• "È permesso distruggere le chiese - fino a quando la distruzione non provoca danni ai musulmani, come le false affermazioni che i musulmani perseguitano i cristiani...". – Dr. Yusuf al-Burhami, leader religioso salafita dell'Egitto.

  • "I bambini sono stati isolati e messi nelle gabbie. Gli adulti che non rinnegano la loro fede saranno decapitati e i loro figli bruciati vivi nelle gabbie". – Sorella Monique delle Figlie della Carità di San Vincenzo de Paoli, in Siria.

  • "La polizia ha arrestato mio figlio Zubair e lo ha torturato di fronte a me. Quando Zubair ha urlato per il dolore, gli hanno detto che lo avrebbero rilasciato solo se io avessi confessato il furto. (...) Io ho detto ripetutamente ai poliziotti di non essere implicata nel furto e allora mi hanno cacciato fuori dalla stazione di polizia. (...) Il giorno dopo abbiamo trovato il corpo di Zubair dietro la porta di casa". – Aysha Bibi racconta il tentativo della polizia pakistana di strapparle la confessione di un furto che non aveva commesso.

Domenica 15 marzo, mentre nelle chiese cristiane di tutto il mondo si celebrava la messa del mattino, due chiese pakistane – una cattolica e l'altra protestante - sono state colpite da un duplice attentato suicida. Almeno 17 persone sono state uccise e oltre 70 ferite.

I talebani ne hanno rivendicato la responsabilità. Pare che il commando sperasse di uccidere un maggior numero di persone, dal momento che in entrambe le chiese c'erano quasi 2.000 fedeli al momento delle esplosioni.

Secondo i testimoni oculari, i due kamikaze si sono avvicinati all'ingresso dei due edifici di culto, cercando di entrarvi. E quando sono stati fermati si sono fatti esplodere. I testimoni hanno visto "volare in aria parti smembrate di corpi umani".

Secondo una dichiarazione ufficiale della Commissione di pace e giustizia della Conferenza episcopale del Pakistan, nonostante tutte le minacce ricevute dalle chiese, le autorità hanno provveduto a fornire solo un "minimo" di sicurezza.

Come in altri paesi a maggioranza musulmana, le chiese in Pakistan sono sotto attacco. Il 22 settembre 2013, a Peshawar, due attentatori entrarono nella chiesa di Tutti i santi subito dopo la fine la messa domenicale e si fecero esplodere in mezzo a circa 550 fedeli, uccidendone una novantina. Molti erano bambini del catechismo e membri del coro. Almeno 120 furono i feriti.

Una parrocchiana ha ricordato come "i resti umani erano sparsi in tutta la chiesa". (Per un'idea delle conseguenze degli attacchi suicidi si vedano queste foto.)

Nel 2001, un commando di terroristi islamici fece irruzione nella chiesa protestante di San Domenico, aprendo il fuoco sui presenti e uccidendo almeno 16 fedeli, per lo più donne e bambini.

Qui di seguito una carrellata delle persecuzioni dei cristiani nel mondo, nel mese di marzo, per mano dei musulmani, elencate per tema e in ordine alfabetico, non necessariamente in base alla gravità.

Attacchi sferrati dai musulmani contro le chiese cristiane e i monasteri

Egitto. Durante le prime ore del mattino di lunedì 9 marzo, la Chiesa copta cattolica di Kafr el-Dawar è stata attaccata da uomini armati che hanno fatto esplodere un ordigno esplosivo contro il luogo di culto. Due poliziotti a guardia dell'edificio sono stati feriti e ricoverati in ospedale. Yusuf al-Burhami, un leader religioso del movimento salafita che opera in Egitto è apparso in un video in cui diceva che "è permesso distruggere le chiese - fino a quando la distruzione non provoca danni ai musulmani, come le false affermazioni che i musulmani perseguitano i cristiani, portando alle occupazioni [straniere]". Egli ha inoltre aggiunto che "il motivo per cui siamo d'accordo che le loro chiese vengano costruite, in base a quanto disposto dall'articolo della Costituzione che si occupa di religione, e il motivo per cui non esigiamo la jizya [il tributo] dai cristiani, sono legati al fatto che la condizione attuale dei musulmani è ben nota ai paesi di tutto il mondo – essi sono deboli (...)". Burhami ha spiegato che quando i musulmani arabi conquistarono l'Egitto nel VII secolo, il paese era cristiano, e poiché i musulmani erano pochi, alle chiese cristiane copte fu permesso di rimanere – "proprio come il profeta permise agli ebrei di rimanere a Khaibar, dopo che la conquistò, ma una volta che i musulmani crebbero in forza e di numero, [il secondo califfo] Omar al-Khattab, li cacciò secondo l'ordine dato dal profeta: "Cacciate gli ebrei e i cristiani dalla penisola [arabica]".

Germania. La polizia ha sventato un attacco jihadista contro la cattedrale e la sinagoga di Brema. Gli agenti hanno sorvegliato i due edifici di culto e hanno perquisito un centro culturale musulmano della città.

La polizia pesantemente armata ha sorvegliato la cattedrale di Brema, dopo che i servizi segreti avevano saputo che i jihadisti stavano pianificando un attacco contro questo edificio di culto e la sinagoga della città. (Fonte dell'immagine: Tagesschau video screenshot)

Iraq. I miliziani dello Stato islamico hanno fatto saltare in aria una chiesa cattolica caldea del X secolo, a nord di Mosul, e hanno raso al suolo un cimitero vicino. Secondo Nineveh Yakou – archeologa e direttrice del Cultural Heritage and Indigenous Affairs presso l'organizzazione A Demand for Action (Adfa) – il monastero di San Giorgio "è stato distrutto" dall'Isis. L'edificio è stato fondato dalla Chiesa assira nel X secolo ma ricostruito come seminario dalla Chiesa cattolica caldea nel 1846. "L'attuale monastero è stato costruito su un sito archeologico contenente antiche rovine assire. Era un'importante traccia della continuità esistente tra la cultura assira e la nostra", ha detto la Yakou. "L'Isis sta distruggendo il patrimonio culturale dell'Iraq. Il monastero è stato classificato come patrimonio culturale. Si tratta di pulizia etnica e culturale".

Kenya. Il pomeriggio del 28 febbraio, a Maramande, i musulmani della vicina Somalia hanno appiccato il fuoco a una chiesa cristiana. La stessa chiesa era stata incendiata il 5 luglio 2014 e ricostruita nel gennaio di quest'anno. Secondo il suo parroco, "questa gente non vuole il Cristianesimo in questa zona. (...) Vogliono uccidermi in modo che il Cristianesimo qui non attecchisca. Ma continuerò ad alzare gli occhi al cielo per chiedere aiuto a Dio". Secondo il Morning Star News, "negli ultimi anni, la violenza si è intensificata nella regione costiera del Kenya. L'11 gennaio, nella zona di Mombasa, un uomo armato ha freddato un cristiano all'ingresso della chiesa, scambiandolo però per il parroco. La polizia ha detto che il commando potrebbe far parte di una cellula terroristica islamica che opera a Mombasa, accusata di aver perpetrato in passato attacchi armati e con bombe".

Libano. Ignoti hanno fatto irruzione a Mar Elias, un'antica chiesa maronita nella valle della Bekaa. Oltre a danneggiare le finestre dell'edificio, essi hanno distrutto una parte della pavimentazione scavando una grossa buca vicino all'altare. Secondo il vescovo maronita Joseph Mouawad, gran parte degli oggetti sacri sono stati lasciati intatti e non sono stati rubati. Invece, "sono state rotte le mattonelle e scavato il pavimento, a quanto parte per cercare qualcosa". Sono state rinvenute impronte digitali e trovati mozziconi di sigaretta.

Repubblica centrafricana. Almeno otto chiese sono state bruciate nella provincia settentrionale di Nana Grebizi, dopo che alcuni pastori armati della tribù musulmana Fulani avevano attaccato diversi villaggi. Due cristiani, compreso un prete, sono rimasti uccisi nell'attacco; un altro cristiano è stato sottoposto a pesanti torture. Dopo la strage, i pastori islamici hanno appiccato il fuoco e saccheggiato la popolazione locale. L'incendio ha distrutto appezzamenti di terra, almeno otto chiese, altri centri missionari e un imprecisato numero di case abitate da cristiani.

Le stragi di "infedeli" cristiani ad opera dei musulmani

Libia. Due mesi dopo che lo Stato islamico ha diffuso il video dei 21 cristiani copti che sono stati decapitati perché "infedeli" e "adoratori della croce", i copti continuano a essere presi di mira e uccisi. Da quando il video è stato diffuso a metà febbraio, sono scomparsi in Libia almeno 35 cristiani copti. Inoltre, il 2 marzo, è stato rinvenuto il corpo decapitato di un altro egiziano cristiano copto alla periferia di Mechili, nella parte orientale della Libia. Parlando della vicenda, un professore egiziano ha affermato che l'Isis è motivato a massacrare i cristiani in Libia da un libro intitolato Cristiani nel Corano. L'autore di questo volume è Mahmoud Lutfi 'Amr – presidente dell'Ansar al-Sunna al-Muhammadiya di Damanhur, ossia "i sostenitori dell'esempio di Maometto". Il libro è in vendita nelle librerie islamiche di tutto l'Egitto.

Nigeria. Irritati dalle sentinelle della chiesa di San Pietro nello stato di Kaduna che hanno osato istituire, l'8 marzo, un posto di blocco come misura di sicurezza contro i raid jihadisti, i soldati nigeriani hanno aperto il fuoco e ucciso cinque membri della chiesa durante la messa della domenica. Secondo Christopher Mamman, un fedele della parrocchia, "un soldato si è avvicinato ai nostri cadetti che avevano istituito un posto di blocco durante la messa della domenica mattina lungo la strada che porta alla nostra parrocchia e gli ha intimato di rimuovere il blocco. I cadetti hanno detto ai soldati che la messa era in corso e che lo avrebbero rimosso non appena la funzione sarebbe finita, ma i militari non sono rimasti soddisfatti della spiegazione". Va notato che centinaia di chiese cristiane sono state attaccate e i cristiani massacrati durante le funzioni domenicali – da qui il motivo di istituire posti di blocco lungo la strada che conduce alla chiesa. Detto questo, i militari sono tornati 10 minuti dopo in compagnia di altri soldati: "Hanno preso d'assalto la parrocchia, sparando ai fedeli riuniti all'interno dell'edificio", ha raccontato Mamman. "Cinque dei nostri membri sono stati uccisi, mentre altri sono rimasti feriti. Anche un altro cristiano appartenente a un'altra parrocchia è stato ucciso nel corso dell'escalation di violenza che poi ha investito la città".

Pakistan. Una madre cristiana ha accusato la polizia di aver torturato a morte suo figlio nel tentativo di strapparle la confessione di un furto che la donna non aveva commesso. Zubair Masih è stato seppellito il 9 marzo in un cimitero cristiano di Lahore, in mezzo a una massiccia presenza di forze dell'ordine. Aveva 20 anni. Il suo corpo mutilato è stato ritrovato la sera del 7 marzo, dietro la porta della sua abitazione, nel quartiere di Shamsabad, a Lahore. Sua madre, Aysha Bibi, ha lavorato fino al 20 febbraio come domestica nella casa di Abdul Jabbar. La donna ha detto di aver percepito regolarmente lo stipendio fino a quando ha smesso di lavorare presso la famiglia Jabbar. Il 4 marzo, però, ella ha ricevuto una telefonata dalla moglie di Jabbar che le chiedeva di tornare al lavoro. "Quando sono arrivata, l'uomo mi ha condotto alla stazione di polizia di Harbanspura, dove mi è stato detto che avevo rubato alcuni oggetti dalla casa della famiglia Jabbar", ha raccontato la Bibi. "Jabbar mi ha percosso alla stazione di polizia mentre altri poliziotti mi hanno coperto di insulti e volevano che confessassi di aver rubato 35.000 rupie (circa 350 dollari) e oggetti in oro del peso di 100 grammi". Il 6 marzo, la donna ha detto: "La polizia ha arrestato mio figlio Zubair e lo ha torturato di fronte a me. Quando Zubair ha urlato per il dolore, gli hanno detto che lo avrebbero rilasciato solo se io avessi confessato il furto. (...) Io ho detto ripetutamente agli agenti di non essere implicata nel furto e allora mi hanno cacciato fuori dalla stazione di polizia mentre trattenevano ancora Zubair. Il giorno dopo, abbiamo trovato il corpo di Zubair dietro la porta di casa". Gli attivisti per i diritti umani dicono che l'accusa mossa dall'ex datore di lavoro musulmano della donna non è fondata perché l'uomo ha aspettato una settimana per presentare la sua denuncia alle forze dell'ordine.

Repubblica centrafricana. Un diverbio tra un tassista e il suo passeggero musulmano ha portato alla strage di almeno 16 cristiani a Bangui, la capitale del paese. Un uomo musulmano di nome Aladji ha fermato un moto-taxi e gli ha chiesto di essere condotto in un quartiere musulmano di Bangui. Aveva in mano un sacchetto di granate. Essendosi il veicolo rotto, il conducente si è fermato per risolvere il problema, ma il suo passeggero agitato ha tirato fuori un coltello, cercando di colpirlo. Il conducente è però riuscito a sbaragliarlo e lo ha ucciso. Dopo che il corpo dell'uomo è stato ritrovato, i musulmani hanno marciato nel settore cristiano della città dove hanno ucciso almeno 16 cristiani – alcuni decapitati. Dopo le uccisioni, le autorità hanno arrestato 10 membri di Seleka, il gruppo di ribelli quasi tutti musulmani.

Uganda. Una ragazza di 16 anni, che era fuggita da uno zio musulmano che malmenava lei e sua sorella perché si erano convertite al Cristianesimo, è morta l'8 marzo in circostanze misteriose. Namwase Aisha, questo il nome della ragazza, è deceduta all'ospedale di Iganga dove era stata ricoverata per malaria il 2 marzo. Nel nosocomio, le sono state prestate anche delle cure per un trauma cranico subito l'1 febbraio a causa delle percosse inferte con una bacchetta di legno a lei e sua sorella da uno zio che le ha tenute segregate in una stanza per quasi tre giorni senza cibo. Secondo una fonte, "sabato 7 marzo, ], i parenti musulmani hanno scoperto dove si trovava la ragazza e le hanno fatto visita in ospedale dopo che tracciavano la sua sorte da settimane. (...) Aisha stava rispondendo molto bene alle terapie, ma domenica mattina, dopo la somministrazione dei farmaci, è diventata irrequieta e ci siamo chiesti cosa le fosse accaduto".

Le sue condizioni sono iniziate a peggiorare fino a portarla alla morte, ha detto un prete che si prendeva cura di lei. "Sospettiamo che la morte della nostra sorella Aisha potrebbe essere collegata ai farmaci che le sono stati somministrati domenica mattina, in concomitanza con l'arrivo dei parenti musulmani". I leader della chiesa hanno preso in considerazione l'idea di intentare una causa contro l'ospedale ma ritengono che questo potrebbe creare più attriti con i musulmani.

Aisha ha ricevuto una sepoltura musulmana nei pressi della zona in cui era fuggita. "Quando abbiamo portato Aisha nel luogo di sepoltura, il suo corpo era gonfio ed emanava un forte odore di droga, il che è un indizio del fatto che le era stata iniettata una droga sconosciuta", ha detto il prete. Due anni prima, in Uganda, un altro convertito al Cristianesimo era stato aggredito dalla sua famiglia musulmana, tra cui una zia che lo avvelenò facendo scivolare nella sua bevanda un forte insetticida.

La dhimmitudine: disprezzo generico e ostilità

Egitto. "Ignoti" hanno dato fuoco all'autovettura di Ayub Yusif, il sacerdote della chiesa cattolica copta di San Giorgio nel villaggio di Dalga, a Minya, nell'Alto Egitto. Dalga è stata teatro di numerosi attacchi contro i cristiani. Già nel settembre 2013, ad esempio, i sostenitori dei Fratelli musulmani costringevano le famiglie copte a pagare la jizya – "l'imposta di protezione" islamica estorta ai cristiani e ad altri non musulmani dello Stato islamico. Allora, padre Ayub, lo stesso prete al quale è stata incendiata l'auto di recente, si lamentò di come i Fratelli musulmani abusassero dei cristiani del villaggio.

Kazakhistan. Un centro di recupero e disintossicazione da droghe e alcol gestito da cristiani del villaggio di Sychevka, nella regione di Pavlodar, è stato multato e chiuso per tre mesi dopo che un'ordinanza del tribunale aveva stabilito che il centro "conduceva attività illegali", tra cui il culto religioso. Quest'accusa, che il centro nega, è stata mossa dopo che la polizia aveva sequestrato 18 libri cristiani e altro materiale, nel corso di un raid avvenuto il 9 marzo. Il centro aveva ospitato 14 residenti, che avevano deciso di risiedere lì, liberi di andare via in qualsiasi momento. Otto dei residenti, che sono stati sottoposti a ripetuti interrogatori, hanno deciso di lasciare la struttura dopo che la polizia, lo scorso anno, aveva fatto irruzione nel centro.

Kenya. Musulmani somali hanno aggredito due fratelli cristiani, un fratello e una sorella, nella loro casa. Secondo il fratello (di cui non si conosce il nome): "Gli aggressori hanno bussato alla porta, mia sorella è andata ad aprire ed è stata colpita alla fronte con un oggetto smussato tagliente. Mia sorella è caduta a terra urlando e io ho deciso di correre in suo aiuto. Proprio davanti alla porta sono stato colpito alla mano destra e sono caduto". All'arrivo dei vicini, gli aggressori che parlavano somalo, sono fuggiti e uno di loro ha detto: "Non vogliamo cristiani kenioti nella nostra regione – dovrebbero tornare da dove sono venuti. Presto torneremo di nuovo". Meno di un anno prima, il padre dei due fratelli era stato ucciso, sempre da musulmani che parlavano somalo.

Siria. La Società internazionale di San Vincenzo de Paoli, un'organizzazione cattolica, ha riferito che alcuni dei suoi membri in Siria sono stati rapiti dallo Stato islamico e ha dichiarato che se gli adulti non abiurano la loro fede cristiana, saranno decapitati e "i loro bambini bruciati vivi nelle gabbie". Nelle parole di sorella Monique, delle Figlie della Carità di San Vincenzo de Paoli: "Domenica, 1 marzo 2015, nel tardo pomeriggio, ho ricevuto un messaggio da Françoise, una delegata della Società internazionale di San Vincenzo de Paoli [a Roma] e sono riuscita a contattarla telefonicamente. Era in partenza per Parigi e aveva avuto un malore alla notizia che alcuni membri della Società in Siria erano stati rapiti, insieme alle mogli e ai figli. I bambini sono stati isolati e messi nelle gabbie. Gli adulti che non rinnegano la loro fede saranno decapitati e i loro figli bruciati vivi nelle gabbie". Il destino della maggior parte di questi cristiani sequestrati, ben oltre 200, rimane sconosciuto.

A proposito di questa serie di articoli

Anche se non tutti i musulmani, o gran parte di loro, sono coinvolti, la persecuzione dei cristiani è in espansione. Il tema "La persecuzione dei cristiani per mano dei musulmani" è stato sviluppato per raccogliere alcuni – ma non tutti – i casi di persecuzione che vengono a galla ogni mese.

Esso documenta ciò di cui i media tradizionali spesso non si occupano.

Indica che questa persecuzione non è casuale ma sistematica e avviene in tute le lingue, etnie e in ogni luogo.

Raymond Ibrahim è l'autore di Crucified Again: Exposing Islam's New War in Christians (pubblicato dalla casa editrice Regnery in collaborazione con il Gatestone Institute, nell'aprile 2013).

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