A più di due mesi dall'entrata in vigore del cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, il gruppo terroristico Hamas, sostenuto dall'Iran, sembra più determinato che mai a rimanere al potere e a continuare la sua lotta armata per distruggere Israele.
Il 14 dicembre scorso, Hamas ha celebrato il 38° anniversario della sua fondazione elogiando l'invasione delle comunità nel sud di Israele, avvenuta il 7 ottobre 2023, come "un'enorme pietra miliare e una tappa fondamentale nella lotta per la libertà e l'indipendenza e per la sconfitta e l'eliminazione dell'occupazione [da parte di Israele]". Quel giorno, più di 1.200 israeliani e cittadini stranieri sono stati assassinati e migliaia sono rimasti feriti. Altri 251 israeliani e cittadini stranieri sono stati rapiti e condotti nella Striscia di Gaza, dove Hamas tiene ancora in ostaggio i resti di un uomo.
Hamas non ha rimpianti per il massacro commesso il 7 ottobre e per la guerra che ne è seguita, che ha causato la morte di migliaia di palestinesi e distrutto gran parte della Striscia di Gaza. Invece di scusarsi con i palestinesi per aver portato loro morte e distruzione, il gruppo terroristico ha rilasciato una dichiarazione congratulandosi con i "palestinesi per la loro leggendaria fermezza".
Hamas ha colto l'occasione per ribadire il suo "rifiuto categorico di qualsiasi forma di amministrazione fiduciaria o mandato sulla Striscia di Gaza".
Si tratta di un riferimento al piano per la pace nella Striscia di Gaza del presidente degli Stati Uniti Donald J. Trump. Il piano prevede l'istituzione di un organismo internazionale, il "Board of Peace", per contribuire all'amministrazione, alla ricostruzione e alla ripresa economica della Striscia di Gaza dopo la guerra. Il piano, inoltre, prevede il dispiegamento di una "Forza Internazionale di Stabilizzazione" (ISF) e la smilitarizzazione della Striscia di Gaza.
Dopo l'annuncio del piano di Trump, Hamas ha ripetutamente espresso la sua opposizione alla presenza di un organo di governo non palestinese nella Striscia di Gaza. Inoltre, il gruppo terroristico ha respinto l'idea di deporre le armi. Ha inoltre detto chiaramente che il ruolo di qualsiasi forza internazionale dovrebbe limitarsi al monitoraggio dell'attuazione del cessate il fuoco con Israele. Secondo Hamas, la Forza Internazionale di Stabilizzazione proposta dovrebbe essere dislocata ai confini della Striscia di Gaza, e non nelle aree controllate dal gruppo terroristico.
Hamas ha affermato nella sua ultima dichiarazione:
"Solo il popolo palestinese decide chi lo governa e ha il legittimo diritto di resistere, liberare la propria terra e stabilire il proprio Stato indipendente con Gerusalemme come capitale. (...) Hamas ribadisce il proprio impegno nei confronti dei principi che lo hanno animato sin dalla sua fondazione e la propria fedeltà al sangue dei martiri e ai sacrifici dei prigionieri, fino alla liberazione e al ritorno [dei rifugiati palestinesi e dei loro discendenti nelle loro antiche dimore all'interno di Israele]. (...) Gerusalemme e la Moschea di al-Aqsa rimarranno al centro del conflitto. Il popolo palestinese ha diritto a ogni forma di resistenza [ovvero: al terrorismo contro Israele]".
Quando Hamas dice di restare fedele ai propri principi, si riferisce al suo Statuto del 1988 (che cita l'imam Hassan al-Banna, fondatore dell'organizzazione dei Fratelli Musulmani) che afferma: "Israele esisterà e continuerà a esistere finché l'Islam non lo cancellerà, proprio come ha fatto con altri prima di lui". Hamas si definisce "una delle ali dei Fratelli Musulmani in Palestina" e asserisce che "le iniziative, le cosiddette soluzioni pacifiche e le conferenze internazionali sono in contraddizione con i principi del Movimento di Resistenza Islamica [Hamas]".
Il gruppo terroristico, in altre parole, non ha rinunciato al suo sogno di eliminare Israele.
Khalil al-Hayya, un alto funzionario di Hamas che vive comodamente in Qatar, ha dichiarato in un discorso in occasione dell'anniversario della fondazione del suo gruppo che "la resistenza del popolo palestinese è ancora viva e la leadership [di Hamas] è salda e decisa". Al-Hayya ha argomentato che la guerra di due anni nella Striscia di Gaza ha "dimostrato che [Israele] può essere sconfitto e che la liberazione della Palestina è possibile se si basa su un'attenta pianificazione e su sforzi congiunti". Ha elogiato il massacro del 7 ottobre come "modello di ciò che potrebbe accadere se gli sforzi della nazione [musulmana] fossero uniti" contro Israele.
Il leader di Hamas si è vantato che la guerra ha "complicato e ostacolato" gli sforzi degli Stati Uniti per normalizzare le relazioni tra Israele e alcuni Paesi arabi e islamici, tra cui l'Arabia Saudita.
Al-Hayya ha sottolineato il rifiuto di Hamas di "ogni forma di tutela o mandato sul popolo palestinese" e ha affermato che la missione del "Board of Peace" di Trump dovrebbe limitarsi a supervisionare l'attuazione del cessate il fuoco, il finanziamento e la supervisione della ricostruzione della Striscia di Gaza.
Riguardo alla Forza Internazionale di Stabilizzazione, al-Hayya ha rilevato che il suo ruolo dovrebbe limitarsi al mantenimento del cessate il fuoco, senza alcuna ingerenza negli affari interni della Striscia di Gaza. Le armi di Hamas e di altri gruppi terroristici palestinesi, ha aggiunto il funzionario, sono "un diritto legittimo garantito dal diritto internazionale, e questo diritto è legato alla creazione di uno Stato palestinese indipendente".
Un altro alto dirigente di Hamas, Hossam Badran, ha asserito che il suo gruppo "continuerà la sua lotta e il suo jihad per contrastare il progetto sionista in Palestina", aggiungendo:
"Fin dalla sua fondazione, Hamas ha condotto battaglie militari dirette contro il nemico [israeliano]. Dobbiamo unire gli sforzi e tutte le energie per il ruolo più importante di liberare la Palestina".
"Liberare la Palestina" è un eufemismo per dire che bisogna distruggere Israele e sostituirlo con uno stato islamista.
È bene notare che diversi gruppi terroristici palestinesi, tra cui la Jihad Islamica Palestinese, si sono "congratulati" con Hamas per il 38° anniversario della sua fondazione e hanno promesso di appoggiare il jihad contro Israele. Inutile dire che i gruppi terroristici hanno anche espresso il loro sostegno alle atrocità del 7 ottobre.
Queste dichiarazioni di Hamas e degli altri gruppi terroristici palestinesi dimostrano che essi non hanno alcuna intenzione di onorare il piano di Trump. Si limitano a considerarlo un cessate il fuoco temporaneo che consente loro di riorganizzarsi, riarmarsi e proseguire il loro jihad per annientare Israele.
È semplicemente assurdo credere che un piano di pace possa porre fine al jihad dei terroristi contro Israele. Purtroppo, non c'è alternativa alla sconfitta totale e all'eliminazione di Hamas e dei suoi alleati.
Khaled Abu Toameh è un pluripremiato giornalista che vive a Gerusalemme.
