese, Pechino ha minacciato di bloccare l'esportazione dei prodotti farmaceutici dopo che gli Stati Uniti sarebbero "precipitati nel potente mare del coronavirus...". – Yanzhong Huang, senior fellow per la salute globale presso il Council on Foreign Relations, Twitter, 4 marzo 2020.

  • "Dietro le sue dichiarazioni di solidarietà, la Cina intende acquistare le nostre aziende e infrastrutture in difficoltà." – Bild, 19 marzo 2020.

  • L'Italia, un Paese colpito duramente dalla pandemia di coronavirus della Cina, è ora al centro di una strategica campagna di propaganda cinese. Pechino ha inviato medici e forniture in Italia e in Europa. In Italia, si possono vedere manifesti con su scritto "Forza Cina!" La Cina sta cercando di comprare il nostro silenzio e la nostra complicità. Purtroppo, ciò è già in atto.

  • La Cina non offre il suo aiuto per "solidarietà". Il regime cinese sta cercando di rappresentare se stesso come il salvatore del mondo. All'inizio della pandemia, al governo di Pechino non importava nemmeno della vita della propria popolazione: era troppo occupato a censurare l'informazione.

La Cina sta conducendo una duplice guerra d'informazione: una all'estero e un'altra per i propri cittadini, entrambe guidate dalle autorità con in testa il presidente Xi Jinping. Evidentemente, considerano l'Occidente debole e sottomesso. E anche noi. (Foto di Naohiko Hatta - Pool/Getty Images)

Il Partito comunista cinese rappresenta la "principale minaccia della nostra epoca", ha detto astutamente a gennaio il segretario di Stato americano Mike Pompeo. In quel momento, il coronavirus si era già diffuso in Cina e nel mondo; il tentativo del Partito comunista cinese di nascondere l'epidemia ha dimostrato che Pompeo aveva più che ragione. "La mia preoccupazione è che questo insabbiamento, questa disinformazione in cui è impegnato il Partito comunista cinese, stia ancora negando al mondo le informazioni di cui ha bisogno in modo che si possano prevenire ulteriori casi o qualcosa del genere", ha aggiunto la scorsa settimana Pompeo.

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