
Mentre l'attenzione internazionale è concentrata sulla guerra con l'Iran, il gruppo terroristico palestinese Hamas ha intensificato la repressione contro la popolazione palestinese nel tentativo di riaffermare con la forza il proprio controllo sulla Striscia di Gaza.
Le misure adottate da Hamas violano il piano del presidente americano Donald J. Trump per porre fine alla guerra tra Israele e Hamas, scoppiata il 7 ottobre 2023, quando il gruppo terroristico sostenuto dall'Iran ha invaso Israele e ucciso più di 1.200 israeliani e cittadini stranieri.
Secondo il piano di pace di Trump, annunciato alla fine dello scorso anno:
"Hamas e le altre fazioni hanno accettato di non avere alcun ruolo nella governance di Gaza, direttamente, indirettamente, o in qualsiasi forma. Tutte le infrastrutture militari, terroristiche e offensive, compresi i tunnel e gli impianti di produzione di armi, saranno distrutte e non verranno ricostruite. Sarà avviato un processo di smilitarizzazione di Gaza sotto la supervisione di osservatori indipendenti, che includerà la messa fuori uso permanente delle armi attraverso un processo concordato...".
L'amministrazione Trump e il neocostituito "Consiglio per la Pace", tuttavia, non hanno denunciato le continue violazioni da parte di Hamas dei termini del piano di cessate il fuoco. Hamas sembra aver interpretato questo silenzio come un via libera per portare avanti il proprio riarmo, riorganizzarsi e ricostruire il proprio regime uccidendo, torturando e sfruttando economicamente gli abitanti della Striscia di Gaza.
I crimini di Hamas contro i palestinesi non sorprendono nessuno. Questo è il modello di governo che il gruppo ha adottato da quando ha preso con forza il controllo della Striscia di Gaza, sottraendola all'Autorità Palestinese nel 2007.
Ranjan Solomon ha scritto di recente sul Middle East Monitor:
"Hamas governa dall'interno di un'enclave devastata di due milioni di persone. Il Consiglio per la Pace opera da un tavolo di riunione a Washington."
"Hamas incassa shekel in imposte sulle merci di contrabbando; il Consiglio non dispone di alcuna fonte di entrate indipendente."
"Hamas integra 10mila agenti di polizia nelle strutture proposte; il Consiglio deve ancora attendere che i Paesi si impegnino a fornire personale a una forza di stabilizzazione."
"Hamas nomina i governatori e i sindaci; il Consiglio attende i rapporti."
Hamas sta ricostruendo il suo apparato finanziario riscuotendo tasse, imposte e dazi doganali sulle merci che entrano nella Striscia di Gaza. Il denaro non viene investito nella ricostruzione, bensì nel potenziamento delle capacità militari del gruppo terroristico.
Il mese scorso, Reuters ha riportato una valutazione militare israeliana secondo cui Hamas starebbe consolidando il proprio controllo sulla Striscia di Gaza collocando fedelissimi in ruoli chiave dell'amministrazione, riscuotendo imposte e pagando stipendi ai suoi membri. Secondo il report:
"I funzionari militari israeliani affermano che Hamas, che rifiuta di disarmarsi, ha approfittato del cessate il fuoco raggiunto nell'ottobre [2025] per riaffermare il proprio controllo nelle aree abbandonate dalle truppe israeliane...
"Hamas ha nominato cinque governatori distrettuali, tutti legati alle Brigate al-Qassam, secondo due fonti palestinesi con conoscenza diretta delle sue operazioni. Le fonti hanno inoltre aggiunto che Hamas ha sostituito alti funzionari dei ministeri dell'Economia e degli Interni di Gaza, che si occupano della tassazione e della sicurezza."
Qualche settimana fa, agenti di polizia di Hamas sono ricomparsi per le strade della Striscia di Gaza con i loro veicoli, un ulteriore segnale che il gruppo terroristico è tornato a governare il territorio.
Inoltre, Hamas ha assassinato, arrestato, aggredito o convocato per interrogatorio decine di palestinesi per aver presumibilmente espresso opinioni contrarie al gruppo terroristico.
Inoltre, Hamas ha assassinato, arrestato, aggredito o convocato per interrogatori decine di palestinesi accusati di aver criticato pubblicamente il gruppo terroristico.
Un video di recente diffuso sui social media mostra terroristi di Hamas che sparano a un uomo non identificato nella città di Deir al-Balah, nella Striscia di Gaza, impedendogli poi di ricevere cure mediche.
Hamza Howidy, attivista politico nato a Gaza, ha scritto:
"Dall'inizio della guerra con l'Iran, i criminali di Hamas hanno intensificato la loro brutale, selvaggia e barbara campagna contro gli stessi abitanti di Gaza. Le persone in questa foto sono solo alcune delle tante che nelle ultime settimane sono state giustiziate, uccise a colpi d'arma da fuoco, rapite o brutalmente torturate. La lista delle atrocità cresce di giorno in giorno e il sadismo mostrato va oltre qualsiasi immaginazione (anche per chi, come noi, è nato e cresciuto a Gaza e ha visto da vicino la brutalità di Hamas per anni). Pensavamo di aver visto il limite della loro depravazione. Ma queste persone non conoscono limiti."
"Ho condiviso molte di queste storie e, in molti casi, sono state poi confermate da giornalisti e attivisti a Gaza o da gazawi della diaspora. Il 'crimine' commesso da queste persone? Aver espresso le proprie opinioni."
"Ciò che rende questa situazione ancora più grave rispetto alla sofferenza stessa delle vittime è il silenzio di coloro che hanno costruito intere carriere denunciando la sofferenza dei palestinesi. Gli stessi commentatori, gli stessi 'difensori dei diritti umani', gli stessi influencer e gli stessi media che per mesi si sono autoproclamati la coscienza morale del mondo, trasformando il dolore palestinese in visibilità, follower e contratti editoriali, sono spariti...
"I palestinesi lasciati morire sotto i piedi di Hamas sono a quanto pare il tipo sbagliato di palestinesi: troppo scomodi, troppo dannosi per la narrazione e troppo vivi in modi che non servono alla 'causa'".
Commentando la ricomparsa degli agenti di polizia di Hamas, un altro attivista politico nato a Gaza, Ahmed Fouad Alkhatib, ha scritto il 12 marzo scorso:
"I terroristi di Hamas hanno organizzato una parata con i loro camion all'interno della tendopoli di al-Mawasi, destinata agli sfollati. Questi uomini armati sono gli stessi che ogni giorno uccidono, rapiscono, torturano e sparano ai gazawi; la loro presenza serve a lanciare un chiaro messaggio: 'State zitti e pagateci le tasse!'. Si nascondono tra le tende e usano i civili come scudi umani per ridurre il rischio di essere colpiti dai droni e dai raid aerei israeliani. Basta chiedersi: perché un'organizzazione terroristica dovrebbe organizzare una parata dei suoi miliziani nel bel mezzo di una tendopoli, se non per nascondersi tra le tende o per terrorizzare gli abitanti?"
La scorsa settimana Alkhatib ha rivelato che alcuni membri di Hamas hanno di recente torturato un suo amico che aveva osato criticare il gruppo terroristico:
"Le milizie fasciste di Hamas hanno torturato il mio caro amico Ashraf Naser Shallah, che negli ultimi giorni è stato ricoverato più volte negli ospedali di Gaza City. Gli hanno preso il telefono, rubato il portafoglio con documenti importanti e lo hanno minacciato di morte se avesse continuato a denunciare il loro terrorismo, il regime iraniano, la falsa narrazione della 'resistenza', il desiderio di pace con gli israeliani e il suo rifiuto di essere carne da macello nelle fallimentari ideologie jihadiste che hanno distrutto la popolazione palestinese a Gaza."
Il 10 marzo, terroristi di Hamas hanno ucciso a colpi d'arma da fuoco Asa'ad Abu Mahadi per ragioni ignote. Suo nipote, Waseem Abu Mahadi, ha scritto:
"Mio zio, 'Abu Younis', è morto oggi in ospedale."
"Domenica, un posto di blocco della milizia terroristica di Hamas ha aperto il fuoco contro la sua auto civile mentre viaggiava con il figlio. È rimasto gravemente ferito. Per due giorni ha lottato tra la vita e la morte in ospedale. Oggi è deceduto."
"Mio zio non era coinvolto in politica né in alcuna fazione. Era un uomo pacifico che amava la sua famiglia e cercava di vivere una vita normale."
"Dopo la sparatoria, ci è stato detto che era stato colpito PER ERRORE."
"Un errore..."
"Come se sparare all'auto di un civile fosse solo uno sfortunato incidente. Come se un'altra vita palestinese che scompare nel caos delle milizie e delle armi potesse essere semplicemente ignorata."
"Questo è ciò che accade quando lo Stato di diritto scompare e al suo posto subentrano le milizie terroristiche."
In un altro episodio, miliziani di Hamas hanno aggredito Mohammed Abu Amra all'interno dell'ospedale dei Martiri di Al-Aqsa di Deir al-Balah, dove lo hanno legato al letto nonostante le ferite, impedendo al personale medico di completare le cure.
Finché l'attenzione del mondo rimarrà focalizzata altrove, Hamas continuerà a ricostruire la propria autorità nella Striscia di Gaza senza affrontare una reale pressione internazionale. Hamas sembra credere che il tempo giochi a suo favore. Più a lungo persisterà il silenzio della comunità internazionale, più facile sarà per il gruppo terroristico ristabilirsi come unica potenza legittima.
Mentre alcune parti della comunità internazionale continuano a cercare formule diplomatiche e piani di pace per stabilizzare la Striscia di Gaza, Hamas ha reso chiaro in maniera inequivocabile che non ha alcuna intenzione di rinunciare né terrorismo né al potere. Finché questa realtà rimarrà invariata, nessun piano di pace potrà realisticamente trasformare il futuro della Striscia di Gaza.
Khaled Abu Toameh è un pluripremiato giornalista che vive a Gerusalemme.
