• Come politico eletto democraticamente parlo dei problemi che vedo (…) Questo è il mio dovere. Ecco perché sono stato eletto. Mi baso sui fatti oggettivi e sulle cifre (…) Perché sono la verità.

  • Non ho intenzione di ferire né di offendere le persone (…) Già da oltre dieci anni ho perso la mia libertà personale.

  • Nella mia lotta per la libertà e contro l'islamizzazione dei Paesi Bassi, non permetterò mai a nessuno di farmi tacere. A qualunque prezzo, chiunque esso sia, quali che ne siano le conseguenze.

  • Per dirla con le parole di Martin Luther King: "Chiudo dicendo che non c'è nulla di più importante al mondo della libertà. Per essa vale la pena andare in prigione. Vale la pena perdere un posto di lavoro. Vale la pena morire".

L'Aja, 8 dicembre 2014.

Oggi, il parlamentare olandese e leader del Partito della Libertà (PVV), Geert Wilders, ha fatto una dichiarazione durante il suo interrogatorio condotto dalla polizia olandese. La polizia ha interrogato Wilders a nome della procura, che sta vagliando la possibilità di perseguire legalmente il parlamentare per aver chiesto ai suoi elettori durante la campagna elettorale se volessero più o meno marocchini nei Paesi Bassi.

La nostra libertà è minacciata. Minacciata da una violenta ideologia totalitaria – l'Islam – che porta con sé morte e devastazione. Minacciata da una élite politicamente corretta che non tollera critiche all'Islam e all'immigrazione di massa, e alimenta il relativismo culturale.

Mi ribello a questo.

Come politico eletto democraticamente parlo dei problemi che vedo. Menziono i pericoli e gli svantaggi che affrontiamo nei Paesi Bassi a causa del relativismo culturale, dell'immigrazione di massa e dell'islamizzazione in corso. Questo è il mio compito. Questo è il mio dovere. Ecco perché sono stato eletto. Ecco perché sono in politica e perché ho fondato il Partito della Libertà (PVV).

Sto lottando per dei Paesi Bassi migliori.
Per preservare la nostra cultura.
La nostra identità.
La nostra salvezza.
La nostra libertà.

Non discrimino. Non diffondo l'odio né incito ad esso. Non intendo ferire né offendere le persone. Ma parlo senza mezzi termini, quando difendo le nostre libertà stabilite e menziono i pericoli per la nostra società.

Dedico la mia vita alla lotta contro l'ideologia del male e alla difesa delle nostre libertà. Ogni giorno, pago il prezzo di questa lotta. Già da oltre dieci anni, ho perso la mia libertà personale.

Nel corso dell'ultimo decennio, ho richiamato l'attenzione sul problema marocchino che abbiamo qui nei Paesi Bassi. E questo comporta gravi problemi con l'integrazione, la criminalità e la dipendenza dal welfare. La maggioranza dei jihadisti che dai Paesi Bassi si reca in Siria è marocchina. Per capire l'intero contesto, deve essere preso in considerazione il contenuto degli allegati che deposito qui oggi.

Mi baso sui fatti oggettivi e sulle cifre. I fatti che devo menzionare. Perché sono la verità. Se avessimo avuto lo stesso problema con i canadesi, l'avrei detto.

Coloro che non capiscono che nei Paesi Bassi abbiamo un enorme problema con l'Islam e con i marocchini, pur scorgendolo, fanno finta di non vederlo, e anche se ne sentono parlare, fanno orecchie da mercanti.

Per le ragioni sopra indicate, durante la campagna elettorale all'Aja, ho argomentato la necessità che ci siano meno marocchini. E in una riunione elettorale sempre all'Aja, ho posto ai presenti un certo numero di domande, una delle quali era: "Volete più o meno marocchini?"

Geert Wilders durante il suo discorso del marzo 2014, quando chiese agli astanti: "Volete più o meno marocchini?" (Fonte dell'immagine: nos.nl video screenshot)

Sì, è vero, voglio che nei Paesi Bassi ci siano meno marocchini per i motivi e il contesto che ho già espresso in questa dichiarazione, così come in Parlamento, e per i quali vi rimando ai documenti che ora deposito.

Devo ancora incontrare l'olandese che vuole più marocchini nei Paesi Bassi. Chiedere che ci sia un minor numero di marocchini è qualcosa di totalmente diverso dal volere che tutti i marocchini se ne vadano dai Paesi Bassi o dall'essere contrario a ogni marocchino.

Come me, il 43 per cento di tutti gli olandesi e il 95 per cento dei miei sostenitori vogliono meno marocchini nei Paesi Bassi. Io dico quello che milioni di olandesi pensano.

Desidero anche che nei Paesi Bassi ci sia meno Islam.

E come me, il 64 per cento di tutti gli olandesi e il 100 per cento dei miei sostenitori ritengono che la cultura islamica non appartenga ai Paesi Bassi.

È dalla fondazione del PVV che sono a favore della presenza di un minor numero di immigrati provenienti dai paesi islamici.

È dalla fondazione del PVV che identifico il problema marocchino e offro delle soluzioni (democratiche) a esso, come ad esempio:

  • limitare l'immigrazione di chi proviene dai paesi islamici, e quindi anche dal Marocco;
  • promuovere la riemigrazione volontaria degli stranieri non occidentali, e quindi anche dei marocchini;
  • espellere i criminali con doppia cittadinanza dopo la denaturalizzazione, quindi anche i marocchini. Da quando i marocchini vivono nei Paesi Bassi, essi sono in cima alle statistiche sulla criminalità e spesso hanno la doppia cittadinanza, e questo porterebbe anche a meno marocchini nei Paesi Bassi.

Non ritratto nulla di ciò che ho detto.

Perché non ho detto niente di male.

Nella mia lotta per la libertà e contro l'islamizzazione dei Paesi Bassi, non permetterò mai a nessuno di farmi tacere. A qualunque prezzo, chiunque esso sia, quali che ne siano le conseguenze.

Per dirla con le parole di Martin Luther King: "Chiudo dicendo che non c'è nulla di più importante al mondo della libertà. Per essa vale la pena andare in prigione. Vale la pena perdere un posto di lavoro. Vale la pena morire".

Per questi motivi, ritengo che la procura deciderà di non perseguirmi penalmente. Ogni altra decisione può essere interpretata solo come politicamente motivata.

Geert Wilders

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