• Il quotidiano Svenska Dagbladet ha riportato che sono scomparse 30.000 persone la cui domanda di asilo è stata respinta e sono state colpite da provvedimenti di espulsione. La polizia dice che mancano le risorse per rintracciare questi clandestini.

  • Tre somali sulla ventina, che hanno violentato a turno una ragazzina di 14 anni, hanno ricevuto condanne molto clementi e hanno evitato l'espulsione.

  • Il 7 giugno, è stata diffusa la notizia che una cittadina britannica, Grace "Khadija" Dare, aveva portato il figlio di 4 anni, Isa Dare, a vivere in Svezia per beneficiare dell'assistenza sanitaria gratuita. A febbraio, il bambino era apparso in un video dell'Isis mentre faceva esplodere un'auto con quattro prigionieri a bordo. Il padre del piccolo, un jihadista con cittadinanza svedese, è stato ucciso combattendo per l'Isis.

  • "Se non si è d'accordo con l'establishment, si viene immediatamente definiti razzisti o fascisti, cosa che di sicuro non siamo. A volte, ho sentito dire che era come vivere nella vecchia Unione Sovietica." – Karla, parla del motivo per cui la sua famiglia si è trasferita dalla Svezia a Maiorca.

1 giugno. Il Consiglio nazionale svedese per la prevenzione del crimine (Brå) ha diffuso un rapporto che mostra che 11.007 persone sono state colpite da un provvedimento di espulsione dopo essere state condannate per crimini. Il report però non dice quanti di questi individui siano stati di fatto espulsi. Il numero di condanne che includono l'espulsione è diminuito, nonostante il tasso di criminalità sia in aumento tra gli stranieri presenti in Svezia. Negli anni Settanta, erano circa 500 le persone che ogni anno erano colpite da un provvedimento di espulsione; nel 2004, il numero era salito a 1.074, ma nel 2014 solo 644 stranieri sono stati sottoposti a provvedimenti di espulsione.

Non solo sempre meno persone sono condannate all'espulsione, ma sono sempre più numerosi gli stranieri che rifiutano di lasciare il paese pur essendo stati colpiti da un provvedimento di espulsione. Nell'ottobre dello scorso anno, il quotidiano Svenska Dagbladet ha riportato che sono scomparse 30.000 persone la cui domanda di asilo è stata respinta e sono state colpite da provvedimenti di espulsione. La polizia dice che mancano le risorse per rintracciare questi clandestini. Patrik Engström, capo della polizia di frontiera del Dipartimento delle operazioni nazionali (NOA), ha detto al giornale: "Abbiamo messo queste persone sulla lista dei ricercati, ma non ci impegniamo a cercarle attivamente. Aspettiamo segnalazioni e cose del genere".

1 giugno. La sera del 31 maggio, un uomo è stato spinto sotto un treno della metropolitana di Stoccolma. La vittima è uno studente svedese di 23 anni del Royal Institute of Technology (KTH) di Stoccolma. Il giovane ha subito fratture al cranio e lacerazioni, ha perso metà del suo piede, ha riportato parecchie costole rotte, una frattura alla clavicola e la perforazione di un polmone. Resta incerto, se potrà guarire del tutto. Il giorno dopo, un algerino di 34 anni con cittadinanza svedese è stato fermato per il reato. L'aggressore, che era già sospettato di essere l'autore di un altro crimine violento nella metropolitana, è stato identificato e catturato con l'aiuto dell'opinione pubblica, che lo ha riconosciuto dalle foto pubblicate. L'uomo si trova ora in stato di custodia, in attesa del processo.

2 giugno. Una famiglia ebrea svedese ha raccontato al Jerusalem Post di aver lasciato la Svezia e di essersi trasferita a Maiorca. Dan, i cui genitori erano andati in Svezia quando migliaia di ebrei danesi furono salvati durante la Seconda guerra mondiale, ha detto:

"Per tutta la mia vita sarà grato di far parte di una società civile. E fino al 2005 pensavo di essere fortunato a vivere in una vera democrazia sociale dove la gente pagava volentieri tasse elevate per un ottimo sistema di welfare e valori progressisti.

"Certo, il sole e lo stile di vita hanno avuto un ruolo importante nella nostra decisione [di trasferirci], ma la politica e i cambiamenti demografici della Svezia sono la vera ragione di questa nostra scelta. L'establishment della sinistra radicale è diventato totalmente ossessionato dal multiculturalismo e dalla correttezza politica, e non occorre ricordare che entrambi fanno parte dell'ethos svedese da secoli".

Sua moglie Karla ha aggiunto: "Se non si è d'accordo con l'establishment, si viene immediatamente definiti razzisti o fascisti, cosa che di sicuro non siamo. A volte, ho sentito dire che era come vivere nella vecchia Unione Sovietica".

2 giugno. La Sahlgrenska University Hospital di Goteborg ha annunciato che d'ora in poi ci saranno guardie di sicurezza 24 ore al giorno nei suoi tre ospedali. Il capo della sicurezza, Peter Alverman, ha detto alla Sveriges Television:

"Ci sono continue minacce contro il nostro personale. Ma più di tutto, lo stiamo facendo a causa delle crescenti bande criminali che imperversano a Goteborg, s'introducono negli ospedali e destano preoccupazione tra il personale e gli altri pazienti".

Gli addetti alla sicurezza avranno un costo annuo di nove milioni di corone (oltre un milione di dollari), denaro che ovviamente poteva essere investito nella sanità.

3 giugno. Il parlamentare Daniel Sestrajcic è stato incriminato per aver disobbedito a un agente di polizia. Sestrajcic è un membro del Partito della Sinistra, erede del Partito Comunista. Il reato è stato commesso per motivi connessi alle proteste per lo sfratto di alcuni palestinesi che si erano accampati illegalmente a Malmö nell'ottobre 2015. Sestrajcic, che era tra i manifestanti, inizialmente era stato accusato di aver cercato di dare colpi in testa a un poliziotto, ma le accuse erano cadute per mancanza di prove. Tuttavia, poiché egli si era rifiutato di obbedire agli ordini della polizia e se ne era andato, l'accusa nei suoi confronti non è caduta, anche se Sestrajcic la nega.

5 giugno. Tre uomini, che erano stati condannati dalla Corte distrettuale di Falun a quattro anni di carcere per uno stupro aggravato perpetrato nella città di Ludvika, sono stati assolti dalla Corte d'appello ((Svea hovrät). Il pubblico ministero aveva impugnato il verdetto originale nella speranza che i tre fossero condannati a una pena detentiva più lunga, ma la Corte d'appello ha deciso che non c'era alcuna prova che avessero commesso il fatto; pertanto essi sono stati assolti e il provvedimento di espulsione è stato revocato.

6 giugno. Il giorno della Festa nazionale della Svezia, il Partito della Sinistra ha deciso di andare a congratularsi – non con il popolo svedese – ma con i musulmani residenti in Svezia che stavano per iniziare a celebrare il Ramadan, mese di digiuno islamico. Accese discussioni sono nate sulla pagina Facebook del partito. Una persona ha scritto: "Spero che voi non finiate nella stessa situazione del Partito dei Verdi. Sono fuggito dagli islamisti in Iran e voi augurate loro un felice Ramadan? Vi porgo le mie condoglianze".

6 giugno. Il personale di un centro di accoglienza profughi a Ludvika è stato costretto a chiamare la polizia dopo che un gruppo di richiedenti asilo musulmani si era detto insoddisfatto dei pasti serviti nella struttura. Si lamentavano che il cibo non era "conforme al Ramadan" e il modo in cui avevano espresso le loro lagnanze aveva spaventato lo staff del centro. Il rapporto della polizia non dice esattamente cosa sia accaduto dopo.

7 giugno. È stata diffusa la notizia che Isa Dare, un bambino di 4 anni che era stato portato dai genitori nel territorio dello Stato islamico, sia stato introdotto illegalmente in Svezia. E questo per beneficiare dell'assistenza sanitaria gratuita che il governo svedese ha deciso di offrire nel 2012 a tutti i clandestini, a spese dei contribuenti svedesi. La madre 24enne del bimbo, Grace "Khadija" Dare, è nata a Londra. Ha sposato un cittadino svedese, Abdul Ghameed Abbas, noto anche come "Abu Bakr", che è stato ucciso mentre combatteva per l'Isis, in un raid aereo nel novembre 2014.

A febbraio il piccolo è diventato famoso poiché è apparso in un video dell'Isis che lo mostrava mentre premeva il pulsante di un detonatore e faceva esplodere un'auto con quattro prigionieri a bordo. In posa accanto alla carcassa dell'auto, il bambino di 4 anni urlava: "Allahu Akbar!"

Il 7 giugno, è stata diffusa la notizia che una cittadina britannica, Grace "Khadija" Dare, aveva portato il figlio di 4 anni, Isa Dare, a vivere in Svezia per beneficiare dell'assistenza sanitaria gratuita. A febbraio, il bambino era apparso in un video dell'Isis mentre faceva esplodere un'auto con quattro prigionieri a bordo. Il padre del piccolo, un jihadista con cittadinanza svedese, è stato ucciso combattendo per l'Isis.

7 giugno. Ardeshir Bibakabadi è fuggito dall'Iran per raggiungere la Svezia perché il suo orientamento sessuale non era accettato nel suo paese d'origine. Lo scorso anno, egli ha tenuto una serie di conferenze in dieci scuole di Goteborg e in un'intervista al quotidiano Göteborgs-Posten ha spiegato come l'odio verso gli omosessuali dilaghi nelle scuole svedesi frequentate da studenti musulmani.

"È sempre lo stesso schema, era come se la mia sola presenza li provocasse. Quando parlavo nelle aule magne, le tensioni erano chiarissime. 'Dannazione, sei disgustoso', mi ha urlato uno studente di uno scuola di Porthälla. Poi si è scagliato contro di me."

8 giugno. Tre somali sulla ventina, che hanno violentato a turno una ragazzina di 14 anni, hanno ricevuto condanne molto clementi e hanno evitato l'espulsione. Due di loro sconteranno due anni e mezzo di carcere. Il terzo, che è stato condannato per reati legati alla droga e guida in stato di ebbrezza, sconterà una pena detentiva di due anni. Dopo il carcere, potranno rimanere in Svezia, anche se non sono cittadini svedesi.

9 giugno. Un clandestino somalo di 19 anni, che ha morso un agente di polizia al braccio mentre lo arrestava, è stato assolto dalla Corte distrettuale di Umeå. Il tribunale ha creduto alla sua versione dei fatti, ossia che aveva agito in uno stato di panico a causa dei ricordi traumatici legati al suo paese d'origine e alle "cattive esperienze con la polizia di altri paesi".

9 giugno. Da anni, i media svedesi sostengono che tutti coloro che affermano di essere "profughi minorenni non accompagnati" sono davvero minori – non importa quanto siano rugosi o brizzolati. L'idea che molti di loro mentano sull'età, al fine di accelerare l'iter burocratico per l'ottenimento dell'asilo, è stata giudicata un mito razzista. Tuttavia, un'inchiesta condotta dall'emittente radiofonica pubblica Sveriges Radio ha mostrato che molti sono in realtà adulti che vengono collocati nelle stesse strutture che ospitano adolescenti e bambini.

Irene Sandqvist, responsabile del Dipartimento dei servizi sociali a Helsingborg, ha detto al giornalista che l'ha intervistata che almeno il 25 per cento di coloro che si fanno passare per "profughi minorenni" in realtà non lo sono:

"Abbiamo anche avuto qualcuno con i capelli grigi, il che lo rende abbastanza ovvio. Alcuni sono più vecchi del personale e questo potrebbe anche mettere i bambini più piccoli a rischio".

9 giugno. Tre giovani uomini di circa 18 anni sono stati incriminati per rapina e aggressione violenta ai danni di un uomo sui 25 anni mentre si trovava per strada a Norrköping. Uno dei ragazzi, Abdimalik Hassan Shido, proveniente dalla Somalia, è stato anche incriminato per aver violentato la vittima minacciandolo con un coltello usato durante la rapina. Il pubblico ministero ha scritto:

"In relazione all'aggressione fisica descritta, Shido ha costretto NN [la vittima] a subire un rapporto anale e a praticare sesso orale. Si è trattato di un atto coercitivo perché Shido, ha proferito minacce di morte, ha puntato un coltello contro NN e gli ha inflitto dolore per averlo costretto a subire e compiere atti sessuali, nonostante le ferite che NN ha riportato durante il pestaggio".

Il pubblico ministero ha chiesto che Shido fosse processato per stupro aggravato.

10 giugno. A gennaio, una dipendente di una struttura di accoglienza per richiedenti asilo minorenni a Ystad ha detto a un "profugo minorenne non accompagnato" proveniente dall'Eritrea che non poteva più giocare ai videogiochi. L'uomo, che affermava di avere 17 anni, ha poi cercato di strangolare la donna che si è salvata per l'intervento di un collega.

Nonostante la gravità del reato, l'eritreo ha ricevuto una blanda condanna a 35 ore di servizi sociali e al pagamento di 9.720 corone (circa 1.000 dollari) di danni alla donna.

10 giugno. Abu Muadh, il controverso imam della moschea di Halmst ha rilasciato un'intervista al quotidiano locale Hallandsposten. Quando gli è stato chiesto per quale motivo i musulmani non possono essere amici dei non musulmani, Muadh ha replicato:

"Nell'Islam, c'è una differenza tra amici e colleghi. Si può vedere un collega in palestra oppure si può lavorare con lui e così via dicendo. Ma non si possono fare cose che non sono consentite nella nostra religione. Ci sono tonnellate di cose che si possono fare come organizzare un barbecue, ma non si possono condividere i valori religiosi. Non si può celebrare il Natale o il Ramadan con qualcuno che non crede. Questo non è consentito".

11 giugno. Danial Rahimi, un afgano che afferma di essere un "profugo minorenne non accompagnato" di 17 anni, è stato arrestato perché sospettato di aver stuprato una ragazzina del piccolo villaggio di Bodafors. Dopo essere stato trattenuto trenta giorni in custodia cautelare, l'uomo è stato incriminato. Secondo l'accusa, Rahimi ha premuto il suo pene nell'ano della piccola più volte, le ha toccato i genitali e i glutei, le ha strizzato i seni e gliel'ha morsi. Ha buttato a terra la ragazzina e l'ha immobilizzata mentre la violentava, l'ha picchiata e ha cercato di soffocarla tappandole il naso e la bocca con la mano. Rahimi nega le accuse, ma il pubblico ministero ha delle argomentazioni convincenti, compresa la prova del DNA.

12 giugno. Violenti disordini sono scoppiati nei quartieri a forte presenza di immigrati di Kristianstad e Uppsala. A Kristianstad sono stati appiccati incendi e sono state lanciate pietre contro i veicoli in servizio di emergenza. A Uppsala, gli scontri sono andati avanti per giorni e un autobus con persone a bordo è stato oggetto di un fitto lancio di pietre e altri oggetti.

13 giugno. L'emittente televisiva pubblica Sveriges Television ha riportato la notizia che Tobias Lindfors, proprietario dell'hotel e centro congressi Pite Havsbad, sta incassando molti milioni dal suo lucrativo affare con l'Ufficio immigrazione svedese. Pite Havsbad, famoso per essere uno più grandi stabilimenti balneari d'Europa con tanto di spa e piscina, viene talvolta chiamato "la Riviera svedese. A maggio, la struttura ha catturato l'attenzione dei media quando un congolese ha appiccato un piccolo incendio nella sua stanza. Durante l'inverno, solo il 25 per cento delle camera era occupato, ma stando a quanto riferito dalla Sveriges Television, Lindfors viene ancora pagato per aver alloggiato 1.300 richiedenti asilo, indipendentemente da quanti di loro siano stati ospitati di fatto nella struttura. l'Ufficio immigrazione svedese ha affittato Pite Havsbad per quattro anni (ad esclusione di due mesi in piena estate). Secondo informazioni, l'Ufficio ha pagato al suo proprietario 240 milioni di corone (circa 28 milioni di dollari) per l'affitto.

13 giugno. Durante i tumulti scoppiati in un centro di accoglienza per "profughi minorenni non accompagnati" a Nässjö, due cucine, del valore di centinaia di migliaia di corone, sono state fatte a pezzi. Il personale non ha avuto il coraggio di intervenire contro i rivoltosi e ha chiamato la polizia. Nei disordini sono stati distrutti alcuni fornelli, un frigorifero e un freezer, diversi televisori, delle lavastoviglie, mobili da cucina e numerosi piatti. I vandali hanno anche fatto volare sedie e danneggiato finestre e porte. Secondo la polizia, la rivolta è iniziata perché gli ospiti della struttura non erano "soddisfatti del cibo servito".

13 giugno. Un jihadista bosniaco dell'Isis, di 46 anni, considerato molto pericoloso, è stato arrestato dalla polizia di Malmö. Tuttavia, poiché l'uomo ha fatto subito richiesta di asilo, l'Ufficio immigrazione svedese è intervenuto per occuparsi del caso, evitandogli così l'espulsione. L'ispettore Leif Fransson della polizia di frontiera è stato piuttosto critico e ha detto al quotidiano HD/Sydsvenskan:

"Non appena queste persone giocano la carta vincente e dicono 'asilo', si aprono le porte del paradiso. La Svezia ha la fama di essere un porto sicuro per terroristi".

Tuttavia, dopo una fulminea valutazione, quattro giorni dopo è stato reso noto che al jihadista dell'Isis è stato negato l'asilo e che sarebbe stato espulso dalla Svezia nel più breve tempo possibile.

14 giugno. Subisce una battuta d'arresto la prima incriminazione dopo l'entrata in vigore della nuova legge che punisce chi si reca all'estero per compiere atti terroristici. Una corte municipale di Attunda ha assolto un uomo di 25 anni che nella primavera del 2015 aveva acquistato un biglietto di sola andata per la Turchia, ma gli era stato negato l'ingresso nel paese ed era stato rispedito in Svezia. Nella sua valigia, la polizia trovò un giubbotto anti-proiettili, ginocchiere e gomitiere. Secondo l'accusa, la destinazione dell'uomo era la Siria, dove voleva unirsi al Fronte al-Nusra per combattere contro il regime di Assad.

Mark Klamberg, un assistente universitario di diritto internazionale, in un'intervista rilasciata al quotidiano Svenska Dagbladet subito dopo l'assoluzione ha detto: "Se il verdetto rimarrà valido, penso che sarà molto difficile vincere questo tipo di cause".

Giungo 14. Sempre più poliziotti lasciano le forze di polizia. Una sensazione di insicurezza fisica, stipendi bassi e malcontento nei confronti del commissario nazionale della polizia Dan Eliasson sono alcune delle spiegazioni fornite. Il sindacato della polizia ha di recente aperto il blog Polisliv ("La vita in polizia") dove gli agenti possono raccontare le loro storie nel più competo anonimato, dando così alla popolazione svedese l'opportunità di avere un'idea di cosa significhi fare il poliziotto in Svezia.

14 giugno. Un rapporto della Corte dei conti svedese (Riksrevisionen) ha rivelato che l'Ufficio immigrazione svedese ha speso quattro miliardi di corone (circa 470 milioni di dollari) per dare alloggio ai richiedenti asilo arrivati in Svezia nel 2015. La Riksrevisionen ha rilevato che sarebbe stato possibile ridurre notevolmente i costi, se l'Ufficio immigrazione avesse lavorato in modo più efficace e sistematico.

14 giugno. Una sentenza eccezionalmente clemente emessa contro uno stupratore yemenita ha scaldato gli animi a Mariestad. Maher Al Qalisi ha aggredito una ragazzina di 13 anni, l'ha buttata giù dalla bicicletta, l'ha ferita al volto con un coltello e l'ha violentata in un parco, ma è stato condannato a soli 18 mesi di reclusione e non sarà espulso. Al Qalisi sostiene di avere 17 anni, anche se dal suo passaporto yemenita risulta che ne ha 20. Se fosse stato processato come un adulto di certo gli sarebbe stata inflitta una pena più severa. Il pubblico ministero Jonas Lövström è rimasto deluso dal verdetto: "Sono fermamente convinto che abbia più di 21 anni".

15 giugno. Il numero di minacce segnalate dall'Ufficio immigrazione svedese è più che raddoppiato rispetto all'anno scorso: da 94 casi si è passati a 216. Per lo più, le minacce sono rivolte contro i dipendenti dell'Ufficio oppure riguardano i richiedenti asilo che in genere si comportano in modo minaccioso.

15 giugno. Secondo la legge svedese, gli elementi religiosi non sono ammessi nelle scuole pubbliche. Tuttavia, gli studenti musulmani che frequentano la Bikupan School a Lessebo hanno una loro stanza per poter pregare. L'insegnante Veronica Wilhelmsen ha spiegato alla Sveriges Radio perché questo sia possibile: "Devono avere la sensazione di poter professare la loro religione qui in Svezia e anche a scuola, altrimenti potrebbero non venire a scuola".

15 giugno. L'Ufficio svedese per i giovani e la società civile (Myndigheten för ungdoms-och civilsamhällesfrågor) ha reso noto che le organizzazioni hanno ricevuto nel 2016 contributi pubblici per 212 milioni di corone (circa 25 milioni di dollari). Le sovvenzioni sarebbero state erogate a favore di organizzazioni che si occupano di bambini e giovani, ma a parte i comuni che ricevono contributi per le attività ricreative estive, la maggior parte delle sovvenzioni va alle organizzazioni che affermano di operare nella lotta al razzismo, alla "islamofobia" e che si occupano di problemi legati all'identità di genere.

Si è scoperto che a un gruppo molto controverso, chiamato Musulmani uniti di Svezia (Sveriges förenade muslimer, SFM), è stato elargito più di mezzo milione di corone (55.000 dollari). Questo gruppo è stato più volte associato all'estremismo e all'incitamento all'odio contro gli omosessuali, ma esso sostiene che il denaro deve essere utilizzato per combattere il razzismo e l'intolleranza. L'esperto e studioso di terrorismo Magnus Ranstorp ha detto al quotidiano Dagens Nyheter:

"Vedo un sacco di punti interrogativi a riguardo. Stiamo parlando di un gruppo che invita predicatori d'odio e il cui orientamento salafita è per molti versi l'esatto opposto della tolleranza".

17 giugno. Malmö è uno dei luoghi più piacevoli in cui vivere per i migranti. C'è una grave carenza di alloggi, ma il Comune ha comunque stabilito di dare la priorità ai cosiddetti "nuovi arrivati svedesi" e così ha deciso di acquistare 56 appartamenti per ospitarli. Il partito dei Democratici svedesi si è infuriato con la decisione e ha rilevato che sarebbe stato meglio mandare a casa la maggior parte dei migranti, dal momento che molti di loro vivono in ogni caso isolati dal resto della società.

20 giugno. A Landskrona, una famiglia afgana ha rifiutato di accettare che la propria figlia avesse un fidanzato. Così l'hanno fatta sposare con un parente nel loro paese di origine e hanno sequestrato con violenza il ragazzo. Tre persone sono state ora incriminate per matrimonio coatto, aggressione, rapina e sequestro di persona. "Il motivo che si cela dietro a tutti questi crimini", ha spiegato il procuratore Ulrika Ekvall, "è riparare l'onore della famiglia".

20 giugno. Il sito web svedese Europaportalen ha riportato che in nessun altro paese dell'Unione Europea il numero delle richieste di asilo è diminuito così tanto come in Svezia. Nell'ultimo trimestre del 2015, sono state depositate quasi 88.000 domande di asilo, ma nel primo trimestre del 2016 solo 8.000, registrando un calo del 90 per cento. La riduzione è principalmente dovuta al fatto che sono stati attuati adeguati controlli alle frontiere, nonché controlli d'identificazione sul lato danese. La Germania, invece, che ancora non ha imposto controlli alle frontiere con i limitrofi paesi dell'UE, ha registrato un aumento delle domande di asilo durante il primo trimestre del 2016, rispetto all'ultimo trimestre del 2015.

21 giugno. Una donna di 30 anni è stata arrestata perché sospettata di aver ucciso un bambino di cinque mesi, in un centro di accoglienza profughi a Sunne. La donna non è la madre del piccolo, ma ha detto di avere "legami con lui". Pochi giorni dopo, è stato arrestato anche un somalo di 20 anni coinvolto nel caso. I due sono ancora in stato di custodia.

21 giugno. Il Partito dei Verdi ha elaborato un nuovo piano di azione per evitare che gli islamisti tornino a infiltrarsi nel partito. Il piano presenta cinque punti focali. Il partito si è avvalso dell'aiuto di uno studioso dello Swedish National Defence College, Lars Nicander, secondo il quale gli islamisti si erano infiltrati nel partito molto tempo prima che si sapesse cosa stava accadendo. I Verdi avvieranno inoltre un ampio dibattito sui valori e anche sulle differenze esistenti tra i valori progressisti di uguaglianza della sinistra svedese e la visione che l'Islam ha delle donne.

21 giugno. Quattro persone sono state incriminate per aver aggredito due poliziotti nel quartiere di Hässleholmen, a Borås. Una cinquantina di persone ha circondato i poliziotti e un uomo armato di coltello ha colpito una dei due agenti. Tutto è iniziato con un normale controllo stradale nel corso del quale era stato fermato un ciclomotore, ma la situazione è presto sfuggita di mano quando sempre più persone si sono presentate sul luogo. Un uomo ha sferrato un calcio al petto a uno degli agenti e ha accoltellato l'agente donna. Quest'ultima ha detto: "Pensavo che volesse uccidermi, ed era così".

22 giugno. Un uomo di 38 anni è stato condannato in contumacia per l'uccisione di una ragazzina di 16 anni arrivata in Svezia come "profuga minorenne non accompagnata" nell'ottobre 2015. A marzo, era stata segnalata la scomparsa della giovane e a maggio il suo corpo era stato ritrovato in una zona boschiva, a sud di Stoccolma. Secondo il quotidiano Aftonbladet, l'uomo, che era di 22 anni più vecchio della vittima, era sposato con la ragazza.

22 giugno. Il pluriomicida Martin Saliba, che a gennaio era stato condannato in contumacia all'ergastolo, non sarà estradato in Svezia dal suo paese d'origine, il Libano. Una mattina dei primi di marzo dello scorso anno, due persone che facevano jogging a Uddevalla trovarono due uomini morti sul ciglio della strada e il cadavere di una donna in un'auto, tutti erano stati uccisi con numerosi colpi d'arma da fuoco esplosi a distanza ravvicinata.

Martin Saliba, 22 anni e suo fratello Mark, 23 anni, furono accusati di quegli omicidi. Mark fu condannato all'ergastolo, ma la corte municipale non ritenne che ci fossero prove sufficienti per condannare Martin e così lo assolse. Egli era libero quando è iniziato il processo d'appello. L'ultimo giorno del dibattimento, Martin non si è presentato e successivamente il suo nome è stato messo nella lista dei ricercati internazionali, dopo che è stata pronunciata la condanna all'ergastolo. Ora, a quanto pare, l'uomo si è trasferito in Libano e poiché questo paese non estrada i propri cittadini egli può vivere lì da uomo libero.

23 giugno. Quattro uomini e una donna, tutti siriani, sono stati incriminati dalla corte municipale di Sundsvall per aver sequestrato, picchiato selvaggiamente e abusato sessualmente di un uomo. La vittima è stata aggredita in un parcheggio e per dodici ore è stata trascinata in giro a bordo di un'auto. Il movente non è chiaro, ma secondo la stampa locale, potrebbe essere legato a un affare andato male tra la vittima e i suoi aggressori. Il pubblico ministero ha chiesto l'espulsione di tutti gli imputati, in caso di condanna.

26 giugno. Una ragazza di 20 anni è stata trovata morta in un centro di accoglienza per richiedenti asilo nei pressi di Jönköping. È stato arrestato un uomo di 24 anni con l'accusa di omicidio. L'uomo ha confessato il suo coinvolgimento nel crimine; secondo il suo avvocato, il movente è stato dettato dalla rabbia dell'omicida per l'infedeltà della donna.

26 giugno. Il dipartimento di polizia di Östersund ha ammesso che le numerose aggressioni sessuali perpetrate in città ai danni di donne tra febbraio e marzo di quest'anno sono state per lo più compiute da "giovani richiedenti asilo". Quando la situazione è diventata critica, la polizia ha avvisato le donne di non uscire da sole la sera e di notte. Il capo della polizia locale, Stephen Jerand, ha detto al quotidiano locale Östersunds-Posten: "Quando accogliamo persone in fuga, è importante informarle subito quali sono le regole in Svezia e che queste norme si applicano anche alle donne".

26 giugno. Un afgano di 25 anni e padre di un bambino di tre anni è stato arrestato in una struttura per richiedenti asilo a Mariannelund per l'omicidio della moglie 22enne. Secondo informazioni, dopo l'omicidio l'uomo è corso sul prato antistante la struttura, gridando che aveva strangolato la donna.

27 giugno. Un musulmano ha attaccato la chiesa di San Paolo a Malmö. Ha rotto diverse finestre e all'arrivo della polizia era in cima alla chiesa a urlare "Allahu Akbar!" Egli ha poi cercato di aggredire i poliziotti con un bastone di legno. Si sospetta ora che l'uomo avrebbe potuto causare danni maggiori e potrebbe anche essere accusato di crimini d'odio.

27 giugno. Due uomini di 24 anni di origine straniera sono stati condannati per una serie di rapine aggravate contro studenti di Malmö. Molte delle vittime sono state tenute in ostaggio per ore sotto la minaccia di un coltello, mentre i rapinatori svuotavano le loro case e i conti bancari. Mahad Munyo Mohamed, che è stato condannato a tre anni e mezzo di carcere, è cittadino somalo, e Hassan Murtadha Mohammed Hassan, condannato a cinque anni di carcere, è cittadino svedese.

28 giugno. Il tanto criticato commissario nazionale della polizia, Dan Eliasson, ha lanciato una nuova campagna per porre fine ai palpeggiamenti e agli stupri nei festival musicali dove all'ingresso verranno distribuiti braccialetti con la scritta "Non palparmi". Secondo Eliasson, questa iniziativa "punterà i riflettori su tale questione e incoraggerà le vittime a denunciare il crimine". Considerando che a maggio lo stesso Dipartimento di polizia delle operazioni nazionali (NOA) ha pubblicato un rapporto che afferma apertamente che l'80 per cento dei perpetratori è di origine straniera, molti ritengono che l'idea dei braccialetti con il testo stampato in svedese desti qualche perplessità.

28 giugno. Un eritreo che ha stuprato una donna svedese in un bagno pubblico a Sundsvall potrà restare in Svezia dopo essere stato condannato a un anno e quattro mesi di carcere. L'Ufficio immigrazione svedese evidentemente non se l'è sentita di rispedirlo nel suo paese d'origine. È stata emessa una sentenza clemente perché l'uomo ha affermato di avere solo 19 anni.

Pur approvando gli articoli scritti da Ingrid Carlqvist e pubblicati finora qui sul sito, il Gatestone Institute non è più legato in alcun modo all'autrice.

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